Marco Inguscio su fb:
Il 23 febbraio scorso, si sono ufficialmente riaperte le GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) per il personale docente ed educativo. Si tratta dell’aggiornamento che stabilisce chi potrà ricevere incarichi di supplenza nelle scuole statali per il prossimo biennio (2026/27 e 2027/28).
Puntuali, tornano anche i corsi per le certificazioni online a pagamento. Una corsa per raccattare punti come gli orfani di Dickens facevano con le briciole degli avanzi tra le strade di Londra.
Il settore della formazione e delle certificazioni informatiche per il personale scolastico si è trasformato in un mercato da centinaia di milioni di euro alimentato da due motori principali: l’aggiornamento delle graduatorie (GPS) e i fondi del PNRR. I corsi di aggiornamento vanno dai 150 agli 800 euro, superando abbondantemente i 400-500 milioni di euro di fatturato l’anno.
Istituti come Scuola Moscati o Eipass non sono scuole statali, ma imprese. Questo meccanismo perverso, messo in piedi per l’istruzione pubblica, fa la fortuna di enti privati. Una depravazione totale.
I messaggi che girano nelle chat tra docenti precari e aspiranti tali non parlano più della qualifica – “cosa mi insegna a fare questa nuova certificazione?” – ma solo del costo e del tempo che porterà via. Volete conoscere il tenore delle domande per il test finale che consente di ottenere queste certificazioni pagate centinaia di euro? Siete pronti?
Domanda 4: Come può un docente usare le tecnologie digitali per imparare nuove cose?
Risposta: Seguire corsi online per aggiornarsi su nuovi metodi didattici
Oppure:
Domanda: All’interno del tuo account di posta istituzionale, quale comando specifico devi attivare per garantire che il testo e l’allegato di una e-mail vengano trasferiti correttamente e in maniera identica a un nuovo destinatario, come ad esempio un tuo collega?
Risposta: Selezionare il comando ‘Inoltra’ e inserire l’indirizzo del collega nel campo A.
Queste certificazioni elementari, ottenibili in poche decine di minuti, possono arrivare a valere dai +3 fino ai +6 punti in graduatoria. Per confronto: un titolo ITS, un corso professionale e culturale equivalente a un Diploma di Istituto Tecnico Superiore, con un esame di Stato finale a conclusione di un percorso di due anni, vale solo +1 punto.
Lo squallore di questa roba puzza di truffa dello Stato ai danni dei suoi cittadin*. Ma non è l’unica stortura del sistema, ovviamente. I laureati sono costretti ad acquistare per cifre intorno ai 2500 euro l’abilitazione per ogni classe di concorso. Chi riesce a pagare queste cifre ottiene in cambio fino a 78 punti nelle graduatorie per le supplenze. Invece un intero anno di insegnamento, quindi concreta esperienza in aula, vale la miseria di 12 punti (come già ricordava Davide W. Pairone in un post). Un dottorato di ricerca, il massimo titolo di studio, ottenuto durante il lavoro scientifico di 3 o 4 anni, vale solo 14 punti.
E non voglio neppure entrare nella disamina del sistema dei concorsi per la docenza. Sono già esausto.
Mentre un governo di incompetenti e bolliti blatera di meritocrazia, abbiamo costruito un sistema in cui il merito si compra a rate. A incassare non sono le scuole, non sono i laboratori, non sono le biblioteche: sono università telematiche private e un sottobosco di enti opachi e mafiosi. Dall’altra parte restiamo noi, persone stanche e ricattabili, costrette a trasformare la propria formazione in una umiliante raccolta punti. Considerate tutto questo come una messa in mora del sistema-Paese.