Archivi categoria: Resistenza

flu?

ricevo questa mail, mi sembra razionale, la incollo qui:

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RIFLESSIONI SUINE

L’IRONIA NEL SUO MIGLIOR STILE

2000 persone contraggono l’influenza suina e ci si mette la mascherina…

25 milioni di persone con l’AIDS e non ci si mette il preservativo…

PANDEMIA DI LUCRO

Che interessi economici si muovono dietro l’influenza suina? Continua a leggere

17 ottobre antirazzista

MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA

ROMA 17 OTTOBRE 2009

Piazza della Repubblica, ore 14.30

Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.

A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dalle politiche del governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza  approvato dalla maggioranza di centro destra risponde ad un intento persecutorio, introducendo il reato di “immigrazione clandestina” e un complesso di norme che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali.

Questa drammatica situazione sta pericolosamente incoraggiando e legittimando nella società  la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità.

Intanto, nel canale di Sicilia, ormai diventato un vero e proprio cimitero marino, continuano a morire centinaia di esseri umani che cercano di raggiungere le nostre coste.

E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti di tutte e tutti rifiutando ogni forma di discriminazione e per fermare il dilagare del razzismo.

Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, sociali e politiche, a tutti i movimenti a ogni persona  a scendere in piazza il 17 ottobre per dare vita ad una grande manifestazione popolare in grado di dare voce e visibilità ai migranti e all’Italia che non accetta il razzismo sulla base di queste parole d’ordine׃

  • No al razzismo
  • Regolarizzazione generalizzata per tutti
  • Abrogazione del pacchetto sicurezza
  • Accoglienza e diritti per tutti
  • No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
  • Rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
  • Diritto di asilo per rifugiati e profughi
  • Chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)
  • No alla contrapposizione fra italiani e stranieri nell’accesso ai diritti
  • Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutte e tutti
  • Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
  • Contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche, transgender
  • A fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta per la difesa del posto di lavoro Continua a leggere

Audiodocumentario sulla situazione dei migranti in Libia

L’osservatorio sulle vittime dell’emigrazione

FORTRESS EUROPE

http://fortresseurope.blogspot.com

In due anni, associazioni e singoli cittadini lettori del blog di Fortress Europe sono stati capaci di organizzare in modo autonomo e indipendente oltre 150 presentazioni del libro “Mamadou va a morire” e oltre 300 proiezioni del documentario “Come un uomo sulla terra”. Adesso è il momento di continuare a creare una mobilitazione sui temi della frontiera. Anche con questo audio documentario di Roman Herzog. Che per la prima volta porta in Italia le voci degli emigranti e dei rifugiati prima del loro imbarco e prima del loro respingimento.

Noi difendiamo l’Europa

Opposizione politica e lotta all’immigrazione in Libia

In 70 minuti di audio, la lotta all’immigrazione in Libia e l’opposizione politica al regime. Con le voci dei profughi, della polizia, e degli oppositori. Interamente registrato in Libia

Un lavoro di Roman Herzog

Anteprima nazionale il 24 settembre alle 21.00

Nuovo Cinema Aquila, via l’Aquila 68, Roma

La lotta all’immigrazione raccontata per la prima volta in un documentario audio interamente registrato in Libia, seguendo le autorità libiche nelle loro attività e visitando i campi di detenzione dove sono rinchiusi profughi e emigranti. Con le testimonianze drammatiche dei rifugiati internati, che raccontano la loro fuga, le torture nelle carceri libiche e le violenze della vita quotidiana a Tripoli. E le dure parole dei militari libici, che all’Europa chiedono di finanziare il loro apparato militare perché “noi difendiamo l’Europa”.

Per ascoltare un estratto dell’audio documentario:


http://fortresseurope.blogspot.com/2009/09/noi-difendiamo-leuropa-un-audio.html


“Bambini rifugiati: a piedi dall’Afghanistan a Roma”, di Tiziana Sforza

ASTERIX ON THE INTERNATIONAL PRESS

1) ENGLISH VERSION
http://www.cafebabel.com/ita/article/31057/child-refugees-afghanistan-rome-facebook.html

2) FRENCH VERSION
http://www.cafebabel.com/ita/article/31054/adolescents-afghans-refugies-rome-italie.html

3) ITALIAN VERSION
http://www.cafebabel.com/ita/article/30978/bambini-rifugiati-a-piedi-dall-afghanistan-a-roma.html

4) SPANISH VERSION
http://www.cafebabel.com/ita/article/31055/menores-refugiados-italia-inmigracion-integracion.html

5) DEUTCH VERSION
http://www.cafebabel.com/ita/article/31051/der-lange-fussmarsch-der-afghanen.html

sul RIALTOccupato: tavola rotonda mercoledì 16 settembre, ore 17:30, Teatro India (Roma)

LA CULTURA INDIPENDENTE NON SI ARRESTA: IL “SAPER FARE” DEL RIALTO, MODELLO DI CULTURA SENZA SPRECHI


Dal 28 luglio 2009 quasi tutti gli spazi legittimamente assegnati dal Comune di Roma all’Associazione Rialtoccupato sono sotto sequestro probatorio e preventivo. Nel corso di 10 anni di attività il Rialto ha accolto una quantità enorme di artisti, che hanno messo in scena spettacoli, video proiezioni, arte contemporanea e concerti (Soltanto considerando l’attività teatrale, il Rialto ha ospitato un numero di compagnie tre volte superiore a quelle presentate mediamente dai teatri istituzionali).Tutto questo è stato possibile grazie a un modello che non è mai dipeso dai finanziamenti pubblici o privati, un sistema di auto-finanziamento che ha consentito di dare continuità ai progetti artistici nella più totale indipendenza artistica e di pensiero. Un modello di economia alternativa da anni sperimentato in tutte le realtà indipendenti, che oggi si vuole additare a mera attività di commercio abusivo. Un esempio di auto-produzione che, in altre parti del mondo, sarebbe preso a modello e che da noi, a quanto pare, si cerca di contrastare in ogni modo.
Allora ci si chiede se esista ancora la possibilità di produrre cultura indipendente, quali siano i margini di agibilità per la sperimentazione e l’innovazione, quale diritto di cittadinanza vi sia per le contemporanee forme di trasmissione emozionale quando esprimono critica sociale.

Qui i dati per la TAVOLA ROTONDA del 16 SETTEMBRE

fortress europe / agosto 2009

L’osservatorio sulle vittime dell’emigrazione

FORTRESS EUROPE

http://fortresseurope.blosgpot.com

UN MESE AL CONFINE. AGOSTO 2009

A agosto abbiamo ricevuto notizia di almeno 104 morti lungo le frontiere della civile Europa, in Italia, Grecia, Spagna, Libia e Algeria. Nel Canale di Sicilia continuano i respingimenti e le tragedie, come quella dei 73 eritrei, abbandonati per 23 giorni alla deriva in uno dei tratti di mare più pattugliati al mondo. Dalla Libia, dove Berlusconi ha festeggiato con Gheddafi e le frecce tricolori, arrivano le foto della strage dei somali a Ganfuda. Mentre dalla Grecia un video girato in un centro di detenzione per minori suscita gravissima preoccupazione. Intanto in Italia è scoppiata la protesta nei centri di identificazione e espulsione contro il prolungamento a sei mesi del trattenimento. Nessuna protesta invece è nata intorno alla maxi truffa scoperta a San Nicola Varco a Salerno. La chiamano immigrazione regolare, ma un contratto di lavoro costa 5.000 euro.

Questo mese vi segnaliamo tre eventi: lo speciale di Presa Diretta sui respingimenti (Domenica 6 settembre su Rai Tre alle 21), l’Immigration Day al Festival del Cinema di Milano il 15 settembre, e il Lampedusa in Festival dal 16 al 18 settembre, che si chiuderà con una manifestazione il 19

E vi invitiamo a continuare a firmare la petizione per la missione parlamentare in Libia, siamo a 16.000 firme e le consegneremo entro fine mese

Per i dettagli della newsletter:

http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/newsletter.html

Grazie per le 37.677 visite del mese di agosto


Gabriele Del Grande, Fortress Europe

Un appello dalla Società Italiana delle Storiche

Società Italiana delle Storiche
ROMPERE IL SILENZIO: UNA SCELTA DI FORZA

 

Rompere il silenzio sulla deriva ogni giorno più allarmante che sembra caratterizzare in Italia il rapporto donne e politica/donne in politica è divenuto urgente. Così come è urgente denunciare l’impoverimento e la strumentalizzazione dei linguaggi della politica e il degrado delle sue pratiche, per non soggiacere inerti alla trivialità di cui è permeata gran parte della scena pubblica, così intrisa di una “idea di donna” che era lecito sperare superata da tempo.

La Società Italiana delle Storiche lancia un appello a tutte le donne e gli uomini di questo paese che avvertono la necessità di un immediato ritorno alla responsabilità della politica, per denunciare la quotidiana offesa alla dignità delle donne e alla loro presenza pubblica. Questa ha rappresentato e rappresenta infatti una delle più significative battaglie del mondo contemporaneo e la condizione perché le donne possano affermare una nuova visione della politica, frutto degli spazi che esse si sono faticosamente conquistate nella vita economica, sociale e culturale.

Giorno dopo giorno, l’immagine che ci viene rinviata dai media è invece essenzialmente quella di giovani donne disposte a tutto pur di calcare, in alternativa ai palcoscenici dei teatri di posa, le aule di consigli e parlamenti; di donne dal bel corpo pronte ad offrirlo ad affaristi e uomini politici di successo pur di garantirsi vantaggi diretti e indiretti: un incarico istituzionale, un ruolo di spicco in una società mista, un finanziamento in bilancio, un comma di legge utile. Il silenzio di ministre della Repubblica che tacciono su tutto questo è assordante.

Siamo ben coscienti che quell’immagine ritrae solo una scheggia della realtà, anche se ha dalla sua la forza di corpi che occupano ossessivamente le pagine dei periodici di successo e gli schermi delle trasmissioni più seguite. Ma è una raffigurazione che non rende giustizia alle migliaia di donne che si dedicano alla politica con passione e autorevolezza.

Denunciamo quindi il degrado dei metodi della politica, in particolare dei meccanismi di selezione della classe dirigente. Tuttavia non ci nascondiamo che nel costruire e alimentare questo stato di cose molte donne sono soggetti attivi e propulsivi, partecipi della stessa cultura di cui quel degrado è frutto ed espressione e dunque complici della costruzione di stereotipi pronti a ritorcersi contro tutte le donne che credono nella politica come luogo di progettazione e mutamento reale.

Di qui la necessità di dire con forza:

— che è urgente porre mano a una vera e propria rifondazione democratica della cultura politica italiana;
— che il tema della parità e dignità delle donne non può non costituirne un tratto fondamentale;
— che di tale processo vogliamo e dobbiamo essere protagoniste non estemporanee.

Siamo infatti donne coscienti della nostra forza, dei nostri diritti e delle nostre responsabilità civili e intellettuali consapevoli delle competenze e delle esperienze che possiamo mettere in campo.

Abbiamo bisogno di interlocutori — e molte in questi giorni sono state le testimonianze del disagio di essere costrette/i a vivere questo clima politico — ma vogliamo anche essere interlocutrici attive. Il nostro, infatti, non è solo un segnale di allarme; è un invito a progettare e promuovere incontri e iniziative a breve e medio termine con altre associazioni. È altresì un impegno a ripensare parole e linguaggi, ruoli e identità, strumenti e progetti che permettano di lasciarsi alle spalle la tristezza morale e politica di questo presente, fuori da ogni incongruo ottimismo, ma anche da ogni tendenza a chiudersi nell’orizzonte dello sdegno impotente e della resistenza individuale fine a se stessa.

Per aderire all’appello e progettare iniziative future scrivere a:

direttivo [at] societadellestoriche [dot] it

17-7-2009

Hanno sottoscritto l’appello :

Giulia Albanese
Paola M. Blasi
Edith Moscatelli
Roberta Diciotti
Nella Condorelli
Redazione di “Women in the City”
Laura Guidi
Cristina Belloni
Giacomo Ficarelli
Luciana Rocchi
Alessandra Peretti
Francesca Koch
Carla Arconte
Enza Panebianco
Piera Nobili
Valentina Bailo
Giancarla Codrignani
Silvia Bon
Sandra Bellini
Paola Bonora
Annalisa Cegna
Valeria Palumbo
M. Antonella Cocchiara
Ida Fazio
Dianella Gagliani
Giovanna Fiume
Anna Scattigno
Associazione Liberacittadinanza
SIL – Società Italiana delle Letterate

30 agosto : niente da festeggiare

30 Agosto – Un anno di amicizia Italia-Libia
NIENTE DA FESTEGGIARE
Un anno di violazioni e violenze ai danni di migliaia di migranti africani.

Continua la raccolta di firme per la petizione di “Come un uomo sulla terra” e Fortress Europe, con la quale si chiede l’avvio di
due missioni in Libia, una d’inchiesta e una umanitaria, per verificare le condizioni dei migranti nei centri di detenzione e deportazione.
Già in 15.000 hanno firmato.

In occasione della visita di Silvio Berlusconi a Tripoli, gli autori e la produzione di “Come un uomo sulla terra”,
il documentario che da un anno dà voce alle testimonianze dei migranti africani vittime degli accordi italo-libici,
rilanciano in collaborazione con Fortress Europe la petizione per avviare missioni istituzionali nei centri di detenzione in Libia.
La petizione è rivolta ai Parlamenti Italiano ed Europeo, alla Commissione Europea e all’UNHCR ed ha già raccolto on line
e su carta quasi 15000 firme.

Ad un anno di distanza dalla firma dell’accordo tra Italia e Libia, le motivazioni a sostegno delle richieste contenute nella petizione
sono ancora più urgenti. Le notizie succedutesi negli ultimi mesi, in particolare dopo la svolta radicale avviata dai respingimenti
voluti dal Ministro Maroni, danno conferma della necessità di avviare misure di controllo sulle modalità con cui lo Stato Libico gestisce,
su richiesta e con finanziamenti italiani, la detenzione e la deportazione di migliaia di donne e uomini africani.
Ormai si conoscono le condizioni disumane di detenzione, le violenze anche mortali della polizia libica e l’assoluta mancanza di
tutela di diritti umani fondamentali, tra cui il diritto d’asilo.

Questa situazione ha fatto sì che a chiedere missioni di verifica siano non solo organizzazioni internazionali come UNHCR,
ma anche alte cariche istituzionali come il Presidente della Camera, e il Presidente del COPASIR Francesco Rutelli,
oltre a vari esponenti dei gruppi parlamentari di opposizione.
Prendiamo atto con favore di queste posizioni e uniamo le nostre voci a quelle dei firmatari della petizione, affinché queste missioni
siano finalmente possibili.

Oggi, in questa giornata in cui ci sembra non ci sia proprio niente da festeggiare, chiediamo a tutti gli italiani che credono nella tutela
dei diritti umani e nella costruzione di una civiltà democratica migliore,  di firmare la petizione entro il 13 settembre attraverso il sito
del film: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com.

Noi ci impegniamo a consegnare ufficialmente le firme ai destinatari entro la fine del mese di settembre, organizzando per l’occasione
un momento di confronto serio, convinti che sia ormai non solo necessario ma anche possibile avviare al più presto missioni di verifica
e di inchiesta in Libia.

Autori e Produzione “Come un uomo sulla terra”.

in hoc signo thrill

nota di maggio 2008:

mi mandano un comunicato stampa su un “romanzo-thriller sul giornalismo italiano”.

l’unica parola per me interessante in tale indicazione è “sul”.