da Nazione indiana:
MERCOLEDI 10 GIUGNO
Piazza Farnese
16:00 – 21:00
Il leader libico Muammar Gheddafi visiterà l’Italia dal 10 al 12 giugno. Una tappa storica, che segna il riallineamento di Roma e Tripoli.
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Chi conosce quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati nelle carceri libiche
abusi, violenze, stupri, deportazioni e violazione dei diritti dell’uomo
in Libia, sulla frontiera esternalizzata dell’Europa
non può rimanere indifferente e complice.
Per questo invitiamo tutti a manifestare il proprio dissenso, per non rimanere indifferenti, e per essere migliori di chi ci rappresenta. Siamo tanti. Siamo molti di più di quanto possiate immaginare. Vogliamo dire il nostro dissenso alla politica di respingimento con la forza dei migranti. Vogliamo dire il nostro dissenso all Trattato Italia-Libia, di cui le uniche vittime sono i migranti, donne e uomini e bambini che tentano il loro futuro sulla strada verso l’Europa.
Vogliamo dire NO AI RESPINGIMENTI! e violazione di tutte le Convenzioni Internazionali
Uno scandalo che non lasceremo avvenire nel silenzio.
Aderiscono le scuole di italiano per stranieri Asinitas onlus, Associazione comboniana servizio emigranti, Cotrad didattica teatro, Focus casa dei diritti sociali, Insensinverso, Fortress Europe, e gli autori di “Come un uomo sulla terra”.
Siamo decine di migliaia di persone. Siamo una rete i cui nodi non si conoscono ancora, ma che in due anni ha sostenuto più di 350 iniziative e eventi in tutta Italia, quali la presentazione del libro “Mamadou va a morire” di Gabriele Del Grande (Fortress Europe), il film documentario “Come un uomo sulla terra” di Asinitas e Zalab, la commemorazione civile dei morti in mare alla Scuola di Italiano di Asinitas, l’esposizione dei manifesti ‘luoghi comuni‘ nella rete di trasporti a Milano e tra breve a Roma, gli incontri formativi e di condivisione di iniziative da Torino a Trieste, da Milano a Napoli, da Trento a Palermo. Grazie a voi, sono state raccolte 7.000 firme in pochi mesi per chiedere una commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni dei migranti in Libia. Grazie a voi, negli ultimi 20 giorni più di 30.000 persone hanno scaricato da Fortress Europe i reportage sulla Libia. Ma informarsi non basta. È arrivato il momento di fare di più.
OGGI, domenica 7 giugno, alle ore 19:00
GRIOT FESTEGGIA IL TERZO COMPLEANNO
a Roma, in via di Santa Cecilia 1/a
BRINDISI ALL’AFRICA PULITA. GRIOT COMPIE TRE ANNI: SERATA SPRITZ CONTRO IL RAZZISMO
INTRODUCE JEAN-LEONARD TOUADI
Roma è una città sempre più sporca, ha detto qualcuno. Agli annosi problemi del traffico, dei rifiuti, dell’abusivismo, si è aggiunta negli ultimi mesi l’emergenza del razzismo nei confronti degli immigrati, una sordida patina di grossolanità che rischia di ricoprire ogni cosa, fatta di stereotipi, falsità, campagne di disinformazione, aggressioni fisiche e verbali, attentati quotidiani all’idea stessa di convivenza multietnica.
Domenica 7 giugno, dalle ore 19:00, la Libreria Griot organizza uno serata spritz a base di musica e letture, per festeggiare il terzo compleanno — circa 10000 testi sull’Africa venduti e oltre 200 incontri organizzati — e dire no al razzismo.
Un omaggio conviviale all’Africa, alla sua cultura, ai suoi scrittori, ai suoi popoli, ai suoi paesaggi immacolati culla dell’umanità, che possono aiutarci a fortificare le nostre difese immunitarie e a depurare lo spirito dal germe dell’intolleranza.
La festa di GRIOT sarà introdotta da Jean Leonard Touadi e proseguirà al ritmo hip hop del somalo K’Naan.
* * *
Info:
tel. 0658334116
email: info [at] libreriagriot [dot] it
Domenica 7 giugno, alle ore 19:00
GRIOT FESTEGGIA IL TERZO COMPLEANNO
a Roma, in via di Santa Cecilia 1/a
BRINDISI ALL’AFRICA PULITA. GRIOT COMPIE TRE ANNI: SERATA SPRITZ CONTRO IL RAZZISMO
INTRODUCE JEAN-LEONARD TOUADI
Roma è una città sempre più sporca, ha detto qualcuno. Agli annosi problemi del traffico, dei rifiuti, dell’abusivismo, si è aggiunta negli ultimi mesi l’emergenza del razzismo nei confronti degli immigrati, una sordida patina di grossolanità che rischia di ricoprire ogni cosa, fatta di stereotipi, falsità, campagne di disinformazione, aggressioni fisiche e verbali, attentati quotidiani all’idea stessa di convivenza multietnica.
Domenica 7 giugno, dalle ore 19:00, la Libreria Griot organizza uno serata spritz a base di musica e letture, per festeggiare il terzo compleanno — circa 10000 testi sull’Africa venduti e oltre 200 incontri organizzati — e dire no al razzismo.
Un omaggio conviviale all’Africa, alla sua cultura, ai suoi scrittori, ai suoi popoli, ai suoi paesaggi immacolati culla dell’umanità, che possono aiutarci a fortificare le nostre difese immunitarie e a depurare lo spirito dal germe dell’intolleranza.
La festa di GRIOT sarà introdotta da Jean Leonard Touadi e proseguirà al ritmo hip hop del somalo K’Naan.
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Info:
tel. 0658334116
email: info [at] libreriagriot [dot] it
COMUNICATO DELLE SCUOLE DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO E DEL PRIVATO SOCIALE CHE FANNO CORSI GRATUITI DI LINGUA ITALIANA PER MIGRANTI
Asinitas Onlus Centro Astalli Focus-Casa dei Diritti Sociali
Cotrad Didattica Teatro Di 28 ce n’è 1 Insensinverso
Associazione Comboniana Servizio Emigranti Progetto Mediazione Sociale
SUI RESPINGIMENTI IN MARE DEI RICHIEDENTI ASILO
E SUL “PACCHETTO SICUREZZA”
Respingere gli esuli che cercano con ogni mezzo di raggiungere le coste italiane – sfuggendo a guerre, regimi dittatoriali, condizioni invivibili nei paesi d’origine — è un atto contrario alle norme del diritto internazionale sull’asilo e del tutto contraddittorio con il dettato della costituzione italiana. Impedire di fatto che possano realizzarsi le condizioni per la richiesta d’asilo, intervenendo nelle acque internazionali, si configura come un espediente che vìola – come ha sottolineato l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati — i fondamenti dei diritti umani e rappresenta la negazione dei più elementari principi di umanità.
Ed è altrettanto grave che l’esito del respingimento sia poi risolto nell’ambito dei mai chiariti accordi del governo italiano con la Libia, che non garantiscono in alcun modo rispetto ad ulteriori violazioni dei diritti umani, con la reclusione in campi di detenzione e maltrattamenti su famiglie, donne, uomini, bambini e anziani.
Al riguardo le Associazioni sottoscriventi il presente comunicato raccolgono e fanno propria la testimonianza diretta dei maltrattamenti di tanti e tante migranti i cui diritti sono sistematicamente violati dalle autorità libiche. Pertanto ritengono che ogni tipo di accordo che non si faccia carico del concreto miglioramento delle condizioni di vita dei e delle migranti e della tutela dei loro diritti, rende lo Stato Italiano parimenti responsabile dei conseguenti tragici effetti sociali.
Tale atteggiamento, in parallelo con il piano normativo in corso di approvazione e noto come “pacchetto sicurezza”, configura una visione complessiva che nega le emergenze sociali del fenomeno migratorio, ne distorce la reale dimensione e gli effetti, tende a eliminare gli spazi di interazione, l’inserimento dei e delle migranti nella società italiana e ad annullare qualunque forma di diritto.
In un quadro normativo lacunoso, che manca di una legge organica in materia di asilo e che regola l’immigrazione con il fallimentare sistema dei “decreti flussi”, il “pacchetto sicurezza” inasprisce e peggiora tutte le norme sull’accoglienza, i ricongiungimenti familiari, le prestazioni sanitarie, l’acquisizione della cittadinanza per il coniuge straniero, ed estende senza ragione la permanenza nei centri di identificazione. Un piano che rischia di far regredire anche i legami di fiducia e relazionali costruiti pazientemente negli anni nel tessuto cittadino tra italiani e immigrati. I provvedimenti inseriscono inoltre – con gravi effetti sociali — il reato di immigrazione clandestina, rendendo chi si trova in Italia senza permesso di soggiorno, o con un permesso scaduto, simile giuridicamente a chi ha commesso un furto o una rapina.
Le scriventi scuole di italiano per migranti delle Associazioni di volontariato che agiscono da anni in termini di sostegno e di interazione, fanno appello a tutte le rappresentanze sociali, laiche e di ispirazione religiosa, perché si agisca — con iniziative e atti di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni — in direzione di una radicale modifica dei provvedimenti in atto.
Roma 27 maggio 2009
Cari amici,
da oltre tre mesi le università francesi sono in lotta.
a questo indirizzo troverete l’Invito europeo al GIROTONDO DEGLI OSTINATI al quale vi invitiamo a partecipare:
http://storage.canalblog.com/89/48/584291/39682698.pdf
A questo indirizzo troverete ulteriori informazioni:
http://rondeinfinie.canalblog.com/archives/2009/05/19/13787155.html
Se potete, fate circolare queste informazioni tra i colleghi e gli amici delle università italiane e nella vostra rete di conoscenze.
Vi ringrazio
Un caro saluto
Roberto Barbanti
ricevo e rilancio questo articolo
mg
LA LEGGE BEFFA
(per il n. 10 di Rocca)
Ci fu, nel 1953, una legge che fu detta truffa, perché assegnava un piccolo premio di maggioranza alla coalizione di partiti che nelle elezioni politiche avesse raggiunto almeno il 50 per cento dei voti più uno. Si trattava di rafforzare una maggioranza assoluta già espressa dagli elettori nelle urne; e tuttavia, in tempi di proporzionale, quello fu ritenuto un sopruso, la soglia del 50 per cento non fu raggiunta da nessuno, e la legge perciò cadde nel vuoto. Per la DC (e per l’Italia) fu una felice sconfitta: perché, venuta meno la blindatura di una maggioranza quadripartita di centro, la vita politica riprese vigore, e prima fu avviato il centro-sinistra, con cui furono guadagnati all’area di governo i socialisti, poi fu avviata la politica culminata nel “compromesso storico”, con cui alla governabilità democratica fu recuperato l’elettorato comunista; e in quei decenni l’Italia ebbe quello straordinario sviluppo civile, economico e sociale che la portò tra le maggiori nazioni dell’Occidente.
Oggi abbiamo in vigore una legge elettorale che dà una enorme maggioranza alla coalizione di liste che anche con una semplice maggioranza relativa, ben inferiore al 50 per cento, abbia ottenuto più voti; ed è questa la legge per cui oggi Berlusconi con i suoi parlamentari, assegnatigli d’ufficio (senza neanche preferenze), fa il bello e il cattivo tempo nel Parlamento e nel Paese. Questa legge, tanto peggiore di quella del 1953, fu detta e ancora è chiamata “porcellum”.
Ma la manipolazione elettorale non doveva finire qui. E’ stato infatti promosso dai patiti del bipolarismo, e si voterà il 21 giugno, un referendum che cancella l’ipotesi di un voto dato alla coalizione, suppone che ogni partito corra da solo e trasferisce il premio di maggioranza a quella singola lista che abbia avuto più voti di ciascuna delle altre. Lo scopo è di cancellare, nel Parlamento e nel Paese, tutti i partiti ad eccezione di due.
È del tutto evidente che il partito beneficiario di questa elargizione sarebbe quello di Berlusconi, che già ha riunito in un’unica schiera tutti i suoi alleati tranne la Lega; il Partito Democratico, da solo, non potrebbe mai aspirare a ottenere un tale risultato. Per Berlusconi sarebbe la certezza di un potere a tempo indeterminato. Lui stesso lo ha riconosciuto, dicendosene grato. Alla domanda se avrebbe votato “Sì” al referendum per la modifica della legge elettorale, ha detto: “Sì, certo, la risposta è ovvia. Il referendum dà un premio di maggioranza al partito più forte, e vi sembra che io possa votare no?” Non sono un masochista, ha spiegato, osservando, come per una cosa ovvia: “Puoi domandare all’avvantaggiato di votare no per un vantaggio che gli altri ti regalano e potrebbe essere confermato dal popolo?”. No, non glielo puoi domandare. Resta da capire perché gli si vuol fare questo regalo, che certo egli non merita, il regalo più grande e decisivo dopo quello delle frequenze televisive tolte a suo tempo al servizio pubblico.
Ma a questo punto alla truffa subentra la beffa. Perché sul voto del 21 giugno è partita sulla stampa una mistificazione colossale. Giocando sul fatto che il referendum è abrogativo, si dice infatti che con il “Sì” verrebbe abrogata la legge “porcellum”, mentre è chiaro che ne verrebbe soppressa solo una norma, col risultato di fornire alla legge nel suo complesso l’avallo del voto popolare, rendendola nel contempo ancora più indecente. Ma non basta: il Partito Democratico, che da questo risultato sarebbe travolto, ha annunciato che voterà a favore; e nella meraviglia generale ha spiegato che con la vittoria del “Sì” la legge diverrebbe così brutta, che a quel punto sarebbe giocoforza modificarla in Parlamento. Il ragionamento è pretestuoso e di un politicismo della peggiore specie: pronunziarsi per una cosa per averne invece un’altra. Ai tempi della politica colta, questo si chiamava machiavellismo. Ma è un’illusione, perché è del tutto chiaro che ottenuto il regalo, gli “avvantaggiati” si guarderebbero bene dal rimetterlo in gioco, e oggi il Parlamento è loro. Come ha detto Bossi: “Se la sinistra vota Sì, Berlusconi vincerà per sempre”.
Quindi col referendum non sarebbe macellato nessun “porcellum”, mentre non si farebbe altro che portargli ghiande e altre leccornie per un pasto ancora più abbondante. E resterebbe la legge beffa: per la quale sarebbero beffati gli elettori, che voterebbero non più per una pluralità di liste e partiti ma per un partito unico; beffato il Partito Democratico, che con le sue mani si sarebbe procurato la propria rovina, e beffati gli italiani che avevano voluto costruire la democrazia e si troverebbero a votare, un’altra volta, per un regime.
Raniero La Valle
http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/mills-condannato/mills-condannato/mills-condannato.html