Archivio mensile:Agosto 2006

un post su alcuni post :)

Dusie_Susana Gardner (editor of Dusie) made a post on micawberesque about Bortolotti and Zaffarano’s translations of Mohammad, Cadiot, Toscano, Espitallier: look HERE.

Take a look at Dusie’s pages too: the 42 chapbooks of the Dusi/e-chaps project are online. Jon Leon’s Tract has been reviewed by Chris Rizzo: http://dusie.blogspot.com/ [link].

(As I told before, my note on Leon is in GAMMM).

*

Susana Gardner (redattrice di Dusie) ha segnalato in un post su micawberesque le traduzioni di Mohammad, Cadiot, Toscano, Espitallier fatte da Gherardo Bortolotti e Michele Zaffarano: vedi QUI.

Date poi un’occhiata alle pagine di Dusie: i 42 chapbook del progetto Dusi/e-chaps sono online. Tract, di Jon Leon è stato recensito da Chris Rizzo: http://dusie.blogspot.com/ [link].

(Come già scrivevo, la mia nota su Leon si trova su GAMMM).

 

appunto # 1.4

sabato, 12 agosto 2006   [link]  

sono di volta in volta ritrovate le parole per la sottrazione, per l’assenza.  banalmente si può rammentare che tutta la scrittura è in fondo un confronto con la mancanza, con i vari aspetti della dissoluzione, della perdita.

mentre non c’è un vocabolario per l’accumulo, per l’accatastamento illimitato.  (che è la forma di una società di merci: una società in cui la forma di merce è ciò che descrive o si avvia a descrivere il complesso dell’esistente).

non è forse un caso che alcune tra le scritture più interessanti della nuova poesia francese, inglese e italiana (e non solo) si riapproprino di strutture elencative, installative.  dell’enigma e della wunderkammer.  del catalogo.

8 agosto 2006 / sul “manifesto”: poesia online

martedì, 08 agosto 2006   [link]
 

Sul “Manifesto”: poesia online

Compare sul “Manifesto” dell’8 agosto (p.13) un mio articolo sulla poesia in rete; e su Inventaire-Invention, Flarf, YouTube, Dusie, Cucarachas, Elettra, Sopralluoghi, Che cos’è la poesia?, www.sequenze.splinder.com, www.laurapugno.it, www.sparajurij.com, www.absolutepoetry.org, www.nazioneindiana.com, www.cepollaro.it

    

Rif.: http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/08-Agosto-2006/art54.html

6 agosto 2006 / Burroughs

domenica, 06 agosto 2006   [link]
 

Lei crede che il pubblico possa abituarsi alla fine a reagire ai cut-up?

      

   Naturalmente, perché i cut-up rendono esplicito il processo psicosensoriale che si verifica sempre e comunque. Qualcuno sta leggendo un giornale, e i suoi occhi seguono la colonna nel modo tipicamente aristotelico, un concetto e una frase alla volta. Ma subliminalmente sta leggendo le rubriche sull’altro lato della pagina, e in più è consapevole della presenza della persona che siede accanto. Questo è un cut-up. Mi trovavo seduto in un ristorante a New York con i miei krapfen e un caffè. Pensavo che ci si sente effettivamente un po’ soffocare a New York, come se si vivesse in una serie di scatole. Guardai fuori della finestra e vidi un grosso camion Yale. Ecco un altro cut-up, una giustapposizione di ciò che accade fuori a ciò che si sta pensando. Faccio pratica mentre cammino per strada. Allora, quando sono arrivato qui ho visto quell’insegna, stavo pensando a questo e quando tornerò a casa lo scriverò. Alcune cose le uso. Altre no. Ho letteralmente migliaia di pagine di appunti qui, grezzi. E  tengo anche un diario. E’ come un viaggio nel tempo.

   La maggior parte delle persone non vede che cosa accade intorno. Ecco il mio messaggio agli scrittori: per amor di Dio, tenete gli occhi aperti.  Fate caso a ciò che vi accade intorno.

      

        

[ Intervista con William Burroughs, di Conrad Knickerbocker. Trad.it. di Claudia Gasperini, MinimumFax, Roma 1998, pp. 36-37. Cfr. flux ]

1 agosto 2006 / Un mese di GAMMM :::

martedì, 01 agosto 2006   [link
 

Un mese di GAMMM::: 

– jeff derksen. transnational muscle cars [29-06-2006]

– helmut heissenbuttel. da testi 1-2-3 [29-06-2006]

– john cage [29-06-2006]

– guy debord. da la società dello spettacolo [29-06-2006]

– rodrigo toscano. clues (manoscritto) [05-07-2006]

– andreas gursky. 99 cents [13-07-2006]

– jean-michel espitallier. l’asse del bene [16-07-2006]

– g.bortolotti, m.giovenale. tre paragrafi su scritture recenti [16-07-2006]

– gianluca codeghini. tutto quello che scivola via [18-07-2006]

– do-ho suh. who am we? [21-07-2006]

– jon leon. diphasic rumors [28-07-2006]

– jean-marie gleize. il sonetto come mistero formale [28-07-2006]

           

2 EBOOK

5 OPEB

240 LINK a siti di scrittura di ricerca, autori, blog, archivi, mediateche, editori, in lingua italiana, inglese, francese

     

luglio 2006

Un nuovo post in endoglosse, e in differx


sabato, 29 luglio 2006   [link]

 

Philologia Pauli

   

Esce in questi giorni, presso Fara Editore, Philologia Pauli. Il corpo e le ceneri di Pasolini, di Massimo Sannelli, con Il mese Giugno. Venti poesie. Pp. 196, introduzione di G.R.Manzoni.

   

   

« (…) uno scrittore riconosciuto sa che la propria morte avrà pubblicamente una visibilità, come un nuovo testo, più che come un atto privato. Questa morte dello scrittore, come icona e montaggio finale di un lavoro pubblico, è l’esatto contrario di un intimismo grezzo, in cui il dolore è dolore e il delirio è follia. Morto Gadda, la vitalità esplode, per Pasolini. Morto Pasolini, “saremo costretti a invecchiare”, secondo Sanguineti. Su chiasmi come questo, e su antitesi simili, si costruiscono una storia buona e una storia che non porta frutto. Se questa morte è un seme, quella è sterile o sterilizza i sopravvissuti che iniziano ad invecchiare o ingiallire; ma questi valori non giacciono oggettivamente nelle due morti: dipende dalla pietà e dalla carità verso chi si è estinto, più o meno caro. Dipende anche dal tipo di morte e dallo sforzo intellettuale e di carità che chiede. Per sopravvivere serve una certa dose di attenzione, ma anche di libertà: non è la stessa cosa essere costretti ad accettare il tempo che passa o esaurire la vita. Sperimentarla al massimo, quasi con ingenuità, e morire per eccesso di vita è ancora un’altra cosa.»   

   
*

   

La prima versione di questo libro è apparsa come e-book: menilmontant.site.voila.fr/critica.html a cura di Federico Federici, nel 2006, con la sigla editoriale Menilmontant. Qui è ulteriormente aggiornato e riscritto.

   


giovedì, 27 luglio 2006   [link]

 

GEC 1

è indetta a Roma per i giorni 28 e 29 luglio 2006 la prima GAMMM Encrypted Convention ::: 

in luogo e data non pubblic(at)i, alcuni redattori e alcuni collaboratori si incontreranno, dialogheranno sul lavoro fatto e su quello previsto. prenderanno decisioni cruciali. redigeranno progetti. contatteranno il mondo (specie quello non italofono).

l’installazione non è pubblica. è pubblicata la notizia del suo realizzarsi.

ovviamente verranno prodotti e letti materiali cartacei ed elettronici. potranno essere successivamente resi pubblici.

NRSVP


  [link]

 

del sognare il mondo

 

 

 

1.

 

lo sguardo asemantico che il mondo lancia agli occhi è ricambiato da tanta parte del loro sognarlo.

 

del sognare il mondo. il fatto di immaginarlo si sottrae al facile gesto del significato. produrlo, formarlo; così organizzarlo come diverso. (nei codici, che anticipano prassi).

 

 

2.

 

nella vita, nel percorso quotidiano, non tutto è dato. la massa di segnali che investe o attrae e circonda la coscienza ogni giorno, la complessità delle macchine, dei linguaggi, delle immagini, l’accumulo di voci, l’indecidibilità di parti del paesaggio, gli urti delle percezioni, non sono sempre e in tutto minutamente ed esaustivamente affrontati e spiegati, messi in forma e in riga per una cosiddetta ragionevole comprensione lineare: A, B, C, ergo D. (non sono letteralmente mai affrontati così).

 

un pensiero dualista direbbe: “ciò nonostante, viviamo comunque: perciò il buio ovvero l’oblio permette di esercitare le modulazioni della luce di cui disponiamo”.

 

falso. è possibile modulare luce (che non esiste da sola) precisamente perché e in quanto a formarla sono le sue assenze, le latenze e oscillazione di gradi di nero o vuoto. e viceversa. i due campi si necessitano e implicano e generano: non sono due (né coincidono). precisamente nel loro paradossale reciproco scriversi risiede la chiave della nostra percezione. è precisamente perché non vediamo tutto, che vediamo qualcosa.

 

 

3.

 

lo stesso si può dire degli oggetti linguistici. per i segni in generale.

 

un’installazione, un oggetto d’arte, una linea comune e ritornante del panorama, un’espressione su un volto, una storia traudita e non compresa eppure iterata ogni giorno, una strada di passaggio, possono essere – pur indecifrati – segmenti recursivi della vita. materiale percettivo sentito come invariante nel tempo, negli anni, riverberato. ciò non solo non impedisce di vivere, ma al contrario lo permette.

 

così molti testi possono essere (se e dove sensatamente costruiti – da autori) elementi ancora indecifrati e tuttavia familiari e amici del commercio quotidiano con il senso-non-senso, con le cose, le persone, le parole.

 

 

4.

 

la complessità dei linguaggi, dei sistemi di segni, specie verbali, è tale da sopravanzare – per variabilità e combinazioni e potenzialità – gli oggetti e le storie.

 

l’impressione è che ci siano molte più combinazioni tra parole e concetti e sillabe e ritmi e sfumature e frasi e opere che tra molecole in natura.

 

è possibile, per un lettore, abbandonarsi alla necessità inspiegabile di un testo e di un gruppo di versi prima di averne inquadrato non solo il significato, ma perfino il senso, i confini della persuasione in atto.

 

non diversamente, ci si innamora di una persona prima di averla descritta alla coscienza. a volte prima ancora di averne afferrato i tratti somatici, l’aspetto.

 

 

 


domenica, 23 luglio 2006   [link]

 

 

     

in http://vispostock.blogspot.com [ luglio 2006 ]


mercoledì, 19 luglio 2006   [link]

 

una nuova endoglossa.

e opere in collaborazione con Jukka-Pekka Kervinen qui e qui.


domenica, 09 luglio 2006   [link]

 

Il numero 13 di “Poesia da fare”

     

Esce il n.13 [eBook PDF] (luglio 2006) della rivista online “Poesia da fare”, a cura di Biagio Cepollaro.

    

     

Sommario

Biagio Cepollaro, Editoriale

     

Testi   

Francesco Forlani, Hotel Occidente

Jacopo Galimberti, Dal basso

      

Letture  

Marco Giovenale, Il tempo conta
          

Immagine  
B.C., Studio Pagliano, 2  2005

29 giugno 2006 / nasce GAMMM :::

giovedì, 29 giugno 2006   [link]
 

NASCE GAMMM

[ da «bina» 63, 29 giugno 2006: ]

             

mg2170.0506.gammm.ridIn questo mese «bina» compie tre anni: è nata il 24 giugno 2003. È bello festeggiare con un’altra nascita: un sito esclusivamente dedicato alla scrittura di ricerca, raggiungibile all’indirizzo http://gammm.blogsome.com: GAMMM è una stanza o galleria d’arte moderna che avvicina intenzionalmente l’arte e la scrittura contemporanee, non nella forma di una semplice giustapposizione, ossia affiancando opere d’arte e opere letterarie; ma credendo e dimostrando che le arti visive e la musica contemporanea, così come la scrittura di ricerca, nelle loro numerose diversissime forme, sono fatte della stessa stoffa, delle stesse domande; e hanno elementi in comune tra cui spicca ormai chiaro un carattere percettibilmente ‘installativo’, freddo, non performativo.

GAMMM è un elenco di impegni a breve e medio termine di letture e riletture. È (vuole essere) una serie di soddisfazioni prese, da prendersi. È un certo numero di risposte a consigli avuti, a domande impreviste, ad argomentazioni incomplete circa la letteratura che si desidera, di cui si sente il bisogno.

 

In rete, nelle biblioteche, si affollano testi di cui non sapevamo niente e che non possiamo (più) ignorare. Si tratta solo di dare luogo a dei legami, dei raffronti, delle analogie: pubblicando così testi in lingua inglese (google poetry, sought poems, Language poetry), francese (Espitallier, Cadiot, …), italiana, tedesca, … famosi, sconosciuti, contemporanei, degli ultimi trenta, quaranta, cento anni. Per metterli in vista, per fondare l’epos della nostra e altrui comunità di lettori, di autori di opere di ricerca.

 

*

 

GAMMM non ha orientamenti prescritti – né prescrittivi. Allo stesso tempo, una nuvola di variabili e costanti si può descrivere, dicendo che si incontrano alcune ricorrenze:

 

le modalità di scrittura elencative; il superamento netto del referenzialismo e dei realismi; il cut-up e l’uso della “citazione” (questo termine Debord lo derideva una quarantina di anni fa, a ragione; qui va messa in conto l’umiltà di usarlo: per intenderci); il confronto con l’intero arco delle sperimentazioni nelle arti del secondo Novecento; l’indifferenza verso la cosiddetta questione dell’«io lirico» (finita o irreversibilmente metamorfosata la lirica, revocato in dubbio l’io, la faccenda è per lo meno vecchia); l’indifferenza verso ogni dualismo e in particolare verso l’opposizione banale tra scrittura oscura e scrittura chiara; l’indifferenza pressoché totale verso la poesia frontalmente performativa, verso lo spettacolo e la poesia spettacolo; l’interesse semmai per il concetto di installazione – anche in assenza di autore (come accade per i classici, distanti e insieme presenti e vivi solo e precisamente per via di una intensità/tensione testuale).

 

La rete e l’archiviazione in rete dei materiali cambia i materiali. ne cambia – insieme – la fruizione. (Cfr. anche Derrida, Mal d’archive, une impression freudienne, Galilée, Paris 1995; tr. it. di G.Scibilia, Mal d’archivio. Un’impressione freudiana, Filema, Napoli 1996).

 

*

 

GAMMM, di per sé, non si pone come editore: non è/ha un’attività editoriale: ma offre ospitalità a testi. (La sigla HGH, scelta a questo proposito, traduce “hosted GAMMM hosting”: …e volendo: “hai gratis hosting”:-)

 

Come ospiti (della rete), ospitiamo pagine, poesie e prose: in semplici post, o in formato e-book e opeb (“one-page e-book”). Privilegiando nettamente le linee di scrittura affini ai materiali che il sito già offre, e a cui gli abbondanti link rimandano.

 

*

 

Tutto il lavoro di GAMMM non necessariamente deve ma sicuramente può (rivendica il diritto di) non essere interessato a uscire dall’area della lettura in/per web. I materiali che di volta in volta verranno pubblicati non sono legati da un vincolo di necessità a letture pubbliche o incontri. Semmai a contatti individuali tra le persone, e a un concetto di gruppo/rete estremamente sfrangiato e disperso.

 

Tornando all’idea di installazione: i materiali sono disponibili e leggibili, come oggetti elettronici fissati nel flusso della rete. Possono essere liberamente visitati, osservati, letti, anche scorsi distrattamente: materiali installati, non invasivi: e possono agire, come tali, poi, singolarmente, sull’immaginazione del lettore. (Il quale deve, lui, fare un passo verso i testi: non saranno i testi a muoversi verso di lui).

 

*

 

Il sito si compone così: una homepage che riporta dai tre ai cinque testi; una pagina sintetica di presentazione; una di ebook; una di opeb; una sezione dedicata ai chapbook curati da Michele Zaffarano e Gherardo Bortolotti per le edizioni Arcipelago; una di biobibliografia di redattori e autori; una sezione di link (tuttora in costruzione) disposti ‘analiticamente’ per categorie; e infine un riferimento agli aspetti legali dell’hosting. La prima uscita presenta cinque novità in homepage, due e-book e diversi opeb.

 

L’esperienza di GAMMM nasce come aggregazione naturale di scritture e persone della rete di àkusma, a cui si connette, in indipendenza e dialogo.

 

 

gherardo bortolotti
alessandro broggi
marco giovenale
massimo sannelli
michele zaffarano

    

 

http://gammm.blogsome.com

            

21-27 giugno 2006

martedì, 27 giugno 2006   [link]
 

Propongo qui (e sottoscrivo in pieno) un commento di Andrea Inglese uscito da poco su NazioneIndiana:

Il precariato non è una necessità di fantomatici processi di mondializzazione, ma una strategia consapevole del fronte aziendale, con appoggio politico e giornalistico, per dividere la forza lavoro dopo lo scontro degli anni sessanta/settanta; questa strategia implica vari aspetti: massimizzare i profitti, privilegiare l’azionariato, far salire in verticale i salari di fascia alta e contenere quelli di fascia media e bassa, introdurre il terrore della crisi capitalistica (mondializzazione), sacrificare le fasce basse della società, smantellare lo stato e creare la fobia dello stato.

A questa storia che lo stato non puo’ più occuparsi di casa, sanità, disoccupati, malati di mente, ecc. ormai ci credono tutti. Anche i più critici e arrabbiati. Ed invece è da li che bisogna ripartire. Le politiche che non si fanno.


domenica, 25 giugno 2006   [link]

Giampiero Marano, da “bina” 62, 16 giugno 2006:

Per la Costituzione. E contro la riforma 

             

Dopo un anno e mezzo di lavori che coinvolsero le principali “anime” della società italiana (liberale, cattolica, socialista), la Costituzione del 1948 fu approvata dal 90% degli oltre cinquecento componenti dell’Assemblea. Con enfasi veniale le cronache relative alla prima seduta dell’Assemblea Costituente parlano di «un’affluenza di pubblico quale si è raramente verificata anche nelle più solenni occasioni» e descrivono un’aula gremita di deputati con pochissimi seggi vuoti.

Il progetto di riforma della Costituzione, già approvato dal Parlamento e ora sottoposto a un referendum popolare confermativo, è nato invece, sia pure al termine di una lunga incubazione bipartisan, dalla full immersion di quattro “saggi”, ritiratisi dal 20 al 23 agosto 2003 in una baita sulle Dolomiti per riscrivere cinquantatre articoli sui complessivi centotrentaquattro attualmente in vigore. Il nuovo testo tende a indebolire le procedure democratiche classiche, fatte di vincoli, equilibri delicati di pesi e contrappesi, regole inevitabilmente complesse, rimpiazzandole con strategie di conduzione aziendale della politica Ne è prova la funzione manageriale assegnata dalla riforma al capo del governo (significativamente chiamato non più “Presidente del Consiglio dei Ministri” ma “Primo ministro”), ciò che secondo alcuni costituzionalisti segnerebbe la transizione dalla repubblica parlamentare a una forma di “premierato assoluto”. Il premier, eletto de facto direttamente dal popolo, non chiederà più la fiducia al Parlamento, potrà nominare e revocare i ministri (mentre la Costituzione del 1948 prevede che essi vengano scelti dal capo dello stato su indicazione del presidente del consiglio), «determinare» (e non più, o non solo, «dirigere») la politica generale del governo, sciogliere in anticipo l’Assemblea (oggi questo potere è esercitato dal presidente della Repubblica). Un’eventuale mozione di sfiducia, che potrà essere avanzata dalla sola Camera dei deputati, obbligherebbe il Primo ministro a dimettersi ma simultaneamente comporterebbe lo scioglimento della Camera stessa o, in alternativa, chiamerebbe la maggioranza a presentare una mozione di “sfiducia costruttiva” nella quale andrà indicato il nuovo premier. Il Parlamento continuerà a comporsi di due Camere: tuttavia, mentre attualmente la funzione legislativa viene esercitata da entrambe (“bicameralismo perfetto”), con la riforma la Camera dei deputati voterà le leggi di competenza esclusiva dello Stato e il “Senato federale della Repubblica” si occuperà di quelle a competenza “concorrente” statale e regionale o soltanto regionale. Verrà ridotto di centosettantasette unità il numero dei parlamentari (da 950 a 773) e si abbasserà l’età minima per essere eletti: da 25 a 21 anni per la Camera, da 40 a 25 per il Senato federale, da 50 a 40 per il presidente della Repubblica. Quest’ultimo non rappresenterà più l’«unità nazionale» ma la «Nazione» e sarà «garante della Costituzione e dell’unità federale della Repubblica». La nuova Costituzione mette in discussione non soltanto la composizione ma il ruolo stesso della Corte Costituzionale, organo di garanzia e di controllo che per espletare i suoi compiti deve disporre della totale indipendenza dall’esecutivo. È questa la ragione per la quale, attualmente, soltanto un terzo dei membri della Consulta viene eletto dal Parlamento: la riforma, invece, stabilisce la nomina politica di sette giudici su quindici. Viene poi introdotta la cosiddetta devolution, cioè il conferimento alle singole regioni della competenza legislativa esclusiva, e non più concorrente con lo Stato, in materia di diritti fondamentali come la salute, l’istruzione e la pubblica sicurezza. La devolution comporta infine l’attuazione del “federalismo fiscale”. In caso di vittoria del «Sì», pur essendo prevista l’istituzione di un fondo compensativo a beneficio delle regioni economicamente più deboli, gli enti locali potranno gestire autonomamente entrate, spese e risorse: un rimedio «contro i guasti e gli storici sperperi del centralismo statale», come sostiene qualcuno, o il primo passo verso la disgregazione dell’unità nazionale?

Giampiero Marano


sabato, 24 giugno 2006   [link]

il 25 e 26 giugno è decisamente il caso di ANDARE A VOTARE e dire

NO

a chi pensa di stravolgere impunemente la Costituzione


giovedì, 22 giugno 2006   [link]

Superficie della battaglia.-

Biagio Cepollaro sul suo blog dedica una recensione al recente Superficie della battaglia. Marina Pizzi scrive questa nota (che mi permetto di proporre in pdf, e che si trova anche su ex04 e su brindisi e cipressi). Devo gratitudine a entrambi gli autori, a entrambe le analisi, generose e attentissime.


mercoledì, 21 giugno 2006   [link]

  venerdì 23 giugno 2006, ore 21:00

Roma, La Camera Verde

 

via G.Miani 20, tel 06.657289454

 

su un io colonna

            

performance di Chiara Daino su testi di Emily Dickinson

                

nella traduzione (e con la presenza) di Massimo Sannelli

              

*

                   

[ da Microcritica – disegno di Patrizia Bianchiwww.patriziabianchi.blogspot.com ]

 


La Camera Verde, via G.Miani 20, tel. 06.657289454



martedì, 20 giugno 2006   [link]

corretto ora il testo in differx