Ovviamente il discorso va esteso agli spazi autogestiti, ai gruppi indipendenti, alle etichette, e a tutte quelle realtà libere che non afferiscono, anzi magari si oppongono, a un concetto di scambio, diffusione e distribuzione esclusivamente mercantili. Neanche a dirlo, l’ossessione di controllo si lega pure alle idee di sicurezza del presente governo e dei passati. Lo Stato vuole cioè assicurarsi che il vocabolo cultura abbia sempre meno cittadinanza e impatto sul presente italiano.
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gli Usa dell’arancione in piena paranoia securitaria e fascista
“Gli Stati Uniti potrebbero introdurre una nuova e controversa misura di sicurezza per chi proviene dai Paesi del programma Visa waiver: la consegna fino a cinque anni di cronologia dei social media. La proposta arriva dalla U.S. Customs and Border Protection (CBP) e sarà ufficialmente pubblicata nel Federal Register. A essere coinvolti sarebbero tutti i viaggiatori che utilizzano l’ESTA, il sistema online che permette ingressi turistici o per affari di breve durata senza ottenere un visto tradizionale. I richiedenti potrebbero dover fornire anche numeri di telefono utilizzati negli ultimi cinque anni, email degli ultimi dieci, indirizzi IP e metadati delle foto inviate elettronicamente. E non solo: il pacchetto prevede anche tutta una serie di dati biometrici”.
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