nioques, frisbees e altre deviazioni testuali: sono – invece che il “centro” (che non esiste) – la dispersa periferia e il pulviscolo stellare disseminato e girovago di ciò che di più interessante c’è (a mio gusto ovviamente) nella letteratura degli ultimi decenni: https://slowforward.net/2021/06/23/nioques-frisbees-e-altre-deviazioni-differx-2021/
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“Il Fediverso: per farla finita con i Social delle Big Tech”, un (indispensabile) articolo di Sergio Tringali su ‘Effimera’
Assolutamente da leggere:
Il Fediverso: per farla finita con i Social delle Big Tech – di Sergio Tringali
Il lavoro di ‘ahida’ e il “dossier Italia”
Continua il lavoro di osservazione e critica del contemporaneo, svolto dal collettivo di ahida. Da diversi giorni (precisamente dalla data cardine del 7 aprile) il sito ospita una serie di interventi raccolti sotto la sigla di DOSSIER ITALIA, per analizzare i fascismi e i disastri che vediamo.
La sequenza – che prosegue – si è inaugurata con un intervento introduttivo leggibile a questo indirizzo: https://www.ahidaonline.com/post/dossier-italiaintroduzionealdossieritalia
Il corsivo che lo precede dice così:
Sta emergendo un vasto movimento d’opposizione, in gran parte esterno ai tradizionali partiti politici, ma sostenuto da iniziative di base come comitati e associazioni o dall’iniziativa personale di moltissimi giovani. Le grandi manifestazioni dell’anno scorso contro il genocidio israeliano a Gaza, la vittoria del No al referendum e l’enorme partecipazione alla manifestazione No Kings il 28 marzo a Roma ne sono gli episodi più rilevanti. Un movimento di resistenza o, più, di rifiuto, è nato e sta crescendo, portato ancora dai giovani, come alla fine degli anni ’60.
Per elaborare nuove armi teoriche e politiche atte a contrastare il processo autoritario in corso è necessario analizzare e comprendere l’attuale fase politica. ahida intende contribuirvi con un dossier Italia. Una raccolta di testi che esaminano e commentano vari aspetti della tendenza autoritaria dell’Italia odierna per evidenziarne le fessure e trovare gli spiragli per uscirne.
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Qui l’elenco e i link dei testi finora usciti:
Luigi Ferrajoli
Quattro forme di crudeltà nel diritto. L’ostentazione della disumanità al vertice delle istituzioni e il crollo del senso morale a livello di massa
https://www.ahidaonline.com/post/dossier-italiaquattroformedicrudelt%C3%A0neldiritto
(8 aprile 2026)
Lavinia Marchetti
Una pacificazione terrificante. L’Italia del 2026 tra emergenza permanente e criminalizzazione del dissenso
https://www.ahidaonline.com/post/dossier-italiaunapacificazioneterrificante
(8 aprile 2026)
Giuseppe (Beppi) Zambon e Paolo De Marchi
Orwell a Torino
https://www.ahidaonline.com/post/dossier-italiaorwellatorino
(10 aprile 2026)
Gianni Giovannelli
Sicurezza di regime. Riflessioni sul decreto legge 24.2.2026 n. 23
https://www.ahidaonline.com/post/dossier-italiasicurezzadiregimeriflessionisuldecretolegge
(11 aprile 2026)
Luigi Romano
Venti di guerra e chiusure sistemiche. Brevi note sull’attuale governance del penitenziario
https://www.ahidaonline.com/post/dossier-italiaventidiguerraechiusuresistemiche
(13 aprile 2026)
Alberto Burgio
La lunga durata del fascismo
https://www.ahidaonline.com/post/dossier-italialalungaduratadelfascismo
(14 aprile 2026)
Arianna Pasquini
Vittime solo del Diritto. Il Disegno di legge Bongiorno sulla violenza sessuale
https://www.ahidaonline.com/post/dossier-italiaildisegnodileggebongiornosullaviolenzasessuale
(17 aprile 2026)
Giuseppe Onufrio
Le guerre per il petrolio e la nuova transizione energetica
https://www.ahidaonline.com/post/dossier-italialeguerreperilpetrolioelanuovatransizioneenergetica
(20 aprile 2026)
Francesco Scapecchi
Potere, censura, egemonia. Curvature del linguaggio nell’Italia dell’etnofascismo
https://www.ahidaonline.com/post/dossier-italiapoterecensuraegemonia
(20 aprile 2026)
Marco Giovenale
Miserie del letterario vs (alcune) materie del postpoetico
https://www.ahidaonline.com/post/dossier-italiamiseriedelletterariovsalcunemateriedelpostpoetico
(23 aprile 2026)
I militanti (anche quelli online) non campano d’aria
25 aprile 2026. Oggi è giornata antifascista, e sostenere i progetti antifascisti e l’attivismo radicale è sempre più necessario, lo vediamo molto bene. Ok, basta retorica, cacciate i soldi! I militanti non campano d’aria, per cui sostenete NOBLOGS, che ospita una tonnellata di spazi e strutture che fanno controinformazione e funzionano da sponda per rivendicazioni e movimenti reali di persone reali. Quindi: qui di séguito trovate una lista molto breve, in cui NOBLOGS è in cima ma ci sono anche altri interlocutori necessarissimi:
Noblogs.org è un progetto del Collettivo A/I,
che può essere sostenuto con donazioni QUI
Il fediverso esiste! e – fra le molte istanze che lo compongono – scelgo mastodon.uno e segnalo che si autofinanzia con Liberapay, fondamentale per mantenere il servizio di social libero attivo ed efficiente. Bastano pochi centesimi alla settimana. I contributi sono volontari, nessun obbligo. Il collettivo devol che si occupa del lato tecnico e della traduzione in italiano può essere sostenuto qui: https://ko-fi.com/devol
In effetti devol si merita uno spazio dedicato: qui è possibile vedere la quantità di servizi federati che offre. Gratuitamente. Un gruppo da sostenere, insomma.
Per non parlare di Internet Archive, che – sì – è statunitense, di base, ma dà ospitalità a un universo di informazioni, documenti, audio, video, materiali liberamente consultabili e spesso scaricabili. Mantenerne l’indipendenza è fondamentale: la pagina per farlo è questa.
ahida è una rivista / spazio critico comune, frontalmente politico. Un collettivo che può essere sostenuto usando il secondo form disponibile qui: https://www.ahidaonline.com/contatto-donazione
fuori da fb, insisto
per anni il comportamento di fb nei confronti della libertà di parola e di pensiero (e verso chi testimoniava quanto accade in Palestina) è stato a dir poco inqualificabile, sul filo della complicità addirittura. non penso ci siano grandi alternative: occorre(va già da tempo) uscire dai media generalisti e creare o raggiungere degli spazi di alterità che si autosostengono, che rispettano la privacy, non ti “profilano”, non vendono i tuoi dati e non censurano i tuoi contenuti, non sono “comprabili” per pilotare decisioni politiche, e semmai sono liberi da pubblicità e rifiutano la vendita=merdificazione di qualsiasi riga, parola, sillaba che digiti.
Mastodon e Friendica sono tra gli spazi liberi possibili. (oppure, e insieme, noblogo, e noblogs).
ovviamente se si trovano materiali interessanti su fb è chiaramente opportuno condividerli, ma – insisto – FUORI da fb. il repost va fatto all’esterno, e su fb vanno lasciati solo ed esclusivamente (per quanto possibile) dei link che indirizzano verso l’esterno di fb.
sono anni che lo pratico e lo dico, ovviamente con contraddizioni e infrazioni a questo (credo valido) proposito. ma insomma: senza anche solo minimi e però costanti tentativi di opposizione ai social generalisti (ig, x, tiktok, e tutta la galassia google, ecc.) penso che non si guadagnerà mai nemmeno un sottile livello base di indipendenza nella comunicazione e condivisione – e quindi efficacia – delle informazioni.
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https://marcogiovenale.me/2026/04/16/uscire-da-fb-passare-a-mastodon/
per farla finita con i social delle Big Tech: https://mastodon.uno/@socialnetwork/116413348260896858
ah… e… ovviamente non c’è solo Mastodon:
https://mastodon.uno/@socialnetwork/115701312444024170
tre post su differx (3 x 20mila)
da parecchio tempo le visite di esseri umani (non bot) a differx stazionano regolarmente sopra le cinquemila quotidiane. con picchi a volte fino a trentamila.
e insomma.
tre post dell’8 aprile hanno raggiunto (nel complesso) ventimila click. sono questi:
https://differx.noblogs.org/2026/04/08/sanchez-indipendenza-spagna-da-isr-e-usa/
e
https://differx.noblogs.org/2026/04/08/iniziative-cultura-sinistra-istituzioni-e-controindicazioni/
mi rendo conto perfettamente che le cose che condivido qui su differx non escono sul Corsiero della Pera, non le legge il neurone di Maolo Pieli, spernacchiano il Promo&Strego&Sego, fanno ciao a Smerdadori, e sdegnano il sito della Fondazione Luì Vuittone Per lo Scorporo della Cura de li Cani dall’ISEE, però – diobono – ventimila capocciate di umani reali su appena tre post credo decenti, in un giorno solo, in un sito stronzissimamente libertario come il mio, ahó, a me mi garbano tanto.
Iniziative, cultura (o curtura), ‘sinistra’, istituzioni (e controindicazioni)
sempre più detestabile fb, ma a volte (ancora, purtroppo) venue et locus inameno per ragionare, e ragionare insieme. però qui esco da fb, stacco la spina quanto e come posso, e adesso, riprendendo un commento lasciato su questo argomento (l’ennesimo sdoganamento del peggio dell’aletteratura taliana), trascrivo (e forse amplio) una notillona:
stamane ho avuto un come sempre felice, schietto e amichevole scambio di vedute, su questa cosa, con l’amico Giorgiomaria Cornelio, che giustamente lamenta un complessivo diffuso intervent(ism)o da sx solo ‘reattivo’ (non mio, diciamo in generale) alle malefatte della desstra cuRtuRale (che in particolare a Roma vuol dire anche un bel po’ di piddiaggini e/o patrocinii bancarii).
giustamente diceva che: in qualche maniera bisogna pur operare/agire, & prendere a calci le istituzioni perché si schiodino dai consueti interlocutori déjà potentoni, e diano spazio (e soldi, perdinci, finanziamenti, spazi, luoghi) a iniziative e autrici e autori e associazioni di valore.
che si muovano i poeti, gli intellettuali, che si facciano chiamare da chi ha agio di (e pecunia per) chiamare. (benedetto vocativo, quanta strada hai fatto).
[aprendo una parente: non è un caso che con il Teatroinscatola / Teatroinscatola di Lorenzo Ciccarelli, e insieme a Michele Zaffarano, da un ventennio – spicciolo più spicciolo meno – di onesti assalti ai portamonetine del Comune se ne son tentati non pochi, tutti a volto scoperto e dando in cambio core e coratelle a non finire = lavoro = impegno e cultura con una erre sola].
mancano però altri attori attivi attanti attenti. giovani inispecie. generazioni che si spendano per far fare alle istituzioni quello che le istituzioni – in pratica e non in teoria – proprio (appunto) istituzionalmente dovrebbero prevedere, perlomeno prevedere.
è un discorso che a suo tempo mi fece anche Pippo Di Marca, giustamente scandalizzato che una particolare iniziativa del Teatroinscatola (il festival DI LÀ DAL FIUME) dovesse sempre oscillare tra autofinanziamento (di Ciccarelli/Longone, mai abbastanza lodati) e risicati o resecati contributi pubblici.
bisogna però essere in parecchi, da una parte. rifletto. e dall’altra (devo confessarlo) non è da breve tratto d’anni che io, delle istituzioni (massimamente le private, ma pure le pubbliche), diffido in pieno, quasi con ossessione; probabilmente perché mi ritengo già avviato al gerontocomio, in compagnia de l’anarchici come me. e considero e pregio solo l’auto-organizzazione e il baccano eslege. ma poi non lo so.
ecco…
vorrei soltanto che (anche se contano poco, anche se esistono solo come iban affamati) personaggi di sottobosco e tromboni della controriforma, laterali quanto vuoi, fossero però lasciati soli a grattare le mura dei Palazzi, e che tutti ci si trasferisse VERAMENTE su Mastodon e nelle cantine, facendo proprio ALTRE cose, apparentemente inefficaci, ma sulle lunghe distanze incisive. (incisive se TUTTI lavoriamo a renderle tali. non due, tre persone soltanto. e non una volta ogni venti mesi).
Giuseppe Garrera mi parlava tempo fa di una fotografia di uno spettacolo di Bene in cui invece del palcoscenico si inquadrava la platea.
ad assistere a uno (non ricordo quale) dei più remoti incunaboli del teatro di CB c’erano sì e no quattro spettatori. forse tre.
ok, poi CB le istituzioni le ha sonoramente randellate come era pur giusto che fosse. ma qualcosa mi dice (nella mia geronto-comica crapa) che quegli spettacoli avrebbero ugualmente tagliato a fondo nella balsa tenerella di quegli anni (a volte demmerda come questi anni qui). avrebbero agito l’istesso. pure senza (certe) istituzioni.
non si può pisciare solo sul pubblico, insomma. anche i produttori hanno i loro diritti all’umiliazione. alla critica, e al rifiuto.
sennò che stamo a decostruì a fa’? se decosstruissci, tu decosstruissci pure er contessto, mica ficchi sortanto er contenuto drento ar buzzico che te danno loro.
vabbene che ciai un moccolo acceso, bravo, ma è diverso si lo porti in chiesa o ce dai foco a sanpietro. no?
Sdogana oggi, sdogana domani, finiranno per candidarlo a un ministero
continua lo sdoganamento del peggio. (populorum regressio).
il sonno degli intellettuali (e dei poeti) genera mostri:
#sdoganatori del #rondone
#ciellinistorici
#destradecurtura
#rondonia
sabato 21 marzo, “misticanza” @ studio campo boario
→ un caos collettivo di voci e incontri
→ dalle 10 di mattina alle 22, sabato 21 marzo
/// a Roma, allo Studio Campo Boario
/// incluso un mercatino di libri, autoproduzioni,
/// collane con e senza isbn:
https://mobilizon.it/events/955a66de-f54c-4bd2-993b-e060f7c837d2
siàteci
From: Mireia Vendrell, Samantha-Kaye Johnston, “Scaffolding critical thinking with generative AI: Design principles for integrating large language models in higher education”
From the Introduction:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666920X26000342
Giuseppe Allegri sui vari decreti “sicurezza” allineati dal governo nel tempo
La stretta. Il Governo ha colpito con provvedimenti anche i nonviolenti che si battono per l’ambiente. Per contestualizzare l’ultimo decreto «sicurezza» (adottato dal Consiglio dei Ministri del 5 febbraio 2026), è bene ricordare che si tratta solo dell’ultimo di una serie impressionante di «Decreti sicurezza» proposti e adottati dal governo Meloni.
Per leggere cliccare su
https://ilmanifesto.it/tutti-i-decreti-sicurezza-della-maggioranza
Su ‘ibridamenti’ Stefano Spataro recensisce “Assalto alle piattaforme”, di Kenobit
da leggere e diffondere: la recensione di Stefano Spataro a Kenobit, Assalto alle piattaforme:
/// per riprendere il discorso mai interrotto sui (e contro i) social generalisti e le piattaforme proprietarie.
/// guardandomi in giro, vedo come per molti sia complicato prendere veramente coscienza di quanto è centrale, centralissima, la questione della proprietà dei mezzi di produzione digitali. comincia a essere una priorità assoluta, nel contesto presente di controllo capillare, totale, della rete e sulla rete.
#fediverso #kenobit #social #socialgeneralisti #piattaformeproprietarie

