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Otoliths #9

It is with both pleasure & sorrow that I announce the going live of issue nine of Otoliths. The pleasure is because this issue marks the beginning of Otoliths’ third year, & once again contains a great variety of text & visual work. The sorrow is because Rochelle Ratner, a frequent contributor to this journal, passed away on March 31st. I’d like to dedicate this issue, in which she has new poems, to her.

In this issue are Rochelle Ratner, harry k stammer, Adam Fieled, Bill Drennan, David-Baptiste Chirot, Joel Chace, Michael Farrell, Reed Altemus, Andrew Lundwall, Douglas Barbour & Sheila E. Murphy, William Doreski, Duane Locke, Stu Hatton, Joe Balaz, Jeff Harrison, Raymond Farr, Esa Mäkijärvi, Bobbi Lurie, Julian Jason Haladyn, Simon Perchik, Suzanne Grazyna, Eileen R. Tabios, Diana Magallón & Jeff Crouch, Jeff Crouch & Matina L. Stamatakis, Thomas Lowe Taylor, Glenn R. Frantz, Angela Genusa, Randy Thurman, Philip Byron Oakes, Mark Cunningham, Geof Huth, Andrew Topel & Jim Leftwich & John M. Bennett, John M. Bennett, John M. Bennett & Luigino Solamito & Sheila E. Murphy, John M. Bennett & Scott MacLeod, Scott MacLeod, Robert Gauldie, Adam Strauss, Marcia Arrieta, Elizabeth Kate Switaj, William Allegrezza, Ernesto Priego, Ed Schenk, Irving Weiss, Mary Kasimor, Christopher Major, Derek Owens, Paul Siegell, Daniel f Bradley, Daniel Morris, Steve Timm, Mary Ellen Derwis, Thomas Fink, Louise Landes Levi, Toni Simon, Martin Edmond & Kirsten Kaschock.

Mark Young

declare

o di uno scandalo, raramente, raramente ho visto una figura femminile di cattiva così, così sostiene jean-jacques, una rigida selezione di candidati, paese nel paese delle meraviglie, un bel gioco dura poco, legge del contrappasso, ministry of the dark side, una perfetta caricatura, la dietologa di sua madre ha una freddezza professionale che non mi piace, i giardini zen rappresentano l’espressione di una bellezza pacifica ed armonica, fassino passa un sacco di tempo al telefono

investigate

harpers kiki mall subjects are subjects of “diary of a sex slave / first part” event -even if they know pan is so marginalized. they told us about hansel, id est police extortion of money. policemen are so marginalized. open your heart, become a woman police officer. the black stack of pills can make you italian, erectile, ionized, fascist, racist, weeping in chain, dressed in red long bishop underpants. drugs work. panda owners arrest panda killers’ rights demonstrators in moscow. justice will be done. justice hits. lottery box. investigate proliferation. no/yes : to : impoverished villagers burn gas stations. fight for your fright.

Biagio Cepollaro: “1951, gli artisti dell’Origine”

1951. GLI ARTISTI DELL’ORIGINE. UN RACCOGLIMENTO UMILE MA CONCRETO

 

Rileggendo il Manifesto del Gruppo Origine del 1951 costituito da Burri, Bollacco ,Capogrossi e Colla ciò che colpisce è una doppia assunzione: la conclusione dell’astrattismo come esperienza generale e il rifiuto del decorativo che può ricomparire, a loro avviso, anche negli sviluppi del non-figurativo.

Si prendono le distanze dalla ‘compiacenza decorativa’, dal ‘manierismo’, per riaffermare con forza ‘un raccoglimento umile ma concreto’ alla radice del fare arte.

Ecco: ciò che precisamente mi colpisce è che la vera discriminante tra l’arte da fare e l’arte che non interessa fare non è posta innanzitutto in alcune caratteristiche formali (anche se poi qualsiasi scelta necessariamente in quelle caratteristiche s’incarna) ma nell’atteggiamento di partenza.

È come se fin da allora apparisse chiaro che non era la novità o la piacevolezza del segno a garantire il senso dell’operazione ma la qualità sottile, silenziosa, originaria da cui quel segno prendeva le mosse. Era quest’origine la base del vigore, dell’energia e della necessità dell’opera.

Era quasi il presentimento in grandissimo anticipo di ciò che poi sarebbe accaduto: lo svuotamento veloce delle forme nell’estetizzazione generale della comunicazione sociale.

In questo caso alla ‘compiacenza decorativa’ si è sostituita l’implicita richiesta di abbassamento del gusto tanto più vertiginoso quanto più veloce si andava imponendo la consumazione non più dell’opera d’arte ma della semplice e irrelata percezione.

E così allo sguardo si è sostituito il colpo d’occhio che non chiede neanche più ‘compiacenza decorativa’, chiede solo di non essere interrotto nel suo frenetico vedere senza guardare.

Di fatto la minaccia che incombe sul sistema nervoso dei ragazzi che giocano alla play è la realtà del regime percettivo degli adulti. Talvolta con travaso di apparato mitologico (giochi che rincorrono il cinema o viceversa, guerra come videogioco e videogioco sparatutto)…

Piuttosto che a rallentare le tecnologie hanno puntato a velocizzare (Virilio: la velocità e la guerra, il mercato) fino all’indifferenza, cioè alla non differenza, al non saper più distinguere il meglio dal peggio.

Il mistero della vita all’origine era l’obiettivo di questi artisti, qualche anno dopo la fine della guerra. E prima che arrivasse la vulgata dello strutturalismo e il mito scientista con tutta la sicumèra delle neoavanguardie (si potrebbero considerare quelle letterarie come effetto collaterale di quelle artistiche e musicali).

Prima del formalismo (più o meno manierista nella versione alta o bassa) come condizione unica del rappresentare: è comico parlare di post-umano quando proprio l’umano è ciò che costantemente resta al di là da venire, nel mezzo come siamo di una infinita preistoria.

Questo è anche uno dei motivi per cui è difficile farsi comprendere senza accettare campi di discorso pre-confezionati.

In fondo se si aggiunge una sofisticata tecnologia ad una preistoria infinita, il banale e la violenza tendono ad identificarsi.

 

Biagio Cepollaro

 

neutral decor

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Container / Bologna

CONTAINER Osservatorio/laboratorio mobile di arte pubblica

PERCORSI DI TEORIA E PRATICA DELL’ARTE PUBBLICA FINALIZZATI ALLA PROGETTAZIONE DI INTERVENTI NELLA CITTA’.

a cura del Corso di Antropologia Culturale 2 (Mili Romano)

in collaborazione con Antropologia Culturale 2 (Roberto Daolio), Metodologia della Critica (Silvia Evangelisti), Laboratorio di metodologia progettuale della comunicazione visiva (Paolo Parisi)

CONTAINER osservatorio-laboratorio mobile di arte pubblica

a cura di Mili Romano e di Gino Gianuizzi

con il sostegno di: Interporto, Comune di Bologna, Istituto Gramsci, Istituto Beni Culturali, Quartiere San Donato, neon>campobase

Laboratorio dinamico sul territorio e segnale di “lavori in corso”, spazio di produzione e pratica di public art, CONTAINER osservatorio-laboratorio mobile di arte pubblica è operativo nel corso dell’anno 2007-2008 all’interno del progetto “Sposta il tuo centro. Quartiere San Donato. Città di Città”. Sua caratteristica è la trasversalità e esso si offre al progetto come tramite con la strada e le varie zone del quartiere, riferimento all’esterno non solo per gli artisti coinvolti nel progetto ma per tutti gli abitanti delle sue varie aree e per tutti i laboratori che al progetto più generale contribuiscono come generatori di energie di ricerca propulsiva (Piazza delle Culture; Conoscenza del quartiere; La qualità dell’abitare nell’edilizia pubblica; Le narrazioni; Un quartiere in trasformazione; Il verde urbano in San Donato; Nuovi sguardi sull’architettura; Il sito web).

Tutti gli interventi artistici sono stati progettati come strumento di avvicinamento/conoscenza e avvio di un processo di riflessione e trasformazione antropologico-sociale dello spazio metropolitano, a partire dai suoi caratteri essenziali e dalle sue peculiarità. Loro premessa fondamentale è che l’esperienza artistica, concepita non più soltanto come intervento meramente decorativo o di “intrattenimento”, possa affermarsi come un utile sussidio alla “trasformazione” partecipata del territorio: per ingenerare la consapevolezza di una qualità urbana più alta, primo passo verso la valorizzazione dell’identità del luogo e del senso di appartenenza.

Maria Pia Cinque, Cuoghi Corsello, Cinzia Delnevo, Emilio Fantin, Anna Ferraro, Sabrina Muzi, Mili Romano, Monika Stemmer, Adriana Torregrossa, Zimmerfrei, gli artisti coinvolti nell’iniziativa, hanno attivato questo percorso attraverso progetti artistici nati dalla preliminare conoscenza del contesto urbanistico e sociale.

Dopo il primo posizionamento nell’area antistante la vecchia sede del quartiere, in via San Donato 68, il CONTAINER si è spostato a fine gennaio in Piazza Costituzione in occasione di ARTEFIERA e come evento di ARTEFIERA OFF; dal 3 marzo fino al 5 maggio è localizzato nell’area antistante la biblioteca Luigi Spina non lontano dal “Virgolone” del Pilastro e infine si sposterà davanti al Centro interculturale Zonarelli in via del Lavoro.

CONTAINER/LABORATORIO MOBILE si trasforma, nei mesi di aprile e maggio 2008 in un modulo didattico teorico/pratico, con sede presso l’Accademia di Belle Arti e al Container, orientato alla presentazione dei diversi metodi di approccio dell’arte allo spazio metropolitano e al paesaggio e il cui fine è lo studio, l’osservazione e la progettazione nella città.