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Tullio De Mauro, “Analfabeti d’Italia” (da http://internazionale.it)

Analfabeti d’Italia

Tullio De Mauro

da “Internazionale”, n. 734, 6 marzo 2008

Solo il 20 per cento degli adulti italiani sa veramente leggere, scrivere e contare

*

Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile.

Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.

Questi dati risultano da due diverse indagini comparative svolte nel 1999-2000 e nel 2004-2005 in diversi paesi. Ad accurati campioni di popolazione in età lavorativa è stato chiesto di rispondere a questionari: uno, elementarissimo, di accesso, e cinque di difficoltà crescente. Si sono così potute osservare le effettive capacità di lettura, comprensione e calcolo degli intervistati, e nella seconda indagine anche le capacità di problem solving.

I risultati sono interessanti Continua a leggere

Sguardi sulle differenze

Laboratorio di studi femministi “Anna Rita Simeone”

SGUARDI SULLE DIFFERENZE

presenta

lunedì 17 marzo 2008, ore 17.30

Presentazione del libro

FUTURO FEMMINILE 1

Passioni e ragioni nelle voci
del femminismo dal dopoguerra a oggi

a cura di Lorella Reale (Sossella 2008)

e

proiezione in anteprima del documentario

“IO SARÒ STATA”

regia di Lorella Reale

intervengono:
Marina D’Amelia, Pina Maturani, Letizia Paolozzi, Lorella Reale

http://www.sguardisulledifferenze.org

Università degli studi di Roma La Sapienza

Teatro della Casa dello Studente
Via de Lollis, 20

MicroMega in edicola

Da venerdì 29 febbraioè in edicola il quaderno speciale di MicroMega intitolato

“Il papa oscurantista. Contro le donne, contro la scienza”

*

Il volume è composto da due parti. La prima risponde con puntualità scientifica e con indignata moralità alla crociata oscurantista che vuole criminalizzare la libertà delle donne e portare diritti civili e laicità indietro di mezzo secolo. Il volume è aperto dall’appello lanciato lo scorso 14 febbraio da 13 autorevolissime donne (Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda ed Elisabetta Visalberghi) e che on-line (www.firmiamo.it/liberadonna) ha già ottenuto oltre 40 mila firme.

Una delle proposte dell’appello – l’abolizione dell’obiezione di coscienza sull’aborto – è ripresa da un articolo di Carlo Flamigni, che propone che i reparti di ginecologia non assumano più medici obiettori. Il neonatologo del Meyer di Firenze, Gianpaolo Donzelli, spiega perché le cure intensive sui nati molto prematuri siano nella stragrande maggioranza dei casi accanimento terapeutico. E poi interventi di don Enzo Mazzi (che condanna il ritorno del sacro come fonte primaria di violenza), Carlo Alberto Redi (che descrive i paradossi di una Chiesa che “difende la vita” solo a parole), Bruno Brambati (che spiega perché una riproduzione libera e responsabile non c’entra niente con l’eugenetica), Valeria Parrella (che, sulla scorta di un’esperienza diretta, riflette sulle recenti polemiche sulla rianimazione dei nati ultraprematuri).

La seconda parte del volume riporta tutti, ma proprio tutti, i materiali del noto caso Ratzinger/Sapienza: una cinquantina di editoriali e commenti delle principali testate, le lettere che hanno dato il via alle polemiche, i discorsi del papa, di Veltroni e di Mussi per l’inaugurazione dell’anno accademico. Il tutto inquadrato in una dettagliatissima cronologia dei fatti e con un commento inedito di Luca e Francesco Cavalli Sforza, che sottolineano la piena legittimità della protesta dei 67 professori di fisica.

guarda la copertina su www.micromega.net

Roma, 5 marzo, ore 21:00, liceo Morgagni : contro la pena di morte

Morgagni ore ventuno 2007/2008
presenta

Marcos Vinicius
concerto di solidarietà

NON IN MIO NOME
– la pena di morte non è nelle mie corde –

Concerto per chitarra classica dedicato al nativo d’America Fernando Eros Caro
da 26 anni nel braccio della morte di San Quentin

Letture da “Poeti da morire” Ed. Giulio Perrone, a cura di Marco Cinque
– proiezione di dipinti di Fernando Caro dal braccio della morte –

Mercoledì 05 marzo, ore 21.00
presso il Teatro/Aula Magna del Liceo
G.B. Morgagni, via Fonteiana 125 – Roma

ingresso libero
Parcheggio interno – Bar aperto
Info: 06/5894887 – 06/68719312

Una lettera – da/per MicroMega

ricevo e diffondo:

 

Carissime amiche, carissimi amici,

sono Cinzia Sciuto, la redattrice di MicroMega che si è occupata della petizione “Liberadonna” (www.firmiamo.it/liberadonna).
Innanzitutto volevo ringraziarvi per aver sostenuto QUESTO APPELLO: in pochi giorni abbiamo superato le 34 mila firme nonostante il silenzio pressoché totale dei grandi mezzi di comunicazione (che invece non esitano a dare ampio spazio ai sostenitori della “moratoria” sull’aborto).
L’appello che avete sottoscritto aprirà un numero speciale di MicroMega, che sarà in edicola dal 29 febbraio e il cui titolo è “Il papa oscurantista. Contro le donne, contro la scienza”. In una prossima comunicazione vi invierò la copertina e il sommario completo del numero.

Oggi vi scrivo perché noi non vogliamo mollare, non vogliamo abbassare la guardia. Ma abbiamo bisogno dell’aiuto di ciascuno di voi. Probabilmente l’avrete già fatto, ma vi invito a divulgare il più possibile questo appello tra le vostre amiche e i vostri amici in tutte le forme che ritenete più opportune. Fate loro capire che, se riusciamo a sfondare il muro del silenzio, possiamo ancora bloccare questa nuova offensiva contro le donne, che altrimenti rischia di essere vincente. Da parte nostra, continueremo a diffondere l’appello e stiamo anche valutando l’ipotesi di organizzare iniziative pubbliche (magari per l’8 marzo, perché no?). Se avete poi altri suggerimenti su come promuovere l’appello, scriveteci pure (redazione [at] micromega [dot] net): non garantiamo una risposta a tutti, ma assicuriamo che tutte le vostre mail saranno lette e i vostri consigli presi in considerazione.

Poiché, per la legge che tutela i dati personali, noi non abbiamo accesso diretto ai vostri indirizzi e-mail, per continuare ad essere aggiornati sull’andamento dell’appello e sulle iniziative di MicroMega, vi pregherei di iscrivervi alla nostra newsletter seguendo questo link: http://login.kataweb.it/login/newsletter/login.jsp?newsletter=micromega.

Grazie ancora a tutte e tutti,
contiamo su di voi!

un caloroso saluto
Cinzia Sciuto

 

Un appello di MicroMega

Ricevo, accolgo, sottoscrivo, sostengo, rilancio:

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti,

ora basta!

L’offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta – ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.

Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.

Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l’autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.

Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l’obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l’accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).

Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.

Per sottoscrivere la lettera-appello: www.firmiamo.it/liberadonna

 

I fisici, atto secondo

DOMENICA 17 FEBBRAIO, ORE 18
presso la Libreria Croce, corso Vittorio Emanuele II 156, tel. 06-68802269

> I FISICI, ATTO SECONDO <
Dopo la mancata visita del Papa all’università “La Sapienza” di Roma, tre fisici tornano sul palco per rispondere alle domande di Marco Cattaneo (direttore responsabile de “Le Scienze”) e del pubblico.

Intervengono:
Prof. Carlo Bernardini
Prof. Carlo Cosmelli
Prof. Andrea Frova

Introduzione di Raffaele Carcano (segretario nazionale UAAR)

«In nome della laicità della scienza e della cultura
e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto
a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia»
(Dalla lettera di 67 docenti al rettore della Sapienza)

L’iniziativa di svolge nell’ambito dei Darwin Day UAAR, le giornate per la scienza che l’UAAR organizza, dal 2003, in numerose città italiane per commemorare la nascita di Charles Darwin e per celebrare i valori della ricerca scientifica e del pensiero razionale. L’UAAR ha deciso di dedicare il programma 2008 dei suoi Darwin Day ai docenti del Dipartimento di fisica della Sapienza.

* * *

UAAR – Casella Postale 749 – 35122 Padova
Tel./fax 0498762305 , website: www.uaar.it

Circolo UAAR di Roma “Gianni Grana”
Tel. 0645443094 – 3460227998, website: www.uaar.it/roma

20 ore al giorno

non riesco a leggere nemmeno un articolo equilibrato e franco come questo senza avvertire – di fondo – un rintocco illuminista che non ha senso in italia e non ha senso nel mondo.

è come sentire parlare Calvino di industriali illuminati. non ne esistono.

non esiste in italia un “buon” governo. non con questa gente. ma il problema – se fosse solo italiano – sarebbe poca cosa. la consueta barzelletta di un paese che più comico non si sa immaginare. invece la tragedia è altra ed è occidentale e orientale.

come la seconda guerra mondiale è finita con la creazione della possibilità della fine della specie umana sul pianeta (la semplice esistenza delle armi nucleari non solo “significa” ma “è” di fatto questa possibilità), così la fine per soppressione e a volte autosoppressione delle lotte dei lavoratori, la loro atomizzazione, frantumazione, annullamento, e il mercato globalizzato, globalizzano la morte individuale, la distruzione del tempo individuale, delle vite delle persone, e innescano una possibilità che non smette di attuarsi di fatto. e che non è reversibile. ha degli attori, ovviamente. in alto (i soliti) e in basso (pensiamo alle masse sterminate di lavoratori cinesi che producono per 20 ore al giorno: è la “scelta” del lager, e insieme la nuclearizzazione della propria identità).

a questo punto c’è da dire che forse lo spazio della borghesia è solo l’interregno apparente tra due forme di feudalesimo reale. l’italia è il posto dove questo si vede di più, perché non c’è in fondo stata una vera borghesia e le maglie sono più lasche. si vede, sotto, la trama e il tramare dei vecchi nobili, del vaticano, dei figli dei figli dei figli. (con l’arrivo del robot b. XVI a sanpietro non si fa nemmeno più tanta fatica a sbirciare tra le maglie).

la stessa frase di Debord, “la schiavitù vuole ormai essere amata esattamente per se stessa, e non in vista di qualche miglioramento estrinseco che potrebbe apportare”, poggia molto debolmente su quell'”ormai”, datato all’inizio degli anni Novanta. siamo alla fine di un arco temporale iniziato grosso modo a metà Settecento. altro che anni Novanta… continueremo a vivere questo interregno forse per parecchio ancora. e continuerà a viverlo chi viene dopo di noi.

[ via via i prìncipi si tolgono la maschera, piccole leggi cadono. tutto sommato gli USA sono un laboratorio molto chiaro di questo processo. ma ci arriviamo. si tratta solo di peggiorare un altro po’. coraggio.

i sindacati dei metalmeccanici hanno strappato un rinnovo di contratto con aumenti salariali assai bassi. (e con un sabato di “straordinari obbligatori” in più). si sta ricompattando un fronte di destra-centro. ben noto. ma siamo daccapo alla sola italia. alla tragicommedia dunque ]