Archivi categoria: testi di mg online:
poetry is not powtry
to be clear about words like “poetry” (for me)
https://slowforward.net/2026/08/01/to-be-clear-about-words-like-poetry-for-me/
Sintesi del sistema dell’arte
Jago è il negozio di gessi da giardino a filo dell’Ardeatina, con la palma fluorescente che s’illumina di notte, e l’esposizione di nanetti fontane e veneri con l’anfora. Koons è quello che gli affitta lo spazio e ogni tanto accetta un “Satiro e ninfa battagliano scherzosi” al posto di mezza mensilità, e lo vende al MoMA, che a sua volta ci fa una serie di portachiavi per il gift shop.
Scusate se sulla “Pax Silica” ho – come su tutto ultimamente – qualche perplessità
RaiNews: “L’Italia firma a Brindisi la dichiarazione della ‘Pax Silica’ con gli Stati Uniti. Iniziativa di cooperazione tra partner internazionali e settore privato nelle catene di approvvigionamento per le tecnologie avanzate”
(29 lug. 2026, https://www.rainews.it/tgr/puglia/articoli/2026/07/litalia-firma-a-brindisi-la-dichiarazione-della-pax-silica-con-gli-stati-uniti-e722cea4-9fc2-4eb4-8cad-e3cf9dc29180.html).
Il Sole24ore: “Il campo di interesse è in particolare quello dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale e dei minerali critici necessari al loro sviluppo. L’obiettivo è quello di promuovere un ecosistema favorevole all’avanzamento di questi comparti e ridurre le dipendenze da singoli Paesi esportatori come la Cina. Firmeranno la dichiarazione l’ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale del ministro degli Esteri per l’innovazione e le nuove tecnologie, e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman Fertitta. La cerimonia di firma vedrà inoltre la partecipazione delle istituzioni di Brindisi e della Regione Puglia”
(31 lug. 2026, https://www.ilsole24ore.com/art/oggi-brindisi-firma-pax-silica-gli-usa-funzione-anti-cina-ecco-cosa-si-tratta-AJZyjoa).
Pensandoci un attimo su, metto qui poche righe di riflessione.
Tra i vari motivi per cui mi sembra noi ci si debba lievemente preoccupare di questa ormai firmata “pax” (quando gli americani parlano di pace, metti mano ai cannoni), elencherei:
– il fatto che la controparte anzi la detentrice del ruolo dominante è l’amministrazione Trump, e il promoter italiano è Tajani (già queste due cose dovrebbero bastare);
– l’immaginabile rafforzamento della posizione USA – già vertice – nella direzione della (=”decisionalità” sulla) rete globale di implementazione delle tecnologie IA, dall’estrazione di minerali alla diffusione/costruzione di datacenter energivori, fino (aggiungerei io, malfidato) all’appoggio economico per lo sviluppo di software;
– il fatto che sia il settore privato, e non gli Stati (ma con l’imprinting del dirigismo USA), a essere al centro del discorso;
– il non secondario obiettivo USA di indebolire anche su questo fronte il potere di contrattazione generale dell’Unione Europea, la sua possibilità di esercitare effettivamente – nel campo dell’IA e non solo – una forza da “vera leva geopolitica” (“L’Europa, pur lontana dalla leadership americana nel software e dai volumi produttivi asiatici, resta un elemento indispensabile in diversi segmenti industriali. La questione, emersa anche nei mesi scorsi, è che il continente deve ancora trasformare questo peso tecnologico e manifatturiero in una vera leva geopolitica”, https://www.linkiesta.it/2026/07/pax-silica-italia-usa-meloni-trump/);
– la natura già ora militare (e, in prospettiva finanziaria, giocoforza guerrafondaia) del comparto tecnologico legato all’IA;
– il fatto che se, con la pax, la filiera di approvvigionamento di materiali per tecnologie IA è sparsa, decentrata, non in mano a pochi attori, è di conseguenza più difficile chiudere un rubinetto per far finire una guerra o mettere in difficoltà gli USA (e il mondo), come invece ci insegna la vicenda del controllo iraniano su Hormuz (=come sempre, gli Stati Uniti pervertono il linguaggio: la loro “pax” può serenamente contribuire non all’interruzione ma alla continuazione di una eventuale guerra: yankee noti esportatori di democrazia, esportatori di pax=war);
– il fatto che (cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/oggi-brindisi-firma-pax-silica-gli-usa-funzione-anti-cina-ecco-cosa-si-tratta-AJZyjoa) la funzione anti-Cina della pax ci suggerisce probabilmente di porci una domanda da quiz televisivo, che formulerei a partire da una constatazione di John Mearsheimer: “chi ha determinato la morte o direttamente ucciso 38 milioni di persone nel mondo nel corso degli ultimi ottant’anni? la Cina o gli USA”; la risposta è: gli USA; beh, questa cosa – senza con questo parteggiare per la Cina – la considererei;
– il fatto che da diversi decenni parlare di Stati Uniti è pressoché identico a parlare di israele, un posto dove l’intelligenza artificiale ha una posizione di rilievo nelle tecnologie genocidarie.
‘merikani paraku**
con una mail arrivata oggi, #google informa me e penso varie manciate di milioni di altri utenti, che tra un mese e mezzo inizierà a conteggiare nello spazio di #archiviazione legato a #gmail anche cose che prima non c’entravano niente (gli sms gestiti con google, per dire).
a breve molti account finiranno per andare over quota e a dover comprare in fretta e furia altro spazio da ‘sti merikani.
*anche* per questo la #degooglizzazione è un processo salutare e da perseguire quanto prima
i link nei social, i contenuti altrove
oltre a tagliare i fili di google – per quanto possibile – vado mollando taluni social (e zone interne dei social: pagine e gruppi facebook, per dire). ma questo magari lo sapete già, e sapete cosa (politicamente, diciamo) significa, bla bla bla, le solite cose di giovenale.
cerco insomma di (trat)tenere alcuni, pochi, social soltanto per metterci dentro dei link che funzionino come trampolini per uscirne.
ciò vale daddovero per lo sperimento, variamente articolato, nelle lettere & arti varie.
ossia la prassi è, vuole essere: i link nei social, i contenuti altrove.
e quali sarebbero questi altrove? ognuno può decidere i propri, con – possibilmente – niente pubblicità né rapina di informazioni, e in server europei, non statunitensi, su piattaforme rispettose della privacy e ostili al controllo e alle varie forme di tecnofascismo ampiamente attive in rete e fuori rete. make your choice.
Una pietra sopra (la cultura) (e non solo
Ovviamente il discorso va esteso agli spazi autogestiti, ai gruppi indipendenti, alle etichette, e a tutte quelle realtà libere che non afferiscono, anzi magari si oppongono, a un concetto di scambio, diffusione e distribuzione esclusivamente mercantili. Neanche a dirlo, l’ossessione di controllo si lega pure alle idee di sicurezza del presente governo e dei passati. Lo Stato vuole cioè assicurarsi che il vocabolo cultura abbia sempre meno cittadinanza e impatto sul presente italiano.
Demolizioni estive. Pedoni sul lato opposto
slowforward 21 anni ad agosto
nel 2026, in agosto, slowforward.wordpress.com fa 21 anni.
qui su differx.noblogs.org, suo gemello eterozigote, sono stati fino a un certo punto caricati tutti i suoi contenuti. poi differx noblogs ha continuato la strada per conto suo, e lo stesso fa slowforward – per analoghe e differenti vie.
il legame tra i due è comunque forte, e chi qui scrive suggerisce di leggere entrambi, per non perdere i materiali che – nelle tante diversità – diffondono. per semplificare le cose e seguire un solo spazio, c’è un unico modo sicuro: aprire di tanto in tanto mastodon.uno/differx, che ripropone puntuale tutti e ciascun post dei gemelli, in forma abbreviata + tag + rinvio link.
enjoy.
substack, l’ennesima piattaforma generalista
substack, l’ennesima piattaforma acchiappa-dati
https://noblogo.org/differx/substack-e-lennesima-piattaforma-proprietaria-generalista-che-osservavo-senza
degooglizzarsi
#avvisiainaviganti
finalmente il mio indirizzo #gmail è da oggi in via di #dismissione : #degooglizzarsi / #degooglizzarmi adesso per me è fondamentale. alé: via via staccare la spina a tutti i servizi con sede negli #USA , alle app e ai derivati di società coinvolte più o meno (in)direttamente nel #genocidio , e/o irrispettose della #privacy , le big tech companies accentratrici, censorie & spione & puzzone.
questo significherà chiudere pian piano vari canali, per esempio quelli youtube, anche se il trasferimento dei materiali sarà un’impresa non da poco. pace.
probabilmente l’unico legame con l’universo della “grande” G sarà per me quello necessario per la gestione dei pochi spazi blogspot che curo o co-curo.
il discorso, a proposito di fb e di altri social (X, instagram, …), non cambia molto, anche se la migrazione potrà essere più lenta. infatti è vero che i social generalisti in qualche caso possono esser mantenuti come moltiplicatori puri e semplici, ossia utili idioti dove è ancora proficuo postare semplicemente dei titoli+link che conducono i lettori altrove.
#degooglizzarsi #bigtech
ieri, sul tema dell’abbandono di social e piattaforme generaliste, postavo questi due link:
https://effimera.org/il-fediverso-per-farla-finita-con-i-social-delle-big-tech-di-sergio-tringali/
e https://differx.noblogs.org/2026/06/08/un-motivo-fra-molti-per-cui-il-fediverso-e-fondamentale/