Archivi tag: social media

i link nei social, i contenuti altrove

oltre a tagliare i fili di google – per quanto possibile – vado mollando taluni social (e zone interne dei social: pagine e gruppi facebook, per dire). ma questo magari lo sapete già, e sapete cosa (politicamente, diciamo) significa, bla bla bla, le solite cose di giovenale.
cerco insomma di (trat)tenere alcuni, pochi, social soltanto per metterci dentro dei link che funzionino come trampolini per uscirne.
ciò vale daddovero per lo sperimento, variamente articolato, nelle lettere & arti varie.

ossia la prassi è, vuole essere: i link nei social, i contenuti altrove.

e quali sarebbero questi altrove? ognuno può decidere i propri, con – possibilmente – niente pubblicità né rapina di informazioni, e in server europei, non statunitensi, su piattaforme rispettose della privacy e ostili al controllo e alle varie forme di tecnofascismo ampiamente attive in rete e fuori rete. make your choice.

Aswrig – The Asemic Writing Gallery – will soon close its fb page

As a form of (late but sincere) protest against #facebook and its toxicity along with its ‘neutrality’ in front of the genocide destroying the Palestinian people, and against fb’s support to the genocidal State, in a few days Aswrig – The Asemic Writing Gallery – will be disconnected and all its content will be removed.
https://www.facebook.com/aswrig/

And, of course, other fb pages run by me will be deleted too.

Also, this post strongly suggests everybody to move from fb to the #Fediverse and other independent platforms.

______________________________________
https://mastodon.uno/@differx
https://poliverso.org/profile/differx
https://noblogo.org/differx/
https://differx.noblogs.org/

#mastodon #fediverso #friendica

9 maggio, Roma: Pignotti + Hogre @ Bianco contemporaneo

IDENTIKIT = Pignotti+Hogre_ mostra presso Bianco Contemporaneo, Roma, mag-giu 2026
La galleria
Bianco Contemporaneo
presenta la mostra

I D E N T I K I T
di
Pignotti e Hogre

Testo critico di Marco Giovenale

vernissage 9 maggio 2026, ore 17:30

Via Reno 18/a, Roma
||| La mostra prosegue fino al 6 giugno dal martedì al sabato 16:30 -19:30 |||

evento su Mobilizon:
https://mobilizon.it/events/21eb5948-d76f-4e2a-89fa-548cbd22562f

evento fb:
https://www.facebook.com/events/1307674164543733/

Lamberto Pignotti, tra i fondatori del Gruppo 70, e Hogre, street artist anonimo e tra i massimi esponenti internazionali del subvertising, saranno i protagonisti della mostra “IDENTIKIT”, che si terrà presso la galleria Bianco Contemporaneo, Roma. . L’idea della mostra nasce dal dialogo tra i due artisti sul concetto di identità. Se Hogre ha sempre operato nell’anonimato, Pignotti (oggi centenario) ha risposto mostrandogli un archivio conservato per oltre cinquant’anni che, al contrario, rivela le sue molteplici identità. Si tratta di un corpus di buste indirizzate a lui con titoli più disparati — architetto, artista, scrittore, poeta, professore, pittore — e altrettante lettere in cui il suo nome viene cambiato in Alberto, Lorenzo, nonché in Mario e Giuseppe. Da questo archivio, suddiviso meticolosamente per “errori” e “qualifiche”, emerge il punto di contatto tra i due: la frammentazione dell’identità di Pignotti si specchia nell’assenza di identità di Hogre. Hogre interviene nello spazio pubblico, spesso senza autorizzazione, sovvertendo cartelloni e loghi pubblicitari per trasformarli in messaggi satirici e provocatori contro il consumismo. Questa pratica di subvertising è strettamente affine a quella del Gruppo 70, che già decenni fa utilizzava ritagli di giornale, rotocalchi e locandine per decostruire la comunicazione di massa. Entrambi gli artisti utilizzano gli strumenti del potere per svelarne i meccanismi, attraverso atti sovversivi e analisi spregiudicate che mirano a smascherare gli stereotipi diffusi dai media. Nonostante la distanza anagrafica, le due generazioni si ritrovano unite in una visione dell’arte intesa come strumento critico capace di svelare la vera natura della realtà e del potere.

La mostra sarà corredata da un cofanetto/cartella d’artista in edizione limitata di 50 copie con tutte le foto delle opere in mostra, il testo critico e le biografie degli artisti.

https://www.biancocontemporaneo.it/

Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale.

fuori da fb, insisto

per anni il comportamento di fb nei confronti della libertà di parola e di pensiero (e verso chi testimoniava quanto accade in Palestina) è stato a dir poco inqualificabile, sul filo della complicità addirittura. non penso ci siano grandi alternative: occorre(va già da tempo) uscire dai media generalisti e creare o raggiungere degli spazi di alterità che si autosostengono, che rispettano la privacy, non ti “profilano”, non vendono i tuoi dati e non censurano i tuoi contenuti, non sono “comprabili” per pilotare decisioni politiche, e semmai sono liberi da pubblicità e rifiutano la vendita=merdificazione di qualsiasi riga, parola, sillaba che digiti.

Mastodon e Friendica sono tra gli spazi liberi possibili. (oppure, e insieme, noblogo, e noblogs).

ovviamente se si trovano materiali interessanti su fb è chiaramente opportuno condividerli, ma – insisto – FUORI da fb. il repost va fatto all’esterno, e su fb vanno lasciati solo ed esclusivamente (per quanto possibile) dei link che indirizzano verso l’esterno di fb.

sono anni che lo pratico e lo dico, ovviamente con contraddizioni e infrazioni a questo (credo valido) proposito. ma insomma: senza anche solo minimi e però costanti tentativi di opposizione ai social generalisti (ig, x, tiktok, e tutta la galassia google, ecc.) penso che non si guadagnerà mai nemmeno un sottile livello base di indipendenza nella comunicazione e condivisione – e quindi efficacia – delle informazioni.

*
https://marcogiovenale.me/2026/04/16/uscire-da-fb-passare-a-mastodon/

per farla finita con i social delle Big Tech: https://mastodon.uno/@socialnetwork/116413348260896858

ah… e… ovviamente non c’è solo Mastodon:
https://mastodon.uno/@socialnetwork/115701312444024170

la rete non è la rete dei discorsi (delle interpretazioni)

in un nuovo “pod al popolo” (numero #077) mi sono appena interrogato sulla “catena social” e il genocidio: https://slowforward.net/2025/08/27/pap-077-la-catena-social-e-il-genocidio/
cercando di non ridurre il discorso della rete a una banale “rete dei discorsi”, bidimensionale e strumentale.

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