Archivi categoria: Resistenza

FIRMA contro le classi ponte

Le ragioni per respingere l’emendamento che prevede l’introduzione nelle scuole delle cosiddette “classi ponte”, alle quali dovrebbero afferire gli studenti stranieri che non hanno raggiunto un livello accettabile di padronanza della lingua italiana, sono state argomentate da voci diverse, provenienti da settori del mondo intellettuale, politico e religioso. Ad esse vorremmo unirci…

28 ottobre 2008 – Le novità su MicroMega.net

Scuole e università in rivolta contro la riforma Gelmini MOVIMENTO, MOVIMENTO!

CRONACHE Miracolo a Palermo di Cinzia Sciuto / In lotta per esistere e partecipare di Andrea Bagni

BLOG Una goccia nell’Onda

DOSSIER Legge 133

INTERVISTE Maria Zerbino insegnante / Gaia Benzi studentessa / Edoardo Ferrario docente universitario

APPELLO L’onda anomala non si fermerà!

COMMENTI Pellizzetti Si scrive Gelmini, si legge Tremonti Giulietti Travolti da un’onda necessaria Pardi Il diritto al futuro Vattimo Istruzione, disastro bipartisan Tranfaglia Se l’istruzione è solo una spesa G. Parisi Con i tagli alla ricerca a rischio il futuro del Paese Cremaschi Nel mirino chi rivendica diritti

LINK Atenei in rivolta / Uniriot / I siti della protesta Dopo il Circo Massimo Flores d’Arcais: E adesso il Pd faccia vera opposizione “Devastante se, dopo aver catalizzato il bisogno di opposizione, si ricominciasse con il dialogo o addirittura l’inciucio”


FORUM Dì la tua
PELLIZZETTI Ma non è un consenso per la leadership Pd
COLOMBO C’era la piazza, non il progetto politico
RAVERA Dai Walter, prova a rassomigliare al tuo comizio!

Cosa canteremo il 4 di novembre?
Mentre la Gelmini distrugge la scuola pubblica, il Ministro della Difesa impone che in duecento scuole superiori si celebri il giorno delle Forze Armate. Davvero c’è qualcosa da festeggiare e di cui andare orgogliosi nella partecipazione italiana a quella orrenda inutile carneficina che fu la prima guerra mondiale?

Laicamente
Piergiorgio Odifreddi: Un decalogo laico

Altrachiesa Il sinodo della paura
“Il Riformista” di Pancho Pardi E Cossiga invoca il terrorismo di stato Cara MicroMega
Una goccia nell’Onda Lavoro, la strage continua nell’indifferenza
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Discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata  dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?

Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.

C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole  private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private.

Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.

Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

Attenzione, questa è la ricetta.

Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in  malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico

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Piero Calamandrei