Archivi categoria: kritik

Note sulla prosa / un commento da Nazione indiana

da qui

grazie a Marco per questa bella opportunità di entrare nel laboratorio della prosa in prosa e di sondare soprattutto due scritture vicine/differenti come quella di Alessandro Broggi e di Gherardo Bortolotti.

inoltre:
avverto una affinità di fondo nelle sei scritture del libro fuoriformato, ed è un’affinità probabilmente (e felicemente) riferibile, per tutti i sei autori, non tanto a modelli passati o a una dialettica di prosa e verso, quanto a sintonie precise con testi (fuori-genere) e linee di ricerca che sono 1, non italiane; 2, contemporanee; 3, legate al (ma anche libere dal) digitale.

sui punti 1 e 2 torno sempre, tutte le volte che, per esempio in letture pubbliche o incontri sulla poesia contemporanea in giro per l’Italia, si omette di dire (e si omette sempre) che da circa 30 e forse quasi 40 anni la scrittura di ricerca francofona e anglofona, che si fa in tutto il mondo, in italiano semplicemente *non è tradotta*. non c’è, non la trovate sugli scaffali, o non la trovate con quella facilità che vi fa pescare Rimbaud, Cummings, Woolf, Stein, al massimo Noël.

se vai in libreria trovi Bonnefoy, non Tarkos, Espitallier, né tutti i nomi che gammm.org traduce (sono parecchi). trovi il beato beatificato beat, non Derksen, ma nemmeno Bernstein, Hejinian, Silliman, Watten…

è perfino citabile il caso del ‘decano’ Ashbery, ora ultraottantenne, lasciato per quasi 3o anni pressoché senza traduzioni (esaustive/complessive/comprensive). come fosse stato normale, ad esempio, non tradurre Eliot per altrettanti decenni, nel secolo passato.

i sei autori di gammm e di *Prosa in prosa* sono tutti anche traduttori o per lo meno lettori avidi di traduzioni (di testi contemporanei). o sono lettori dei testi di cui sopra, in lingua originale. (oltre che, normalmente, interlocutori o talvolta amici e sodali di alcuni dei tradotti).

hélas, c’è un vero e proprio cono di buio editoriale sulla scrittura ‘di ricerca’ francofona e anglofona degli ultimi trenta-quarant’anni.

[questo, per inciso, ha contribuito a quella prospettiva a mio avviso falsata che induce alcuni critici della sperimentazione e della ricerca a ricondurre *ogni* esperimento a codici ‘datati’ o (addirittura!) ‘perdenti’. la mancata traduzione, nel trentennio demo-craxiano e poi fininvest, di opere di ricerca, ha creato o meglio favorito in loro l’illusione che il blocco italiano fosse mondiale, dunque ha perfettamente funzionato da mancata mappatura di ciò che di vivo e attivo succedeva e continuava a succedere quasi ovunque]

gli autori che *poi* si sono ritrovati in gammm hanno bypassato o anzi combattuto questa non trasmissione, questa mancata traduzione e tradizione, quel buio, praticamente da sempre. in particolare penso al lavoro di traduzione di Inglese, Raos, Bortolotti, Zaffarano.

e non è per niente un caso che siano giusto loro, si può dire, a tentare di rendere giustizia a queste pagine, a portarle in italiano. e, in simmetria e sintonia, e in piena indipendenza, a discorrere in italiano, tra differenze e analogie, con quelle esperienze. non sono (del tutto) esperienze italiane. di qui la necessità – e la bella opportunità – di spiegarne taluni caratteri, come sembra accada (anche qui, nel thread di questi giorni).

sul punto 3

i primi testi di ricerca (certo pubblicati in rivista) praticamente da tutti gli autori di gammm – nati fra 1967 e 1973 – non solo non erano online (non c’era la “line”) ma talvolta nemmeno registrati come files. tutti o quasi tutti noi abbiamo vissuto una fase anche lunga di primi contatti con riviste e prime traduzioni attraverso dattiloscritti.

forse si può generalizzare, questo appunto accodato alle riflessioni fatte? non so. per alcuni tra noi (un “noi” qui forse generico) la scrittura dialoga sicuramente e volentieri con i bytes, con tutti i mezzi elettronici (a dirlo è un “avid blogger”). ma nasce e smargina dagli spazi normali della tipografia e dei generi per motivi e modi e moods che (anche) prescindono dalla plasticità e ricchezza della rete come dello stesso pc.

sicuramente, l’ipotesi del testo *post* non è solo un’ipotesi ma un fatto, e le pagine di draft in blogspot o wordpress che usiamo non raramente come blocchetto di appunti e prime stesure sono realissime. ma quel che voglio dire è che questo è uno strumento che intreccia rapporti di reciprocità (causa-effetto con freccia in due direzioni) venendo comunque – cronologicamente – davvero post, dopo, rispetto a esperienze ed esperimenti fatti (e conosciuti) con scritture e letture degli anni – ormai decenni – andati. siamo vecchietti, si vuole dire.

se si parla di “nuove testualità” (anche recentemente a RicercaBo) non è perché siano così folgoranti-nuove le scritture, ma perché è formidabilmente fuori sincrono e ostruente o proprio sordo il discorso o meglio decorso editoriale italiano (mainstream soprattutto).

quest’ultima nota non vuole affatto ridimensionare il ruolo della rete, e della scrittura elettronica soprattutto, ma sottolineare come gli esperimenti o alcuni esperimenti di nuove testualità (con tabulazioni particolari o meno, così come in blocchi di prosa nudi e crudi, o comunque con linee retoriche non usuali) hanno un punto forte di sintonia, semmai, nelle invenzioni degli anni Sessanta-Settanta, poi in una linea (sempre non italiana) di continuità nelle esperienze dei poeti successivi, fino a questi anni recenti.

qui, domani

su http://slowforward.wordpress.com domani pomeriggio uscirà una serie di link e un intervento mio — molto rapido — sulla questione Calpestare l’oblio.
che, a mio parere, non è affatto limitata a quella antologia. per fortuna.

in questo senso: su “Repubblica” e in molte altre sedi l’adesione a tanti appelli, e la resistenza e opposizione a questo governo e ai disastri che ha già fatto e che prepara, sono state molto forti. devono crescere, per semplice LOGICA.

è una resistenza che viene da scienziati, studiosi, autori, intellettuali, politici, giornalisti, artisti i più diversi. anche non italiani. ed è un’opposizione razionale-radicale, prima ancora che eticamente e politicamente e umanamente fondata.

non attiene ai teoremi, ma agli assiomi.

per chiunque abbia sale in zucca, è ovvio che se passa questo governo, se questo governo rimane in carica e continua sulla strada che ha dimostrato di voler battere in questi mesi, il disastro sia inevitabile. il baratro è assolutamente matematico. è matematica la fine dei diritti civili, della sanità e dell’istruzione pubblica, dell’insegnamento universitario, del laicismo dello Stato, della libertà di espressione, dell’indipendenza della magistratura, della certezza del diritto, della lotta alla mafia, della centralità della salvaguardia dell’ecosistema.

la semiosfera tutta (anche quella non ‘progressista’) è LOGICAMENTE e del tutto consequenzialmente in allarme.

si presentano tutti i segni, con questo governo, della distruzione sistematica di tutte le premesse per l’esistenza elementare di ogni forma di vita organizzata secondo regole di civiltà, e dunque si minaccia alla radice la possibilità che al di sopra e dentro e attraverso il reticolo di rapporti che una civiltà crea e intreccia, si possa liberamente generare stendere e intrecciare la sovrapposta/inscindibile rete dei segni, un linguaggio libero, la trasmissione del pensiero, della tradizione (umanistica o critica verso l’umanesimo).

OGGI a Roma: colloquio con Jean-Marie Gleize, su “In vista laterale”

OGGI, giovedì 19 novembre, alle ore 20:30

presso la Libreria Empirìa
(Roma, via Baccina 79)

Jean-Marie Gleize

incontra il (suo) pubblico e dialoga con:

Alessandro De Francesco, Marco Giovenale, Luigi Magno

su

IN VISTA LATERALE

[ La Camera Verde, collana felix, 2009,
traduzione di M.Zaffarano ]

Lettura di

Jean-Marie Gleize

*

Nel corso della serata saranno proposti inoltre brani di testi di Gleize usciti in rivista, a cura di A. De Francesco

*  *  *

J.-M. Gleize è professore di letteratura contemporanea all’Ecole Normale Supérieure di Lione, dove ha diretto il Centre d’études poétiques. Léman (1990), Le Principe de nudité intégrale (1995), Les Chiens noirs de la prose (1999), Néon, (2002) e Film à venir (2007) costituiscono le tappe fondamentali del suo progetto creativo. Fondatore e direttore della rivista sperimentale Nioques, ha pubblicato studi e saggi sulla poesia moderna e contemporanea tra cui Poésie et figuration (1983), A noir (1992), Sorties (2009). Attualmente è visiting professor presso l’Università degli studi Roma Tre dove tiene regolamente seminari e conferenze.

Una scheda estesa è leggibile all’indirizzo http://slowforward.wordpress.com/2009/10/21/jmgleize/

Alcuni suoi testi in gammm.org:

la poesia è fatta da tutti. 1995
il sonetto come mistero formale. 1999
bisogna dire il nome delle cose [pdf 96 Kb]


*  *  *

!! PREVIEW !!

in conclusione della serata, alcuni degli autori di Prosa in prosa (Le Lettere, novembre 2009),
leggeranno in anteprima alcuni brani dall’antologia, èdita nella collana Fuoriformato diretta da Andrea Cortellessa.

G.Bortolotti, A.Broggi, M.Giovenale, A.Inglese, A.Raos, M.Zaffarano, Prosa in prosa. Con 504 illustrazioni in bianco e nero nel testo,
Le Lettere, 2009. Prefazione di Paolo Giovannetti, postfazione di Antonio Loreto

*    *    *

Empirìa
via Baccina 79 (quartiere Monti)
tel.0669940850  fax 0645426832
www.empiria.com

“Corpi nella storia politica dei corpi” : Università Roma 3, venerdì 20 novembre

Il Dipartimento di Studi Storici Geografici Antropologici dell’Università di Roma Tre
e la Società Italiana delle Storiche (SIS)

in collaborazione con
Osservatorio Interuniversitario sugli Studi di genere, parità e pari opportunità
Corsi e laboratori interculturali per la cittadinanza (Clic) – Roma Tre
Proteo Fare Sapere Roma Lazio

organizzano Venerdì 20 novembre 2009 ore 15,00
un Seminario su

CORPI NELLA STORIA POLITICA DEI CORPI

Presiedono:
Maria Rosaria Stabili, Università Roma Tre, Chiara Giorgi, Università di Bologna

Salutano:
Francesca Cantù, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia – Roma Tre
Francesca Brezzi, Presidente dell’Osservatorio Interuniversitario Studi di Genere
Stefano Andretta, Direttore del Dipartimento di Studi Storici
Giulietta Ottaviano, Presidente Proteo Fare Sapere

Intervengono:
Gabriella Bonacchi, Fondazione Basso
La storia del corpo femminile  al cuore  della politica
Alessandra Gissi, Università  Roma Tre
Corpi/sessualità/identità. Alcune considerazioni a partire dalla storia di genere
Stefano Ciccone, Universtà  “Tor Vergata”
L’esperienza del corpo maschile tra potere e libertà
Caterina Botti,Università “La Sapienza”
La bioetica, le norme e la libertà femminile
Alessia Muroni, Storica dell’arte, Società Italiana delle Storiche
“Forme dell’intenzione”: donne, corpo, violenza e politica

Prima dell’intervento di Alessia Muroni  sarà proiettato il video
Il corpo delle donne di Lorella Zanardo

Con questa iniziativa la Società Italiana delle Storiche (SIS) intende avviare un ciclo di incontri periodici per riflettere pubblicamente, aprendosi al confronto con le/gli studiose/i di altre discipline, sui nodi problematici del presente.Il prossimo incontro sarà dedicato al tema “Frontiere di genere/genere senza frontiere”.

Sala del Consiglio del Dipartimento di Studi Storici Geografici Antropologici
Via Ostiense 234 – 236,  Roma (Metro B, fermata Marconi)

16 novembre: il nuovo numero di “Testuale”

TESTUALE
Critica della poesia contemporanea

*

Lunedì 16 novembre 2009 alle ore 18
presso il Centro Culturale Candiani
Saletta seminariale, P.le Candiani 7, Mestre-Venezia

In occasione del 25° dalla fondazione del periodico

presentazione del
volume 43-44-45 di TESTUALE

(numero dedicato ai saggi inediti del
critico e poeta Giuliano Gramigna)

Nel fare scrittura

Relatori
Cesare De Michelis, Flavio Ermini, Gio Ferri