Archivi tag: Israele
Su ahidaonline: “Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera”, di Rossana De Simone
L’esecuzione immotivata e brutale di Ahmad Esleem (11 lug. 2026)
un post di Michela Negro su fb, 11 lug. 2026, da InsideOver:
Ahmad Esleem faceva l’autista e trasportava aiuti alimentari della World Central Kitchen (WCK) a Gaza.
L’8 luglio Ahmad stava percorrendo una strada a Gaza con gli aiuti umanitari quando si è dovuto fermare per un guasto al camion.
Soldati israeliani hanno ordinato agli autisti di scendere dal camion.
Ahmad è sceso con le mani alzate.
“Uno dei soldati ha iniziato a parlare con Ahmad mentre lui stava in piedi con le mani alzate. Ahmad non parlava ebraico e sembrava che i soldati non capissero il suo arabo.
Improvvisamente, gli hanno sparato.
“È stato colpito alla testa ed è morto sul colpo” racconta un altro autista del convoglio di quattro camion, Diaa Mansour, testimone dell’omicidio.
Ahmad aveva 30 anni, era originario di Deir al-Balah, era sposato e aveva due figli di età inferiore ai due anni.
“Nel momento in cui Ahmad ha alzato le mani in segno di resa, uno dei soldati ha estratto il suo fucile M16 e gli ha sparato dritto alla testa”.
Si è trattato di un’esecuzione sul campo e di un omicidio deliberato di un autista civile che aveva obbedito a tutte le istruzioni.
“Indossava il suo giubbotto di sicurezza arancione e aveva con sé tutti i permessi, le autorizzazioni di sicurezza e il coordinamento necessari, approvati dall’IDF” ha dichiarato Jihad Esleem, vicepresidente dell’Associazione delle compagnie di trasporto di Gaza e lontano parente della vittima.
World Central Kitchen (WCK) è una ong che fornisce pasti alle popolazioni colpite da disastri naturali, crisi umanitarie.
A Gaza WCK ha fornito milioni di pasti alla popolazione civile durante il genocidio.
A aprile 2024, 7 operatori della ong furono uccisi in un attacco dell’IDF nella Striscia.
#nonsononumeri #stogenocide #savegaza
Lettera di dissenso della Sezione ANPI Trullo-Magliana “Franco Bartolini” sul comunicato congiunto ANPI e UCEI
Condivido (in tutto e per tutto) e pubblico:
Al Comitato Nazionale dell’ ANPI
Alla segreteria nazionale
e p. c.
Al Comitato Provinciale di Roma dell’ ANPI
Il Direttivo della Sezione ANPI Trullo-Magliana “Franco Bartolini”, riunitosi in forma allargata agli iscritti, esprime il suo profondo dissenso rispetto al comunicato stampa congiunto tra ANPI e UCEI siglato il 28 luglio u.s.
Sul 25 aprile appena trascorso non ci sono state ambiguità da parte dell’ANPI, le provocazioni sono arrivate tutte e solo da chi si è presentato in piazza, contravvenendo agli accordi presi, con le bandiere di un paese che sta commettendo un genocidio, con un governo fascista e razzista, addirittura portando in piazza le effigi di Trump e Netanyahu in piena ennesima aggressione militare contro un paese sovrano, e addirittura sparando a due iscritti Anpi a Roma .
Il documento del Nazionale si riferisce, senza nominarlo, ai soli fatti di Milano, ‘dimenticando’ che a Roma, dall’ ottobre 2023, siamo stati sottoposti a numerosi atti squadristi da parte di sionisti , sino a un tentato omicidio, quello di Gabriele Rubini.
Già dalle premesse, il comunicato stampa è ambiguo: non ci può essere “convergenza” su valori come l’antifascismo.
O si è antifascisti, o non lo si è, così come non ci può essere equidistanza o ambiguità tra chi commette un Genocidio e chi lo subisce. Continua a leggere
Scusate se sulla “Pax Silica” ho – come su tutto ultimamente – qualche perplessità
RaiNews: “L’Italia firma a Brindisi la dichiarazione della ‘Pax Silica’ con gli Stati Uniti. Iniziativa di cooperazione tra partner internazionali e settore privato nelle catene di approvvigionamento per le tecnologie avanzate”
(29 lug. 2026, https://www.rainews.it/tgr/puglia/articoli/2026/07/litalia-firma-a-brindisi-la-dichiarazione-della-pax-silica-con-gli-stati-uniti-e722cea4-9fc2-4eb4-8cad-e3cf9dc29180.html).
Il Sole24ore: “Il campo di interesse è in particolare quello dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale e dei minerali critici necessari al loro sviluppo. L’obiettivo è quello di promuovere un ecosistema favorevole all’avanzamento di questi comparti e ridurre le dipendenze da singoli Paesi esportatori come la Cina. Firmeranno la dichiarazione l’ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale del ministro degli Esteri per l’innovazione e le nuove tecnologie, e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman Fertitta. La cerimonia di firma vedrà inoltre la partecipazione delle istituzioni di Brindisi e della Regione Puglia”
(31 lug. 2026, https://www.ilsole24ore.com/art/oggi-brindisi-firma-pax-silica-gli-usa-funzione-anti-cina-ecco-cosa-si-tratta-AJZyjoa).
Pensandoci un attimo su, metto qui poche righe di riflessione.
Tra i vari motivi per cui mi sembra noi ci si debba lievemente preoccupare di questa ormai firmata “pax” (quando gli americani parlano di pace, metti mano ai cannoni), elencherei:
– il fatto che la controparte anzi la detentrice del ruolo dominante è l’amministrazione Trump, e il promoter italiano è Tajani (già queste due cose dovrebbero bastare);
– l’immaginabile rafforzamento della posizione USA – già vertice – nella direzione della (=”decisionalità” sulla) rete globale di implementazione delle tecnologie IA, dall’estrazione di minerali alla diffusione/costruzione di datacenter energivori, fino (aggiungerei io, malfidato) all’appoggio economico per lo sviluppo di software;
– il fatto che sia il settore privato, e non gli Stati (ma con l’imprinting del dirigismo USA), a essere al centro del discorso;
– il non secondario obiettivo USA di indebolire anche su questo fronte il potere di contrattazione generale dell’Unione Europea, la sua possibilità di esercitare effettivamente – nel campo dell’IA e non solo – una forza da “vera leva geopolitica” (“L’Europa, pur lontana dalla leadership americana nel software e dai volumi produttivi asiatici, resta un elemento indispensabile in diversi segmenti industriali. La questione, emersa anche nei mesi scorsi, è che il continente deve ancora trasformare questo peso tecnologico e manifatturiero in una vera leva geopolitica”, https://www.linkiesta.it/2026/07/pax-silica-italia-usa-meloni-trump/);
– la natura già ora militare (e, in prospettiva finanziaria, giocoforza guerrafondaia) del comparto tecnologico legato all’IA;
– il fatto che se, con la pax, la filiera di approvvigionamento di materiali per tecnologie IA è sparsa, decentrata, non in mano a pochi attori, è di conseguenza più difficile chiudere un rubinetto per far finire una guerra o mettere in difficoltà gli USA (e il mondo), come invece ci insegna la vicenda del controllo iraniano su Hormuz (=come sempre, gli Stati Uniti pervertono il linguaggio: la loro “pax” può serenamente contribuire non all’interruzione ma alla continuazione di una eventuale guerra: yankee noti esportatori di democrazia, esportatori di pax=war);
– il fatto che (cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/oggi-brindisi-firma-pax-silica-gli-usa-funzione-anti-cina-ecco-cosa-si-tratta-AJZyjoa) la funzione anti-Cina della pax ci suggerisce probabilmente di porci una domanda da quiz televisivo, che formulerei a partire da una constatazione di John Mearsheimer: “chi ha determinato la morte o direttamente ucciso 38 milioni di persone nel mondo nel corso degli ultimi ottant’anni? la Cina o gli USA”; la risposta è: gli USA; beh, questa cosa – senza con questo parteggiare per la Cina – la considererei;
– il fatto che da diversi decenni parlare di Stati Uniti è pressoché identico a parlare di israele, un posto dove l’intelligenza artificiale ha una posizione di rilievo nelle tecnologie genocidarie.
La lettera del Professor Massimo Sabatini, docente del liceo Vivona
un post di Francesco Brancati su fb:
Questo è il testo della lettera che il Professore Massimo Sabatini, docente presso il Liceo Classico Vivona di Roma ha scritto rivolgendosi ai suoi studenti diplomati.
Questo è il testo per il quale è stata richiesta un’ispezione ministeriale.
Un giorno forse saranno chiamati a rispondere di tutto questo. Un giorno e forse. Adesso sta succedendo questo.
Care e cari,
ho visto i quadri degli esami. Molto bene, direi. Brave e bravi.
Vi saluto con un ultimo messaggio. Avete vissuto questi tre anni di liceo mentre si compiva lo sterminio a Gaza. Quello che è successo in questi tre anni nei confronti della popolazione civile innocente, dei bambini, degli anziani, delle donne, dei medici, dei giornalisti e anche dei giovani uomini (tutti terroristi di Hamas i giovani gazawi?) non dimenticatelo.
Non dimenticate i responsabili: le donne e gli uomini di potere dei paesi cosiddetti civili e democratici, non solo chi ha premuto il grilletto, lanciato missili, sganciato bombe, guidato droni, ma anche chi ha prodotto e venduto armi, chi ha avuto responsabilità politiche, chi ha lucrato dividendi e fatto profitti, e chi è rimasto ignavo a guardare senza fare niente.
Alcuni di voi occuperanno posizioni di potere, diventeranno dirigenti di importanti aziende, maneggeranno capitali, conosceranno altre persone di potere, amministratori di grandi imprese e funzionari dello Stato e dell’Unione Europea. Sarebbe interessante chiedere a ognuno di loro: hai mai sentito parlare di Hind Rajab? Tu dov’eri quando uccidevano Hind Rajab? Cosa facevi? Cosa hai fatto dopo?
Quando vi capiterà di vedere la faccia rapace di uno dei potenti di oggi, guardatelo negli occhi ricordando la “Primavera hitleriana” di Montale: il muso dei capretti uccisi e la sagra dei miti carnefici. E soprattutto: più nessuno è incolpevole.
Qualche volta, rileggete le ultime parole di Virgilio a Dante nel XXVII del Purgatorio.
Se vi va, ci vediamo al cinema e ci scambiamo libri. Se qualcuno è bravo a tennis, possiamo giocare. Ma bravo, sennò mi annoio.
Un abbraccio
[sulla vicenda, un post – e una petizione – qui: https://www.change.org/p/per-la-libert%C3%A0-di-espressione-dentro-e-fuori-le-aule-scolastiche]
#memory _ Dal sito dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani, 28 apr. 2025: “israele spazza via intere famiglie a gaza; oltre il 94% delle vittime della scorsa settimana erano civili”
In riferimento al 2025, verso la fine di questo post due giorni fa scrivevo che, according to the known figures, every 100 people killed, “the genocidal State slaughtered an average number of 83 innocents in order to eliminate 17 members of the Resistance”. La statistica si rivela congrua se messa in relazione con vari report, tra cui questo articolo di ‘Euro-Med Human Rights Monitor’ del 28 aprile 2025: https://euromedmonitor.org/en/article/6699/Israel-wipes-out-entire-families-in-Gaza;-over-94-percent-of-last-week%E2%80%99s-victims-were-civilians
Ne riporto qui di seguito la traduzione fatta da La Zona Grigia lo scorso anno: Continua a leggere
Da ‘PagineEsteri’: Record storico per l’export militare israeliano: merito delle armi “testate in battaglia”
da ‘Pagine Esteri’ (2 giu. 2026)
un articolo agghiacciante su
uno dei motivi del genocidio: testare
sulle popolazioni le armi israeliane.
[…]
Tel Aviv annuncia risultati operativi senza precedenti che hanno quadruplicato il volume d’affari in un decennio, trasformando l’esperienza bellica a Gaza e in Libano in una spinta economica da record per l’export nazionale.
Un’analisi dettagliata dei dati rivela che i settori trainanti sono stati i sistemi missilistici, i razzi e le tecnologie di difesa aerea, che da soli hanno costituito il 29% dell’intero volume d’affari del 2025. La natura dei contratti siglati evidenzia inoltre una predilezione per operazioni su vasta scala: oltre la metà degli accordi (il 53%) è composta da quelli che il Ministero definisce “mega-affari”, ovvero transazioni con un valore unitario superiore ai 100 milioni di dollari.
Il successo commerciale è indissolubilmente legato alla “dimostrazione di efficacia” sul campo, ossia sugli attacchi, le distruzioni e gli assassinii compiuti a Gaza, in Cisgiordania, in Libano, in Iran e in Yemen.
[…]
Qui l’articolo completo: https://pagineesteri.it/2026/06/02/mondo/record-storico-per-lexport-militare-israeliano-merito-delle-armi-testate-in-battaglia/
‘ahida’: introduzione al dossier su “Guerra e Capitale”
ahida avvia (e introduce) con questo saggio di William I. Robinson e M. Gürsan Şenalp un nuovo dossier, stavolta centrato su Guerra e Capitale.
Il genocidio che stermina i palestinesi e i progetti statunitensi-israeliani sul “futuro” di Gaza sono uno degli assi portanti di una economia di guerra permanente che ha tra i suoi attori anche le “nuove tecnologie digitali e i multimiliardari che le controllano [, che] stanno guidando un nuovo ciclo radicale di ristrutturazione e trasformazione dell’economia politica globale. Le principali società tecnologiche, la maggior parte delle quali con sede negli Stati Uniti e in Cina, attraggono investitori da tutto il mondo assorbendo immense quantità di capitale in eccesso. Nel 2025, le venti principali aziende tecnologiche del mondo registravano nel loro complesso una capitalizzazione in borsa superiore ai 20.000 miliardi di dollari, circa un quinto del valore totale del mercato azionario mondiale.
Le grandi aziende tecnologiche e i capitali industriali e commerciali transnazionali che queste raggruppano sono, a loro volta, intrecciati con i giganteschi conglomerati finanziari globali, che possiedono più della metà delle principali aziende tecnologiche. Nel 2022, trentatré società di gestione degli investimenti di capitale amministravano un trilione o diversi trilioni di dollari rispetto alle sole diciassette esistenti nel 2017. Questi titani del capitale controllavano oltre 83.000 miliardi di dollari di attività complessive, il che rappresentava più di quattro quinti del valore del PIL mondiale totale di quell’anno. La Silicon Valley e i suoi finanziatori si stanno orientando verso le tecnologie digitali per la guerra e la repressione, fondendosi progressivamente con il complesso militare-industriale-repressivo, completando l’asse del potere del capitale, che a sua volta si sta allineando con Stati autoritari, dittatoriali e fascisti, un allineamento dichiarato nella forma più agghiacciante nel manifesto in 22 punti di Palantir, pubblicato su X lo scorso aprile” (https://www.ahidaonline.com/post/guerre-2).
*
Il dossier è pensabile senz’altro in sinergia con l’ebook Anni di guerra. Menzogne, verità, scintille, prodotto da Effimera e liberamente scaricabile all’indirizzo https://effimera.org/ebook-anni-di-guerra-menzogne-verita-scintille/
Itzhak Laor, poeta saggista ebreo della sinistra radicale, scriveva nel 2006 in risposta ad un articolo di Erri De Luca su ‘il manifesto’
un post di Marco Mazzeo su fb (ripreso da Fortunato Paliano)
Itzhak Laor noto poeta saggista ebreo della sinistra radicale scriveva nel 2006 in risposta ad un articolo di Erri De Luca su Il Manifesto
“Se si traducesse in ebraico l’articolo di Erri De Luca uscito martedì scorso sul ‘manifesto’ e lo si facesse leggere a qualunque israeliano, questi lo identificherebbe senza dubbio come un testo tipico di un membro del Likud.
Al di là della discussione ipocrita sulla parola «fame», bisognerebbe ricordare che Israele cerca di affamare i palestinesi nel tipico modo che Giorgio Agamben ha descritto nel suo Homo Sacer, facendo appello all’«aiuto umanitario» subito dopo aver distrutto tutto. In Palestina, la gente vive sotto una crescente paura, povertà e fame, e in condizioni che condannano le prossime generazioni a un futuro di sottosviluppo. Gaza è un enorme ghetto, che ogni giorno viene bombardato da centinaia di razzi. I villaggi in Cisgiordania sono isolati l’uno dall’altro, le città sono sigillate e le autostrade chiuse agli arabi. La stampa italiana si comporta come se fosse sotto la censura di Mussolini quando non parla delle sofferenze dei palestinesi. Mi dispiace per Erri De Luca: così giovane e già censore (e in favore di chi? di una delle peggiori occupazioni militari dalla seconda guerra mondiale).
Dal 1991 – prima che cominciasse la campagna terroristica della metà degli anni ’90 – i palestinesi hanno vissuto sotto la politica israeliana di chiusure e separazioni (apartheid in olandese). Sono strangolati e separati dalle loro comunità, dai loro centri, dalla loro economia. Il luogo dove vivono e dove si muovono diventa sistematicamente più piccolo. Nessun palestinese minore di 16 anni sa cosa vuol dire andare in vacanza dall’altra parte del suo paese. Nessuno si muove per più di 10 chilometri. La disoccupazione è in crescita. Durante gli anni dell’occupazione, Israele non ha permesso ai palestinesi di avere una propria economia, per non parlare di costruire una propria industria. Oggi possono solo comprare merci in Israele. Non hanno altra scelta. Non possono vendere nulla in Israele, nemmeno le verdure. La distruzione della Palestina è una realtà quotidiana. E devo aggiungere: il silenzio sulla lenta morte della nazione palestinese è parte di una lunga tradizione europea di lasciare morire l’Altro.
Ma l’articolo di Erri De Luca è l’esempio di qualcosa di peggio che sta accadendo in Europa. Il passato ebraico in Europa è un tipo di comoda rappresentazione di un passato europeo omogeneo, in cui una metafora – l’Olocausto – copre qualsiasi altra cosa. Non l’Olocausto come parte della storia europea, ma quasi il contrario. La storia si perde. Il fascismo? Troppo controverso. Il ruolo della Chiesa cattolica? Non se ne può parlare. Pio XII? Insomma, è quasi un santo. Questo atteggiamento filo-sionista della sinistra europea non è una peculiarità italiana (e in questo caso si può persino dire che non è colpa di Israele). Questa collaborazione della sinistra europea con la destra israeliana colma un enorme vuoto in Europa, dalla caduta del comunismo, e serve alla costruzione di una nuova identità europea. I bambini iracheni e palestinesi sono i nuovi «etiopi». A chi importa? Noi europei siamo gli umanisti. Abbiamo la licenza di rimanere in silenzio sull’affamamento della Palestina. La nostra licenza si chiama Olocausto o Auschwitz. Non ci importa di collocarli nella storia. Abbiamo bisogno di mitologia, non di storia”.
Da un post di Corradino Mineo: come israele rovescia la ragione (appoggiato dagli usa)
Corradino Mineo su fb:
Il pazzo dà del pazzo al pazzo. Metafora del presente. A Trump basterebbe minacciare – solo minacciare! – di non fornire i proiettili per Iron Dome. E Netanyahu si ritirerebbe dal Libano. Ma la pazzia – spiegava Basaglia – è una malattia sociale prodotta e aggravata dal sistema istituzionale. Da trenta anni – l’assassinio di Rabin è del 1995, il primo governo Netanyahu del 1996 – gli israeliani hanno preso a vivere in una realtà parallela, che scambia la follia per realtà. Non sono “vittime” i 186mila morti a Gaza, ammazzati direttamente o uccisi da malattia e malnutrizione indotte dalla guerra post 7 ottobre. Non lo sono i 3150 morti in Libano, da quando Israele calpesta la tregua. Non i giornalisti eliminati perché l’esercito di Tel Aviv non vuole testimoni. Né i prigionieri torturati e stuprati nelle segrete del Negev. E i volontari della Flotilla sequestrati e messi alla gogna in un video girato e diffuso dal ministro di polizia, Ben Gvir. Le vere “vittime” sarebbero israeliani ed ebrei, minacciati da un nuovo olocausto. Non conta nulla che a sostenere tale pazzia ci siano in prima fila antisemiti veri, eredi e ammiratori della Shoah.
Così negli USA non sono stati vittime i “nativi”, che contavano tra i 5 e i 10 milioni di anime all’arrivo degli europei. Ma all’inizio del 1900 erano già meno di 250mila. Né i 4 milioni di schiavi neri censiti nel 1860. Lo stupro strutturale e impunito, la tortura legalizzata, l’analfabetismo forzato. E, abolita la schiavitù, dal 1877 al 1950, ancora 4084 linciaggi, la distruzione e lo sterminio di intere comunità nere. No, le vittime sarebbero gli americani “bianchi, anglosassoni e protestanti”. Minacciati dal “buonismo” che si stava facendo strada nel secolo scorso. Da minoranze afro ispaniche. Da ricercatori che attestano di che lacrime grondi e di che sangue la storia degli Stati Uniti. E da giudici “infedeli” che osano dargli ragione. Follia, delirio vano è questo.
[…]
