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MEE – Middle East Eye: “Palestinian ‘doctor of the poor’ says he faces abuse, medical neglect in Israeli prison”

The 71-year-old physician, well known for providing care to low-income Palestinians, was arrested in the occupied West Bank in June

Bilge Kotan

Dr Mazen Rantisi, a 71-year-old Palestinian physician popularly described as the “doctor of the poor”, says he has suffered physical abuse and medical neglect since Israeli authorities detained him more than a month ago, Haaretz reported on Sunday.

The doctor, known for often waiving fees, supplying medicines and operating a clinic that serves as a refuge for low-income Palestinians, was detained in a pre-dawn raid on his home in Ramallah in the occupied West Bank on 21 June. Prosecutors later indicted him for serving as chairman of the board of the Union of Health Work Committees, a Palestinian non-profit that provides medical care to thousands of Palestinians each year.

[…] read the full article herehttps://www.middleeasteye.net/news/palestinian-doctor-poor-says-he-faces-abuse-medical-neglect-israeli-prison (Aug. 2nd, 2026 / 2 agosto 2026)

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Lettera di dissenso della Sezione ANPI Trullo-Magliana “Franco Bartolini” sul comunicato congiunto ANPI e UCEI

Condivido (in tutto e per tutto) e pubblico:

Al Comitato Nazionale dell’ ANPI
Alla segreteria nazionale
e p. c.
Al Comitato Provinciale di Roma dell’ ANPI

Il Direttivo della Sezione ANPI Trullo-Magliana “Franco Bartolini”, riunitosi in forma allargata agli iscritti, esprime il suo profondo dissenso rispetto al comunicato stampa congiunto tra ANPI e UCEI siglato il 28 luglio u.s.

Sul 25 aprile appena trascorso non ci sono state ambiguità da parte dell’ANPI, le provocazioni sono arrivate tutte e solo da chi si è presentato in piazza, contravvenendo agli accordi presi, con le bandiere di un paese che sta commettendo un genocidio, con un governo fascista e razzista, addirittura portando in piazza le effigi di Trump e Netanyahu in piena ennesima aggressione militare contro un paese sovrano, e addirittura sparando a due iscritti Anpi a Roma .

Il documento del Nazionale si riferisce, senza nominarlo, ai soli fatti di Milano, ‘dimenticando’ che a Roma, dall’ ottobre 2023, siamo stati sottoposti a numerosi atti squadristi da parte di sionisti , sino a un tentato omicidio, quello di Gabriele Rubini.

Già dalle premesse, il comunicato stampa è ambiguo: non ci può essere “convergenza” su valori come l’antifascismo.

O si è antifascisti, o non lo si è, così come non ci può essere equidistanza o ambiguità tra chi commette un Genocidio e chi lo subisce. Continua a leggere

Urgent call to the international community to take immediate action to stop Israel’s violence

src: https://www.instagram.com/p/DbLWVJ0gNE-/

urgent call from b'tselem to the international communityUrgent call to the international community to take immediate action to stop Israel’s violence and prevent pogroms by settler militias and the Israeli army across the West Bank.

In recent days, violence by settler

 

 militias, enabled and supported by the Israeli army, has escalated across the West Bank, including the torching and destruction of Palestinian property, and the forced expulsion of families and communities. These attacks have been met with silence and inaction from much of the international community, allowing the violence to continue and intensify.

The event in the village of Tell (Area B) when a settlers’ “tour” in the village ended with the killing of at least 4 Palestinians and 1 settler and several people injured is leading to escalated violence in the area with settlers, ministers, and Knesset members calling for further revenge attacks which already started across the West Bank. Experience shows that these events can escalate quickly into mass pogroms when met with silence.

We call the international community to act now. Immediate pressure must be placed on Israel to stop further attacks, prevent pogroms and further killings, and ensure the protection of Palestinians, in accordance with Israel’s obligations under international law.

Adalah; Akevot; Bimkom; Breaking the Silence; B’Tselem; Emek Shaveh; Gisha; HaMoked; Haqel; Human Rights Defenders Fund; Ir Amim; Leap; MachsomWatch; Parents Against Child Detention; Peace Now; Physicians for Human Rights Israel; Rabbis for Human Rights; UCPIP; Yesh Din; Zazim

 

I Paesi Bassi vietano l’importazione dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati

da un post de “L’Espresso” su fb (21 lug. 2026):

I Paesi Bassi vietano l’importazione dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. Seguono l’esempio di Irlanda, Belgio e Spagna e si muovono prima di un’Unione europea spaccata al proprio interno — come spesso accade — tra veti e controveti. Il divieto scatterà dal prossimo 22 settembre e, come si legge in un comunicato del ministero degli Esteri, si applicherà “all’importazione, all’acquisto e alla vendita di merci provenienti da insediamenti israeliani illegali situati nei territori palestinesi”.
“Con le misure proposte i Paesi Bassi ribadiscono il loro impegno a rispettare l’obbligo giuridico internazionale di non contribuire a questa situazione illegale”, ha spiegato il ministero. Israele occupa la Cisgiordania dal 1967: oltre 500mila coloni vivono in questo territorio, esclusa Gerusalemme Est, insieme a circa tre milioni di palestinesi. Tutti gli insediamenti sono considerati illegali dal diritto internazionale.
Il divieto — un decreto sanzionatorio temporaneo della durata di tre anni, annunciato a maggio dal governo del premier Rob Jetten — colpisce solo i beni degli insediamenti e del Golan siriano, lasciando intatto il commercio ordinario con Israele. Il nodo pratico, segnalato dallo stesso Consiglio di Stato olandese, è la tracciabilità: distinguere alla dogana un dattero coltivato in Cisgiordania da uno prodotto entro i confini israeliani resta complicato.
A pesare sulla decisione è anche l’inchiesta Importing Occupation, firmata dall’organizzazione legale Global Echo. Analizzando quasi seimila spedizioni agricole partite da Israele verso l’Europa tra il 2017 e il 2026, il centro ha rilevato che una consegna su cinque diretta nell’Ue conteneva merce coltivata negli insediamenti, quasi sempre venduta con l’etichetta “Prodotto di Israele”. I Paesi Bassi ne assorbono da soli circa un terzo, il volume più alto del continente, e da lì quasi la metà prosegue verso altri Stati membri: Amsterdam è, di fatto, la principale porta d’ingresso di questi prodotti nel mercato comunitario.

Andy Worthington: Holocaust survivors against the Gaza genocide

Andy Worthington
(fb post, Jul 19th, 2026)

Yesterday, on the latest National March for Palestine in London, this particular group of campaigners, Holocaust Survivors and Descendants against the Gaza Genocide, highlighted, as they always do, the absolute hypocrisy of any Jewish people anywhere supporting Israel’s ongoing genocide of the Palestinians of the Gaza Strip.

holocaust survivors against genocide

The group includes two child Holocaust survivors, Stephen Kapos and Agnes Kory, seated in the centre of the photo, and numerous other descendants of Holocaust survivors, and their message is irrevocably powerful.

They condemn Israel’s ongoing genocide in the Gaza Strip, they compare their own experiences of Nazi oppression to the oppression currently inflicted on the Palestinians, they believe that “Never again” means “Never again for anyone”, and they take part in every protest to actively counter claims that the pro-Palestine marches are inherently antisemitic or represent “no-go zones” for Jewish people.

See the 25-minute documentary about the group, “Gaza it Rhymes With Me”, here: https://youtu.be/CRtbBnHDSjM

Read the evidence they gave to the UK’s Foreign Affairs Committee here: https://committees.parliament.uk/writtenevidence/133248/pdf/

And see here for an international list of Jewish survivors and descendants of survivors of the Nazi genocide who “unequivocally condemn the massacre of Palestinians in Gaza and the ongoing occupation and colonization of historic Palestine”: https://www.ictuni.org/sites/default/files/publications/full_page_b_tel_final_final.pdf

https://x.com/TomLondon6/status/2078467746422009865

La “corte suprema” di isr rifiuta le richieste delle ONG per il trasferimento di palestinesi gravemente malati da Gaza alla Cisgiordania

Un post di Barbara Lezzi su fb:

Mentre Netanyahu faceva ammazzare un’intera famiglia di gazawi composta dai genitori poco più che trentenni e da tre bambini, la Corte Suprema di Israele bocciava le richieste di diverse ONG che chiedevano il trasferimento urgente verso la Cisgiordania occupata di palestinesi gravemente malati. Ci sono circa 4.000 bambini malati di tumore, con ferite gravissime, infezioni e malattie rare che sono lasciati nella sofferenza senza cure e senza neanche la speranza di un trasferimento.
Il presidio dei valori occidentali in Medio Oriente, così come viene definito Israele in Italia, viola la Quarta Convenzione di Ginevra secondo la quale uno Stato occupante ha il dovere di prestare soccorso alla popolazione civile. Israele rifiuta l’accusa perché sostiene di essersi ritirato da Gaza nel 2005. Non sarebbe, quindi, una forza occupante. Peccato che a Gaza però continui ad ammazzare impunemente, a impedire l’ingresso di giornalisti, operatori umanitari e aiuti alimentari.
Un medico israeliano ha raccontato che l’udienza con cui si è deciso di legittimare l’agonia dei palestinesi malati, ha avuto un ospite d’eccezione a presidiare la decisione dei giudici: il ministro Itamar Ben Gvir.
Questo è Israele, il custode della democrazia e della civiltà in Medio Oriente. Questo è Israele che può tutto perché l’Occidente, con in prima fila l’UE, lo continua ad abbracciare senza neanche pensare a comminare uno straccio di sanzione.

warning

non accetto nessun tipo di scambio o confronto verbale o scritto sul #genocidio in #Palestina con #negazionisti e più in generale con chiunque non abbia coscienza (cognizione effettiva) di quanto documentato ANCHE dal sito https://archivegenocide.com/

chi ha passato gli ultimi tre anni a guardare più o meno intenzionalmente altrove, quando centinaia di migliaia di documenti verificati e verificabili erano e sono disponibili, non deve mettersi in contatto con me.

#archivegenocide #Gaza #Cisgiordania

https://slowforward.net/?s=palestina

Stephen Prager: “Bezalel Smotrich, ministro delle finanze israeliano di estrema destra, risponde al mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale annunciando altri crimini di guerra”

Stephen Prager
da https://www.commondreams.org/news/smotrich-icc-warrant
19 maggio 2026
traduzione italiana: La Zona Grigia (su fb)

Il Ministro delle Finanze di estrema destra ha annunciato che, in risposta alla richiesta di mandato d’arresto per l’espulsione forzata di palestinesi, avrebbe ordinato l’evacuazione di un altro villaggio in Cisgiordania.

Il Ministro delle finanze israeliano di estrema destra, Bezalel Smotrich, ha dichiarato martedì che il Procuratore della Corte Penale Internazionale ha richiesto un mandato d’arresto nei suoi confronti, presumibilmente in risposta all’espulsione forzata illegale di migliaia di palestinesi dalla Cisgiordania.
Ha affermato di voler “contrattaccare” emettendo un ordine di sfratto forzato per centinaia di altri palestinesi dalle loro case in Cisgiordania.
Durante una conferenza stampa, Smotrich ha dichiarato di essere stato informato lunedì sera che il procuratore della Corte Penale Internazionale aveva segretamente richiesto un mandato di arresto nei suoi confronti per aprile. Un mandato formale non è stato ancora emesso dalla Corte e le accuse ufficiali non sono state ancora rese pubbliche.
Lo scorso anno il Wall Street Journal ha riportato che il Procuratore stava valutando la possibilità di richiedere un mandato d’arresto contro Smotrich per il suo ruolo nell’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, che la Corte Internazionale di Giustizia ha giudicato nel luglio 2024 una violazione delle Convenzioni di Ginevra, in quanto comportava lo sfollamento forzato di residenti nei Territori Palestinesi Occupati.
Il Procuratore della Corte Penale Internazionale si stava anche preparando a emettere un mandato d’arresto contro un altro politico di estrema destra legato ai coloni, il Ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir, sebbene non vi siano ancora notizie che confermino l’emissione di tale mandato.
La Corte Penale Internazionale ha già emesso mandati d’arresto per il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e l’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant per Crimini di Guerra e Crimini Contro l’Umanità a Gaza.
In risposta alla richiesta di mandato d’arresto per quello che la Corte Penale Internazionale considera un Crimine di Guerra, Smotrich ha celebrato la Pulizia Etnica in corso contro i palestinesi in Cisgiordania. Si è vantato di aver creato “oltre 100 nuovi insediamenti” nel territorio occupato e “160 avamposti agricoli”, che a suo dire hanno permesso a Israele di controllare 247.000 acri di terra nel territorio.
Le Nazioni Unite hanno riferito a marzo che, nell’ultimo anno, oltre 36.000 palestinesi in Cisgiordania sono stati sfollati con la forza a causa dell’espansione degli insediamenti e delle violenze commesse dai coloni israeliani.
Smotrich ha affermato che l’emissione di mandati d’arresto da parte della Corte nei suoi confronti e nei confronti di altri dirigenti israeliani rappresenta una “dichiarazione di guerra” e ha dichiarato: “Risponderemo con la guerra”.
“Da oggi, ogni obiettivo economico o di altro tipo che rientri nella mia autorità di colpire, sia come Ministro delle Finanze che come Ministro della Difesa, sarà attaccato. Non con parole o stratagemmi, ma con i fatti”, ha affermato.
“Annuncio qui e ora il primo obiettivo che verrà attaccato: subito dopo il mio intervento, firmeremo un ordine di evacuazione per Khan al-Ahmar”, ha aggiunto.
Si riferiva a un villaggio beduino palestinese di circa 200 abitanti alla periferia orientale di Gerusalemme, che da anni combatte una battaglia legale contro il governo israeliano in seguito all’ordine di Ben-Gvir di demolirlo per far posto a un insediamento.
Il territorio è particolarmente importante perché collegherebbe due importanti insediamenti di Gerusalemme Est con la Valle del Giordano, nell’ambito del progetto israeliano E1, che mira a costruire insediamenti in modo da dividere in due le aree palestinesi della Cisgiordania.
Smotrich, che ha guidato il progetto E1, ha dichiarato l’anno scorso che la proposta “seppellisce l’idea di uno Stato Palestinese perché non c’è nulla da riconoscere e nessuno da riconoscere”.
Martedì, Smotrich ha affermato che il suo ordine di evacuazione dei palestinesi da Khan al-Ahmar sarebbe stato “solo l’inizio” della sua risposta alla richiesta di mandato d’arresto.
Jasper Nathaniel, giornalista americano che opera in Cisgiordania, ha spiegato che “Smotrich ha appena annunciato ufficialmente la Pulizia Etnica di un villaggio palestinese in risposta al mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale nei suoi confronti”.
Gli osservatori hanno sottolineato l’audacia della dichiarazione di Smotrich di fronte a un tribunale internazionale.
Adil Haque, professore di Diritto all’Università Rutgers e direttore editoriale della rivista quotidiana di diritto e politica digitale, editorialmente indipendente e apartitica, ospitata presso il Centro per il Diritto e la Sicurezza Reiss di New York, Just Security, ha evidenziato la notevole ironia: “L’ufficio del procuratore della Corte Penale Internazionale avrebbe richiesto un mandato di arresto per i suoi Crimini di Guerra, e lui ne annuncia uno nuovo”.
Insieme a Ben-Gvir, Smotrich è stato sanzionato lo scorso anno da cinque Paesi, Australia, Canada, Nuova Zelanda, Norvegia e Regno Unito, che hanno imposto loro divieti di viaggio e congelamento dei beni.
Ori Goldberg, esperto israeliano di studi sul Medio Oriente, ha affermato che le sanzioni internazionali contro Smotrich dovrebbero essere ancora più severe dopo che questi ha annunciato “una violazione del Diritto Internazionale quanto più grave possibile”.
“Rendete pubblici i mandati. Sanzionate quest’uomo e chiunque altro ne paghi il conto. La dirigenza dell’Unione Europea dovrebbe smetterla di rendersi ridicola mentre il mondo è a pezzi”, ha detto. “Fate vedere agli israeliani che il gioco è finito”.

 

Itzhak Laor, poeta saggista ebreo della sinistra radicale, scriveva nel 2006 in risposta ad un articolo di Erri De Luca su ‘il manifesto’

un post di Marco Mazzeo su fb (ripreso da Fortunato Paliano)

Itzhak Laor noto poeta saggista ebreo della sinistra radicale scriveva nel 2006 in risposta ad un articolo di Erri De Luca su Il Manifesto

“Se si traducesse in ebraico l’articolo di Erri De Luca uscito martedì scorso sul ‘manifesto’ e lo si facesse leggere a qualunque israeliano, questi lo identificherebbe senza dubbio come un testo tipico di un membro del Likud.
Al di là della discussione ipocrita sulla parola «fame», bisognerebbe ricordare che Israele cerca di affamare i palestinesi nel tipico modo che Giorgio Agamben ha descritto nel suo Homo Sacer, facendo appello all’«aiuto umanitario» subito dopo aver distrutto tutto. In Palestina, la gente vive sotto una crescente paura, povertà e fame, e in condizioni che condannano le prossime generazioni a un futuro di sottosviluppo. Gaza è un enorme ghetto, che ogni giorno viene bombardato da centinaia di razzi. I villaggi in Cisgiordania sono isolati l’uno dall’altro, le città sono sigillate e le autostrade chiuse agli arabi. La stampa italiana si comporta come se fosse sotto la censura di Mussolini quando non parla delle sofferenze dei palestinesi. Mi dispiace per Erri De Luca: così giovane e già censore (e in favore di chi? di una delle peggiori occupazioni militari dalla seconda guerra mondiale).
Dal 1991 – prima che cominciasse la campagna terroristica della metà degli anni ’90 – i palestinesi hanno vissuto sotto la politica israeliana di chiusure e separazioni (apartheid in olandese). Sono strangolati e separati dalle loro comunità, dai loro centri, dalla loro economia. Il luogo dove vivono e dove si muovono diventa sistematicamente più piccolo. Nessun palestinese minore di 16 anni sa cosa vuol dire andare in vacanza dall’altra parte del suo paese. Nessuno si muove per più di 10 chilometri. La disoccupazione è in crescita. Durante gli anni dell’occupazione, Israele non ha permesso ai palestinesi di avere una propria economia, per non parlare di costruire una propria industria. Oggi possono solo comprare merci in Israele. Non hanno altra scelta. Non possono vendere nulla in Israele, nemmeno le verdure. La distruzione della Palestina è una realtà quotidiana. E devo aggiungere: il silenzio sulla lenta morte della nazione palestinese è parte di una lunga tradizione europea di lasciare morire l’Altro.
Ma l’articolo di Erri De Luca è l’esempio di qualcosa di peggio che sta accadendo in Europa. Il passato ebraico in Europa è un tipo di comoda rappresentazione di un passato europeo omogeneo, in cui una metafora – l’Olocausto – copre qualsiasi altra cosa. Non l’Olocausto come parte della storia europea, ma quasi il contrario. La storia si perde. Il fascismo? Troppo controverso. Il ruolo della Chiesa cattolica? Non se ne può parlare. Pio XII? Insomma, è quasi un santo. Questo atteggiamento filo-sionista della sinistra europea non è una peculiarità italiana (e in questo caso si può persino dire che non è colpa di Israele). Questa collaborazione della sinistra europea con la destra israeliana colma un enorme vuoto in Europa, dalla caduta del comunismo, e serve alla costruzione di una nuova identità europea. I bambini iracheni e palestinesi sono i nuovi «etiopi». A chi importa? Noi europei siamo gli umanisti. Abbiamo la licenza di rimanere in silenzio sull’affamamento della Palestina. La nostra licenza si chiama Olocausto o Auschwitz. Non ci importa di collocarli nella storia. Abbiamo bisogno di mitologia, non di storia”.

Sospese le sanzioni contro Francesca Albanese

e aggiungo io: come sempre, non si deve certo allo scandaloso governo ytalyano, servetto dell’amerika e dello stato genocida, se giustizia finalmente arriva per la relatrice ONU, che ha l’unico torto di documentare una verità sotto gli occhi di tutti.

La farsa europea delle sanzioni ai “coloni violenti”

un post di Stefania Ascari su fb e, in fondo, il link alla conferenza stampa con Elena Basile

Dopo almeno 70 mila esseri umani massacrati, dopo l’invasione del Libano e la guerra Iran, dopo l’introduzione della pena di morte razziale, ieri l’Unione europea invece di sanzionare seriamente il governo criminale e genocida di Israele ha partorito delle sanzioni “contro i coloni violenti”.

I coloni violenti? Perché esistono anche coloni non violenti?

Tutti i coloni sono ILLEGALI perché occupano un territorio altrui e impongono alla popolazione palestinese un regime di apartheid e segregazione.

Queste sanzioni farsa servono solo a pulirsi la coscienza, non certo a fermare lo Stato terrorista Israele, con cui l’Ue e l’Italia continuano invece a intrattenere rapporti: basti pensare all’accordo commerciale Ue-Israele che il nostro governo non vuole sospendere, al memorandum di cooperazione militare Italia-Israele che neanche pare sia stato veramente sospeso, all’import-export di armi che ancora l’anno scorso ha fatto registrare 22,6 milioni di euro di consegne e 85 milioni di euro di acquisti, a cui si aggiungono forniture incontrollate di materiali dual-use e carburante destinati alle forze armate israeliane.

E chi denuncia queste cose diventa immediatamente vittima della macchina del fango e additato come filo-terrorista. Si costruiscono menzogne deliberate per delegittimare, colpire e intimidire chi non si allinea alla narrazione del mainstream.

Per questo oggi è stato un piacere e un onore ospitare alla Camera l’ex ambasciatrice Elena Basile per la presentazione del suo ultimo libro, “Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace”, una voce libera, lucida e coraggiosa, che continua a difendere il diritto alla verità contro ogni propaganda.

Grazie a Elena Basile e grazie al collega Roberto Scarpinato e alla giornalista Fiammetta Cucurnia per i loro importanti contributi. Vi invito rivedere la conferenza a questo link: https://webtv.camera.it/evento/31285

Facciamo contro-informazione, diamo voce a chi rifiuta il silenzio e la complicità e ritorniamo a essere umani.