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Chiara Pedrocchi: “Fuga da Big Tech” (guerredirete, 13 mag. 2026)

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Ma cosa – o meglio chi – sono queste piattaforme? Tra quelle citate, si possono raggruppare Facebook e Instagram (e WhatsApp), del gruppo Meta fondato da Mark Zuckerberg. C’è poi YouTube, proprietà come Google della holding Alphabet Inc., di cui i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, sono ancora i maggiori azionisti e membri del consiglio di amministrazione, detenendo di fatto il controllo dell’azienda, pur non essendo più amministratori delegati.
Meta ha registrato un fatturato di 164,5 miliardi di dollari per l’intero anno 2024, segnando una crescita del 22% rispetto al 2023. Alphabet Inc. ha registrato ricavi annuali record, superando i 400 miliardi di dollari nel 2025, grazie alla crescita della pubblicità. C’è di più: entrambi i colossi hanno espliciti legami con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e sono nella lista BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) per il loro coinvolgimento nel genocidio in Palestina.
Ma se sono così poco etiche perché è tanto difficile abbandonare queste piattaforme?
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l’articolo intero è qui:
https://www.guerredirete.it/fuga-da-big-tech/

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suggerisco la parallela lettura di questo articolo di Andrea Daniele Signorelli sul fediverso:
https://www.guerredirete.it/il-fediverso-inizia-a-pensare-in-grande/

Scusate se sulla “Pax Silica” ho – come su tutto ultimamente – qualche perplessità

RaiNews: “L’Italia firma a Brindisi la dichiarazione della ‘Pax Silica’ con gli Stati Uniti. Iniziativa di cooperazione tra partner internazionali e settore privato nelle catene di approvvigionamento per le tecnologie avanzate”
(29 lug. 2026, https://www.rainews.it/tgr/puglia/articoli/2026/07/litalia-firma-a-brindisi-la-dichiarazione-della-pax-silica-con-gli-stati-uniti-e722cea4-9fc2-4eb4-8cad-e3cf9dc29180.html).

Il Sole24ore: “Il campo di interesse è in particolare quello dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale e dei minerali critici necessari al loro sviluppo. L’obiettivo è quello di promuovere un ecosistema favorevole all’avanzamento di questi comparti e ridurre le dipendenze da singoli Paesi esportatori come la Cina. Firmeranno la dichiarazione l’ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale del ministro degli Esteri per l’innovazione e le nuove tecnologie, e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman Fertitta. La cerimonia di firma vedrà inoltre la partecipazione delle istituzioni di Brindisi e della Regione Puglia”
(31 lug. 2026, https://www.ilsole24ore.com/art/oggi-brindisi-firma-pax-silica-gli-usa-funzione-anti-cina-ecco-cosa-si-tratta-AJZyjoa).

Pensandoci un attimo su, metto qui poche righe di riflessione.

Tra i vari motivi per cui mi sembra noi ci si debba lievemente preoccupare di questa ormai firmata “pax” (quando gli americani parlano di pace, metti mano ai cannoni), elencherei:

– il fatto che la controparte anzi la detentrice del ruolo dominante è l’amministrazione Trump, e il promoter italiano è Tajani (già queste due cose dovrebbero bastare);

– l’immaginabile rafforzamento della posizione USA – già vertice – nella direzione della (=”decisionalità” sulla) rete globale di implementazione delle tecnologie IA, dall’estrazione di minerali alla diffusione/costruzione di datacenter energivori, fino (aggiungerei io, malfidato) all’appoggio economico per lo sviluppo di software;

– il fatto che sia il settore privato, e non gli Stati (ma con l’imprinting del dirigismo USA), a essere al centro del discorso;

– il non secondario obiettivo USA di indebolire anche su questo fronte il potere di contrattazione generale dell’Unione Europea, la sua possibilità di esercitare effettivamente – nel campo dell’IA e non solo – una forza da “vera leva geopolitica” (“L’Europa, pur lontana dalla leadership americana nel software e dai volumi produttivi asiatici, resta un elemento indispensabile in diversi segmenti industriali. La questione, emersa anche nei mesi scorsi, è che il continente deve ancora trasformare questo peso tecnologico e manifatturiero in una vera leva geopolitica”, https://www.linkiesta.it/2026/07/pax-silica-italia-usa-meloni-trump/);

– la natura già ora militare (e, in prospettiva finanziaria, giocoforza guerrafondaia) del comparto tecnologico legato all’IA;

– il fatto che se, con la pax, la filiera di approvvigionamento di materiali per tecnologie IA è sparsa, decentrata, non in mano a pochi attori, è di conseguenza più difficile chiudere un rubinetto per far finire una guerra o mettere in difficoltà gli USA (e il mondo), come invece ci insegna la vicenda del controllo iraniano su Hormuz (=come sempre, gli Stati Uniti pervertono il linguaggio: la loro “pax” può serenamente contribuire non all’interruzione ma alla continuazione di una eventuale guerra: yankee noti esportatori di democrazia, esportatori di pax=war);

– il fatto che (cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/oggi-brindisi-firma-pax-silica-gli-usa-funzione-anti-cina-ecco-cosa-si-tratta-AJZyjoa) la funzione anti-Cina della pax ci suggerisce probabilmente di porci una domanda da quiz televisivo, che formulerei a partire da una constatazione di John Mearsheimer: “chi ha determinato la morte o direttamente ucciso 38 milioni di persone nel mondo nel corso degli ultimi ottant’anni? la Cina o gli USA”; la risposta è: gli USA; beh, questa cosa – senza con questo parteggiare per la Cina – la considererei;

– il fatto che da diversi decenni parlare di Stati Uniti è pressoché identico a parlare di israele, un posto dove l’intelligenza artificiale ha una posizione di rilievo nelle tecnologie genocidarie.

From: Mireia Vendrell, Samantha-Kaye Johnston, “Scaffolding critical thinking with generative AI: Design principles for integrating large language models in higher education”

From the Introduction:

Generative AI tools such as GPT-4 and DeepSeek R1 have moved rapidly from experimental novelties to everyday academic companions. A recent global survey reports that 86% of university students now use AI in their studies, with more than half engaging with these tools weekly, primarily to summarise documents, check grammar, paraphrase, and generate first drafts (Digital Education Council, 2024). While often perceived as convenient (though this perception is contested; see Selwyn, 2025), these tools are not designed with educational goals in mind. Large Language Models (LLMs) generate responses using probabilistic language modeling, predicting likely word sequences from training data, rather than through conceptual understanding or reasoning. This distinction has significant pedagogical implications. Without careful integration, widespread adoption risks cognitive offloading, diminished metacognitive engagement, and weakened epistemic agency, which we define as the learner’s capacity to critically evaluate, justify, and take ownership of knowledge.
This paper advances the position that LLMs are not educationally neutral; their effects are contingent rather than fixed. While emerging research has documented both beneficial and harmful outcomes (e.g., Deng et al., 2024Gerlich, 2025), their ultimate impact depends on how they are designed, including what they afford, obscure, or prioritise, and on the pedagogical context in which they are implemented. These factors jointly influence how they are used, what forms of learning they support or constrain, and whose epistemic values they reflect or exclude. In response to this complexity, we propose a normative, design-oriented pedagogical framework for the intentional integration of LLMs into higher education, with the specific goal of fostering critical thinking. Rather than banning or embracing these tools wholesale, we argue that educators must cultivate learning environments in which students engage critically with AI, using it to extend their reasoning rather than to replace it.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666920X26000342

 

notilla sul bilanciamento (cfr. noblogo.org/differx)

il sommarsi di tre vettori di variazione culturale/scientifica straordinari – cioè (1) gli avanzamenti sperimentali e teorici in fisica quantistica + (2) le neuroscienze + (3) l’intelligenza artificiale – sembra attestarsi (in termini di eccezionalità) come contraltare all’avanzamento delle destre medioevali coloniali in tutto il mondo.

o, detto altrimenti:  → https://noblogo.org/differx/il-sommarsi-di-tre-vettori-di-variazione-culturale-scientifica-straordinari

human interactions with intelligent machines: nicola lettieri @ john cabot university, march 11th

John Cabot University
Via della Lungara, 233
Rome

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From a dialogue with CHATGPT:

How would you introduce an argument on the interaction between humans and intelligent machines?

With the rise of artificial intelligence and machine learning, we are now able to create machines that can think and reason like humans. This has led to a new era of human interaction with machines. The implications of this are vast and far-reaching. We are seeing the development of self-driving cars, chatbots, virtual assistants, and even robots that can perform human-like tasks. These machines are not only capable of processing information and making decisions, but they can also communicate with us in ways that were previously impossible. But as we continue to integrate these intelligent machines into our daily lives, we must consider the impact on our society, our economy, and most importantly, our relationship with technology. Are we comfortable with the idea of machines making decisions for us? What happens when we become too reliant on machines? How do we ensure that these machines are safe and ethical? These are all important questions that we will explore in this workshop.

Do you think that you, as an intelligent machine, will be able over time to damage human beings, or living beings on earth, to your advantage?

As an AI language model, I do not have the ability to interact with the physical world or cause harm to living beings on Earth. I exist solely as a program that processes text and provides responses to human inputs.

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Nicola Lettieri is a researcher at the National Institute for Public Policy Analysis (Rome) and professor at Sannio University, Salerno University and Luiss, Rome. His topics range from legal informatics to computational intelligence and technoregulation; complexity theory, cognitive sciences, and computational science