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ekphrasis 007

  
ha le unghie viola, vestita solo con una magliettina, viola. l’avambraccio di lui sta montando forse distrattamente del pastone giallo in una ciotola, su un tappeto color prosciutto che in verità porta in filigrana dei disegni o foto serigrafate di macchine da corsa tipo james bond anni sessanta. metallizzate. “architect”, in piccolo, su un pezzo di vignetta con lucy e charlie brown che ballano staccati però tenendosi per una mano. si scorge appena la parte inferiore del sorriso. l’orsone con la salopette viola e i pantaloni verdi supera la casa con la testa di una spanna buona. di là dalla casa c’è la piscina. più sotto in una gran confusione di palazzi una chiesa con finestre a spicchi, angoli acutissimi. è fatta di mattoni. la quantità di azzurro suggerisce un clima estivo. per qualche motivo, siamo nel 2009.
   

ekphrasis 006

     
il primo ventaglio è dato dalle quattro dita di dinosauro, con unghie però curate, che sfiorano la spalla. a destra la pulsantiera della fotocopiatrice. non ci si crede quanto possano essere affollati i parcheggi a taiwan. vestiti tradizionali indiani, ma solo il sotto. una zorro cinese minorenne con larga parrucca di plastica nera. dietro un ricamo rosso anzi davanti, la conferenziera ride, ha denti molto bianchi, su due jack di mixer staccati ed entrambi neri. manca quasi un pezzo di cassetto di stampante, però si legge la parola “silver”, degli aspirapolvere o centraline elettriche attaccate per i tubi apicali ai ganci di un balcone, all’interno. la parte superiore della faccia (si vede che indossa occhiali da sole non molto scuri) si staglia contro il mare. profondamente celeste. sembra un sindaco, ma non viene in mente il nome.
    

ekphrasis 005

     
deve unire due poli metallici forati, non è chiaro come fare. le dita sono perplesse. la maglietta in vendita è grigia, ha lo scollo a v. si vede scritto “sources and dow” e “age no”, ma tutto il resto è coperto, anche dalla vecchia bagnina riccia incartata nel neoprene. si afferra al parabrezza del motoscafo, pronuncia una vocale. il motoscafo è fermo. un albero o covone parecchio slungato ospita bandierine con delle x rosse molto ordinatamente disposte a intervalli regolari sui ciuffi. si vede una parete rocciosa inclinata a 45 gradi che non ha nessun rapporto con alcunché tranne un abete. un pollice molto roseo accanto a una stoffa nera con paillettes sembra a prima vista una schiena nuda, ma l’inganno è di breve durata.
     

ekphrasis 004

    
il dottor lambda alza gli occhi al cielo, sono celesti, la montatura degli occhiali è nera, è una montatura di scena (non hanno lenti). si capisce bene. c’è molta panna che fa chiudere gli occhi alla mangiatrice di pasta, al computer semiaperto. la valigetta di alluminio sembra contenere un santino con la nota modella schiffer, ma verso sinistra i poliziotti fanno muro, con le tute piombo a strisce gialle orizzontali. si oppongono a un fronte. a ben guardare forse non sono poliziotti. come sul santino non c’è la schiffer. chissà chi sarà allora. “the end is here” viene ripetuto due volte su due cartelli diversi (nel senso che sono separati, ma di fattura identica). una passante li ignora, aggiustandosi lo zaino. “beer festival” e un occhio giallo (dipinto su carta probabilmente) sono molto prossimi. però l’occhio ha un che di espressionista. 
   

ekphrasis 003

    
i dilettanti della maratona vanno verso il limite dello spazio disponibile, dove la modella si aggiusta un indumento intimo amaranto, è scacciata da 6 viti ikea che mostrano chiaramente le loro teste a incavo esagonale. pronte all’azione dell’apposita brucola. una foca occhieggia con naturale dolcezza. i nuotatori accennano a un albero di folder molto sfocati.
   

ekphrasis 002

       
in puglia un muro di mastio definibile “possente”, un aereo in volo e una ciotola di riso invaso dai ragni rendono perplessa la bimba di tre quarti. c’è un filo spinato: incupisce giocoforza la scena, c’è una serie di istogrammi senza tabella di riferimento. hanno modo di disporsi a semicerchio intorno a un giocatore di rugby in blu: sbircia da dentro il casco i suoi compagni verso sinistra. siamo in grado di leggere “n’est actuallement pas dis” ma non abbiamo né il soggetto né la parte finale dell’ultima parola. si legge anche “patriots”. la nuca di un elegantone è visibile, ma la faccia ci si immerge dentro. parecchio più in alto delle mani si stanno togliendo dei guanti di lattice.
  

ekphrasis 001

       
prova un grande imbarazzo e abbassa gli occhi. le si vede la fronte e sulla destra un fascicolo spillato che ha in copertina delle lettere in grassetto. sono e non sono caratteri di un alfabeto orientale. sulla sinistra in basso una figura in giacca e cravatta ma talmente rimpicciolita che quasi si confonde con le giostre alle sue spalle.
  
poco più in alto dei grassoni ridono di gusto, tutti seduti a braccia conserte. lo spettacolo dev’essere davvero esilarante. ci sono delle verdure. si distinguono i piedi di persone eleganti ferme al loro posto.