

ricev(ev)o e volentieri pubblico:
Mentre me ne sto qui in biblioteca a lambiccarmi il cervello e a raccogliere qualche notiziola utile a completare una cartella su “Cultura e marxismo in Italia ai tempi di Gramsci” (che mi verrà pagata, chissà quando, 15 euri lordi), arriva la ministra *** con staff di fotografi e truccatori.
Si accomodano, la si fa incipriare, sistemano le luci: in dieci minuti, la ministra posa (con e senza occhiali) “con” i codici antichi che la biblioteca le ha messo a disposizione, tra i banchi austeri e le gli arredi seicenteschi.
Contemporaneamente, a duecento metri da qui (cioè al Senato) il governo Prodi si gioca forse una delle sue ultime cartucce…
Che debbo dirvi?
Sarà l’evoluzione del rapporto tra cultura e marxismo in Italia ai tempi di…
…
Il Rapporto Censis 2007 diffuso lo scorso 7 dicembre. Siamo un paese “senza chiamata al futuro”
Una “inerzia diffusa” impedisce di guardare avanti
articolo di Silvia Tessitore
Le considerazioni generali che introducono il 41° rapporto Censis sulla situazione sociale italiana – una foto di famiglia che l’istituto di ricerca ci scatta ogni fine anno per mostrarci come siamo, e come potremmo essere domani – iniziano con un’affermazione positiva, che – di questi tempi non proprio facili – ha quasi l’effetto di una pacca sulla spalla: “Il Censis conferma una sequenza positiva di lungo periodo (dal rifiuto dell’ipotesi del declino, alla patrimonializzazione, dall’individuazione di schegge di vitalità economica fino al piccolo silenzioso boom descritto lo scorso anno)”. “Oggi si può confermare una visione positiva: – dice il Censis – sia perché cresce nelle imprese la qualità delle strategie competitive (di nicchia, di offerta sul mercato del lusso, di lavoro su commessa, ecc.); sia perché si va allargando la base territoriale dello sviluppo; sia perché abbiamo finalmente anche noi dopo decenni alcuni importanti big-players. Ed è una visione positiva che sembra poter superare anche le turbolenze finanziarie addensatesi negli ultimi mesi”. Insomma, facciamoci forza: non tutto è perduto, come qualcuno vorrebbe farci credere.
“Tuttavia, – prosegue il rapporto – le dinamiche di sviluppo in atto restano dinamiche di minoranza, che non filtrano verso gli strati più ampi della società. Lo sviluppo non filtra sia perché non diventa processo sociale, sia perché la società sembra adagiarsi in un’inerzia diffusa, una specie di antropologia senza storia, senza chiamata al futuro”. Il sospiro di sollievo di cui al punto precedente si ferma in gola e diventa un groppo: “senza chiamata al futuro” è una sentenza durissima. Nella foto di famiglia di quest’anno c’è in alto un esiguo gruppo di ben vestiti, dall’aria curata e sorridente, nella parte superiore, e in quella inferiore “i parenti poveri”: e sono la stragrande maggioranza, perché quelli di sopra (alla maniera del ricco Epulone) non gettano a quelli di sotto che poche briciole. In questa “antropologia senza storia”, di “inerzia diffusa”, si tende a mantenere lo status quo. A quelli di sopra perché conviene, a quelli di sotto perché non hanno scelta, sono soggetti a ricatti e precarietà d’ogni tipo: e il senso di fragilità che ne deriva spesso paralizza l’iniziativa. Quelli di sopra pesano, pressano. E sembra non esserci alcun futuro, alcuna trasformazione possibile. Il groppo in gola vorrebbe sciogliersi in lacrime, a questo punto. Ma è forse il caso di guardare in faccia la realtà: non siamo in un reality, e il rischio è che nessuno venga a recuperarci, dall’Isola degli Esclusi, se non facciamo qualcosa.
“Una realtà sociale che diventa ogni giorno una poltiglia di massa; – rincara Continua a leggere
segnalo questo sito: http://www.petatv.com/
e questo video: http://www.petatv.com/tvpopup/video.asp?video=fur_farm&Player=wm&speed=med
non ci sono parole.
firmare una petizione contro queste pratiche e violenze, contro in intero mondo-modo di essere e lavorare e pensare e vendere è il minimo, veramente il minimo, che si possa chiedere.
(ben sapendo, poi, di quali crimini gli uomini sono capaci sugli uomini – oltre che sugli animali)
segnalo:
http://www.soconusco.com/esperanza/
breve flashback:
qui: http://www.paologentiloni.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=14857&sid=1
Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne
La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d’allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando “emergenze” e additando capri espiatori.
— continua qui —
L’ASSEMBLEA POPOLARE DEI POPOLI DI OAXACA (APPO) rende noti al popolo di Oaxaca gli accordi della recente assemblea plenaria della APPO, tenutasi l’11 novembre 2007 nell’hotel del magistero. Tale assemblea conferma gli accordi della scorsa assemblea plenaria del 28 ottobre e del 3 novembre, gli accordi della prima e della seconda assemblea statale tenutasi in data 10 e 11 febbraio e 1 e 2 giugno e il congresso costitutivo della APPO, con l’obiettivo di promuovere la riorganizzazione del nostro movimento sociale, dal basso e con tutti; pertanto quest’assemblea: Continua a leggere
A volte leggo con estremo ritardo mail e segnalazioni che mi arrivano. Mi dispiace di postare solo ora queste notizie, così gravi:
2 novembre 2007
Il governo di URO è tornato all’attacco. Stamani ci hanno chiamato da Oaxaca
i compagni di VOCAL per informarci di una nuova onda repressiva in occasione
della manifestazione di oggi, 2 novembre, anniversario della vittoria
dell’anno scorso contro la PFP. In questo momento (ore 18:00 ora messicana)
non è ancora chiara la situazione. È possibile che ci sia stato un morto, ma
la notizia non è ancora confermata. Nella mattinata c’erano circa 70
arrestati, tra cui il nostro compagno, il pittore Nicéforo Urbieta.
Fortunatamente lui è stato già liberato, ma non sappiamo quanta gente è
ancora agli arresti e né se ci sono desaparecidos. Alleghiamo la denuncia
della LIMEDDH (Lega Messicana di Difesa dei Diritti Umani). Vi chiediamo di
porre attenzione all’informazione che vi arriverà ed, eventualmente,
prepararvi a fare le denunce pertinenti in fori internazionali.
Colibrí Colectivo Libertario
Liga Mexicana por la Defensa de los Derechos Humanos
(LIMEDDH-Filial Oaxaca).
COMUNICADO DE PRENSA
Oaxaca de Juárez, Oax., 2 de noviembre de 2007
16:00 hrs.
El día de hoy 2 de noviembre se cumple un año de la resistencia que enfrentó el pueblo de Oaxaca hacia la Policía Federal Preventiva, que pretendía ingresar a las instalaciones de Ciudad Universitaria para desalojar la Radio de la Universidad Autónoma “Benito Juárez” de Oaxaca. Los miles de oaxaqueños, simpatizantes o no con el movimiento social, lograron replegar a los cuerpos policiacos utilizando piedras, palos, pero ante todo, organización y solidaridad.
Para celebrar un año de este acontecimiento, la Asamblea Popular de los Pueblos de Oaxaca convocó a un evento político-cultural en el crucero de Cinco Señores de la ciudad de Oaxaca, en donde, en el marco de la celebración tradicional de día de muertos, desde las 6:00 horas se realizaría una ofrenda consistente en un tapete de arena para recordar a los asesinados, presos y desaparecidos durante el conflicto del año 2006, así como la participación de numerosos grupos artísticos en el transcurso del día.
Como se había anunciado ampliamente, a las 6:00 horas, un grupo de personas esperaban los camiones de arena para la realización del tapete, cerrando uno de los cuatro accesos de este crucero. Alrededor de las 7:00 horas, arribaron a este lugar varios camiones tipo bunker de la Unidad Policial de Operaciones Especiales, convoyes de numerosas camionetas de la policía estatal y municipal, así como cuerpos parapoliciacos a bordo de motocicletas. Ellos irrumpieron la manifestación con estos automóviles de forma irresponsable, con el peligro de arrollar a los manifestantes; en ese instante con uso excesivo de la fuerza, detuvieron a un número indeterminado de personas y se instaló un operativo en ese lugar en el que estuvieron revisando las pertenencias a transeúntes y deteniendo a los “sospechosos” de participar en estos eventos. Asimismo, los vecinos de colonias aledañas a este sitio han denunciado la incursión de cuerpos policiacos a los domicilios particulares para buscar a los participantes se pudieron haber resguardado.
Hasta el momento, se han reportado dos heridos en el Hospital Civil, alrededor de 43 personas detenidas y trasladadas a los cuarteles de la Secretaría de protección Ciudadana en Santa María Coyotepec, quienes según denuncia de los propios detenidos, fueron golpeados en estas instalaciones. Los detenidos ya fueron liberados, pero se habla de dos presuntos desaparecidos.
Estas acciones represivas por parte del Gobierno del Estado son una mala señal en la solución de fondo del conflicto social generado precisamente por el autoritarismo que ha caracterizado a este gobierno. Intentar acallar las protestas de la ciudadanía mediante la fuerza policiaca y el terror no refleja más que la incapacidad política para dirigir la vida de un estado sumido en la pobreza y la desesperación que busca formas democráticas de participación.
La vida democrática en una sociedad sólo son posibles mediante el diálogo constructivo y la corresponsabilidad social. Pero una vez más queda demostrado que el llamado de Ulises Ruiz Ortiz para emprender las reformas del estado son sólo una simulación, porque estas acciones propias de una política fascista nos demuestran que las puertas para la democracia están cerradas.
La represión a esta manifestación resulta ser de una enorme torpeza política, primero porque es una tradición de los mexicanos en esta fecha 2 de noviembre realizar ofrendas para recordar a quienes han fallecido; segundo, porque el movimiento social intentaba conmemorar pacíficamente el hecho de haber resistido estoicamente una agresión de la Policía Federal Preventiva a un espacio universitario; y por último, porque se trataba de una manifestación artística anunciada con anticipación. La represión de esta manifestación de un pueblo que durante más de una año ha resistido los embates de la violación a sus derechos humanos, resulta en una acción vergonzosa para un gobierno que se repite a sí mismo que “en Oaxaca no pasa nada”, cuando todos sabemos que las consecuencias de las estrategias del estado de intimidación y el terrorismo provocarán enfrenamientos que serán aun más difíciles de controlar. Lo menos que el gobierno podría haber hecho es respetar la celebración que se habría anunciado con anticipación, en aras de la búsqueda de la reconciliación.
Ante estos hechos, la Liga Mexicana por la Defensa de los Derechos Humanos comunicamos que:
ATENTAMENTE
¡Una llama encendida por los derechos de los pueblos!
LIMEDDH-filial Oaxaca
*** AGGIORNAMENTO: 3 novembre
Vi trasmettiamo la testimonianza del nostro compagno Nicéforo Urbieta,
arrestato e poi liberato ieri a Oaxaca.
Oggi, venerdì 2 novembre, alle 7:00 a.m. circa, si stava concentrando la
gente dei diversi quartieri presso la Rotonda di 5 Señores per installare un
altare come è tradizione commemorare i defunti nei diversi paesini di Oaxaca
(e in tutto il Messico). La gente stava arrivando con fiori, pane dei morti,
lumini e cibo, così come segatura e pigmenti, oltre a carri di sabbia per
formare le figure del tappeto mortuorio. In quel momento è apparsa una
macchina nera senza targa, che si è lanciata su un gruppo di persone che
stavano organizzando l’evendo, cercando di investirli e scappando poi a gran
velocità, mentre dal marciapiede di fronte della rotonda giungevano coppie
di poliziotti armati di fucili d’assalto AK-47 e FAL, mentre altri stavano
filmando e fotografando tutti i partecipanti per intimidirli e schedarli,
dopodiché si sono ritirati e 5 minuti più tardi sono sopraggiunte varie
pattuglie da diverse direzioni delle 6 strade che confluiscono in questa
rotonda, provocando la dispersione dei partecipanti. Succesivamente, le
pattuglie si sono diramate tra i manifestanti: i poliziotti sono scesi e,
senza dire nulla, hanno iniziato a picchiarli e a caricarli a gruppi di
oltre 10 persone su pick-up parcheggiate a cerchio intorno ai manifestanti.
Hanno attaccato i compagni che stavano iniziando a instalare l’altare
commemorativo, mentre i poliziotti armati di fucile picchiavano le persone
lì presenti e li caricavano sulle celeri, stipate all’inverosimile di uomini
e donne: professori, muratori, architetti, studenti dell’Universidad
Autónoma “Benito Juárez” di Oaxaca UABJO, consiglieri della APPO (Belén,
Román) e durante il tragitto al Ministero di Protezione Cittadina (SEPROCI)
venivano picchiati e insultati nel modo volgare che usano normalmente i
poliziotti.
Successivamente, nelle celle di polizia sono stati interrogati con violenza
fisica e verbale, applicando le tecniche di terrore psicologico: li
minacciavano di sparargli addosso, di bagnarli di benzina e di bruciarli
vivi.
17 di noi sono stati liberati alle 11:00 a.m. dalla SEPROCI grazie alla
pressione di diversi compagni, tra cui i nostri parenti, il Comitato di
Difesa dei Diritti Umani, il Comitato “25 novembre”, Quartieri Uniti di 5
Señores e Sta. Lucía del Camino, così come studenti della UABJO.
3 compagni della APPO sono stati portati in una casa di sicurezza nella zona
occidentale della città per poi essere trasferiti alla SEPROCI. Confermeremo
la morte di un compagno a cui hanno sparato alla schiena per poi investirlo
con 2 furgoni, come raccontano due anziani che hanno assistito ai fatti e
detto ai poliziotti, “se credevate che in questo modo avreste spaventato il
popolo, avete sbagliato, perché le conseguenze saranno peggiori”.
Nel frattempo, si sta effettuando una manifestazione che va dall’Hotel del
Magistero alla Rotonda di 5 Señores, luogo in cui un anno fa il popolo ha
fermato l’aggressione della Polizia Federale Preventiva, PFP, contro la
radio della UABJO, XUBJ Radio Universidad 1400 a.m.
P.S.: ci sono 2 feriti in un ospedale.
> Hoy viernes, 2 de noviembre, alrededor de las 7:00 AM, se estaba
> concentrando la gente de la población de las colonias, en la Glorieta
> de 5 Señores para realizar un altar como es tradicional conmemorar a
> los difuntos en los pueblos de Oaxaca, la gente iba llegando con
> flores, pan de muerto, veladoras y comida, así como aserrín y
> pigmentos, además de carros de arena para construir las figuras del
> tapete mortuorio del mismo. En ese momento apareció un coche negro sin
> placas que se lanzo sobre un grupo de compañeros que estaban empezando
> la organización del evento intentando arrollarlos para escapar a toda
> velocidad posteriormente, mientras desde las aceras de enfrente de la
> glorieta, venían parejas de policías armados con fusiles de asalto
> AK-47 y F.A.L., mientras tanto, otros se dedicaban a filmar y
> fotografiar a todos los participantes para intimidarlos y registrarlos
> en fichas policíacas, hecho cual todos se retiraron para aparecer 5
> minutos después muchas patrullas a gran velocidad desde todas las
> direcciones de las 6 calles y avenidas que confluyen en esta glorieta
> conocida como de 5 Señores, provocando la dispersión de los
> participantes, después de lo cual se mezclaron las patrullas entre los
> manifestantes, algunas se estacionaron dentro de los grupos de
> compañeros y los policías bajaron de las patrullas y sin decir nada
> empezaron a golpear y a subirlos en un grupo de mas de 10 camionetas
> tipo Pick-up que se formaban en circulo haciendo un cerco para impedir
> la huida de los manifestantes para enseguida arremeter en contra del
> núcleo de los compañeros que empezaban la creación del Altar
> Conmemorativo, mientras tanto, los que tenían fusiles golpeaban con
> ellos a los compañeros y tomados de la cintura eran lanzados a las
> camionetas hasta llenarlas con detenidos, encimando los cuerpos unos
> con otros en forma de Sándwich o Emparedado tanto hombres como
> mujeres, entre ellos se encontraban Profesores, Albañiles,
> Arquitectos, Estudiantes de la Universidad Autónoma “Benito Juárez” de
> Oaxaca [U.A.B.J.O.], Concejales de la APPO [Belén, Román] y durante el
> trayecto a la Secretaria de Protección Ciudadana [SEPROCI] eran
> golpeados, insultados en el estilo soez acostumbrado por los policías.
>
> Después, en los separos de la policía eran interrogados con violencia
> física y verbalmente aplicando técnicas de Terror Psicológico, como
> diciendo que les iban a disparar o a rociar con gasolina y prenderles
> fuego, ensañándose con las personas que traían cabello largo.
>
> Fuimos liberados 17 compañeros a las 11:00 AM de la SEPROCI como
> resultado de la presión de diferentes compañeros, entre ellos
> familiares, Comités de Defensa de los Derechos Humanos, Comité “25 de
> Noviembre”, Colonias Unidas de 5 Señores y Sta. Lucia del Camino, así
> como estudiantes de la U.A.B.J.O.
>
> 3 Compañeros de la APPO fueron llevados a una casa de Seguridad por
> el poniente de la Ciudad antes de ser llevados a la SEPROCI. Vamos a
> confirmar la muerte de un compañero a quien al dispararle por la
> espalda, le pasaron 2 camionetas encima, después de ser asesinado. Dos
> ancianos que presenciaron los hechos narran que una vez caído este
> joven, fue rematado por 2 patrullas. Al ver esto, increparon a los
> policías: “Si creían que con ese crimen asustaban al pueblo estaban
> equivocados, ya que los consecuencias iban a ser peores”.
>
> Mientras, se esta realizando una Marcha que va del Hotel del
> Magisterio a la Glorieta de 5 Señores, lugar donde hace un año el
> pueblo detuvo la agresión de la Policía Federal Preventiva [P.F.P] en
> contra de la Radio de la U.A.B.J.O. [XUBJ Radio Universidad 1400 AM].
>
> P.D.: hay 2 heridos que están en un hospital, eso es lo que pudimos
> rescatar…
>
Domenica 28 ottobre 2007, anniversario della marcia su Roma, saranno beatificati in San Pietro 498 franchisti, tra appartenenti al clero e laici, saranno beatificati perché, secondo i prelati spagnoli, sono “martiri della Repubblica”. Sarà la più numerosa delle beatificazioni mai realizzate, è prevista una folla di fedeli (filofranchisti) dalla Spagna e il battage pubblicitario delle grandi occasioni sui media italiani. La gerarchia vaticana con questa *azione di massa* entra violentemente nel dibattito politico spagnolo: il governo Zapatero sta per varare una legge sulla memoria che condanni il franchismo e la chiesa cattolica spagnola, supportata da Ratzinger, prende posizione in questo modo.
Ma d’altro canto, attraverso questa iniziativa, le gerarchie vaticane continuano a fare politica in supporto al fronte clerico fascista: la scelta della data della marcia su Roma allarga il significato dell’operazione e la colloca nel tentativo sempre più visibile di sdoganamento e legittimazione del fascismo, tentativo operato dall’integralista Ratzinger per affermare un modello di società chiuso e reazionario, patriarcale, omofobico e razzista.
La beatificazione di 498 franchisti presentati come martiri è un esempio vergognoso di revisionismo storico, la strategia vaticana è ancora il vittimismo: si costruisce un’iniziativa per mostrare il clero come vittima di sanguinari comunisti quando la realtà storica racconta che la chiesa fu parte di una reazione fascista che portò in Spagna alla guerra civile e all’instaurazione della dittatura. D’altra parte in Italia conosciamo bene questa tattica vaticana: negli ultimi mesi si cerca di far passare la chiesa cattolica, gli esponenti del clero e persino i politici che dichiaratamente ne supportano le istanze come vittime di una campagna anticlericale, quando, al contrario, la chiesa cattolica condiziona in modo sempre più palese la vita culturale, politica e sociale del nostro paese e conduce una campagna di istigazione all’odio e alla violenza contro donne, lesbiche, gay e trans che produce aggressioni, stupri, omicidi e diffusa intolleranza.
Dall’operazione revisionista che verrà celebrata domenica 28 ottobre esce rafforzata la marcia del dissolvimento della laicità (voluto dal Vaticano e operato dalla politica istituzionale) e la fascistizzazione della società, basata sulla creazione della paura e sulla caccia alle streghe dello scontro di civiltà; ne fanno le spese, ancora una volta, tutte le soggettività non conformi al modello unico dominante, la verità storica, l’antifascismo fondamento del nostro vivere civile.
da
Ce jeudi 25 octobre, 11 h 30, à l’Opéra de Marseille va être présenté le projet de candidature de Marseille Provence, capitale européenne de la culture en 2013.
À l’heure où cette présentation va avoir lieu, et après les incertitudes qui ont pesé ou qui pèsent encore sur le comptoir Toussaint / Victorine et sur le théâtre de la Minoterie, des incertitudes pèsent aussi depuis quelque temps sur le cipM (centre international de poésie Marseille).
La convention d’occupation triennale entre le cipM – créé en 1990 à la demande de la Ville de Marseille – et cette dernière arrive légalement à terme le 6 mai 2008.
La DGAC (Direction Générale des Affaires Culturelles) ne souhaite pas renouveler cette convention, aux prétextes de sécurité et de circulations différenciées pour des publics non muséaux.
Cette situation n’est pas nouvelle puisqu’elle dure depuis plus de trois ans, mais finit par nous lasser et par nous empêcher de travailler sereinement.
Pour mémoire, la même demande, quitter la Vieille Charité, nous avait été faite il y a quelques années, nous avons alors prospecté plusieurs locaux, et proposé à la DGAC d’occuper sur la Canebière l’ancienne librairie Flammarion. Après visite et chiffrage, la DGAC nous demande de trouver avec ses autres partenaires environ 50 % du financement de l’ensemble des travaux d’aménagements.
Le cipM les trouve, la DGAC nous fait alors part de notre incompréhension, nous signifiant que les 50 % s’appliquent à l’ensemble de l’opération ! Nous ne nous décourageons pas et quelques mois plus tard (assez fiers, il faut le dire), nous annonçons que nous avons trouvé auprès de nos autres partenaires (État, Région, Département) 950 000 euro.
C’est alors que se fait un assourdissant silence : nous n’aurons jamais de réponse écrite à propos de ce projet de la part de la DGAC.
À l’heure de la candidature de Marseille Provence, capitale européenne de la culture en 2013, hors l’injonction de la DGAC de nous faire quitter la Vieille Charité, nous ne savons pas quelles seraient les conditions, notamment financières, d’un relogement. Conditions que nous avons pourtant demandées à plusieurs reprises.
À l’heure de la candidature de Marseille Provence, capitale européenne de la culture en 2013, hors l’injonction de la DGAC de nous faire quitter la Vieille Charité aux prétextes de sécurité et de circulations différenciées pour des publics non muséaux (mais comment donc différencier un public muséal d’un public non muséal ? Ne vont-ils pas, publics confondus, visiter un bâtiment, regarder une exposition, travailler dans une bibliothèque ou un centre de documentation, se restaurer dans un café, acheter des livres dans une librairie ?), nous ne savons pas quelles seraient les conditions de sécurité à respecter afin de pouvoir rester à moindres frais pour la Ville de Marseille sur ce lieu.
À l’heure de la candidature de Marseille Provence, capitale européenne de la culture en 2013, nous nous demandons tout simplement si la DGAC a le désir de soutenir le cipM, de lui laisser la possibilité de continuer son travail entamé il y a bientôt dix-huit ans.
Travail, action, ténacité, rayonnement que nous avons su donner à ce lieu, cohérence et originalité de notre démarche, mais aussi compréhension, écoute et soutien de nos partenaires, des poètes et écrivains, qui nous ont valu une reconnaissance nationale et internationale.
À l’heure de la candidature de Marseille Provence, capitale européenne de la culture en 2013, nous ne voudrions pas commencer une nouvelle année en ne sachant pas dans quel lieu nous pourrons assurer notre programmation, dans quel lieu se trouveront les quelques 40 000 documents de notre bibliothèque unique en France, dans quel lieu nous pourrons accueillir nos résidents, dans quel lieu nous pourrons montrer nos expositions, dans quel lieu nous pourrons organiser nos lectures et performances, dans quel lieu nous pourrons tout simplement continuer à faire rayonner la poésie.
Pour nous exprimer votre soutien, signez cette pétition via internet, à cette adresse : Les Incertitudes du cipM <http://www.confettis.org/phpPETITION/>