Archivi categoria: experimental poetry

Fraser + Raos = Empiria, 6 giugno

Edizioni Empirìa
Roma, via Baccina 79 (via dei Serpenti) tel.0669940850

www.empiria.com – info [at] empiria [dot] com

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venerdì 6 giugno – ore 18:30
lettura poetica incrociata – poetry reading
Kathleen Fraser / Andrea Raos
coordina Marco Giovenale

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I libri di Kathleen Fraser comprendono 20 raccolte di poesie – cinque in collaborazione con i pittori americani JoAnn Ugolini, Sam Francis, Mel Bochner, Hermine Ford e David Marshall – e un libro di saggi di poetica: Translating the Unspeakable: Poetry and the Innovative Necessity (2000). Fraser ha tradotto opere di Maria Obino e Andrea Raos, e soggiorna spesso in Italia. I suoi testi murali per ii ss, composti in collaborazione con i disegni di Hermine Ford, sono stati esposti a Roma al Pratt Institute of Architecture (2007). Raccolte recenti: Discrete Categories Forced Into Coupling (Apogee, 2004) e il testo in collage hi dde violeth I dde violet (Nomados Press, 2003). Ha vinto i premi Guggenheim e N.E.A. di poesia. Un’intervista è in http://jacketmagazine.com/33/fraser-ivby-rosenthal.shtml.


Nato nel 1968, Andrea Raos ha esordito con la raccolta Discendere il fiume calmo, nel Quinto quaderno italiano diretto da Franco Buffoni (Crocetti, 1996). È presente nel progetto ákusma. Forme della poesia contemporanea, (Metauro, 2000). Ha pubblicato Aspettami, dice. Poesie 1992-2002 (Pieraldo, 2003) e Luna velata (CipM – les Comptoirs de la Nouvelle B.S., 2003). Ha curato l’antologia bilingue di poesia contemporanea italo-giapponese Chijô no utagoe – Il coro temporaneo (Shichôsha, 2001). Con A. Inglese ha curato Azioni poetiche. Nouveaux poètes italiens, in Action poétique, 177, settembre 2003 e Le macchine liriche. Sei poeti francesi della contemporaneità, in Nuovi Argomenti, dicembre 2005. È membro di Nazione Indiana. Nel 2007 è uscito presso Oedipus il suo libro di poesie Le api migratori (con immagini di Mattia Paganelli).

OGGI: Éric Suchère a Roma, alla Camera verde: ottavo libro della collana Felix

Roma, lunedì 26 maggio, ore 20:00
La camera verde (via G.Miani 20)

Éric Suchère legge alcuni suoi testi
editi e inediti

Traduzioni di Andrea Raos e Michele Zaffarano

+

PRESENTAZIONE dell’ottavo libro della collana felix :

Éric Suchère, Surfaces || Dans l’atmosphère de

[ La camera verde, 2008 — versioni italiane di Massimo Sannelli e Andrea Raos ]

§

Incontro a cura di Marco Giovenale, Andrea Raos, Michele Zaffarano

Éric Suchère è stato tradotto più volte online in italiano (e il suo Fixe, désole en hiver è stato stampato in traduzione italiana presso le Edizioni di Cantarena, a cura di Massimo Sannelli). Questa occasione di lettura è la prima a Roma.

É.S. è nato nel 1967 e vive a Parigi. Tra i suoi libri: L’image différentielle, Voix Éditions, 2001; Le motif Albertine, MeMo, 2002; Lent (…un autre mois…), Le Bleu du Ciel, 2003; Surfaces, Contrat Maint, 2004; Fixe, désole en hiver, Les petits matins, 2005; Dans l’atmosphère de, Contrat Maint, 2008; Résume antérieur, Le mot et le reste, 2008.

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La camera verde

Roma, via G. Miani 20

tel. 340-5263877

Rachel Blau DuPlessis: il 20 maggio a Macerata

Nell’ambito di LICENZE POETICHE, festival internazionale che si tiene a Macerata dal 19 al 24 maggio, martedì 20 maggio sarà presente e leggerà propri testi

Rachel Blau DuPlessis

(alle ore 21:30 Galleria Antichi Forni , Piaggia della Torre)

presenta Renata Morresi

con Ivana Marcantoni e Sauro Fabi

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http://licenzepoetiche.it/licenzepoetiche_festival.htm#Blau%20DuPlessis

Éric Suchère a Roma: il 26 maggio in Camera verde

Roma, lunedì 26 maggio, ore 20:00
La camera verde (via G.Miani 20)

Éric Suchère legge alcuni suoi testi
editi e inediti

Traduzioni di Andrea Raos

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PRESENTAZIONE dell’ottavo libro della collana felix :

Éric Suchère, Surfaces || Dans l’atmosphère de

[ La camera verde, 2008 — versioni italiane di Massimo Sannelli e Andrea Raos ]

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Incontro a cura di Marco Giovenale, Andrea Raos, Michele Zaffarano

Éric Suchère è stato tradotto più volte online in italiano (e il suo Fixe, désole en hiver è stato stampato in traduzione italiana presso le Edizioni di Cantarena, a cura di Massimo Sannelli). Questa occasione di lettura è la prima a Roma.

É.S. è nato nel 1967 e vive a Parigi. Tra i suoi libri: L’image différentielle, Voix Éditions, 2001; Le motif Albertine, MeMo, 2002; Lent (…un autre mois…), Le Bleu du Ciel, 2003; Surfaces, Contrat Maint, 2004; Fixe, désole en hiver, Les petits matins, 2005; Dans l’atmosphère de, Contrat Maint, 2008; Résume antérieur, Le mot et le reste, 2008.

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La camera verde

Roma, via G. Miani 20

tel. 340-5263877

“The Position of Things”: tutte le poesie di Adriano Spatola (.it + .en)

Un libro che fosse “il” libro di Adriano Spatola, con tutte o quasi tutte le sue poesie, si attendeva in Italia da anni. Bene: non senza logica, viene pubblicato negli USA, da Green Integer (www.greeninteger.com): i testi italiani sono accompagnati dalla fedele-acuta traduzione inglese a fronte di Paul Vangelisti, che con Beppe Cavatorta ha curato il progetto. Il titolo della raccolta è The Position of Things. Collected Poems 1961-1992, porta il numero 165 del catalogo G.I. e costa poco meno di 16 dollari (diciamo 10 euro e spiccioli).

È l’occasione migliore, per i lettori italiani e anglofoni, per (ri)confrontarsi con una delle voci poetiche più articolate, complesse e insieme generose dell’ultimo mezzo secolo. Qui, a eccezione della primissima raccolta del 1961, i libri di “poesia lineare” di Spatola ci sono tutti: Reattivo per la vedova nera (1964), L’ebreo negro (1966), Majakovskiiiiiiij (1971), Diversi accorgimenti (1975), Considerazioni sulla poesia nera (1976-77), La piegatura del foglio (1982), La definizione del prezzo (1992).

Come scrive Beppe Cavatorta nel saggio conclusivo del volume, questa traduzione inglese «rappresenta il culmine di un viaggio iniziato nel 1975 con l’edizione americana di Majakovskiiiiiiij, seguita nel 1977 da Zeroglyphics e, l’anno successivo, Various Devices [Diversi accorgimenti], sempre presso Red Hill Press, la casa editrice diretta e creata da John McBride e Vangelisti», a cui – si ricorda – dobbiamo versioni anche da Sereni, Porta, Costa, Niccolai.

The Position of Things è in parallelo il culmine di un’attesa pluridecennale anche per il lettore italiano, che può scandagliare adesso quasi tutta la produzione di un autore più in credito che in debito con la tradizione (post)surrealista, e con i tanti meccanismi delle avanguardie: cut-up, frammentazione e iterazione ossessiva, ricombinazione di segmenti irrelati, violenza e anarchia delle immagini, ricorso a Rimbaud, antilirica, gioco, metapoesia, invettiva, ironia, espressionismo, esplosioni materiche che non mancano di intrattenere – o forse avere per centro – un dialogo costante, laico e serissimo tra il linguaggio e il mito (come del resto si leggeva e si legge nelle pagine di Emilio Villa o Giuliano Mesa).

La lettura in sequenza delle poesie e delle prose di Spatola non fa che confermare la vitalità e le ramificazioni dei suoi ritmi ed estreme dissoluzioni, in cui «ogni singola parola è […] una tempesta di gesti».

MG

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[ recensione pubblicata su “il manifesto”, 14 maggio 2008, p. 12 ]