Archivi categoria: segnalazioni e avvistamenti

La mostra ininterrotta di microdisegni di Lucia Sapienza

https://www.elle.com/it/lifestyle/a70597546/arte-instagram-mezze-vive-lucia-sapienza/

Ho scoperto a mie spese che i muscoli crescono attraverso micro-lacerazioni, il sistema immunitario si rafforza attraverso l’esposizione, le idee maturano con il confronto, il dolore cambia quando viene usato come porta e non come una gabbia. Attraverso il segno che attraversa la dimensione digitale di non luogo, sottratto al consueto scorrere del tempo, @mezze.vive si riappropria di quello per sentire, riflettere, cambiare approcci e prospettive

(L.S.)

https://www.instagram.com/mezze.vive/

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Summer School “Bologna Anni Novanta: dalla Pantera al No-Ocse, guardando a Genova. Un’esperienza sul campo di Storia orale”

Summer School “Bologna Anni Novanta: dalla Pantera al No-Ocse, guardando a Genova. Un’esperienza sul campo di Storia orale”

https://centri.unibo.it/memorylab/it/eventi/summer-school-bologna-anni-novanta-2026

Seconda edizione della Summer School dedicata alla storia orale.

  • Data:

    07 SETTEMBRE

    11 SETTEMBRE 2026

    dalle 9:00 alle 17:00

  • Luogo: Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Piazza San Giovanni in Monte 2, Bologna

  • Tipo: Cluster 4 – Memorie e Genealogie Politiche

Nona edizione del Festival “Di là dal fiume”, Roma, 23 agosto – 14 settembre 2026

Dal 23 agosto al 14 settembre 2026 si svolge la nona edizione di DI LÀ DAL FIUME, con la direzione artistica di Lorenzo Ciccarelli, festival prodotto dall’associazione culturale Teatroinscatola ETS (associazione che non si avvale di nessun tipo di sovvenzione pubblica o privata).

Partendo dal bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini (1826-2026) noto nel mondo come Carlo Collodi, Teatroinscatola mette al centro della nona edizione del festival DI LÀ DAL FIUME il rapporto tra Arte e Infanzia: undici eventi animeranno sei spazi con letture, proiezioni, concerti, installazioni, mostre e visite guidate.

Il legame tra Roma e i bambini affonda le sue radici nella leggenda fondativa della città: “le acque lasciarono in secco il cestello in cui i bambini erano stati deposti, e una lupa accorse ai loro vagiti…” (Tito Livio) e oggi Roma offre un’ampia selezione di spazi educativi, musei interattivi e parchi tematici progettati specificamente a misura di bambino.

Caratteristica del Festival è quella di coinvolgere contemporaneamente più luoghi, anche insoliti da scoprire o riscoprire. Questi gli spazi coinvolti nella nona edizione di DI LÀ DAL FIUME: il CAE presso l’ex Mattatoio di Testaccio, il Teatro La Comunità a Trastevere, la Sala Cinema del VI Municipio a Tor Bella Monaca, La Casa dei Bimbi (Biblioteca Comunale) situata al centro di un parco nel quartiere di Cinecittà Est, il cinquecentesco Palazzo Rospigliosi di Zagarolo, la Riserva Naturale della Marcigliana.

Info e programma: https://slowforward.net/2026/08/13/di-la-dal-fiume-nona-edizione-festival-a-roma-dal-23-agosto-al-14-settembre-a-cura-di-teatroinscatola-ets/

#festival #pinocchio #collodi

Nuovi articoli e saggi su ‘ahida’ (10 ago. 2026)

https://www.ahidaonline.com/

alcuni frammenti dall’articolo di Sergio Bianchi sulla rivista “Frankenstein” (il cui primo numero è disponibile su ahida in pdf liberamente scaricabile):

«Frankenstein – trimestrale di tecnologia, poesia e mercato», è una pubblicazione di difficile reperibilità archivistica, singolare e dalla vita relativamente breve; da quel che ci risulta ne sono stati stampati – nonostante la promessa del sottotitolo – solo quattro numeri tra il 1971 e il 1973.
Il periodo è quello successivo alla missione Apollo 11, quando insieme all’uomo sulla Luna sbarca nell’immaginario collettivo una nuova forma di positivismo, nel quale la tecnologia assume un ruolo centrale.
[…]
La rivista «Frankenstein» si muove quindi sul crinale di questi due aspetti: la decostruzione ideologica e un’analisi economica e politica.
A rendere il tutto più interessante è l’approccio trasversale tipico delle avanguardie artistiche degli anni Sessanta. Significativamente, l’editore di «Frankenstein» è l’agenzia pubblicitaria Al.Sa., fondata da Sergio Albergoni e Gianni Sassi, un duo (la sigla Al.Sa. sta proprio per Al.bergoni/Sa.ssi) di artisti e agitatori culturali attivi a partire dal 1963 e tra i principali redattori della pubblicazione.

Art in the Anthropocene: Encounters Among Aesthetics, Politics, Environments and Epistemologies (2015)

Taking as its premise that the proposed geologic epoch of the Anthropocene is necessarily an aesthetic event, this book explores the relationship between contemporary art and knowledge production in an era of ecological crisis, with contributions from artists, curators, theorists and activists: https://archive.org/details/oapen-20.500.12657-33191/mode/2up

Strage di Bologna, documenti processuali (Bologna, 2 agosto 1980)

Indagini e processi

L’iter giudiziario della strage di Bologna si compone finora di cinque processi, due dei quali sono ancora in corso, a 41 anni di distanza dal fatto (giugno 2021).

Il primo processo, quello principale, ebbe come imputati principali i terroristi dei Nar, insieme a Licio Gelli e alcuni ufficiali del Sismi (ex Sid), il servizio segreto militare dell’epoca (già condannati nel processo al c.d. “Supersismi” celebrato a Roma).

Il secondo processo, il cosiddetto processo Ciavardini (dal nome dell’imputato principale, pure appartenente ai Nar), è di fatto una costola del primo, celebrata presso il tribunale dei minori perché l’imputato aveva solo 17 anni all’epoca della strage. primo).

Il terzo processo, il cosiddetto processo sui depistaggi, approfondisce le indagini sulle responsabilità dei servizi segreti e il ruolo di Massimo Carminati, esponente della Banda della Magliana legato ai Nar.

Il quarto processo, il cosiddetto processo Cavallini (dal nome del principale imputato, pure membro dei NAR) si è concluso il 15 gennaio 2025 con la condanna in Cassazione di Gilberto Cavallini per strage.

Il dibattimento di primo grado del quinto processo, il processo Bellini, che include la cosiddetta inchiesta sui mandanti, si è aperto, sempre a Bologna, il 16 aprile 2021. 

Si tratta di una delle vicende giudiziarie più complesse e tormentate perché i depistaggi orchestrati dal vertice della P2, anziché limitarsi a coprire prove e fabbricare capri espiatori, come accaduto in precedenza, puntavano a creare una confusione tale da «rendere indecifrabile il quadro istruttorio», come scrissero i primi inquirenti. Una proliferazione di piste in cui si mescolano dati veri, falsi e verosimili, suggerite o amplificate da campagne di disinformazione a mezzo stampa, che ha fatto perdere moltissimo tempo ai giudici e ha generato un durevole senso di confusione nell’opinione pubblica. Un polverone che un variegato e agguerrito fronte innocentista continua a risollevare per contestare la validità le condanne passate in giudicato.

Il processo si conclude il 1° luglio 2025 con la condanna per la strage Paolo Bellini, l’ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel, accusato di depistaggio, a sei anni, e Domenico Catracchia, ex amministratore di condomini in via Gradoli a Roma, accusato di false informazioni al pm al fine di sviare le indagini, a quattro anni. 

A questi giudizi si aggiunge la lunghissima istruttoria incentrata sulla figura del tedesco Thomas Kram e la cosiddetta pista palestinese, terminata in un nulla di fatto.

[…]
la ricostruzione continua qui: https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/287/Strage+di+Bologna%2C+documenti+processuali+%28Bologna%2C+2+agosto+1980%29

L’esecuzione immotivata e brutale di Ahmad Esleem (11 lug. 2026)

un post di Michela Negro su fb, 11 lug. 2026, da InsideOver:

Ahmad Esleem faceva l’autista e trasportava aiuti alimentari della World Central Kitchen (WCK) a Gaza.
L’8 luglio Ahmad stava percorrendo una strada a Gaza con gli aiuti umanitari quando si è dovuto fermare per un guasto al camion.
Soldati israeliani hanno ordinato agli autisti di scendere dal camion.
Ahmad è sceso con le mani alzate.
“Uno dei soldati ha iniziato a parlare con Ahmad mentre lui stava in piedi con le mani alzate. Ahmad non parlava ebraico e sembrava che i soldati non capissero il suo arabo.
Improvvisamente, gli hanno sparato.
“È stato colpito alla testa ed è morto sul colpo” racconta un altro autista del convoglio di quattro camion, Diaa Mansour, testimone dell’omicidio.
Ahmad aveva 30 anni, era originario di Deir al-Balah, era sposato e aveva due figli di età inferiore ai due anni.
“Nel momento in cui Ahmad ha alzato le mani in segno di resa, uno dei soldati ha estratto il suo fucile M16 e gli ha sparato dritto alla testa”.
Si è trattato di un’esecuzione sul campo e di un omicidio deliberato di un autista civile che aveva obbedito a tutte le istruzioni.
“Indossava il suo giubbotto di sicurezza arancione e aveva con sé tutti i permessi, le autorizzazioni di sicurezza e il coordinamento necessari, approvati dall’IDF” ha dichiarato Jihad Esleem, vicepresidente dell’Associazione delle compagnie di trasporto di Gaza e lontano parente della vittima.
World Central Kitchen (WCK) è una ong che fornisce pasti alle popolazioni colpite da disastri naturali, crisi umanitarie.
A Gaza WCK ha fornito milioni di pasti alla popolazione civile durante il genocidio.
A aprile 2024, 7 operatori della ong furono uccisi in un attacco dell’IDF nella Striscia.

#nonsononumeri #stogenocide #savegaza

Lettera di dissenso della Sezione ANPI Trullo-Magliana “Franco Bartolini” sul comunicato congiunto ANPI e UCEI

Condivido (in tutto e per tutto) e pubblico:

Al Comitato Nazionale dell’ ANPI
Alla segreteria nazionale
e p. c.
Al Comitato Provinciale di Roma dell’ ANPI

Il Direttivo della Sezione ANPI Trullo-Magliana “Franco Bartolini”, riunitosi in forma allargata agli iscritti, esprime il suo profondo dissenso rispetto al comunicato stampa congiunto tra ANPI e UCEI siglato il 28 luglio u.s.

Sul 25 aprile appena trascorso non ci sono state ambiguità da parte dell’ANPI, le provocazioni sono arrivate tutte e solo da chi si è presentato in piazza, contravvenendo agli accordi presi, con le bandiere di un paese che sta commettendo un genocidio, con un governo fascista e razzista, addirittura portando in piazza le effigi di Trump e Netanyahu in piena ennesima aggressione militare contro un paese sovrano, e addirittura sparando a due iscritti Anpi a Roma .

Il documento del Nazionale si riferisce, senza nominarlo, ai soli fatti di Milano, ‘dimenticando’ che a Roma, dall’ ottobre 2023, siamo stati sottoposti a numerosi atti squadristi da parte di sionisti , sino a un tentato omicidio, quello di Gabriele Rubini.

Già dalle premesse, il comunicato stampa è ambiguo: non ci può essere “convergenza” su valori come l’antifascismo.

O si è antifascisti, o non lo si è, così come non ci può essere equidistanza o ambiguità tra chi commette un Genocidio e chi lo subisce. Continua a leggere

Scusate se sulla “Pax Silica” ho – come su tutto ultimamente – qualche perplessità

RaiNews: “L’Italia firma a Brindisi la dichiarazione della ‘Pax Silica’ con gli Stati Uniti. Iniziativa di cooperazione tra partner internazionali e settore privato nelle catene di approvvigionamento per le tecnologie avanzate”
(29 lug. 2026, https://www.rainews.it/tgr/puglia/articoli/2026/07/litalia-firma-a-brindisi-la-dichiarazione-della-pax-silica-con-gli-stati-uniti-e722cea4-9fc2-4eb4-8cad-e3cf9dc29180.html).

Il Sole24ore: “Il campo di interesse è in particolare quello dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale e dei minerali critici necessari al loro sviluppo. L’obiettivo è quello di promuovere un ecosistema favorevole all’avanzamento di questi comparti e ridurre le dipendenze da singoli Paesi esportatori come la Cina. Firmeranno la dichiarazione l’ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale del ministro degli Esteri per l’innovazione e le nuove tecnologie, e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman Fertitta. La cerimonia di firma vedrà inoltre la partecipazione delle istituzioni di Brindisi e della Regione Puglia”
(31 lug. 2026, https://www.ilsole24ore.com/art/oggi-brindisi-firma-pax-silica-gli-usa-funzione-anti-cina-ecco-cosa-si-tratta-AJZyjoa).

Pensandoci un attimo su, metto qui poche righe di riflessione.

Tra i vari motivi per cui mi sembra noi ci si debba lievemente preoccupare di questa ormai firmata “pax” (quando gli americani parlano di pace, metti mano ai cannoni), elencherei:

– il fatto che la controparte anzi la detentrice del ruolo dominante è l’amministrazione Trump, e il promoter italiano è Tajani (già queste due cose dovrebbero bastare);

– l’immaginabile rafforzamento della posizione USA – già vertice – nella direzione della (=”decisionalità” sulla) rete globale di implementazione delle tecnologie IA, dall’estrazione di minerali alla diffusione/costruzione di datacenter energivori, fino (aggiungerei io, malfidato) all’appoggio economico per lo sviluppo di software;

– il fatto che sia il settore privato, e non gli Stati (ma con l’imprinting del dirigismo USA), a essere al centro del discorso;

– il non secondario obiettivo USA di indebolire anche su questo fronte il potere di contrattazione generale dell’Unione Europea, la sua possibilità di esercitare effettivamente – nel campo dell’IA e non solo – una forza da “vera leva geopolitica” (“L’Europa, pur lontana dalla leadership americana nel software e dai volumi produttivi asiatici, resta un elemento indispensabile in diversi segmenti industriali. La questione, emersa anche nei mesi scorsi, è che il continente deve ancora trasformare questo peso tecnologico e manifatturiero in una vera leva geopolitica”, https://www.linkiesta.it/2026/07/pax-silica-italia-usa-meloni-trump/);

– la natura già ora militare (e, in prospettiva finanziaria, giocoforza guerrafondaia) del comparto tecnologico legato all’IA;

– il fatto che se, con la pax, la filiera di approvvigionamento di materiali per tecnologie IA è sparsa, decentrata, non in mano a pochi attori, è di conseguenza più difficile chiudere un rubinetto per far finire una guerra o mettere in difficoltà gli USA (e il mondo), come invece ci insegna la vicenda del controllo iraniano su Hormuz (=come sempre, gli Stati Uniti pervertono il linguaggio: la loro “pax” può serenamente contribuire non all’interruzione ma alla continuazione di una eventuale guerra: yankee noti esportatori di democrazia, esportatori di pax=war);

– il fatto che (cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/oggi-brindisi-firma-pax-silica-gli-usa-funzione-anti-cina-ecco-cosa-si-tratta-AJZyjoa) la funzione anti-Cina della pax ci suggerisce probabilmente di porci una domanda da quiz televisivo, che formulerei a partire da una constatazione di John Mearsheimer: “chi ha determinato la morte o direttamente ucciso 38 milioni di persone nel mondo nel corso degli ultimi ottant’anni? la Cina o gli USA”; la risposta è: gli USA; beh, questa cosa – senza con questo parteggiare per la Cina – la considererei;

– il fatto che da diversi decenni parlare di Stati Uniti è pressoché identico a parlare di israele, un posto dove l’intelligenza artificiale ha una posizione di rilievo nelle tecnologie genocidarie.

2 censure sul genocidio in meno di 24 ore

2 #censure di post su #Gaza in meno di 24 ore da parte di #facebook , che lavora come sempre da occhiuta scorta mediatica al #genocidio
così come ha sempre fatto, almeno da ottobre 2023 in poi.

prima censura:
https://mastodon.uno/@differx/117008246940981503

seconda censura:
https://mastodon.uno/@differx/117013364440934510

sempre più sensato e opportuno passare a #mastodon , #friendica , creare gruppi con/su #mobilizon , e fare post su blog e siti esterni ai media generalisti e proprietari

suggerimenti? qui: https://devol.it/

Un articolo da rileggere e diffondere: Francesca Fornario (FQ), “Quando c’era il genocidio ma i giornalisti parlavano di Belen”

[…]
I soldati israeliani hanno pisciato nelle culle, cagato nelle pentole, bruciato i libri, distrutto le foto del matrimonio appese al muro della casa degli sposi, fatto i selfie sculettando con la biancheria intima della sposa rubata dai cassetti sopra alla mimetica, fatto il video per mandarlo alla fidanzata, fatto il video per aumentare i follower ma non si può dire che è genocidio e comunque “Harry e Meghan con i figli Archie e Lilibet hanno incontrato re Carlo III ad Highgrove, residenza privata del sovrano nelle Cotswolds”.

I soldati israeliani hanno fatto sbranare dai cani un ragazzo disabile e lo hanno lasciato morire dissanguato trascinando via la madre che li implorava di aiutarlo ma non si può dire che è genocidio e comunque “Belen guida il motoscafo in topless, con una mano regge lo sterzo e con l’altra si copre”.

I soldati israeliani hanno tenuto i punti giocando al tiro a segno. Un giorno bisognava colpire i bambini alla testa, un giorno i testicoli, un giorno la rotula ma non si pò dire che è genocidio e comunque Massimo Recalcati psicanalizza Michele Mari che ha vinto il premio Strega (e nessuno dei due dice che è genocidio).
[…]

l’intero testo qui:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/16/genocidio-gaza-crimini-israeliani-silenzio-media-notizie/8449070/