enhance 41 is now in “OR”, issue 5, nov. 2010, p.6
Archivi categoria: experimental poetry
Crystal Curry, “Our Chrome Arms of Gymnasium”
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Poetry. Written through a dark time, Curry’s poems in OUR CHROME ARMS OF GYMNASIUM navigate, as she says, “sexual communication and logic and the breakdown that occurs when people are perceiving different realities and trying to make sex, love and relationships work.” She approaches this cavernous struggle with, in her words, “glee and mania” and breathes a fresh breath into formal meter.
Author Hometown: SEATTLE, WA USA
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About the author: Crystal Curry was born in Greenville, Illinois, in 1974. She is the author of Logotherapy Pant (Cosa Nostra Editions, 2008) and OUR CHROME ARMS OF GYMNASIUM (Slope Editions, 2010). She is a graduate of the Iowa Writers’ Workshop, where she received a Maytag Fellowship, a Teaching-Writing Fellowship and an Alberta Kelly Postgraduate Fellowship. Her poems have appeared widely in journals both off and online, such as Verse, DENVER QUARTERLY, Conduit, Open City, Interim, and Action, Yes. She lives in Seattle with poet Nico Vassilakis and their two children.
!!! “OR” n.5 is out !!!
http://www.otis.edu/academics/graduate_writing/or_literarytabloid.html
OR
_ Semi-Annual Tabloid of Literature _
Announcing the publication of OR 5, the literary tabloid and publication project of the Otis Graduate Writing program, featuring poetry, fiction, translations, essays, reviews and visual art, from the U.S., Latin America, Europe, Africa and Asia. This issue includes an international array of prose and poetry by Ernst Jandl, Tomas Tranströmer, Luxorius, Giovanna Sandri, Martha Ronk, Robert Crosson, Dennis Phillips, Nanni Cagnone, Terence Winch, Luigi Ballerini, Eileen Myles, Adriano Spatola, Ray DiPalma, Neeli Cherkovski, Ben Ehrenreich, Douglas Messerli, Joel Chace, Paula Koneazny, Ken McCullough, Jude Lucian Mezzetta, Amy Allara, Jennifer Styperk, John Kinsella, Joshua Baldwin, Bruce Whiteman, Burchiello, Gianluca Rizzo, Brian Blanchfield, Valeria Pannini, Michael Rothenberg, Marco Giovenale and Gilad Elbom; with visuals by Courtney Gregg, William Xerra, Giuliano Della Casa, Gianluca Muratori, John McBride and Kathleen Burch.
OR is free-of-charge, published in an edition of 5,000 copies, and is distributed internationally to individuals, institutions and bookstores.
FLARF & CONCEPTUAL POETRY / K. Silem Mohammad. 2010
New Downloads from Xerox Sutra Editions
Geraldine Monk / Alan Halsey Broadside for reading in Madison, WI
October 23, 2010
http://www.scribd.com/doc/40806527/Geraldine-Monk-Alan-Halsey-Broadside-for-reading-in-Madison-WI-October-23-2010
Mesostics for Dick Higgins by mIEKAL aND
http://www.scribd.com/doc/40201627/Mesostics-for-Dick-Higgins-by-mIEKAL-aND
Fluxonyms by Elizabeth Was & mIEKAL aND
http://www.scribd.com/doc/39302931/Fluxonyms-by-Elizabeth-Was-mIEKAL-aND
Advancience Snakespeared by mIEKAL aND
http://www.scribd.com/doc/38608506/Advancience-Snakespeared-by-mIEKAL-aND
New Downloads from Xerox Sutra Editions Geraldine Monk / Alan Halsey Broadside for reading in Madison, WI
October 23, 2010
http://www.scribd.com/doc/40806527/Geraldine-Monk-Alan-Halsey-Broadside-for-reading-in-Madison-WI-October-23-2010
Mesostics for Dick Higgins by mIEKAL aND
http://www.scribd.com/doc/40201627/Mesostics-for-Dick-Higgins-by-mIEKAL-aND
Fluxonyms by Elizabeth Was & mIEKAL aND
http://www.scribd.com/doc/39302931/Fluxonyms-by-Elizabeth-Was-mIEKAL-aND
Advancience Snakespeared by mIEKAL aND
http://www.scribd.com/doc/38608506/Advancience-Snakespeared-by-mIEKAL-aND
FICT/IONS and This Sentence, by Richard Kostelanetz
announcing the publication of
two books in one volume!
Richard Kostelanetz, FICT/IONS and This Sentence
Blue & Yellow Dog Press
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available at the Blue & Yellow Dog Book Shop
Or at Better Homes Through Poems
TOM RAWORTH @ KSW
Tom RAWORTH
Friday October 29, 2010
120 West Cordova / Woodward’s Building
8:00 pm – 11:59 pm
this event will be a reading + reception.
some refreshments will be provided, but please BYOB.
Admission: 3 – 5$, sliding scale
listen to audio recordings of Tom Raworth:
http://www.kswnet.org/fire/author_profile_page.cfm?authorchoice=118&eventchoice=173
http://www.kswnet.org/fire/author_profile_page.cfm?authorchoice=118&eventchoice=29
for poems & author information & details
visit the KSW website: http://www.kswnet.org/
co-presented by
the Kootenay School of Writing, The Capilano Review, Capilano University English, Pooka Press, and SFU English
Risposta di Stefano Guglielmin / su “Prosa in prosa”
(uscito in Blanc de ta nuque) in replica al mio di ieri. E torno
a ringraziare Stefano della sua cortesia e disponibilità al confronto
Una risposta a Marco Giovenale / una parola sul “fondamento”
Partendo in medias res (e con un impeto che spero non sia irritante), dico: se, come ha scritto Tarkos, “to tell the truth, uh oh, that’ll cause the revolution”, allora voglio capire da ciascuno di voi che cosa intende per “verità” e per “nuovo” (implicito nel richiamo alla “revolution”, ma anche caro a tutta la modernità, che lo pensa quale ‘superamento con scarto positivo’, e quindi riconoscendolo auspicabile a prescindere come sinonimo di progresso, avanzamento, crescita). Resi espliciti questi due fondamenti, posso distinguerli da quelli, per esempio, di Platone, Aristotele, Sant’Agostino, Spinoza, Kant, Hegel, Marx, Darwin, Wittgenstein, De Saussure, Heidegger, Popper, Deleuze, Derrida, e decidere con maggiore serenità se la posizione di GAMMM ha o meno una radice positivista.
Ancora, e cito Juliana Spathr quando afferma, a proposito di The fatalist della Hejinian, che in esso c’è la dimostrazione “how poetry is a way of thinking, a way of encountering and constructing the world, one endless utopian moment even as it is full of failures.”; a parte l’evidenza che sono molte le tradizioni culturali che trovano una forte relazione fra poesia e pensiero, vorrei sapere, parafrasando Heidegger: ma che cosa significa, per ciascuno di voi, pensare? Lo chiedo anche per poter affermare che, quando si recensisce un libro collettivo, si pensa sempre in termini generali, sacrificando, per ragioni di spazio, il particolare: penso 6 e così tolgo le singole unità, che troveranno inevitabilmente ingiustizia in quel numero impersonale, che li rappresenta solo parzialmente (ma su Broggi e Giovenale ho già scritto altrove e spero di poterlo fare anche sugli altri, prima o poi).
En passant: Continua a leggere
Su una recensione a “Prosa in prosa”
Su una recensione a Prosa in prosa
(scritta da Stefano Guglielmin per «Le voci della luna», n.47, 2010, p.47,
poi in http://golfedombre.blogspot.com/2010/09/prosa-in-prosa.html)
Seleziono alcuni estratti dalla recensione che Stefano ha dedicato – e lo ringazio – a Prosa in prosa (Le Lettere, 2009):
(1) «Ciò che mi convince di meno è l’impoverimento programmatico della lingua, il suo appiattimento alla forma di comunicazione ordinaria»
(2) «appiattisce la parole sulla langue»
(3) [Prosa in prosa nutre la] «persuasione che il genere lirico abbia esaurito le proprie possibilità espressive»
(4) [Quelle dei sei autori sono] «poetiche conciliabili soltanto nella cornice, in un orizzonte pre-testuale di tradizione semiotico-strutturalista e di militanza avanguardistica»
(5) «credo sarebbe utile al dibattito una maggiore chiarezza critica verso la tradizione antisimbolista italiana (da Zanzotto a Rosselli, da Villa a Spatola, da Pizzuto a Manganelli, per non dire dei Novissimi, dei Gruppi ’63 e ’70, e dei poeti di Anterem)»
E propongo alcune contro-osservazioni:
(1) + (2)
Queste intenzionali “bidimensionalità”, in certi aspetti linguistici, a mio avviso, sono Continua a leggere
Cambio di paradigma
Micropremessa
Quanto di séguito si schematizza e si afferma vale come primo resoconto e presa d’atto – report osservativo – di una determinata area di scrittura contemporanea. In più, il perimetro così delineato non è privo di interruzioni, falle, faglie, porosità, cedimenti. Come ogni neoformazione, tutto sommato. In aggiunta, chi qui scrive non inscrive l’intera sua identità di autore nella detta area. Alcuni suoi testi le appartengono in pieno, altri in parte, altri per niente.
Quando si parla di cambio di paradigma, in riferimento alla scrittura o ad alcune scritture di ricerca degli ultimi decenni e segnatamente a quelle degli ultimi quindici-venti anni, specie in Francia e Stati Uniti e perfino in Italia, può essere sensato annotare e rammentare che :
- marcano spesso una linea di differenza dalle avanguardie storiche e da un numero consistente di esperimenti di fine Novecento a quelle legate;
- segnano un tendenziale anzi radicale distacco da derive metatestuali, veteromallarmeane, da ‘culto del Libro’ (e del libro), o ragionative-rilkiane, alato-heideggeriane – in voga specie tra anni Ottanta e Novanta;
- si connettono semmai strettamente a una serie di meccanismi o avvenimenti, occorrenze (non necessariamente tutte sempre verificate e/o contemporanee), e caratteristiche o proprio fatti, che possono essere non inutilmente elencati :
– Perdita o attenuazione di assertività del testo. (Perdita del momento/postura “io autore [ti] sto dicendo che”).
L’autore non afferma (da posizione elevata o meno), non stabilisce i parametri assertivi del materiale che pure produce; non fabbrica quel modello eroicamente ultrasemantico che spetterebbe al critico deuteragonista notomizzare.
Sembra piuttosto – da scrivente sopraffatto quanto stoico – agganciarsi a (e aggirarsi in) un mondo che straparla sovrascrive sovraproduce prima di lui, da cui è aggredito e che a sua volta aggredisce. Sembra in più riportare, riferire, inserire nel testo gli elementi di una sua sfiducia o dubbio di fondo nei confronti del proprio garantire autoriale [soggettivo, da proiettile inenzionato, intenzionante] uno spessore veritativo-esemplare al detto.
– Ombra
Ci sono delle ombre nel testo, opacità che non valgono certo come impressionismi né dispositivi kitsch alonanti. L’autore postparadigmatico (!), di suo già rovinosamente astigmatico, è troppo lavativo anche per cliccare sul pigro pulsante “blur” della sua macchina digitale. C’è, semmai, del non detto in gioco. C’è del silenzio. (Non dell’ineffabile, o inafferrabile; semmai un tot/Toth di indeterminato/-abile).
Il lettore, invece, lui, da interprete, deve (sapere, volere) ‘unire i puntini’, fare il disegno che manca, spolverare via una parte di ombra. Il testo nutre una sua probabilmente non illogica illusione circa gli scatti ermeneutici del ‘fruitore’. È il lettore a dover zoomare.
– Emersione di un meccanismo come il googlism, …
…assai più vicino al momento aleatorio dadaista (ma meglio ancora a Burroughs, se proprio si deve trovare un riferimento puntuale) che alle accensioni delle avanguardie successive. Eppure anche l’objet trouvé dadaista non è affatto calzante. Si parla infatti [K.S.Mohammad] di testi non “trovati” bensì “cercati”: non “found” ma “sought”:
cfr. http://gammm.files.wordpress.com/2007/02/mohammad_soughtebook.pdf
– Dal googlism a flarf il passo è – felicemente – breve
(…e non verrà spiegato qui)
– Scrittura procedurale.
Dal cut-up al googlism: scrittura vincolata, istituzione di regole, scrittura concettuale [Goldsmith], installazione, elencazione, testo-oggetto, unione di arbitrio e vincolo.
Griglia procedurale (fissa) piuttosto che dispersione/diffusione o distruzione delle forme. La procedura sostituisce le forme. Le istruzioni e gli elementi neutri annullano l’ego in vari modi, per altro. E, insieme, annullano il quantum di “garanzia” di “arte” (o “senso”) che l’ego del dichter volentieri emette a sigillo dell’opera.
Non è forse del tutto casuale che talvolta a proposito di googlism si parli di “google-sculpting”: unendo dunque l’idea di “sought poem” a quella di installazione/scultura (entrambi i termini pietrificando o eludendo, inoltre, il soggetto). (Ma: come non è centrale il soggetto in queste scritture, è del pari fuori centro o in ogni caso non primaria una questione del soggetto, che da materia di “poetica” slitta verso uno statuto differente: di strategia operativa interna al testo).
– Scrittura anche esente e assente da spettacolo
Letture che non prevedono l’autore, testi legati a installazioni (appunto), perfino a una qualche fissità espositiva implosa, introversa; addizione di materiali non testuali al testo, dislocazione del testo in pratiche semiotiche non lineari e infine anche non testuali, reading in cui l’autore non compare, dove può comparire una macchina che legge al posto suo, o proietta la pagina; o in cui la lettura consiste in blocchi verbali così uniformi ed eccedenti da non prevedere che l’autore – anche presente – li legga tutti; né che il lettore faccia altro che ‘scorrere’ le sequenze.
Tutte le – possibili – prassi elencate rovesciano all’esterno della pagina quelle che del resto sono virtù potenziali delle nuove testualità entro i confini del foglio: il loro naturale e si direbbe genetico – ancorché non necessitato – ibridarsi con le arti, o meglio con più campi semiotici anche non frontalmente “artistici”.
“Installazione” – in queste aree – tende a prevalere su “performance”. Il testo non viene – o non viene necessariamente – performato, sottolineato, convocato nell’agorà, esibito; è semmai – al più – posto, orientato (spazialmente, verbalmente o meno), eseguito; non chiede poeta-dicitore “dittante”; a volte non necessita nemmeno di un lettore particolarmente coinvolto, non vuole uno spettatore necessariamente-fittamente preso, convocato; anche considerando che, spesso, si ha in campo del materiale linguistico che non è pensato per una “lettura” lineare seriale ma per una “visione” anche superficiale e “a blocchi” [Leftwich, Kervinen, Ganick, Novarina], o per una scorsa o scansione e osservazione e considerazione distratta, che salta, ecc.: cfr. i materiali nel blog http://hotelstendhal.blogsome.com
– Gradazioni di dissolvimento dell’autore=lettore in quanto dichter dalla SCENA
…piuttosto che sua esposizione/esibizione (specie spettacolare). (Questa identità è addirittura uno dei punti di fondazione del sito e ensemble di autori http://gammm.org fin dalla sua nascita nel 2006).
– Scrittura asciugata dai marcatori del ‘poetico’ (ma anche del ‘testuale’).
Opere in cui il gioco [bibelot, direbbe Ch. Hanna] sillabico, rimico, ‘culturale’, etimologico, connotativo, non è la prima mira, il primo scopo. Può esserci ma sottotraccia, volentieri ininfluente, decisamente non esibito. Si gode se non c’è? Non per forza. Eventualmente.
E si aggiunga: meglio testi senza metafore. (In Francia si parla di “littéralité” / letteralismo).
Infine: testi in cui il tasso di riconoscibilità, di ‘autosegnalazione’ in quanto poesia, tende allo zero o è assolutamente zero.
– Scrittura senza soggetto (grammaticale).
(Ripresa dei pidocchi pronominali – specie di prima persona – quasi soltanto in funzione ironica, o esclusivamente in funzione ironica. O dove funzionali a una citazione, a un racconto altrui, ecc. Oppure: spostamento del narrato su un piano di falso resoconto, falso diario; o veridico, ma a temperatura bassissima). (Infine, e anche: loose writing). (Su questo si avrà modo di tornare).
– Sequenza ed elenco piuttosto che narrazione…
…e piuttosto che lirica; e piuttosto che struttura (sia versale, poematica, o ragionativa, o appunto narrativa).
– Ironia.
(l’ironia non è sempre spiegabile e percettibile in assenza di corpo, in assenza di tratti soprasegmentali).
– Scherzo, gioco, déréglement della misura, del bon ton poetico (autoriale).
(Senza che questo comporti espressionismo. Spesso è vero il contrario).
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[testo uscito su “il verri” n. 43, giugno 2010, poi in Nazione indiana pochi giorni fa
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su Nazione indiana
Nov. 6th: Charles Bernstein @ TNSoW
Charles Bernstein will trek to Toronto for a rare visit as part of the Toronto New School of Writing’s unique workshop series. Bernstein will give a reading and take questions at the beautiful Culture, Arts, Media and Education Centre at 918 Bathurst.
Charles Bernstein
6 November 2010
7:30pm, $5 at the door
Culture, Arts, Media & Education Centre
918 Bathurst Street
The prolific Charles Bernstein is the author of 40 books, ranging from large-scale collections of poetry and essays to pamphlets, libretti, translations and collaborations. He teaches at the University of Pennsylvania as the Donald T. Regan Professor of English and Comparative Literature. His most recent full-length book of poetry is All the Whiskey in Heaven: Selected Poems, published this year by Farrar, Straus, Giroux.
Please note that Bernstein’s one-time-only course “The Attack of the Difficult Poems: Close Encounters with Poetics (Say, Do You Have a Poetics?)” will take place earlier in the day. There are still a limited number of seats available. To sign up visit www.tnsow.com


