Ringrazio Carmen Racovitza per Golden light, un testo-recensione immaginoso e generoso su a gunless tea, in the flux i share, 19 luglio 2007.
Questo il link completo: http://fluxishare.blogspot.com/2007/07/golden-light.html
Ringrazio Carmen Racovitza per Golden light, un testo-recensione immaginoso e generoso su a gunless tea, in the flux i share, 19 luglio 2007.
Questo il link completo: http://fluxishare.blogspot.com/2007/07/golden-light.html
Sabato (14 luglio) Linh Dinh – in occasione di un suo reading al Chapterhouse Cafe di Philadelphia – ha letto fra l’altro una mia prosa/microracconto in italiano, e la traduzione inglese che ne ha tratto. Lo ringrazio davvero per il lavoro attentissimo sui testi, per la generosità, e per l’idea di postare testo e video della lettura su Poetic Invention. Thanx Linh!
Ringrazio anche Chiara De Luca, che dallo stesso giorno ospita sul proprio sito una sequenza di undici testi miei: due poesie uscite su “Nuovi Argomenti”, quattro da Il segno meno (Manni, 2003); e cinque prose da Endoglosse (Biagio Cepollaro E-dizioni, 2004). Molto bella – e assolutamente vicina al mood dei brani – la fotografia sua inserita come copertina della sequenza.
CD-K = see decay, opera in collaborazione con Xavier Stern, Galleria Garage103 (Nizza), dal 17 mar. al 12 mag. 2007; cfr. http://crashtext.wordpress.com/ubertrashung/ e http://poeticinvention.blogspot.com/2007/03/ubertrashung.html;
a little google poem in 3by3by3. really glad for this.
thanks Lance
I temi che Franco Buffoni affronta in questo nuovo libro in forma di dialogo, Più luce, padre (Luca Sossella Editore, Roma 2006, pp. 216, euro 10,00), sono sì quelli enunciati frontalmente dal sottotitolo: «Dio, la guerra e l’omosessualità». Ma è attraverso la complessità e il ramificarsi dei tre nodi che l’obiettivo di Buffoni si precisa e si estende a un discorso di dimensioni ampie sull’Italia del secolo passato e di ora, a fabbricare un trattatello di (filosofia della) laicità, puntuale se non addirittura appuntito, oltre che – qualità aggiunta – godibile.
Ma la fluidità del testo non deve ingannare: Continua a leggere
In rete sul sito del “manifesto” l’articolo sul libro di Franco Buffoni, Più luce padre.
Per leggere in formato pdf direttamente la pagina del giornale, si può visitare la rassegna stampa sul sito di Luca Sossella Editore.
caro G***,
la sequenza di poesie Superficie della battaglia viene in qualche modo da un film, in verità. Nel senso che è nata mentre vedevo (o specchiavo in un modo strano, mentalmente) il film. Lo sognavo guardandolo: ne producevo varianti verbali, poi cose totalmente altre. Decisamente le poesie prescindono dalle scene, deviano – in fine. Semmai (me ne sono reso conto mesi dopo) si legano naturalmente a battaglie con avversari reali, non letterari, e con ammassi di oggetti, nevrosi non mie, trasloco, accumulo, dissoluzione; con l’ossessione di esaustione e con l’ossessione di dissipazione che in fondo fanno da radici a tante delle cose che càpita di pensare, fare, ‘vedere’ (ri-produrre: in immagini).
Kafka è il Classico tra i classici. Forse il solo autore moderno che si possa mettere in dialogo con i greci, con Cervantes. Le sue serpentine nel buio sono fuga e prigione (lo shelter, insomma). Una cosa molto ‘ebraica’, anche. (Il ghetto). Avverto questa cosa. Come nella traccia di Derrida/Adorno in http://slowforward.wordpress.com/2014/01/27/dal-2004/ (link precedente: http://www.slow-forward.splinder.com/1098026070#3173418).
La struttura del titolo “Superficie della battaglia” ha colpito anche me, qualche giorno fa, riflettendo proprio sul libro di Sartori; anche se è una prossimità non cercata né pensata […].
L’immagine di copertina è foto (elaborata) di un’installazione assurda che svetta su tutto il disastro delle masserizie, delle stanze. Sta per finire, tra l’altro: il giorno *** è la data ultima decisa per lasciare la casa. Quella sera mio padre non dormirà lì, […].
Finisce una vicenda iniziata nel 1967, circa. Sono quasi quarant’anni. Non è facile per me; immagino per lui. (Ma lui non ha fatto altro che seguire un suo piano meticoloso di disfacimento delle cose attraverso il loro accatastarsi. Me ne rendo conto e so anche che non posso aiutarlo; soltanto limitare i danni concreti che questa prassi ha portato nel tempo …).
Perdona tutte queste parole. Ma è che mi rendo conto che questa Superficie, prima e più ancora delle cose scritte prima del trasloco, dello scasamento, codifica qualche verità che non mi aspettavo.
_