contatti (comunicazione di servizio) (importante):
https://slowforward.net/2026/08/12/contatti-comunicazione-di-servizio/
contatti (comunicazione di servizio) (importante):
https://slowforward.net/2026/08/12/contatti-comunicazione-di-servizio/
#avvisiainaviganti
finalmente il mio indirizzo #gmail è da oggi in via di #dismissione : #degooglizzarsi / #degooglizzarmi adesso per me è fondamentale. alé: via via staccare la spina a tutti i servizi con sede negli #USA , alle app e ai derivati di società coinvolte più o meno (in)direttamente nel #genocidio , e/o irrispettose della #privacy , le big tech companies accentratrici, censorie & spione & puzzone.
questo significherà chiudere pian piano vari canali, per esempio quelli youtube, anche se il trasferimento dei materiali sarà un’impresa non da poco. pace.
probabilmente l’unico legame con l’universo della “grande” G sarà per me quello necessario per la gestione dei pochi spazi blogspot che curo o co-curo.
il discorso, a proposito di fb e di altri social (X, instagram, …), non cambia molto, anche se la migrazione potrà essere più lenta. infatti è vero che i social generalisti in qualche caso possono esser mantenuti come moltiplicatori puri e semplici, ossia utili idioti dove è ancora proficuo postare semplicemente dei titoli+link che conducono i lettori altrove.
#degooglizzarsi #bigtech
ieri, sul tema dell’abbandono di social e piattaforme generaliste, postavo questi due link:
https://effimera.org/il-fediverso-per-farla-finita-con-i-social-delle-big-tech-di-sergio-tringali/
e https://differx.noblogs.org/2026/06/08/un-motivo-fra-molti-per-cui-il-fediverso-e-fondamentale/
L’incontro del 16 giugno allo Studio Campo Boario, ESISTE LA RICERCA?, è stato – a detta di chi ha assistito – un effettivo successo. Si può dire come presa d’atto, senza alzare la voce. Interventi densi e carichi di suggerimenti. Sala piena, a tratti assai piena, con picchi di una cinquantina di persone.
Alla fine, un po’ prima delle 20, il pubblico ha affollato la sala grande dello Studio, dove c’erano banchetti e banconi di libri. E le vendite, i dialoghi e gli scambi sono andati decisamente bene.
Chi vuole può continuare a seguire la pagina dell’evento, dove per qualche tempo ancora segnalerò materiali e link.
Altro modo per rimanere aggiornati sui passi e passaggi della ricerca letteraria, è visitare gli spazi web degli editori che erano e sono coinvolti nell’incontro, tra cui Tic, IkonaLìber, Diaforia, Blonk, il verri, oltre a consultare i materiali del folder pubblico che di volta in volta potrà essere aggiornato. E logicamente seguire https://gammm.org e slowforward.
Restate connessi, in pentola bolle molto altro
MG
Per certi aspetti sembra che il sistema immunitario del mainstream, che negli anni Ottanta (per via della vastità delle ricerche letterarie ancora in corso dagli anni Settanta) aveva reagito in ritardo contro la sperimentazione 1963–71–77, si sia invece con gli anni Duemila attrezzato per sovra-reagire, con buona prontezza, e già dal 2003 circa, contro interventi anche minimi, iniziative, incontri, materiali che potevano uscire su vari blog, Splinder e Blogspot, o su Nazione indiana, Absolute poetry, gammm, poi alfabeta2 eccetera; o contro libri come Prosa in prosa (2009).
Dal 2009 in avanti direi che autori, editori e critici mainstream o sottoboschivi, concordi, non abbiano fatto altro che alzare il tiro, e ridimensionare ogni centimetro possibile del territorio sperimentale. (Che infatti attualmente può contare solo su quattro-cinque collane o editori).
Già su un piano primario, quello lessicale, si può dire che è da definire oggettiva l’opposizione, nel corso degli anni, a un discreto numero di espressioni e ipotesi critiche: “scrittura di ricerca” (da taluni deformata insistentemente in poesia di ricerca), “cambio di paradigma”, “non-assertività”, “scritture installative”, “post-poesia”, “letteralismo”, “prosa in prosa” (intenzionalmente misinterpretata e normalizzata come poesia in prosa).
Questo, fino a negare l’evidenza. Fino, cioè, a negare che gli anni più vicini a oggi abbiano visto non un attenuarsi ma uno stabilizzarsi e perfino crescere delle scritture non allineate, e della loro varietà. (Pensiamo solo all’exploit di Tic Edizioni, recentissimo). Dire che la sperimentazione al principio degli anni Venti del XXI secolo stia ripiegando le vele mi sembra una grossa imprecisione, eufemisticamente. Anche solo pensando al lavoro su autori nodali del passato che Diaforia (Agnetti, Spatola, Diacono) e Argo (Villa, Costa) hanno fatto e fanno con alacrità.
Al contrario, le vele sono tutt’altro che ammainate. Solo (ed è tantissimo) editoria e accademia pensano ad altro.
Leggo in rete (e ne ricevo tag che mi coinvolgono, ignoro perché) post sul “romanzo”, la sperimentazione, e temi simili. Non so se la cosa può interessare i tagganti, ma da qualche tempo la penso così: http://gammm.org/index.php/2007/05/02/opera-disfatta/.
Tolto il romanzo dal quadro, aggiungo che sulla persuasione che la sperimentazione non esista, o abbia spazi residuali se non nulli, e zero mercato, come leggo in altri interventi, ho (daccapo, e daccapo inutilmente) già scritto qui: http://slowforward.wordpress.com/2013/07/10/un-errore-diffuso/.
_
these three texts:
Hannah Weiner, Weeks _ http://www.scribd.com/doc/44868590/WEEKS-by-Hannah-Weiner
Bruce Andrews, Factura _ http://www.scribd.com/doc/46488801/Factura-by-Bruce-Andrews
Ann Bogle, Xam _ http://www.scribd.com/doc/47752637/Xam-by-Ann-Bogle
_