Archivi categoria: Resistenza

sul RIALTOccupato: tavola rotonda mercoledì 16 settembre, ore 17:30, Teatro India (Roma)

LA CULTURA INDIPENDENTE NON SI ARRESTA: IL “SAPER FARE” DEL RIALTO, MODELLO DI CULTURA SENZA SPRECHI


Dal 28 luglio 2009 quasi tutti gli spazi legittimamente assegnati dal Comune di Roma all’Associazione Rialtoccupato sono sotto sequestro probatorio e preventivo. Nel corso di 10 anni di attività il Rialto ha accolto una quantità enorme di artisti, che hanno messo in scena spettacoli, video proiezioni, arte contemporanea e concerti (Soltanto considerando l’attività teatrale, il Rialto ha ospitato un numero di compagnie tre volte superiore a quelle presentate mediamente dai teatri istituzionali).Tutto questo è stato possibile grazie a un modello che non è mai dipeso dai finanziamenti pubblici o privati, un sistema di auto-finanziamento che ha consentito di dare continuità ai progetti artistici nella più totale indipendenza artistica e di pensiero. Un modello di economia alternativa da anni sperimentato in tutte le realtà indipendenti, che oggi si vuole additare a mera attività di commercio abusivo. Un esempio di auto-produzione che, in altre parti del mondo, sarebbe preso a modello e che da noi, a quanto pare, si cerca di contrastare in ogni modo.
Allora ci si chiede se esista ancora la possibilità di produrre cultura indipendente, quali siano i margini di agibilità per la sperimentazione e l’innovazione, quale diritto di cittadinanza vi sia per le contemporanee forme di trasmissione emozionale quando esprimono critica sociale.

Qui i dati per la TAVOLA ROTONDA del 16 SETTEMBRE

fortress europe / agosto 2009

L’osservatorio sulle vittime dell’emigrazione

FORTRESS EUROPE

http://fortresseurope.blosgpot.com

UN MESE AL CONFINE. AGOSTO 2009

A agosto abbiamo ricevuto notizia di almeno 104 morti lungo le frontiere della civile Europa, in Italia, Grecia, Spagna, Libia e Algeria. Nel Canale di Sicilia continuano i respingimenti e le tragedie, come quella dei 73 eritrei, abbandonati per 23 giorni alla deriva in uno dei tratti di mare più pattugliati al mondo. Dalla Libia, dove Berlusconi ha festeggiato con Gheddafi e le frecce tricolori, arrivano le foto della strage dei somali a Ganfuda. Mentre dalla Grecia un video girato in un centro di detenzione per minori suscita gravissima preoccupazione. Intanto in Italia è scoppiata la protesta nei centri di identificazione e espulsione contro il prolungamento a sei mesi del trattenimento. Nessuna protesta invece è nata intorno alla maxi truffa scoperta a San Nicola Varco a Salerno. La chiamano immigrazione regolare, ma un contratto di lavoro costa 5.000 euro.

Questo mese vi segnaliamo tre eventi: lo speciale di Presa Diretta sui respingimenti (Domenica 6 settembre su Rai Tre alle 21), l’Immigration Day al Festival del Cinema di Milano il 15 settembre, e il Lampedusa in Festival dal 16 al 18 settembre, che si chiuderà con una manifestazione il 19

E vi invitiamo a continuare a firmare la petizione per la missione parlamentare in Libia, siamo a 16.000 firme e le consegneremo entro fine mese

Per i dettagli della newsletter:

http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/newsletter.html

Grazie per le 37.677 visite del mese di agosto


Gabriele Del Grande, Fortress Europe

Un appello dalla Società Italiana delle Storiche

Società Italiana delle Storiche
ROMPERE IL SILENZIO: UNA SCELTA DI FORZA

 

Rompere il silenzio sulla deriva ogni giorno più allarmante che sembra caratterizzare in Italia il rapporto donne e politica/donne in politica è divenuto urgente. Così come è urgente denunciare l’impoverimento e la strumentalizzazione dei linguaggi della politica e il degrado delle sue pratiche, per non soggiacere inerti alla trivialità di cui è permeata gran parte della scena pubblica, così intrisa di una “idea di donna” che era lecito sperare superata da tempo.

La Società Italiana delle Storiche lancia un appello a tutte le donne e gli uomini di questo paese che avvertono la necessità di un immediato ritorno alla responsabilità della politica, per denunciare la quotidiana offesa alla dignità delle donne e alla loro presenza pubblica. Questa ha rappresentato e rappresenta infatti una delle più significative battaglie del mondo contemporaneo e la condizione perché le donne possano affermare una nuova visione della politica, frutto degli spazi che esse si sono faticosamente conquistate nella vita economica, sociale e culturale.

Giorno dopo giorno, l’immagine che ci viene rinviata dai media è invece essenzialmente quella di giovani donne disposte a tutto pur di calcare, in alternativa ai palcoscenici dei teatri di posa, le aule di consigli e parlamenti; di donne dal bel corpo pronte ad offrirlo ad affaristi e uomini politici di successo pur di garantirsi vantaggi diretti e indiretti: un incarico istituzionale, un ruolo di spicco in una società mista, un finanziamento in bilancio, un comma di legge utile. Il silenzio di ministre della Repubblica che tacciono su tutto questo è assordante.

Siamo ben coscienti che quell’immagine ritrae solo una scheggia della realtà, anche se ha dalla sua la forza di corpi che occupano ossessivamente le pagine dei periodici di successo e gli schermi delle trasmissioni più seguite. Ma è una raffigurazione che non rende giustizia alle migliaia di donne che si dedicano alla politica con passione e autorevolezza.

Denunciamo quindi il degrado dei metodi della politica, in particolare dei meccanismi di selezione della classe dirigente. Tuttavia non ci nascondiamo che nel costruire e alimentare questo stato di cose molte donne sono soggetti attivi e propulsivi, partecipi della stessa cultura di cui quel degrado è frutto ed espressione e dunque complici della costruzione di stereotipi pronti a ritorcersi contro tutte le donne che credono nella politica come luogo di progettazione e mutamento reale.

Di qui la necessità di dire con forza:

— che è urgente porre mano a una vera e propria rifondazione democratica della cultura politica italiana;
— che il tema della parità e dignità delle donne non può non costituirne un tratto fondamentale;
— che di tale processo vogliamo e dobbiamo essere protagoniste non estemporanee.

Siamo infatti donne coscienti della nostra forza, dei nostri diritti e delle nostre responsabilità civili e intellettuali consapevoli delle competenze e delle esperienze che possiamo mettere in campo.

Abbiamo bisogno di interlocutori — e molte in questi giorni sono state le testimonianze del disagio di essere costrette/i a vivere questo clima politico — ma vogliamo anche essere interlocutrici attive. Il nostro, infatti, non è solo un segnale di allarme; è un invito a progettare e promuovere incontri e iniziative a breve e medio termine con altre associazioni. È altresì un impegno a ripensare parole e linguaggi, ruoli e identità, strumenti e progetti che permettano di lasciarsi alle spalle la tristezza morale e politica di questo presente, fuori da ogni incongruo ottimismo, ma anche da ogni tendenza a chiudersi nell’orizzonte dello sdegno impotente e della resistenza individuale fine a se stessa.

Per aderire all’appello e progettare iniziative future scrivere a:

direttivo [at] societadellestoriche [dot] it

17-7-2009

Hanno sottoscritto l’appello :

Giulia Albanese
Paola M. Blasi
Edith Moscatelli
Roberta Diciotti
Nella Condorelli
Redazione di “Women in the City”
Laura Guidi
Cristina Belloni
Giacomo Ficarelli
Luciana Rocchi
Alessandra Peretti
Francesca Koch
Carla Arconte
Enza Panebianco
Piera Nobili
Valentina Bailo
Giancarla Codrignani
Silvia Bon
Sandra Bellini
Paola Bonora
Annalisa Cegna
Valeria Palumbo
M. Antonella Cocchiara
Ida Fazio
Dianella Gagliani
Giovanna Fiume
Anna Scattigno
Associazione Liberacittadinanza
SIL – Società Italiana delle Letterate

30 agosto : niente da festeggiare

30 Agosto – Un anno di amicizia Italia-Libia
NIENTE DA FESTEGGIARE
Un anno di violazioni e violenze ai danni di migliaia di migranti africani.

Continua la raccolta di firme per la petizione di “Come un uomo sulla terra” e Fortress Europe, con la quale si chiede l’avvio di
due missioni in Libia, una d’inchiesta e una umanitaria, per verificare le condizioni dei migranti nei centri di detenzione e deportazione.
Già in 15.000 hanno firmato.

In occasione della visita di Silvio Berlusconi a Tripoli, gli autori e la produzione di “Come un uomo sulla terra”,
il documentario che da un anno dà voce alle testimonianze dei migranti africani vittime degli accordi italo-libici,
rilanciano in collaborazione con Fortress Europe la petizione per avviare missioni istituzionali nei centri di detenzione in Libia.
La petizione è rivolta ai Parlamenti Italiano ed Europeo, alla Commissione Europea e all’UNHCR ed ha già raccolto on line
e su carta quasi 15000 firme.

Ad un anno di distanza dalla firma dell’accordo tra Italia e Libia, le motivazioni a sostegno delle richieste contenute nella petizione
sono ancora più urgenti. Le notizie succedutesi negli ultimi mesi, in particolare dopo la svolta radicale avviata dai respingimenti
voluti dal Ministro Maroni, danno conferma della necessità di avviare misure di controllo sulle modalità con cui lo Stato Libico gestisce,
su richiesta e con finanziamenti italiani, la detenzione e la deportazione di migliaia di donne e uomini africani.
Ormai si conoscono le condizioni disumane di detenzione, le violenze anche mortali della polizia libica e l’assoluta mancanza di
tutela di diritti umani fondamentali, tra cui il diritto d’asilo.

Questa situazione ha fatto sì che a chiedere missioni di verifica siano non solo organizzazioni internazionali come UNHCR,
ma anche alte cariche istituzionali come il Presidente della Camera, e il Presidente del COPASIR Francesco Rutelli,
oltre a vari esponenti dei gruppi parlamentari di opposizione.
Prendiamo atto con favore di queste posizioni e uniamo le nostre voci a quelle dei firmatari della petizione, affinché queste missioni
siano finalmente possibili.

Oggi, in questa giornata in cui ci sembra non ci sia proprio niente da festeggiare, chiediamo a tutti gli italiani che credono nella tutela
dei diritti umani e nella costruzione di una civiltà democratica migliore,  di firmare la petizione entro il 13 settembre attraverso il sito
del film: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com.

Noi ci impegniamo a consegnare ufficialmente le firme ai destinatari entro la fine del mese di settembre, organizzando per l’occasione
un momento di confronto serio, convinti che sia ormai non solo necessario ma anche possibile avviare al più presto missioni di verifica
e di inchiesta in Libia.

Autori e Produzione “Come un uomo sulla terra”.

in hoc signo thrill

nota di maggio 2008:

mi mandano un comunicato stampa su un “romanzo-thriller sul giornalismo italiano”.

l’unica parola per me interessante in tale indicazione è “sul”.

Mozione del 25 luglio

Mozione finale dell’assemblea del 25 luglio a Roma

L’assemblea era convocata dalla Rete Migranti con lo scopo di trovare un’intesa per l’organizzazione di una grande e unitaria manifestazione nazionale antirazzista. L’assemblea ha visto la partecipazione di numerose organizzazioni tra le quali quelle che aderiscono al coordinamento STOP RAZZISMO.

Mozione votata all’assemblea del 25 luglio

L´assemblea nazionale antirazzista del 25 luglio riunitasi a Roma, rivolge un forte appello a mobilitarsi contro i provvedimenti razzisti del governo Berlusconi che alimentano odio, divisioni e violenza nella società.

Perciò decide di convocare dal 20 al 30 settembre iniziative locali, per la regolarizzazione di tutti gli immigrati e preparare la manifestazione antirazzista nazionale del 17 ottobre 2009 a Roma.
Sulla base di questa piattaforma׃

* No al razzismo
* per la regolarizzazione generalizzata per tutti
* ritiro del pacchetto sicurezza
* accoglienza per tutti
* no ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
* per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
* diritto di asilo per i rifugiati e profughi
* per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni (CEI)
* no alle divisioni tra italiani e stranieri
* diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all´istruzione per tutti
* mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro.

L´assemblea decide di convocare una manifestazione nazionale antirazzista il 17 ottobre 2009 a Roma.

Per tanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, le organizzazioni sindacali, la società civile e a tutti i movimenti ad appoggiare e sostenere questo percorso.

A tale fine il comitato promotore, costituitosi in questa assemblea, si adopera per incontrare tali forze entro il 31 luglio.
Il comitato promotore si riunirà il 5 settembre a Roma dalle ore 10.00 alle 15.00 in via Giolitti 231.

Roma, 25 luglio 2009

Comitato promotore: Unione Cittadini Immigrati Roma, Comitato Immigrati in Italia (Roma), Centro sociale Ex Canapificio Caserta, Movimento Migranti e Rifugiati Caserta, Migrantes Y Familiares MFAM, Comitato Immigrati in Italia (Napoli), Collettivo Immigrati Auto-Organizzati Torino, Ass. Dhuumcatu, Lega Albanesi Illiria, Ass. Filippini Roma, Ass. Sunugal Milano, Ass Insieme per la Pace, Ass Mosaico Interculturale (Monza-Brianza), Federazione Senegalesi della Toscana, Ass. FOCSI (Roma), Ass. Bangladesh (Roma), Ass. Pakistan (Roma) Ass. Indiani (Roma), El Condor (Roma), Uai (Como), Ass. Punto di partenza (Milano), Movimento lotta per la casa (Firenze), Ass. El Mastaba (Firenze), Ass. Arcobaleno (Riccione), FAT (Firenze), Ass. Interculturale Todo Cambia (Milano), Studio 3R di mediazione (Milano), Federazione Nazionale RdB-CUB, SdL intercategoriale, Confederazione Cobas, Naga, Coordinamento Migranti Verona, Sportello Immigrati RdB Pisa, Missionari Comboniani Castelvoturno, Arci, PRC, Sinistra Critica, Rete Cittadini di fatto (Mi), Nuevo Ecuador, Centro delle Culture, Coordinamento Stop Razzismo, Socialismo Rivoluzionario, Associazione antirazzista e interetnica ‘3 Febbraio’, Unicobas, Ass. umanista Help to Change, PdAC, USI-AIT, Utopia Rossa, Action Diritti in Movimento (Roma), Utopia Rossa.

Fortress Europe / luglio 2009

L’osservatorio sulle vittime dell’emigrazione

FORTRESS EUROPE

http://fortresseurope.blogspot.com

presenta

UN MESE AL CONFINELUGLIO 2009

Il bollettino

Quattordici le vittime a luglio in Egitto, Grecia, Turchia e Spagna. La polizia egiziana torna a sparare sul confine con Israele: tre morti ammazzati, tra cui due rifugiati somali

L’inchiesta

Lavori forzati e torture per gli eritrei deportati dalla Libia
Ecco che cosa rischiano gli eritrei respinti dall’Italia in questi giorni. Parlano tre esuli fuggiti dal campo di lavoro di Gel’alo. Arrestati sulla rotta per Lampedusa nel 2004, furono rimpatriati da Tripoli su un volo pagato dall’Italia
VIDEO Eritrea: voices of torture
Eritrea: le speranze dell’indipendenza tradite dalla repressione
Service for life: il rapporto di Human Rights Watch
Respingimenti: già 1.136 emigranti rispediti in Libia

L’Acnur incontra gli eritrei respinti e accusa l’Italia

Vittime di tratta tra i respinti in Libia. Parlano le donne nigeriane

Adescate tra i ceti poveri e costrette a pagare 40.000 euro di riscatto per tornare libere. Sono migliaia le ragazze nigeriane costrette a prostituirsi dal crimine organizzato. In tante sono arrivate via mare. L’Italia respinge anche loro

Sangue a Igoumenitsa: muore kurdo pestato dalla polizia
Arivan Abdullah Osman aveva 29 anni. Fuggiva dal Kurdistan iraqeno. Viaggiava senza documenti. A Igoumenitsa doveva nascondersi sotto un camion pronto a imbarcarsi per l’Italia. La polizia l’ha ucciso di botte

America! Dal Corno d’Africa al Messico sognando gli States
Non c’è soltanto l’Europa. In un mondo dove viaggiare è sempre più facile, emigranti e rifugiati africani guardano l’America come la nuova terra promessa. Eritrei, etiopi, nigeriani. Compiono viaggi epici attraverso la frontiera messicana e il mare dei Caraibi

Uccise migrante in mare, 12 anni di carcere a un pescatore
Sanwà giaceva sul ponte implorando aiuto con un filo di voce, mentre il comandante gridava: “Qua passiamo tutti dei guai!”. Pochi minuti dopo i marinai udirono il tonfo. Qualche disperata bracciata e l’uomo scompariva per sempre, trascinato a fondo dai vestiti ammollati

Ospitavano due badanti, casa sotto sequestro
È successo ad Arcevia, nelle Marche. Una donna di 83 anni e il figlio di 61 sono stati denunciati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Questa e tante altre notizie nella nuova sezione “Brevi dalla frontiera

Lettera degli eritrei a Tripoli. Siamo torturati in Libia
Dopo la denuncia del respingimento del primo luglio, ci scrive di nuovo la comunità eritrea della capitale libica. Sotto anonimato, per motivi di sicurezza. Drammatica la situazione nei campi libici. Violenze e soprusi che ricordano quelli del regime da cui sono fuggiti

The Northern Jungle. Reportage da Londra e Calais
Splendido documentario di Vincent Nguyen e Sebastien Desbordes. Parlano i rifugiati eritrei, i camionisti, i contrabbandieri, e i volontari. Intanto a Calais, come a Patrasso, la polizia attacca i rifugiati
Per approfondimenti, scarica il rapporto La loi de la jungle

Patrasso: la polizia rade al suolo il campo degli afgani
Bulldozer nella baraccopoli dei rifugiati data alle fiamme. Il video della BBC. Così si perdono le tracce dei 35 profughi che avevano fatto ricorso alla Cedu. Avevamo visitato il campo a maggio 2008. Le foto di come era prima. Le reazioni di Msf e Acnur. Il rapporto di Kinisi

Concorsi

Segnaliamo a tutti i giornalisti e registi il concorso “L’anello debole” di Redattore Sociale, quest’anno alla V° edizione. Il bando scade il 7 settembre 2009

Campeggio antirazzista

Dal 25 al 31 agosto a Lesvos, in Grecia. Per saperne di più, visitate il sito http://lesvos09.antira.info. Segnalate le adesioni a gabriele_delgrande@yahoo.it

In libreria

Fino al 31 agosto 2009 potete acquistare on line il libro di Gabriele Del Grande “Mamadou va a morire” con lo sconto del 10%

Africa e Media. Cronache nel continente dimenticato”, edizioni EGA. In tutte le librerie il quarto taccuino del premio Ilaria Alpi, con un contributo inedito di Gabriele Del Grande

23 milioni di vaccinandi

ROMA – Finora il governo aveva detto che avrebbe fatto vaccinare contro la
nuova influenza 8 milioni e mezzo di italiani, quelli più a rischio, il
personale sanitario e i soggetti più deboli. Ora aggiunge alla prima tranche
altri 15 milioni e mezzo di giovani tra i 2 e i 27 anni. “Perché i bambini e
i giovani – ha spiegato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi – sono più
suscettibili al virus e quindi serbatoi di infezione”. La vaccinazione
inizierà a gennaio 2010 proseguirà fino al termine della profilassi quando,
contro l’H1N1, saranno vaccinati 4 italiani su 10.

Durante la question time alla Camera, il ministro del Welfare ha
approfittato dell’occasione per ripetere che è ingiustificato ogni tipo di
allarmismo: “E’ previsto un aumento dei casi di nuova influenza – ha ammesso
Sacconi – ma ciò non desta preoccupazione. I filtri per tenere il virus
lontano dala nostra penisola hanno retto: solo 320 casi in Italia, contro
gli oltre 17.000 in Europa di cui più di 10 mila solo in Gran Bretagna”.

*

da
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/nuova-influenza/vaccinazion
e/vaccinazione.html

*

DUE DOMANDE (che “sorgono spontanee”):

se “è ingiustificato ogni tipo di allarmismo” e se l'”aumento dei casi di nuova influenza […] non desta preoccupazione”, perché vaccinare mezza popolazione italiana? parliamo di 23 milioni di persone seriamente o sono cifre creative come la famosa finanza di 3monti?

Fortress Europe / giugno 2009

L’osservatorio sulle vittime dell’emigrazione

FORTRESS EUROPE

http://fortresseurope.blogspot.com

presenta

UN MESE AL CONFINEGIUGNO 2009

Il bollettino

La strage continua: 459 morti nei primi sei mesi del 2009. Ma il dato è in diminuzione. Per la prima volta negli ultimi tre anni. Nei primi sei mesi del 2008 le vittime erano state 985.

Il reportage

La Libia promette di chiudere la rotta per Lampedusa. E Finmeccanica è pronta a installare i radar nel sud del paese. Ma nel deserto non c’è controllo che tenga. E in Niger si continua a partire

Sulle rotte degli exodants a Tchin Tabaraden
Agadez crocevia dei traffici verso il Sahara
Arlit, la città dell’uranio e dell’emigrazione
VIDEO “A sud di Lampedusa”, di A. Segre
Le 1.691 vittime documentate nel Sahara

L’inchiesta

C’erano 74 rifugiati eritrei tra gli 89 respinti il primo luglio. Sono detenuti nei campi di Zuwarah e Zawiyah. L’appello della comunità eritrea di Tripoli. Già informata l’Acnur

Il pacchetto in-sicurezza

L’Italia torna alle leggi razziali. Mezzo milione di persone rischia la detenzione. Le reazioni. L’appello. E un reportage dalla Svizzera, quando i clandestini erano gli italiani

Quando Berlusconi piangeva…

Nel 1997 la Marina affondò un barcone in un respingimento, provocando una strage in Puglia. Berlusconi si presentò in lacrime. Dopo 12 anni, è cambiato tutto e niente. Guarda il video

Le foto dei respinti
C’erano anche due giornalisti di Paris Match sulla motovedetta che il 13 maggio riportò a Tripoli 80 naufraghi. La disperazione degli emigrati e la brutalità degli agenti libici al porto

Io non respingo

Dal 10 al 20 giugno, 108 eventi in 65 città. Sit-in, cortei, dibattiti e proiezioni. Migliaia le persone coinvolte. E una petizione di 10.000 firme. Guarda le foto e i video della campagna

Come un uomo sulla RAI
Dopo 200 proiezioni in tutta Italia, i premi italiani e internazionali, e le 10.000 firme raccolte, il documentario “Come un uomo sulla terra” va in onda su RAI TRE il 9 luglio 2009 alle 23.40

In primo piano

Respinti altri 89 emigranti. Erano a 25 miglia da Lampedusa
Legati mani e piedi. Ecco le espulsioni all’aeroporto di Madrid
Rabat: sgomberato il sit-in dei rifugiati davanti all’Acnur
Morire di speranza: preghiera ecumenica a Roma
Libia: ancora respingimenti, bloccati 76 cittadini nigeriani
Le associazioni scrivono all’Ue, all’Onu e al Consiglio d’Europa
Fini: missione parlamentare nei campi libici
Gheddafi: così un dittatore riceve una laurea honoris causa
Grande successo al Sacher. “Io non respingo” parte bene

Concorsi

Segnaliamo a tutti i giornalisti e registi il concorso di film sulle migrazioni “L’incontro con l’Altro” a Lampedusa. E “L’anello debole” di Redattore Sociale, quest’anno alla V° edizione

Campeggio antirazzista

Dal 25 al 31 agosto a Lesvos, in Grecia. Per saperne di più, visitate il sito http://lesvos09.antira.info. Segnalate le adesioni a gabriele_delgrande@yahoo.it

In Tribunale

Salvarono naufraghi, rischiano il carcere per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. A ottobre la sentenza dei processi alla Cap Anamur e ai pescatori tunisini.

In libreria

Africa e Media. Cronache nel continente dimenticato”, edizioni EGA. In tutte le librerie il quarto taccuino del premio Ilaria Alpi, con un contributo inedito di Gabriele Del Grande

Grazie

A maggio e giugno abbiamo ricevuto 90.000 visite sul sito. E adesso abbiamo una nuova home page in olandese. Che porta a 19 le lingue con cui Fortress Europe tenta di rompere il silenzio sulle stragi del Mediterraneo. Un grazie speciale a tutti i nostri lettori, che danno senso al nostro lavoro

per maggiori informazioni http://fortresseurope.blogspot.com