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Critical Theory: a simposium at JCU — Rome, 21-23 May
Spatola e Costa…
… sul “manifesto”: pagina 12
Spatola e Costa: oggi
oggi sul “manifesto” a pag. 12 : articoli su Adriano Spatola e Corrado Costa, e la recensione alla raccolta di tutte le poesie di A.S. pubblicata da Green Integer in versione bilingue, italiana e inglese.
! maggio e giugno a Roma : un calendario !
maggio e giugno a Roma
alcuni incontri, mostre, letture e presentazioni
maggio 2008
giovedì 15 maggio, La camera verde (via G.Miani 20)
ore 20.00 Lettura di poesie:
Marco Giovenale, La casa esposta (Le Lettere, 2007)
Andrea Raos, Le api migratori (Oedipus, 2007)
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mercoledì 21 maggio, La camera verde (via G.Miani 20)
ore 20.00 Presentazione del libro e cd
Tiresia di Giuliano Mesa
Interviene Marco Giovenale
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sabato 24 maggio, La camera verde (via G.Miani 20)
ore 18.00 Inauguarazione mostra di fotografia
Be Carefully di Grazia Menna
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mercoledì 28 maggio, La camera verde (via G.Miani 20)
ore 18.00 presentazione delle opere e del libro
Il Rogo – La passione di Giovanna d’Arco
di Alfredo Anzellini
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sabato 31 maggio, La camera verde (via G.Miani 20)
ore 20.00 presentazione dei libri
Dallo stesso altrove di Marina Pizzi e
Witness di Kathleen Fraser
Collana Felix : http://felixseries.blogspot.com
giugno 2008
mercoledì 4 giugno, La camera verde (via G.Miani 20)
ore 20.00 Presentazione del libro e cd
Tiresia di Giuliano Mesa
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Intervengono Bruno Torregiani e Alessandro Baldacci
venerdì 6 giugno, Libreria Empiria
ore 18.00 Kathleen Fraser e Andrea Raos : in mutual translation
I due autori leggeranno ciascuno testi (tradotti) dell’altro
English & Italian readings & translations
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sabato 7 giugno, La camera verde (via G.Miani 20)
“DADA 1929”
ore 19.00 presentazione dei libri
Blu di prussia di Francesco Forlani e Dina Rosa
Figure di reato di Giulio Marzaioli
SMS/MMS di Francesca Vitale
Las calles de l’alma di Gerardo Di Fabrizio
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mercoledì 11 giugno, La camera verde (via G.Miani 20)
ore 20.00 Presentazione del libro e cd
Tiresia di Giuliano Mesa
Interviene Florinda Fusco
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giovedì 12 giugno, La camera verde (via G.Miani 20)
ore 18.00 Inaugurazione mostra di pittura
Inorganica vicenda di Davide Racca
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sabato 14 giugno, La camera verde (via G.Miani 20)
ore 20.00 presentazione dei libri
Diphasic Rumors di Jon Leon e
Thing Ode di Jennifer Scappettone
Collana Felix : http://felixseries.blogspot.com
Interviene Gherardo Bortolotti
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mercoledì 18 giugno, La camera verde (via G.Miani 20)
ore 20.00 Presentazione del libro e cd
Tiresia di Giuliano Mesa
Intervengono Andrea Raos e Luigi Severi
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sabato 21 giugno, La camera verde (via G.Miani 20)
ore 20.00 presentazione delle cartoline d’artista
FRACTURED//Connections… di Joe Ross e
A new house di Michele Zaffarano
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mercoledì 25 giugno, La camera verde (via G.Miani 20)
ore 20.00 Presentazione del libro e cd
Tiresia di Giuliano Mesa
Intervengono Andrea Inglese e Francesco Forlani
Una piccola nota bibliografica su Emilio Villa
ripropongo – variato e aggiornato – un articolo
apparso sul «manifesto» il 28 marzo scorso
A poca distanza e anzi in contemporanea con la grande retrospettiva curata da Claudio Parmiggiani a Reggio Emilia, si è tenuta a Roma la mostra-omaggio “Ulissici”, dedicata a Emilio Villa, presso Hybrida Contemporanea (28 marzo – 19 aprile), con opere di Balestrini, Della Porta, Di Donato, Fontebasso De Martino, Limoni, Lombardi, Lotito, Ricciardi.
È stata una ulteriore (felice) occasione di dimostrare come oramai del poeta, artista e critico Villa non si possa parlare come di un autore per pochi (precisamente: per i pochi possessori dei suoi introvabili testi). La grandezza di questo maestro del XX(I) secolo è ri/conoscibile grazie a pubblicazioni e ristampe che lo restituiscono al ruolo di rilievo che di fatto ha avuto e ha nelle arti, nella sperimentazione e nel dibattito vivo, di adesso. Moltissimo si deve, nell’attività soprattutto editoriale di memoria, difesa e rilancio (ristampa e studio) del suo lavoro, ad Aldo Tagliaferri (che dell’autore firma la biografia Il clandestino, DeriveApprodi 2004), e a Cecilia Bello Minciacchi, Andrea Cortellessa, Gianfranco Baruchello, Carla Subrizi.
Nell’edizione della Coliseum di Nanni Cagnone possono ancora trovarsi copie di Opere poetiche (1989). Come si trovano le 12 sibyllae pubblicate da Michele Lombardelli nel 1995. I volumi sono poi arricchiti dall’uscita delle poesie raccolte in Zodiaco (a cura di Tagliaferri e Bello) presso Empiria nel 2000.
Un testo prezioso, pubblicato dalle edizioni della libreria Coliseum di Giorgio Mosci, è Conferenza (1997), con fulminanti decisive note sull’espressionismo astratto che sono anche dichiarazioni di poetica e di etica. (Così come saggio e prosa materica formano le pagine de L’arte dell’uomo primordiale, che grazie a Tagliaferri è uscito per Abscondita nel 2005).
Pubblicati nel ’96 ma ancora disponibili sono gli scritti villiani dedicati a Burri: Pittura dell’ultimo giorno (Le Lettere); ma per il Villa critico d’arte fa testo sia la raccolta antologica Critica d’arte 1946-1984, curata da Aniello De Luca per Città del sole (2000), sia soprattutto la meritoria riedizione – abbondantemente accresciuta di saggi a suo tempo non stampati da Feltrinelli – di Attributi dell’arte odierna, di nuovo a cura di Tagliaferri, nella collana FuoriFormato diretta da Andrea Cortellessa per Le Lettere (2008).
Del Villa grecista e semitista vanno citate due opere: la traduzione dell’Odissea (riproposta da DeriveApprodi nel 2005) e la traduzione e commento di Proverbi e Cantico, dalla Bibbia, in un volume curato da Cecilia Bello Minciacchi per le edizioni Bibliopolis (2004), nella collana Poesia diretta da Mariano Baino. L’impianto fortemente laico delle traduzioni di Villa, e la loro ricchezza di spunti e note filologiche, trovano qui un primo organico esito editoriale.
Non dimenticabili sono poi alcuni studi su Villa. Due esempi, in estrema sintesi: la sezione monografica Nel mondo e con(tro) il mondo curata da Federico Francucci per la rivista «Atelier» nel marzo 2007 (con interventi di vari autori), e la raccolta degli atti del convegno dedicato a Villa dall’Università di Salerno nel novembre 2005, a c. di Gian Paolo Renello: Segnare un secolo. Emilio Villa: la parola, l’immagine (DeriveApprodi, 2007).
Assolutamente da leggere infine Villa(Vive!), la bella recensione della mostra di Reggio che Fabio Pedone ha scritto per Nazione indiana. Una scheda del catalogo della mostra è ovviamente sul sito delle Edizioni Mazzotta.
A proposito di cataloghi, stando a IBS sembrerebbe tornato disponibile il libro sulla mostra Emilio Villa. Opere e documenti, uscito nel 1996 per Skira (a cura di Bruno Corà e Tagliaferri).
presenza
In una lettera recente, un’autrice con cui sono in corrispondenza anche per traduzioni mi ringrazia “per il dolore” dei testi (di Criterio dei vetri, in particolare). La cosa non può che colpirmi — favorevolmente.
Questo è uno degli elementi di cui non si parla (ma ne parla ovviamente e con grande sensibilità Cecilia Bello nella postfazione):
La rimozione del dolore
è così forte nelle annotazioni intorno alla poesia contemporanea…
Non dico rimozione della “rappresentazione” del dolore: di rappresentazione in giro ce n’è a vagoni, anzi direi a bidoni, e in prosa e in romanzi perfino, oltre e più che in versi.
Non parlo di rappresentazione o finzione ma di presenza.
Piccola nota bibliografica su Emilio Villa
ripropongo – assai variato e aggiornato – un articolo
apparso sul «manifesto» il 28 marzo scorso
A poca distanza e anzi in contemporanea con la grande retrospettiva curata da Claudio Parmiggiani a Reggio Emilia, si è tenuta a Roma la mostra-omaggio “Ulissici”, dedicata a Emilio Villa, presso Hybrida Contemporanea (28 marzo – 19 aprile), con opere di Balestrini, Della Porta, Di Donato, Fontebasso De Martino, Limoni, Lombardi, Lotito, Ricciardi.
È stata una ulteriore (felice) occasione di dimostrare come oramai del poeta, artista e critico Villa non si possa parlare come di un autore per pochi (precisamente: per i pochi possessori dei suoi introvabili testi). La grandezza di questo maestro del XX(I) secolo è ri/conoscibile grazie a pubblicazioni e ristampe che lo restituiscono al ruolo di rilievo che di fatto ha avuto e ha nelle arti, nella sperimentazione e nel dibattito vivo, di adesso. Moltissimo si deve, nell’attività soprattutto editoriale di memoria, difesa e rilancio (ristampa e studio) del suo lavoro, ad Aldo Tagliaferri (che dell’autore firma la biografia Il clandestino, DeriveApprodi 2004), e a Cecilia Bello Minciacchi, Andrea Cortellessa, Gianfranco Baruchello, Carla Subrizi.
Nell’edizione della Coliseum di Nanni Cagnone possono ancora trovarsi copie di Opere poetiche (1989). Come si trovano le 12 sibyllae pubblicate da Michele Lombardelli nel 1995. I volumi sono poi arricchiti dall’uscita delle poesie raccolte in Zodiaco (a cura di Tagliaferri e Bello) presso Empiria nel 2000.
Un testo prezioso, pubblicato dalle edizioni della libreria Coliseum di Giorgio Mosci, è Conferenza (1997), con fulminanti decisive note sull’espressionismo astratto che sono anche dichiarazioni di poetica e di etica. (Così come saggio e prosa materica formano le pagine de L’arte dell’uomo primordiale, che grazie a Tagliaferri è uscito per Abscondita nel 2005).
Pubblicati nel ’96 ma ancora disponibili sono gli scritti villiani dedicati a Burri: Pittura dell’ultimo giorno (Le Lettere); ma per il Villa critico d’arte fa testo sia la raccolta antologica Critica d’arte 1946-1984, curata da Aniello De Luca per Città del sole (2000), sia soprattutto la meritoria riedizione – abbondantemente accresciuta di saggi a suo tempo non stampati da Feltrinelli – di Attributi dell’arte odierna, di nuovo a cura di Tagliaferri, nella collana FuoriFormato diretta da Andrea Cortellessa per Le Lettere (2008).
Del Villa grecista e semitista vanno citate due opere: la traduzione dell’Odissea (riproposta da DeriveApprodi nel 2005) e la traduzione e commento di Proverbi e Cantico, dalla Bibbia, in un volume curato da Cecilia Bello Minciacchi per le edizioni Bibliopolis (2004), nella collana Poesia diretta da Mariano Baino. L’impianto fortemente laico delle traduzioni di Villa, e la loro ricchezza di spunti e note filologiche, trovano qui un primo organico esito editoriale.
Non dimenticabili sono poi alcune novità su Villa. Due esempi, in estrema sintesi: la sezione monografica Nel mondo e con(tro) il mondo curata da Federico Francucci per la rivista «Atelier» nel marzo 2007 (con interventi di vari autori), e la raccolta degli atti del convegno dedicato a Villa dall’Università di Salerno nel novembre 2005, a c. di Gian Paolo Renello: Segnare un secolo. Emilio Villa: la parola, l’immagine (DeriveApprodi, 2007).
Assolutamente da leggere infine Villa(Vive!), la bella recensione della mostra di Reggio che Fabio Pedone ha scritto per Nazione indiana. Una scheda del catalogo della mostra è ovviamente sul sito delle Edizioni Mazzotta.
A proposito di cataloghi, stando a IBS sembrerebbe tornato disponibile il libro sulla mostra Emilio Villa. Opere e documenti, uscito nel 1996 per Skira (a cura di Bruno Corà e Tagliaferri).
su compostxt: Isgrò
Biagio Cepollaro: “1951, gli artisti dell’Origine”
1951. GLI ARTISTI DELL’ORIGINE. UN RACCOGLIMENTO UMILE MA CONCRETO
Rileggendo il Manifesto del Gruppo Origine del 1951 costituito da Burri, Bollacco ,Capogrossi e Colla ciò che colpisce è una doppia assunzione: la conclusione dell’astrattismo come esperienza generale e il rifiuto del decorativo che può ricomparire, a loro avviso, anche negli sviluppi del non-figurativo.
Si prendono le distanze dalla ‘compiacenza decorativa’, dal ‘manierismo’, per riaffermare con forza ‘un raccoglimento umile ma concreto’ alla radice del fare arte.
Ecco: ciò che precisamente mi colpisce è che la vera discriminante tra l’arte da fare e l’arte che non interessa fare non è posta innanzitutto in alcune caratteristiche formali (anche se poi qualsiasi scelta necessariamente in quelle caratteristiche s’incarna) ma nell’atteggiamento di partenza.
È come se fin da allora apparisse chiaro che non era la novità o la piacevolezza del segno a garantire il senso dell’operazione ma la qualità sottile, silenziosa, originaria da cui quel segno prendeva le mosse. Era quest’origine la base del vigore, dell’energia e della necessità dell’opera.
Era quasi il presentimento in grandissimo anticipo di ciò che poi sarebbe accaduto: lo svuotamento veloce delle forme nell’estetizzazione generale della comunicazione sociale.
In questo caso alla ‘compiacenza decorativa’ si è sostituita l’implicita richiesta di abbassamento del gusto tanto più vertiginoso quanto più veloce si andava imponendo la consumazione non più dell’opera d’arte ma della semplice e irrelata percezione.
E così allo sguardo si è sostituito il colpo d’occhio che non chiede neanche più ‘compiacenza decorativa’, chiede solo di non essere interrotto nel suo frenetico vedere senza guardare.
Di fatto la minaccia che incombe sul sistema nervoso dei ragazzi che giocano alla play è la realtà del regime percettivo degli adulti. Talvolta con travaso di apparato mitologico (giochi che rincorrono il cinema o viceversa, guerra come videogioco e videogioco sparatutto)…
Piuttosto che a rallentare le tecnologie hanno puntato a velocizzare (Virilio: la velocità e la guerra, il mercato) fino all’indifferenza, cioè alla non differenza, al non saper più distinguere il meglio dal peggio.
Il mistero della vita all’origine era l’obiettivo di questi artisti, qualche anno dopo la fine della guerra. E prima che arrivasse la vulgata dello strutturalismo e il mito scientista con tutta la sicumèra delle neoavanguardie (si potrebbero considerare quelle letterarie come effetto collaterale di quelle artistiche e musicali).
Prima del formalismo (più o meno manierista nella versione alta o bassa) come condizione unica del rappresentare: è comico parlare di post-umano quando proprio l’umano è ciò che costantemente resta al di là da venire, nel mezzo come siamo di una infinita preistoria.
Questo è anche uno dei motivi per cui è difficile farsi comprendere senza accettare campi di discorso pre-confezionati.
In fondo se si aggiunge una sofisticata tecnologia ad una preistoria infinita, il banale e la violenza tendono ad identificarsi.
Biagio Cepollaro
Recensione a “Deep sky” [esatta]
Qui su Slowforward – in formato pdf [59.5 Kb] – si può leggere la mia recensione a Deep sky, di Vincenzo Bagnoli (Edizioni D’if, 2007), uscita sul “manifesto” di giovedì 10 aprile con un inspiegabile refuso, piuttosto serio. La versione qui presentata è quella originaria, esatta.
Recensione a “Dal fondo. La poesia dei marginali”
La recensione a Dal fondo. La poesia dei marginali (comparsa in versione ridotta sul “manifesto” di venerdì 4 aprile) è leggibile integralmente qui [pdf 60 Kb]



