raccomandazioni

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mi raccomando il verbo “capire”. mi raccomando “capire” la poesia (specie se sperimentale), o un testo critico. mi raccomando mai (invece) leggere, ascoltare. o interpretare. non sia mai operare connessioni. figurarsi dedicare riletture a. “entrare” in un testo? che? è lui che deve muoversi, farsi intendere.

importante è “capire”, ossia (nel lessico usuale del sottob.) trovarsi di fronte ex abrupto a un coso verbale, scansionare 6 righe, un’occhiata, farle rimbalzare sulla gommina. e timbrare. “non capisco”. ma questo, è importante, non una volta sola. va fatto sempre. con tutti i testi. anche non letterari. più di due subordinate in fila? “non capisco“. una descrizione semplicissima che però ha un vocabolo sconosciuto dentro? niente dizionario, tempo perso; semmai, semplicemente: “non capisco“. tranciare. via.

come in tv: mica deve spiegarti le cose, dirtele. te le fa vedere. le mostra. dunque tu le “capisci”. entrano. devi solo inserirle anzi lasciare che cadano nel buco neurale. mica interpretarle, leggerle, metterle in sintagma. che sono i sintagmi? chi li vuole?

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[la citaz. in immagine: da http://www.etimo.it/]