Archivi categoria: text
Carlo Bordini, “Ma noi mangiamo carne” [“But we eat meat”]
[ English version below ]
Ottobre. In questo periodo, dopo la manifestazione del 15 di Roma, è in corso una polemica tra i sostenitori delle manifestazioni pacifiche, e una minoranza che sostiene e applica la violenza. Io penso che entrambi abbiano ragione, se non altro nel sostenere che i metodi degli altri sono inadeguati. I sostenitori delle manifestazioni pacifiche ritengono che rompere le vetrine delle banche, incendiare cassonetti, bruciare i blindati della polizia, e (ancora peggio) dar fuoco alle auto di semplici cittadini, non serva. E hanno ragione. I sostenitori della violenza ritengono che fare ogni tanto una grande manifestazione sperando che venga un governo migliore, non serva. E hanno ragione anche loro.
Il fatto è che i giochi si svolgono altrove. Berlusconi sta per cadere, lo dicono e lo sanno tutti, ma tutti si preparano a un compromesso per formare un governo che sia in sostanza non molto diverso da quello che c’è adesso. E la situazione europea non è molto meglio di quella italiana.
Dopo le violenze del 15, settori dell’opposizione e del governo, unanimemente, hanno proposto il ritorno della legge Reale, che fu promulgata negli anni ’70. La legge Reale autorizzava l’uso delle armi da parte della polizia anche nei casi di ordine pubblico (leggi: manifestazioni). Autorizzava le perquisizioni anche senza il permesso dell’autorità giudiziaria. E gli arresti anche al di fuori della flagranza. Si calcola che la legge Reale abbia provocato 625 vittime. Le Brigate Rosse hanno ucciso 86 persone.
Io personalmente non credo che sia giusto demonizzare coloro che applicano la violenza. Ci saranno tra loro infiltrati della polizia, ma questo è normale. Non mi scandalizzo nemmeno perché lì ci sono persone di destra, o gente che vuole soltanto picchiare, gente che va allo stadio. E’ gente esasperata, lo ero anch’io, da giovane. Piuttosto il paragone con la fluidità, con l’intelligenza, con l’ubiquità degli Occupy Wall Street fa apparire rozzi questi settori che teorizzano la violenza, e allo stesso modo i neo-anarchici che stanno ricominciando a fare attentati.
Spesso penso a un’opera di Brecht: La resistibile ascesa di Arturo Ui. Hitler poteva essere fermato. E non lo fu. Anche Mussolini poteva essere fermato. Anche Berlusconi, in Italia, poteva essere fermato. In questi anni Berlusconi è stato per cadere diverse volte, ed è sempre stato salvato, in varie occasioni, da un ex comunista.
Novembre. Berlusconi è caduto. Il giorno delle sue dimissioni, sotto il Quirinale, erano presenti l’orchestra e il coro del movimento Resistenza Musicale Permanente (uno dei tanti movimenti antiberlusconiani) che ha cantato l’Alleluia di Händel. Successivamente Monti è stato accolto col consenso quasi generale della popolazione.
La cosa interessante era che Continua a leggere
non
Roma, 18 febbraio: Michele Mari alla Libri Necessari in trasferta in Via Annia
Il 18 febbraio 2012, alle 18:00,
presso la libreria Libri Necessari in trasferta in Via Annia 58/60 a Roma
Lorenzo Flabbi incontrerà Michele Mari
in occasione della presentazione di Fantasmagonia, il suo ultimo libro uscito per Einaudi
Texts and Textiles (Cambridge, 2012)
http://www.english.cam.ac.uk/cmt/
A conference organised by the Centre for Material Texts, University of
Cambridge to be held 11-12 September 2012 at Jesus College, Cambridge
The shared origin of ‘text’ and ‘textile’ in the Latin ‘texere’, ‘to
weave’, is a critical commonplace. Many of the terms we use to describe
our interactions with words are derived from this common linguistic
root, and numerous other expressions associated with reading and writing
are drawn from the rich vocabulary of cloth. Textiles are one of the
most ubiquitous components of material culture, and they are also
integral to the material history of texts. Paper was originally made
from cotton rags, and in many different cultural and historical settings
texts come covered, wrapped, bound, or decorated with textiles. And
across the domestic, public, religious, and political spheres, textiles
are often the material forms in which texts are produced, consumed, and
circulated.
In the light of the CMT’s current research theme on ‘the material text
in material culture’, we invite papers which consider any of the many
dimensions of the relationship between texts and textiles. There are no
historical, geographical, or disciplinary limitations. Areas to be
addressed could include:
the shared language of texts and textiles – construction and
deconstruction: Continua a leggere
pop developments
uno spettacolo decente a causa delle casse
oh andiamo in libia e che il default di intersezione per ottenere il vostro toolkit modalità di combattimento savannah sia noioso, ma fisso basso e se non si può incolpare qualcuno allora effettivamente prendere il cavallo e la cartuccia atari.
Critique de la séparation / Guy Debord. 1961
[gli altri link sono su youtube, ovviamente, inutile cercarli qui]

