Archivi categoria: Resistenza

no al ddl ammazzablog

NO al DDL che trasforma la libera espressione della rete in testate giornalistiche. I siti e i blog sono libera espressione democratica non paragonabile alle testate giornalistiche registrate al Registro Operatori Comunicazione che devono osservare l’apposita legge sulla stampa. Ancora una volta si cerca di limitare le libertà degli Italiani procedendo sulla strada della censura. I reati di diffamazione sono tranquillamente perseguibili senza porre ostacoli alla libertà d’espressione.

Chiediamo al Consiglio dei Ministri di ritirare il DDL che imporrebbe l’iscrizione al ROC anche dei semplici blog.

firma


“Patente di razzismo”, di Luca Fazio

articolo di Luca Fazio:

Siccome non tutti possono espatriare all’Eliseo come Carla Bruni per sentirsi fieri di non essere italiani, speriamo almeno che qualcuno si vergogni di vivere in un paese che si accalora per il colorito di Obama e per le battute razziste di Berlusconi e poi lascia passare sotto silenzio un disegno di legge sulla «sicurezza» che sembra pensato apposta per far rimpiangere la legge Bossi-Fini.
Lo scandalo delle norme che verranno discusse oggi in Senato, infatti, è inferiore solo all’indifferenza che le circonda. Forse ci siamo distratti, eppure non abbiamo ancora registrato reazioni indignate da parte delle «forze» di opposizione, nessuno che abbia espresso l’intenzione di sdraiarsi sui binari, o magari solo sui banchi di Palazzo Madama. Eppure la nuova disciplina di stampo fascio/leghista che a colpi di emendamenti renderà impossibile la vita agli immigrati richiederebbe una capacità di mobilitazione (o indignazione) straordinaria, perché si tratta di un concentrato di perfidia applicato alla vita quotidiana di milioni di persone che vivono tra noi.
Cominciamo da quello che viene spacciato come un miglioramento, l’aspetto più «soft» e un po’ straccione del nuovo razzismo all’italiana. I «clandestini», vivaddio, non verranno più arrestati in massa come voleva il ministro Maroni in un primo momento (anche se l’internamento nei cpt per identificarli viene prolungato fino a un anno e mezzo) ma saranno costretti a pagare «solo» una multa da 5 a 10 mila euro: circa un anno di stipendio in nero di una badante che contribuisce a non far crollare il nostro welfare, o di un muratore rumeno non stupratore che ogni giorno rischia la vita nei nostri cantieri. Per restare ai furti legalizzati, oggi i senatori della Repubblica italiana discuteranno anche dell’introduzione di una nuova tassa: 200 euro per il rilascio o rinnovo di permesso di soggiorno. Non sarà odioso come lo ius primae noctis, ma da domani gli stranieri potrebbero non essere più uguali nemmeno davanti all’altare: sarà vietato sposarsi a chi non ha il permesso di soggiorno. E poteva anche andare peggio. Solo per l’opposizione dell’Ordine dei medici, infatti, non è passata una norma che obbligava i medici a trasformarsi in spioni e denunciare i malati «clandestini». Sulle ronde legalizzate – si discuterà anche di questo – ormai la partita la diamo per persa, se non per una questione di sfumature: come la sicurezza, si sa che non sono né di destra né di sinistra, piaccono a Tosi come a Cofferati. E per finire, hanno anche inventato la pagella del «negro buono», una sorta di patente a punti: penalizza chi passa col rosso o non paga le tasse (roba da italiani veri) e premia chi dà prova di italianità verace, «superando un corso atto a verificare il livello di integrazione sociale e culturale». In un rigurgito di democrazia, oggi il Senato si pronuncerà anche sull’istituto referendario: i rom potranno sostare in un Comune solo dopo l’indizione di un referendum cittadino. Cioè mai, e se non la capiranno, Opera e Ponticelli hanno già fatto scuola.
Sarà battaglia in aula? Forse, anche questa volta, non ci resta che sperare nei cristiani più caritatevoli, gli unici che hanno il coraggio di scrivere che mai i rom hanno rapito bambini in Italia. Un fatto da secoli incontrovertibile, né di destra né di sinistra.

*

Luca Fazio, dalla prima pagina del “manifesto” dell’11 novembre

no al ddl ammazzablog

NO al DDL che trasforma la libera espressione della rete in testate giornalistiche. I siti e i blog sono libera espressione democratica non paragonabile alle testate giornalistiche registrate al Registro Operatori Comunicazione che devono osservare l’apposita legge sulla stampa. Ancora una volta si cerca di limitare le libertà degli Italiani procedendo sulla strada della censura. I reati di diffamazione sono tranquillamente perseguibili senza porre ostacoli alla libertà d’espressione.

Chiediamo al Consiglio dei Ministri di ritirare il DDL che imporrebbe l’iscrizione al ROC anche dei semplici blog.

firma


no al ddl ammazzablog

NO al DDL che trasforma la libera espressione della rete in testate giornalistiche. I siti e i blog sono libera espressione democratica non paragonabile alle testate giornalistiche registrate al Registro Operatori Comunicazione che devono osservare l’apposita legge sulla stampa. Ancora una volta si cerca di limitare le libertà degli Italiani procedendo sulla strada della censura. I reati di diffamazione sono tranquillamente perseguibili senza porre ostacoli alla libertà d’espressione.

Chiediamo al Consiglio dei Ministri di ritirare il DDL che imporrebbe l’iscrizione al ROC anche dei semplici blog.

firma


To: Consiglio dei Ministri

NO al DDL che trasforma la libera espressione della rete in testate giornalistiche. I siti e i blog sono libera espressione democratica non paragonabile alle testate giornalistiche registrate al Registro Operatori Comunicazione che devono osservare l’apposita legge sulla stampa. Ancora una volta si cerca di limitare le libertà degli Italiani procedendo sulla strada della censura. I reati di diffamazione sono tranquillamente perseguibili senza porre ostacoli alla libertà d’espressione.

Chiediamo al Consiglio dei Ministri di ritirare il DDL che imporrebbe l’iscrizione al ROC anche dei semplici blog.

firma


Sostegno dalla Francia: una petizione

La situation italienne s’approche dangeureusement aujourd’hui de la tragédie. Francesco Cossiga, ancien président de la république, a tenu le 23 octobre dernier des propos absolument indignes d’un pays démocratique. Une plainte a été déposée que j’ai décidé de soutenir en lançant une pétition au niveau international, avec l’accord du plaignant.

Je suis à la recherche d’un ou plusieurs sites susceptibles de l’accueillir et ouvert à toute démarche visant à porter l’attention du plus grand nombre sur une situation politique qui, si l’on n’y prend garde, non seulement détruira les droits fondamentaux dans un pays voisin que j’aime particulièrement mais gangrénera l’Europe aussi sûrement que cela fut le cas par le passé -certains trouveront ces derniers propos sans doute très alarmistes, mais il suffit de regarder ce qui se passe en France aujourd’hui pour comprendre à quel point la dégradation à l’oeuvre en Italie depuis 1994 commence à s’étendre aux pays voisins.

J’ajoute que ces deux derniers mois, plusieurs crimes racistes ont été commis, qu’on a lancé il y a peu une opération de fichage génétique des Roms, que les groupuscules d’extrême droite s’affichent avec une impunité jusque là inédite, à tel point qu’on commence à parler d’un retour du “squadrismo”.

Merci de vos réponses et de vos suggestions (y compris sur le texte, ma traduction, je ne suis pas juriste, et j’ai travaillé vite, il doit rester quelques coquilles).

Olivier Favier

olivierfavier [at] yahoo [dot] fr

PS Vous trouverez encore le texte intégral de l’entretien en PDF -en italien cette fois, évidemment.