Lettera di dissenso della Sezione ANPI Trullo-Magliana “Franco Bartolini” sul comunicato congiunto ANPI e UCEI

Condivido (in tutto e per tutto) e pubblico:

Al Comitato Nazionale dell’ ANPI
Alla segreteria nazionale
e p. c.
Al Comitato Provinciale di Roma dell’ ANPI

Il Direttivo della Sezione ANPI Trullo-Magliana “Franco Bartolini”, riunitosi in forma allargata agli iscritti, esprime il suo profondo dissenso rispetto al comunicato stampa congiunto tra ANPI e UCEI siglato il 28 luglio u.s.

Sul 25 aprile appena trascorso non ci sono state ambiguità da parte dell’ANPI, le provocazioni sono arrivate tutte e solo da chi si è presentato in piazza, contravvenendo agli accordi presi, con le bandiere di un paese che sta commettendo un genocidio, con un governo fascista e razzista, addirittura portando in piazza le effigi di Trump e Netanyahu in piena ennesima aggressione militare contro un paese sovrano, e addirittura sparando a due iscritti Anpi a Roma .

Il documento del Nazionale si riferisce, senza nominarlo, ai soli fatti di Milano, ‘dimenticando’ che a Roma, dall’ ottobre 2023, siamo stati sottoposti a numerosi atti squadristi da parte di sionisti , sino a un tentato omicidio, quello di Gabriele Rubini.

Già dalle premesse, il comunicato stampa è ambiguo: non ci può essere “convergenza” su valori come l’antifascismo.

O si è antifascisti, o non lo si è, così come non ci può essere equidistanza o ambiguità tra chi commette un Genocidio e chi lo subisce.

Su “la riconferma del diritto della componente ebraica alla partecipazione in sicurezza alle celebrazioni del 25 aprile contrastando scelte e comportamenti divisivi di qualsiasi natura e da qualsiasi parte” e su “l’interesse ad avviare un percorso congiunto in vista dell’organizzazione del prossimo 25 aprile 2027 e di ogni altra scadenza memoriale” teniamo a sottolineare che gli antifascisti ebrei hanno sfilato tranquillamente e in sicurezza il 25 aprile 2026, a Milano, a Roma e in ogni piazza, come sempre hanno fatto , in quanto parte del grande popolo antifascista italiano, organizzati con i loro striscioni come gli “Ebrei per la pace”, la “Rete ebraica antirazzista” e altre decine di associazioni ebraiche non colluse e genuflesse al progetto sionista dello stato di Israele.

E sbaglia l’ANPI nazionale a sottovalutare la forza e la numerosità di questa componente antifascista dell’ebraismo, tendendo invece la mano ad associazioni ebraiche che non hanno mai preso le distanze dalle politiche fasciste di Israele e non hanno mai condannato il genocidio in atto del popolo palestinese.

E’ a loro che l’ANPI deve rivolgersi, aiutandoli a rafforzarsi all’interno delle comunità ebraiche, per troppo tempo egemonizzate dal Sionismo, ideologia razzista e suprematista.

Riportiamo qui la dichiarazione del Congresso Ebraico Antisionista internazionale 2025: “Come ebrei antisionisti, siamo uniti a tutti i palestinesi—in Palestina e in esilio—contro il sionismo e i suoi crimini, inclusi genocidio, apartheid, pulizia etnica e occupazione; affermiamo il diritto dei popoli sotto occupazione di resistere con ogni mezzo, come riconosciuto da diverse disposizioni dell’ONU.”

Questo non è il momento storico adatto agli equilibrismi: o si sta con gli oppressi, o con gli oppressori, senza alcuna ambiguità.

Con i venti di guerra che soffiano sempre più forti, con un paese chiamato a spendere il 5% del PIL in armi per una guerra che il popolo non vuole, e di fronte allo scempio quotidiano dei valori umani e delle vite che avviene a Gaza e in Cisgiordania, l’ANPI deve restare un faro per i valori della pace, del disarmo, della solidarietà chiara e cristallina con la Resistenza dei popoli oppressi costruendo le proprie relazioni sulla base di questi valori e senza concedere nulla all’ambiguità, se non vuole ridursi a puro simulacro di lontani fatti eroici e perdere migliaia di iscritti.

Questo documento prefigura una conciliazione senza chiedere alla UCEI alcune cose fondamentali, due tra tutte:

– la condanna degli attacchi di squadrismo sionista avvenuti, a Roma e non solo

– una dichiarazione esplicita di condanna del genocidio in corso a Gaza e in Cisgiordania.

Noi crediamo che l’ANPI rappresenti l’organizzazione di massa più importante del nostro paese che tutela la Costituzione e i valori antifascisti, oggi in evidenti difficoltà, e pertanto non possiamo tacere e accettare iniziative che vanno in senso opposto a quello del corpo militante e del sentire del paese, iniziative che appaiano volute da forze esterne alla nostra associazione.

Su tutto questo aspettiamo un ripensamento dell’Anpi Nazionale.

Sezione ANPI Trullo-Magliana “Franco Bartolini”