Archivi tag: IDF

#memory _ Oct., 2025: “Israeli Soldiers Torched Food, Homes, and a Critical Sewage Treatment Plant in the Wake of Ceasefire Announcement”

«Soldiers called the mass arson of Gaza City their “final touches.

«In the immediate aftermath of Donald Trump’s announcement on Thursday that both Hamas and Israel had signed off on an agreement to stop the fighting, the Israeli military launched an arson spree, setting fire to civilian infrastructure, including the destruction of an essential sanitation plant in Gaza City. After publication, the Israel Defense Forces told Drop Site it “is aware of the incident and it is being reviewed.”
«The destruction of Palestinian structures following the departure of soldiers who had used them as temporary bases has been a hallmark of Israel’s approach to Gaza for two years. In July, Israeli reporter Yuval Abraham collected testimonies from soldiers describing a myriad of arson methods. “Every Arab house we entered had olive oil […] We poured the oil on the sofas, on anything flammable in the apartment, and then we ignited [it] or threw in a smoke grenade. This was a common practice,” one of them described.»

Full text here: https://www.dropsitenews.com/p/israel-idf-soldiers-set-fire-food-homes-sewage-treatment-plan-after-ceasefire-announced

Arson in Sheikh Radwan, Oct 2025 [source: DropSiteNews]

Arson in Sheikh Radwan, Oct 2025 [source: DropSiteNews]

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#memory _ Nov., 2025, ‘Middle East Monitor’: “A devastating new study has found that more than 112,000 Palestinians have been killed in the Gaza Strip”

«A devastating new study has found that more than 112,000 Palestinians have been killed in the Gaza Strip since Israel launched its assault in October 2023. This figure, drawn from the most extensive demographic analysis conducted to date, far exceeds the official death toll and reveals a pattern of killing that researchers say mirrors past genocides documented by the United Nations.
«The study, carried out by researchers at the Max Planck Institute for Demographic Research in Germany and the Centre for Demographic Studies Spain, was published in the peer-reviewed journal ‘Population Health Metrics’. The researchers estimate that between 99,997 and 125,915 Palestinians died in Gaza between 7 October 2023 and 6 October 2025, with a median estimate of 112,069.
«The findings are based on a wide range of data sources, including hospital records, household surveys and public death notices, and take into account the thousands of unregistered deaths caused by families being buried under rubble or unable to reach medical care.»
[…]

Read the whole text here: https://www.middleeastmonitor.com/20251126-with-over-112000-killed-new-study-links-gazas-massacre-to-past-genocides/

The Max Planck Institute: https://www.mpg.de/25778228/1125-defo-gaza-study-reveals-unprecedented-losses-of-life-and-life-expectancy-154642-x

Previously, in July 2024, ‘The Lancet’ had suggested that «it is not implausible to estimate that up to 186, 000 or even more deaths could be attributable to the current conflict in Gaza»: https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(24)01169-3/fulltext

MEM: «the true death toll of the Gaza conflict could be over 186,000, accounting for 8 per cent of Gaza’s population»: https://www.middleeastmonitor.com/20251126-with-over-112000-killed-new-study-links-gazas-massacre-to-past-genocides/

Maybe the more accurate article on the topic is this one, by Daniel Tester (Feb. 25th, 2026): https://www.middleeasteye.net/explainers/genocide-gaza-how-many-palestinians-did-israel-kill

It also reveals that «in August 2025, +972 Magazine reported figures from a classified Israeli military intelligence database [saying] that fewer than 9,000 Palestinian fatalities had been identified as alleged Hamas fighters. / At that time, the ministry in Gaza had recorded at least 53,000 fatalities, suggesting that 46,000 – or 83 percent – of those Palestinians killed were civilians.»

This, to me, means that –every 100 individuals– the genocidal State slaughtered an average number of 83 innocents in order to eliminate 17 members of the Resistance.

*

(About the fact that –already in 2024– the numbers were «a small slice of the overall picture of human suffering»: https://data.techforpalestine.org/updates/gaza-ministry-casualty-context/)

Tutti colpevoli / Alfredo Facchini. 2025

Alfredo Facchini (da un post su fb)

C’è un vizio comodo, tutto occidentale, soprattutto di un certo progressismo sionista, nel dipingere Benjamin Netanyahu come l’eccezione. L’estremista. Il falco. Il mostro che ha infangato l’onore di Israele.

Ma questa è una menzogna storica. Netanyahu è solo l’ultimo anello di una catena. Una comoda autoassoluzione per chi vuole difendere l’indifendibile, salvare l’immagine “progressista” di uno Stato nato – e cresciuto – sul disastro altrui.

La verità è che la Nakba del 1948 l’ha orchestrata David Ben Gurion, il padre fondatore dello Stato di Israele.

David Ben Gurion leader del sionismo socialista, fondatore del partito Mapai.

Fu lui a dirigere l’espulsione sistematica di 750.000 palestinesi. Fu il suo governo provvisorio a distruggere oltre 400 villaggi, a varare le leggi che vietavano il ritorno dei rifugiati, a confiscare ogni bene lasciato indietro da chi scappava dalle bombe, dalle milizie, dai massacri.

La Haganah, l’Irgun, il Lehi – i semi dello Stato ebraico – agivano sotto il suo sguardo vigile. E le fosse comuni di Deir Yassin, Lydda, Tantura sono macchie indelebili.

Memorizziamo. La Nakba non fu un incidente: fu un progetto. Tra il 1947 e il 1949, sotto le bombe e i bulldozer del nascente Stato di Israele, 750.000 palestinesi vennero cacciati o costretti a fuggire. 15.000 palestinesi furono uccisi, spesso a freddo, nei villaggi massacrati e poi cancellati dalle mappe.

Quindicimila morti. L’equivalente di quindici 7 ottobre.

Non è stato Netanyahu a scrivere la frase “i vecchi moriranno e i giovani dimenticheranno”. L’ha detta Ben Gurion.

La colonizzazione della Palestina è il DNA costitutivo di Israele. Non è la deriva “illiberale” degli ultimi governi. È l’architettura originaria, disegnata da una sinistra sionista che, tra un proclama umanitario e l’altro, inghiottiva la terra degli altri un villaggio alla volta.

Netanyahu è un criminale sociopatico, sì. Ma non è un’anomalia. È continuità. È coerenza. È l’effetto prevedibile di un progetto politico fondato sull’espulsione, sulla cancellazione dell’altro, sull’apartheid.

Il vero mito da distruggere è quello dell’Israele buono che c’era “prima”. Quello che si difendeva, che cercava la pace, che solo oggi si sarebbe perso.

Quel mito è una coperta corta. E sporca.

Non c’è pace possibile senza verità. E la verità è che la violenza coloniale non inizia con Netanyahu. Inizia con la fondazione dello Stato stesso. Netanyahu non è la malattia: è il sintomo. Il corpo è malato da molto prima. Da sempre.

Alfredo Facchini

European Press Prize 2026: trionfa il giornalismo che dimostra l’uccisione a sangue freddo dei bambini palestinesi perpetrato dall’IDF / Claudileia Lemes Dias

un articolo su fb di
Claudileia Lemes Dias

Alla Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona, si è consumato un rito che va ben oltre la semplice consegna di un trofeo: la premiazione dell’European Press Prize, spesso definito il “Premio Pulitzer europeo”, che ha offerto una fotografia dolorosa del ruolo che il giornalismo indipendente riveste oggi nel nostro continente.
In un’epoca di polarizzazione e censura strisciante, questo premio non celebra il giornalismo che “intrattiene”, ma quello che documenta ciò che le istituzioni preferirebbero lasciare nell’ombra.

​Raccontare l’inaccessibile: il genocidio dei palestinesi tramite le lastre.

​Il premio principale per il giornalismo investigativo (Distinguished Reporting) è andato a un’inchiesta del quotidiano olandese de Volkskrant, firmata da Maud Effting e Willem Feenstra. Il titolo è: What the Wounds Are Telling Us (“Quello che ci dicono le ferite”).
​La straordinarietà, e l’intrinseca tragicità, di questo premio risiede in un dettaglio: i due reporter non hanno mai messo piede a Gaza.
Ecco ​il paradosso del giornalismo moderno: l’assegnazione di un premio per il miglior reportage da un territorio in cui l’accesso ai giornalisti indipendenti è precluso da Israele, firmato da reporter che hanno dovuto ricostruire i fatti a distanza perché, come ampiamente documentato, l’IDF uccide i testimoni del genocidio che sta perpetrando.
a bullett inside a palestinian child's brain: a sniper fired intentionally to hit the child's head​L’inchiesta si basa sui reperti e cartelle cliniche portati fuori dalla striscia nei telefoni e nei bagagli di diciassette medici e infermieri internazionali: con tanto di lastre, radiografie, diari. Dati crudi che l’ex comandante dell’esercito olandese, il generale Mart de Kruif, ha esaminato per il giornale, confermando una realtà sistematica: la presenza di oltre cento bambini colpiti da un singolo proiettile alla testa o al cuore. Prove scientifiche, difficili da contestare, nate dalla volontà di medici che hanno iniziato a documentare quando hanno capito il pattern di quelle ferite.
Ecco perché Israele uccide il personale medico a Gaza, in Libano o in Siria: perché stanno testimoniando e portando alla nostra conoscenza le radiografie del genocidio, come quelle presentate dal reportage di Maud Effting e Willem Feenstra. Continua a leggere

31 maggio, ‘il manifesto’: ultime notizie sulle indagini della procura dopo l’aggressione israeliana alla Sumud Flotilla

indagini sugli attacchi alla flotilla

https://ilmanifesto.it/flotilla-nellinchiesta-di-roma-ci-sono-i-nomi-dei-soldati-israeliani

Sara Rajab, nove anni, uccisa da israele a Gaza il 27 maggio 2026

da InsideOver
https://www.instagram.com/p/DY62ZesjXLL/

Sara Rajab aveva 9 anni. È stata uccisa dall’esercito israeliano a Gaza, il 27 maggio 2026, nel primo giorno dell’Eid al-Adha, una delle principali festività musulmane. Sara era la cugina di Hind Rajab, la bimba di 5 anni, massacrata dall’IDF a gennaio 2024 con 335 proiettili.

Hind era rimasta intrappolata nell’auto della sua famiglia nel nord di Gaza, circondata dai corpi dei suoi parenti uccisi. Per ore la piccola parlò al telefono con gli operatori della Palestine Red Crescent Society, chiedendo aiuto mentre i soccorritori tentavano di raggiungerla. “Ho molta paura. Per favore venite. Per favore qualcuno venga a prendermi”

L’ambulanza inviata per salvarla non riuscì salvarla.

Giorni dopo furono ritrovati i corpi di Hind, dei suoi familiari e dei due paramedici partiti per soccorrerla.

Oggi, oltre due anni dopo l’omicidio di Hind, anche Sara è stata uccisa durante il cosiddetto “cessate il fuoco” a Gaza.

Due bimbe, due cugine, unite nel tragico destino di ha l’unica “colpa” di nascere in un territorio illegalmente occupato e martoriato da un incessante genocidio.

Sara era rimasta sola al mondo: l’unica della sua famiglia che era interamente sterminata dall’”esercito più morale del mondo”.

Ramy Abdu, fondatore di Euro-Med Monitor, ha scritto su X: “Sara Rajab, 9 anni, è sopravvissuta alla morte nel secondo mese del genocidio. Ha perso sua madre, due fratelli e sua nonna, ed è stata lei stessa ferita. È rimasta sola con suo padre, che è stato ucciso pochi mesi dopo. Oggi, tutta la famiglia è scomparsa. A soli nove anni, Sara era una bambina, una sopravvissuta, una ferita, un’orfana — ora è stata uccisa”.

Dal 7 ottobre 2023 almeno 21.000 bambini palestinesi sono stati uccisi da Israele a Gaza.

#gazagenocide #hindrajab

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Oggi, 26 maggio, presidio a Montecitorio per dire basta a ogni contatto con israele

Oggi, 26 maggio, presidio a Montecitorio

ROMA – 26 MAGGIO: 1 ANNO DI PRESIDIO 🇵🇸A un anno dall’inizio della nostra mobilitazione permanente, torniamo in piazza per dire basta alla complicità. Non possiamo restare in silenzio di fronte alla violazione sistematica dei diritti umani, alla tortura ed alla promulgazione della pena di morte su base etnica solo per i palestinesi. Chiediamo con forza:

🚫 Lo stop immediato al Memorandum d’intesa con Israele.

🛑 La fine degli accordi commerciali e militari.

Due immagini dal genocidio che continua

https://bsky.app/profile/differx.bsky.social/post/3mlz5oqz56c25

La farsa europea delle sanzioni ai “coloni violenti”

un post di Stefania Ascari su fb e, in fondo, il link alla conferenza stampa con Elena Basile

Dopo almeno 70 mila esseri umani massacrati, dopo l’invasione del Libano e la guerra Iran, dopo l’introduzione della pena di morte razziale, ieri l’Unione europea invece di sanzionare seriamente il governo criminale e genocida di Israele ha partorito delle sanzioni “contro i coloni violenti”.

I coloni violenti? Perché esistono anche coloni non violenti?

Tutti i coloni sono ILLEGALI perché occupano un territorio altrui e impongono alla popolazione palestinese un regime di apartheid e segregazione.

Queste sanzioni farsa servono solo a pulirsi la coscienza, non certo a fermare lo Stato terrorista Israele, con cui l’Ue e l’Italia continuano invece a intrattenere rapporti: basti pensare all’accordo commerciale Ue-Israele che il nostro governo non vuole sospendere, al memorandum di cooperazione militare Italia-Israele che neanche pare sia stato veramente sospeso, all’import-export di armi che ancora l’anno scorso ha fatto registrare 22,6 milioni di euro di consegne e 85 milioni di euro di acquisti, a cui si aggiungono forniture incontrollate di materiali dual-use e carburante destinati alle forze armate israeliane.

E chi denuncia queste cose diventa immediatamente vittima della macchina del fango e additato come filo-terrorista. Si costruiscono menzogne deliberate per delegittimare, colpire e intimidire chi non si allinea alla narrazione del mainstream.

Per questo oggi è stato un piacere e un onore ospitare alla Camera l’ex ambasciatrice Elena Basile per la presentazione del suo ultimo libro, “Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace”, una voce libera, lucida e coraggiosa, che continua a difendere il diritto alla verità contro ogni propaganda.

Grazie a Elena Basile e grazie al collega Roberto Scarpinato e alla giornalista Fiammetta Cucurnia per i loro importanti contributi. Vi invito rivedere la conferenza a questo link: https://webtv.camera.it/evento/31285

Facciamo contro-informazione, diamo voce a chi rifiuta il silenzio e la complicità e ritorniamo a essere umani.

2 Apr., 2025: israel hits an UNRWA clinic killing 19 (9 were children)

src: InsideOver

In Memory of Dr. Hamdi al-Najjar and His Nine Children Killed by the idf

da un post su fb di ‘We Stand With Francesca Albanese’

In Memory of Dr. Hamdi al-Najjar and His Nine Children Killed by the IDF

On May 23, 2025, an Israeli airstrike destroyed the family home of Drs. Hamdi al-Najjar and Alaa al-Najjar in Khan Younis, southern Gaza.

Dr. Hamdi, a physician at Nasser Hospital, had just returned home after dropping off his wife, Dr. Alaa al-Najjar—a pediatrician at the same hospital—for her work shift, when a bombardment struck their house and buried nine of their ten children alive:

Yahya (12), Rakan (10), Ruslan (7), Jubran (8), Eve (9), Rivan (5), Saydeen (3), Luqman (2), and Sidra (7 months).

Their bodies were later recovered from the rubble by Gaza Civil Defense teams (CNN, 2025; The Guardian, 2025a).

The only surviving child, Adam (11), sustained extremely severe injuries, including the amputation of one hand, severe burns, and multiple fractures.

Dr. Hamdi, for his part, was critically injured with brain and internal trauma, and died days later, on May 31, 2025 (BBC, 2025).

Dr. Alaa, who was working in the emergency department during the attack, was forced to face the devastating reality of seeing the remains of her own children arrive at the hospital.

Although this tragedy represents only one more episode in the intensification of the bombardment of Gaza throughout 2025, it remains a profoundly painful symbol of the suffering inflicted by Israel upon the Palestinian civilian population.

In Memory of Dr. Hamdi al-Najjar and His Nine Children Killed by the idf


References

Al Jazeera. (2025, June 1). Gaza doctor dies after Israeli bombing killed nine of his children.

BBC. (2025, June 2). Gaza doctor whose nine children were killed in Israeli strike dies from injuries.

CNN. (2025, May 25). Nine out of Gaza doctor’s 10 children killed in Israeli airstrike.

The Guardian. (2025a, June 1). Gaza doctor who lost nine children in Israeli airstrike dies from wounds in same attack.

The Guardian. (2025b, June 11). Gaza doctor and son evacuated after husband and nine children killed in Israeli strike.

Made in Italy per l’industria del genocidio – Conferenza stampa di Stefania Ascari

https://webtv.camera.it/evento/31194

conferenza stampa alla Camera dei deputati, 5 maggio 2026