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Il «maestro di periferia». (Articolo di Edoardo Borra)

Ugo Cerrato (foto di F.Cirilli)«Esprimo vivo compiacimento…». Quante volte abbiamo sentito queste parole, diventate, per molti di noi, un celebre attacco? Cominciava infatti così, solitamente, l’intervento di Ugo Cerrato, quando partecipava ad una qualche iniziativa organizzata nel nome del suo amico, Beppe Fenoglio. Il fatto è che partecipava sempre, con un’energia, un coinvolgimento, un entusiasmo contagiosi. E non era raro che, di queste iniziative, fosse lui stesso il promotore, più o meno occulto: molte cose sono state fatte perché si era parlato con lui, o perché parlando con lui si era ricevuta la sua approvazione. O perché si sapeva che ci sarebbe stato anche lui, immancabilmente.

Figure come quelle di Ugo Cerrato fanno cultura così, spendendosi liberamente (e gratuitamente) in mezzo agli altri, Continua a leggere

Ricordo di Ugo Cerrato

Ugo Cerrato (foto di F.Cirilli)«E pensò che forse un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull’ultima collina, guardando la città […] la sera del giorno della sua morte. Ecco l’importante: che ne restasse sempre uno»

Beppe Fenoglio

 

Poco più di un mese fa, il 18 gennaio, moriva Ugo Cerrato. Da tempo sofferente, ha tenuto testa al male con riservatezza e con una tenacia fuori dal comune.

La vita e il nome di Cerrato sono legati strettamente a quelli di Beppe Fenoglio, di cui è stato amico fraterno: al punto da rappresentare, con la sua voce, i ricordi, i tanti documenti raccolti nel tempo – foto, ritagli di giornali e riviste, libri – un punto di riferimento imprescindibile per chiunque desiderasse conoscere più da vicino, in una dimensione anche “privata”, il Fenoglio del dopoguerra e degli anni Cinquanta. Ma gli si farebbe un grave torto se gli si riconoscesse il solo merito di aver saputo conservare la memoria dell’amico scrittore restituendone gli aspetti poco noti, rimasti nell’ombra della quotidianità.

Con la sua vitalità contagiosa, con l’altruismo e l’entusiasmo che ha mostrato fino agli ultimi mesi, Ugo Cerrato è stato infatti un autentico maestro di vita: un uomo appassionato e leale, combattivo, capace di tradurre – proprio come Beppe – l’esperienza della Resistenza in una lezione attuale, necessaria e urgente. Di qui l’impegno a partecipare, a narrare, a declinare, nei modi possibili, il senso di quell’esperienza: senza ometterne le ombre, sì, ma anche senza ridurne il valore.

Di questo, soprattutto, gli è grato chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

 

Fiammetta Cirilli

 


[ foto di F.C., 2006 ]