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Andrea Fabozzi sul ‘manifesto’ (newsletter) a proposito del referendum costituzionale, 23 marzo 2026
Andrea Fabozzi
Le uniche due riforme costituzionali non fermate dal referendum sono quelle di cui ci si è pentiti. La riforma del Titolo quinto con cui venticinque anni fa il centrosinistra è andato incontro agli egoismi leghisti, aprendo la strada ai tentativi di devoluzione e autonomia rafforzata che ancora ci appestano. E il taglio dei parlamentari approvato praticamente da tutti nella scorsa legislatura, con la promessa che avrebbe portato a un parlamento più autorevole e meno costoso: il risultato è che costa lo stesso e conta sempre meno.
Tenere a mente i precedenti, oggi, può evitare il rimorso domani. Nel caso della separazione delle carriere la modifica della Costituzione è ridondante. Non serve a dividere le funzioni del giudice e del pubblico ministero perché sono già divise, come ormai hanno capito persino gli spettatori dei telegiornali Rai (che non lo dicono).
Serve però a frammentare e così indebolire la magistratura, corpo nei confronti del quale è giusto essere diffidenti come verso tutti i titolari dei poteri repressivi – i crimini commessi in nome della legge annichiliscono quelli commessi contro la legge – ma la cui autonomia e indipendenza la Costituzione prevede a tutela dei cittadini e non dei funzionari che vestono la toga. Continua a leggere
15 marzo, Roma, Casetta rossa: dibattito sul referendum costituzionale
Domenica 15 marzo, alle 18:30, in via G.B. Magnaghi 14, Roma, alla CASETTA ROSSA, dibattito con
– Gaetano Azzariti, Professore Ordinario di Diritto Costituzionale, Università “La Sapienza” di Roma
– Paola Bevere, avvocata, Giuristi Democratici
– Maria Rosaria Guglielmi, magistrata, Magistratura Democratica
– Gianluca Peciola, attivista per i diritti umani
Referendum sulla cittadinanza: è importante firmare subito
Entro il 30 settembre è possibile firmare per il Referendum sulla Cittadinanza.
Grazie al referendum possiamo ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza legale necessari per poter avanzare la domanda per ottenere la cittadinanza italiana. Questo permetterà a 2,5 milioni di persone – che vivono, lavorano, amano e costruiscono il nostro Paese ogni giorno – di sentirsi finalmente cittadini a pieno titolo.
Una volta ottenuta la cittadinanza, questa verrebbe automaticamente trasmessa ai propri figli e alle proprie figlie minorenni; per capire le dimensioni del fenomeno, basti pensare che ad oggi sono 870 mila i bambini e i ragazzi che frequentano le scuole italiane e che non hanno la cittadinanza, circa 1 su 10.
Negli ultimi 30 anni, il nostro Paese è cambiato profondamente, ma la legge sulla cittadinanza è rimasta ferma, lasciando indietro molte persone che contribuiscono attivamente alla sua crescita. Oggi, chi è nato e cresciuto qui, chi ha vissuto, lavorato e investito nel futuro dell’Italia, continua a non poterla chiamare davvero “casa”. Ma ora abbiamo l’opportunità di cambiare le cose.
da Repubblica: VOTATE, non fidatevi di comunicazioni sul raggiungimento del quorum: si può votare fino alle tre
da Repubblica:
12:56
Wwf: “Non mollare mobilitazione”
– Attenzione a comunicazioni fuorvianti sul raggiungimento del quorum: è l’avvertimento del Wwf, che ha diffuso una nota, in cui sottolinea: “nulla si sa del voto degli italiani all’estero e pertanto i margini di sicurezza sono incerti e poco definibili, margini che comunque (salvo diversa disposizione della corte di cassazione) sono superiori al 50% + uno dei votanti residenti sul territorio nazionale. Questo significa che i dati disponibili ancora non mettono in sicurezza il voto“. L’associazione ambientalista prosegue la mobilitazione fino alla chiusura delle urne, con telefonate, sms, mail e contatti su facebook attivati dagli attivisti Wwf soprattutto nelle regioni del sud dove l’affluenza è stata minore. “La speranza è alta, ma la partita è ancora aperta”.
4 sì per dire no
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REFERENDUM ABROGATIVO DEL 12- 13 GIUGNO. VOTA SI’ PER DIRE NO :
– SI CONTRO IL NUCLEARE
– SI CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA
– SI CONTRO IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO:
LA LEGGE DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI.
AFFINCHE’ IL REFERENDUM SIA VALIDO OCCORE CHE VADA A VOTARE IL 50%+1 DEGLI AVENTI DIRITTO
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