Archivi categoria: Resistenza

“Sciopero dell’autore” _ appello e invito

Lo “sciopero dell’autore”
Un’iniziativa di dissenso
dai governi nazionali e locali di centrodestra

Invitati a leggere nostri testi nell’ambito di una manifestazione patrocinata, tra gli altri, dal Comune di Roma, ci siamo trovati a dover svolgere una riflessione che esorbita dai margini dell’invito e da quelli di una semplice lettura di poesie.

L’attuale condizione storica, per Roma e per l’Italia, rappresenta una soluzione di continuità con il recente passato politico, per altro di già controversa lettura. È la cronaca di questi giorni a evidenziarlo: si assiste a tentativi inquietanti e inequivocabili di compressione della libertà di espressione, del diritto all’istruzione, del pluralismo politico, a un rapido e continuo impoverimento del discorso pubblico. Nonostante il fatto che alcune azioni del governo, a livello nazionale e locale, non costituiscano altro che un’accentuazione in senso negativo di prassi dei precedenti governi, anche di centrosinistra, il momento presente ci appare tuttavia uno snodo cruciale nella storia del nostro Paese, dalle potenzialità profondamente degenerative. D’altro canto, le nuove istanze di protesta e le nuove iniziative di emancipazione in atto oggi nella società italiana ci sembrano da sostenere e da affiancare in ogni modo a noi possibile.

Ci siamo chiesti se non fosse dunque raccomandabile partecipare alla rassegna portando la protesta al suo interno, attraverso una lettura muta, la lettura di testi di «impegno civile» o simili. Abbiamo concordato nel ritenere insufficienti questi mezzi, convinti come siamo che ogni iniziativa culturale pubblica che fa capo alla politica del governo e delle amministrazioni locali (come anche l’industria culturale privata che fa capo al presidente di questo stesso governo) trovi nell’accoglienza di voci dissenzienti e di denuncia – denuncia a cui non è comunque concesso travalicare certi limiti – il principale mezzo di neutralizzazione di ogni dissidenza. Da queste considerazioni, è nata infine la decisione dei cinque firmatari di praticare a partire da oggi uno “sciopero dell’autore”: di non partecipare in qualità di autori a nessuna manifestazione che rechi il patrocinio della coalizione di centrodestra – fino a sostanziali ripensamenti di questa circa il rispetto dei diritti civili costituzionalmente sanciti, in particolare nei campi dell’istruzione e del lavoro; e di non prender parte a manifestazione culturali patrocinate dal centrosinistra, nelle realtà locali in cui esso si renda colpevole di paragonabili guasti.

Dalle medesime considerazioni, nasce anche la decisione di trasformare la nostra decisione in un appello e un invito.

L’appello è rivolto ad autori e interpreti di qualunque campo: architetti, artisti visivi, donne e uomini di spettacolo e di cinema, musicisti, scrittori, saggisti delle più varie discipline, traduttori eccetera; a chiunque ritenga che la propria capacità di produzione intellettuale rappresenti la propria posizione nel mondo. Proponiamo a tutti di entrare con noi in sciopero e dare pubblico segnale di non voler partecipare, astenendosene in misura regolare o intermittente (come nella tradizione dello sciopero a singhiozzo o a scacchiera, e a seconda delle necessità di vita e delle realtà territoriali), a iniziative pubbliche patrocinate da enti nazionali e locali governati da questo centrodestra; né, dove necessiti, a manifestazioni promosse dalle più discutibili fra le amministrazioni locali di centrosinistra.

A tutti gli aderenti rivolgiamo inoltre un invito a muoversi con noi verso la seconda e indispensabile fase di quest’iniziativa. Un invito a individuare, contattare, popolare e rivitalizzare assieme i già esistenti spazi alternativi, pubblici o privati, in cui presentare libri, leggere poesie, fare musica, organizzare mostre o proiezioni ecc.; e a trovarne di nuovi, coordinandoci in una rete nazionale. Una rete che, sotto l’egida dello “sciopero dell’autore”, dovrà saper rappresentare un atteggiamento tutt’altro che aventiniano, ma di rinnovata militanza intellettuale, in chi vorrà aderirvi.

Marco Giovenale

Giulio Marzaioli

Vincenzo Ostuni

Luigi Severi

Michele Zaffarano

*

Con preghiera di diffusione.

Per aderire, scrivi a adesioni [at] scioperodellautore [dot] org

www.scioperodellautore.org

[ Presentiamo in questa sede un documento elaborato nelle scorse settimane, che nella sua prima redazione ha creato malintesi che non trovavano fondamento nelle intenzioni dei cinque promotori. Questa versione accoglie inoltre preziosi suggerimenti tanto dei primi aderenti quanto di interlocutori che (ancora) non hanno aderito. ]

Scusi, in che senso?

Leggo, in questo articolo, questo passo:


Papa Ratzinger, da parte sua, ha pregato affinché «prosegua felicemente la causa di beatificazione del Servo di Dio Pio XII». Sta allo stesso Benedetto XVI, in realtà, sbloccare l’istruttoria. La Congregazione per la causa dei santi ha già dato il suo via libera, consegnando il dossier nelle mani del Papa più di un anno fa. Ma Benedetto XVI ancora non firma il decreto sulle ’eroiche virtù’ di Pacelli. «Attende un atto di ravvedimento da parte degli ebrei», hanno ipotizzato di recente il relatore e il postulatore della causa di beatificazione.

(LaStampa.it, 30 nov. 2008)

Domando: di cosa dovrebbero ravvedersi gli ebrei? Di essere stati annientati? Dovrebbero dire scusate se siamo finiti nelle camere a gas o morti di fame, stenti, percosse, malattie, nei campi di sterminio? O di essere sopravvissuti? Dovrebbero dire scusate se non siamo morti tutti in tutto il pianeta? Questo?

Si attendono (inutilmente, immagino) risposte dal papa, da “La Stampa”, e dal relatore e dal postulatore della causa di beatificazione dell’eroico Pacelli.

29 novembre: ASSEMBLEA NAZIONALE COORDINAMENTO STOP RAZZISMO

Cari/e impegnati/e nelle numerose iniziative e mobilitazioni di questo mese,

vi informo che — come deciso all’ultima assemblea che ha fondato il Coordinamento Stop Razzismo — sabato 29 novembre si terrà a Roma l’assemblea nazionale del coordinamento. Venerdì si riuniranno perciò la commissione organizzativa e la commissione iniziative.

Continueremo a discutere delle idee che ci accomunano per arricchirle e approfondirle, inizieremo a pensare alle iniziative per sviluppare l’impegno antirazzista.

ASSEMBLEA NAZIONALE COORDINAMENTO STOP RAZZISMO
SABATO 29 NOVEMBRE ORE 11.00
c/o Centro Socio Culturale Garbatella
VIA CAFFARO 10 (Mappa allegata)
(FERMATA METRO B FERMATA GARBATELLA)
La Metro B si può prendere da Termini o da Ostiense-Piramide)

Roma, giovedì 27 novembre: “Al giorno d’oggi”

Giovedì 27 novembre, alle ore 18:30

presso il centro culturale La camera verde
(Roma, via G. Miani 20)

 

presentazione del libro

AL GIORNO D’OGGI
(sulla rassegnazione)

di

Giuliano Mesa

 

*  *  *  *  *  *  *

 

La camera verde è in Via Giovanni Miani 20 – 00154 Roma
tel. 340-5263877
e-mail: lacameraverde [at] tiscali [dot] it

 

ripropongo l’articolo di Luca Fazio

Siccome non tutti possono espatriare all’Eliseo come Carla Bruni per sentirsi fieri di non essere italiani, speriamo almeno che qualcuno si vergogni di vivere in un paese che si accalora per il colorito di Obama e per le battute razziste di Berlusconi e poi lascia passare sotto silenzio un disegno di legge sulla «sicurezza» che sembra pensato apposta per far rimpiangere la legge Bossi-Fini.
Lo scandalo delle norme che verranno discusse oggi in Senato, infatti, è inferiore solo all’indifferenza che le circonda. Forse ci siamo distratti, eppure non abbiamo ancora registrato reazioni indignate da parte delle «forze» di opposizione, nessuno che abbia espresso l’intenzione di sdraiarsi sui binari, o magari solo sui banchi di Palazzo Madama. Eppure la nuova disciplina di stampo fascio/leghista che a colpi di emendamenti renderà impossibile la vita agli immigrati richiederebbe una capacità di mobilitazione (o indignazione) straordinaria, perché si tratta di un concentrato di perfidia applicato alla vita quotidiana di milioni di persone che vivono tra noi.
Cominciamo da quello che viene spacciato come un miglioramento, l’aspetto più «soft» e un po’ straccione del nuovo razzismo all’italiana. I «clandestini», vivaddio, non verranno più arrestati in massa come voleva il ministro Maroni in un primo momento (anche se l’internamento nei cpt per identificarli viene prolungato fino a un anno e mezzo) ma saranno costretti a pagare «solo» una multa da 5 a 10 mila euro: circa un anno di stipendio in nero di una badante che contribuisce a non far crollare il nostro welfare, o di un muratore rumeno non stupratore che ogni giorno rischia la vita nei nostri cantieri. Per restare ai furti legalizzati, oggi i senatori della Repubblica italiana discuteranno anche dell’introduzione di una nuova tassa: 200 euro per il rilascio o rinnovo di permesso di soggiorno. Non sarà odioso come lo ius primae noctis, ma da domani gli stranieri potrebbero non essere più uguali nemmeno davanti all’altare: sarà vietato sposarsi a chi non ha il permesso di soggiorno. E poteva anche andare peggio. Solo per l’opposizione dell’Ordine dei medici, infatti, non è passata una norma che obbligava i medici a trasformarsi in spioni e denunciare i malati «clandestini». Sulle ronde legalizzate – si discuterà anche di questo – ormai la partita la diamo per persa, se non per una questione di sfumature: come la sicurezza, si sa che non sono né di destra né di sinistra, piaccono a Tosi come a Cofferati. E per finire, hanno anche inventato la pagella del «negro buono», una sorta di patente a punti: penalizza chi passa col rosso o non paga le tasse (roba da italiani veri) e premia chi dà prova di italianità verace, «superando un corso atto a verificare il livello di integrazione sociale e culturale». In un rigurgito di democrazia, oggi il Senato si pronuncerà anche sull’istituto referendario: i rom potranno sostare in un Comune solo dopo l’indizione di un referendum cittadino. Cioè mai, e se non la capiranno, Opera e Ponticelli hanno già fatto scuola.
Sarà battaglia in aula? Forse, anche questa volta, non ci resta che sperare nei cristiani più caritatevoli, gli unici che hanno il coraggio di scrivere che mai i rom hanno rapito bambini in Italia. Un fatto da secoli incontrovertibile, né di destra né di sinistra.

*

Luca Fazio, dalla prima pagina del “manifesto” dell’11 novembre

novità su MicroMega.net

Martedì 18 novembre 2008 – Le novità su MicroMega.net

Loggia continua
“Trent’anni di loggia P2. Informazione e disinformazione dalla P2 ad oggi”. Il video della lezione di Marco Travaglio agli studenti dell’Università Roma Tre.

La 133 privatizza anche l’acqua
Giù le mani dall’acqua del sindaco
di Paolo Rumiz
Dal Piemonte alla Sicilia, nell’Italia bastonata dalla crisi è nata una nuova resistenza contro la svendita dei servizi idrici approvata in sordina dal Parlamento il 6 agosto.

Diaz
Giustizia è sfatta
Pardi Sentenza vergognosa, ingiusta e pericolosa Don Gallo Impunito lo squadrismo di stato Guadagnucci Democrazia massacrata The Guardian Sconcerto dopo l’assoluzione
APPELLO Noi c’eravamo VIDEO L’irruzione alla Diaz / La testimonianza di Mark Covell
FORUM Dì la tua LINK I documenti del processo Eluana
Un passo avanti La Cassazione ha messo la parola fine ad una lunga e vergognosa traversata del deserto a cui la famiglia è stata costretta in questi lunghi 16 anni
COMMENTI Sciuto, Rodotà, Comunità cristiane di base, Bellavite, Martelli
TAVOLA ROTONDA Englaro, Rodotà, card. Barragan, Marino Chi decide sulla propria vita? Antimafia
L’insostenibile doppiezza di Angelino Alfano Sul palcoscenico della politica il ministro della Giustizia rilascia dichiarazioni di lotta senza quartiere alla mafia. Ma dietro le quinte si comporta diversamente, senza che questo susciti nessuna indignazione.   Scuole e università in rivolta contro la riforma Gelmini MOVIMENTO, MOVIMENTO! Lo speciale di MicroMega
BLOG Gaia Benzi Le conseguenze di una partecipazione reale Angelo d’Orsi L’Onda, il fascismo e la Costituzione DAL MOVIMENTO I documenti conclusivi dell’assemblea nazionale dell’Onda a Roma
AGENDA Siamo in onda – Roma, 18 novembre, musica e teatro a sostegno del movimento
VIDEO Dario Fo a Valle Giulia
FORUM Dì la tua
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Furio Colombo La Commissione di Vigilantes Rai
Pancho Pardi Diaz, Manganelli e omertà
Giuseppe Giulietti Gasparri insulta e Schifani tace www.micromega.net

Sciopero dell’autore

Lo “sciopero dell’autore”
Un’iniziativa di dissenso
dai governi nazionali e locali di centrodestra

Invitati a leggere nostri testi presso la Casa delle Letterature di Roma nell’ambito della nuova edizione del festival Romapoesia, sotto il patrocinio del Comune di Roma, ci siamo trovati a dover svolgere una riflessione che esorbita dai margini dell’invito e da quelli di una semplice lettura di poesie.

L’attuale condizione storica, per Roma e per l’Italia, rappresenta una soluzione di continuità con il recente passato politico, per altro di già controversa lettura. È la cronaca di questi giorni a evidenziarlo: si assiste a tentativi inquietanti e inequivocabili di compressione della libertà di espressione, del diritto all’istruzione, del pluralismo politico, a un rapido e continuo impoverimento del discorso pubblico. Nonostante il fatto che alcune azioni del governo, a livello nazionale e locale, non costituiscano altro che un’accentuazione in senso negativo di prassi precedenti, il momento presente ci appare tuttavia uno snodo cruciale nella storia del nostro Paese, dalle potenzialità profondamente degenerative. D’altro canto, le nuove istanze di protesta e le nuove iniziative di emancipazione in atto oggi nella società italiana ci sembrano da sostenere e da affiancare in ogni modo a noi possibile.

Ci siamo chiesti se non fosse dunque raccomandabile partecipare alla rassegna portando la protesta al suo interno, attraverso una lettura muta, la lettura di testi di «impegno civile» o simili. Abbiamo concordato nel ritenere insufficienti questi mezzi, convinti come siamo che ogni iniziativa culturale pubblica che fa capo alla politica del governo e delle amministrazioni locali (come anche l’industria culturale privata che fa capo al presidente di questo stesso governo) trovi nell’accoglienza di voci dissenzienti e di denuncia – denuncia a cui non è comunque concesso travalicare certi limiti – il principale mezzo di neutralizzazione di ogni dissidenza. Da queste considerazioni, è nata infine la decisione di praticare uno “sciopero dell’autore”: di non partecipare in qualità di autori a nessuna manifestazione che rechi il patrocinio della coalizione di centrodestra – fino a sostanziali ripensamenti di questa circa il rispetto dei diritti civili costituzionalmente sanciti, in particolare nei campi dell’istruzione e del lavoro.

Dalle medesime considerazioni, nasce anche la decisione di trasformare la riflessione in un appello e un invito (rivolti anche agli amici organizzatori e partecipanti di Romapoesia): un appello a dichiarare con noi di non essere disposti a partecipare a iniziative pubbliche patrocinate da enti locali o nazionali governati da questo centrodestra; un invito a rivitalizzare assieme ogni spazio alternativo, pubblico o privato, in cui presentare libri, leggere poesie, fare musica, organizzare mostre o proiezioni ecc. e a trovarne di nuovi, coordinandoci in una rete nazionale.

Marco Giovenale
Giulio Marzaioli
Vincenzo Ostuni
Luigi Severi
Michele Zaffarano

Con preghiera di diffusione.
Per aderire, scrivi a scioperodellautore [at] gmail [dot] com

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