Archivi categoria: Resistenza
POPOLO ! è OGGI !
per IL MANIFESTO
PER IL MANIFESTO
OSS / OTT _ ossetia il 30 ottobre
su repubblica.it
in piazza sabato 16 ottobre a Roma
6 0ttobre, Milano: “ANCHE GLI INTELLETTUALI LAVORANO”
In occasione dell’uscita in edicola del secondo numero di «alfabeta2»
Anche gli intellettuali lavorano!
C’è futuro per il lavoro cognitivo
Nella città del fare?
Mercoledì 6 ottobre alle 17.00
Università Statale di Milano, Facoltà di Scienze Politiche
via Conservatorio 7 – Milano
aula n.6
Moderatore
Giannino Malossi
Intervengono
Adam Arvidsson, Cristina Morini, Stefano Mirti, Zoe Romano, Bernard Niessen, Tiziano Bonini, Raffaele Mauro Alberto Baccari, Dario Banfi e Anna Soru
Operai cognitivi a Milano nelle industrie della moda, del design, dell’editoria, della formazione. Spina dorsale dell’economia cittadina. Intellettuali, studiosi, esperti, lavoratori della penna e del computer, ricercatori e personale addetto alle macchine cognitive universitarie, esperti e addetti delle nuove industrie culturali ibride, si incontrano e discutono
confrontano le loro esperienze, idee e prospettive nella città che produce e che lavora.
Non è vero che dire non è fare, è il contrario: nella produzione post-industriale i modelli economici si reggono sulla creazione immateriale di valore economico reale. La bolletta energetica è pagata con l’esportazione di moda. Ma allora perché non c’è gusto in Italia a essere intelligenti?
dal “manifesto” del 19 sett. 2010, pag. 13
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA
I Cent’autori a Bondi: «Smetta di fare il censore»
L’Associazione 100 autori ha risposto ieri alle dichiarazione del ministro Bondi sul suo «diritto/dovere» di «mettere il becco» nella scelta della giuria del festival di Venezia in quanto il suo ministero ne è un importante finanziatore. «La mentalità del ‘pago pretendo’ – si legge nel comunicato – applicata all’azione di governo è quanto di più antidemocratico si possa immaginare … Noi crediamo che il diritto/dovere di un ministro non sia quello di ‘mettere il becco’ in questioni di ordine estetico come le scelte di una giuria, ma quello di occuparsi dello sviluppo del proprio settore mettendo mano ad una riforma organica che passi da quella legge di sistema che non possiamo più aspettare. Noi chiediamo che il ministro si decida ad avviare un confronto serio con tutte le categorie del settore … Noi pretendiamo che Bondi abbandoni il ruolo del censore – che non gli compete – e cominci a fare il proprio lavoro. E se proprio non ci riesce si dimetta».
http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100919/pagina/13/pezzo/287228/
il 2 ottobre, NO-B day 2 : in piazza, tutti
seconda edizione del Salone dell’editoria sociale
EDUCAZIONE E INTERVENTO SOCIALE
Buone pratiche per cambiare la società
Dal 22 al 24 ottobre a Roma la II edizione del Salone dell’Editoria Sociale
Presso ex-Gil in Largo Ascianghi, 5 – Roma
Il Salone dell’editoria sociale approda alla seconda edizione. Con tante novità e un tema che sarà il filo conduttore di quest’anno: l‘educazione. Tanti gli incontri e le presentazioni di libri che si rivolgono a un pubblico vasto, non specialistico, e che ha a cuore il ruolo e l’impatto sociale dell’editoria.
Con il patrocinio della Provincia e del Comune di Roma, della Regione Lazio, del Ministero dei Beni Culturali, dell’ANCI e dell’UPI; con la partnership di Rai-Radio 3, Famiglia Cristiana e Internazionale, l’edizione quest’anno pone all’attenzione dell’opinione pubblica il ruolo di chi, attraverso la produzione editoriale, si dedica al sociale, e questo anche grazie alla presentazione della prima ricerca sull’editoria sociale in Italia che (attraverso la diffusione di numeri e dati su questo mondo) fa il punto sulla realtà e le tendenze di chi fa libri, siti web e riviste occupandosi dei temi del sociale.
E quest’anno gran parte del programma culturale del salone si incentrerà per l’appunto sull’educazione, un tema che riguarda non solo le famiglie, gli educatori “professionali” e gli operatori del mondo della scuola, ma tutti quelli che esercitano un ruolo educativo nella nostra società: insegnanti e sacerdoti, volontari e operatori sociali, baby sitter, allenatori sportivi e amministratori pubblici, formatori e giornalisti, eccetera. Un salone che evidenzia il ruolo fondamentale dell’educazione nel contribuire alla crescita degli uomini come individui autonomi, indipendenti, pensanti, sottraendoli alle grinfie di chi, li vuole ridurre a passivi fruitori del mercato, del potere, dei media.
Negli spazi dell’ex GIL, circa 30 editori (tra cui: Altra Economia, Cesvot Cooperativa nuovi tempi– rivista “confronti”, edizioni dell’asino, Edizioni Paoline, EDUP, Exòrma, IDOS, Libreria Editrice Fiorentina, lo straniero, Lunaria, Manifesto libri, Minimum fax, Nda, nottetempo edizioni, orecchio acerbo, Quodlibet, Redattore Sociale, Shake edizioni, Sviluppolocale Edizioni) esporranno migliaia di libri, e ci saranno oltre 30 incontri e tavole rotonde: un’occasione per saperne di più, non solo dell’editoria sociale, ma di chi è impegnato nel mondo del terzo settore e della scuola.
Tra gli ospiti presenti al Salone la sociologa americana Saskia Sassen e l’ex ministro della cultura dell’Iran, Majid Rahnema, il giornalista polacco Mariusz Szczygiel, gli storici Claudio Pavone e Luciano Cafagna, il direttore di Rai-Radio 3 Marino Sinibaldi e il direttore di Famiglia Cristiana Don Antonio Sciortino. Tra gli eventi previsti il “Processo alla scuola” (con molti interventi come quelli di Don Achille Rossi, Marco Rossi Doria e Stefano Laffi) , la mostra di fumetti sui giovani curata da Hamelin, il Teatro delle Albe e gli interventi di Goffredo Fofi, Ascanio Celestini e di Gipi, un incontro tra scrittori e storici sull’antropologia degli italiani al tempo di Berlusconi con Giorgio Vasta, Nicola Lagioia, un confronto sul tema della condizione operaia con il vicedirettore dell’Unità Rinaldo Gianola, Gad Lerner ed il segretario della FIOM, Maurizio Landini.
quasi ogni giorno
Quasi ogni giorno ma forse proprio ogni giorno in alcuni o molti o tutti i quotidiani escono notizie dalle quali – in qualsiasi paese civile – dovrebbero derivare come minimo delle crisi di governo, grappoli di dimissioni, arresti, commissariamenti, riassetti societari, annunci di bancarotta, fughe, movimenti di piazza. Invece niente. Non è strano?
*





