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Pratiche di détournement nella città-zombie

ricevo e volentieri diffondo:

Pratiche di détournement nella città-zombie


di Drobedj Yuhg  [*]

Ci sono città-museo, città che coincidono senza resti, o quasi, con una spazio espositivo integrale. L’Aquila, come Venezia – e forse ancora più di essa – è una di queste. In gran parte museificata, sottratta cioè all’uso comune e alle forme di abitazione originarie, relegata in maniera più o meno estesa in una sorta di spazio di indisponibilità (la cosiddetta “Zona Rossa” che dal 6 aprile 2009, giorno del catastrofico terremoto che ha investito il capoluogo abruzzese e i suoi dintorni, è stata istituita per tenere lontani i cittadini dagli edifici e i quartieri del centro storico più disastrato e pericoloso) L’Aquila è infatti diventata oggi una gigantesca Gesamtkunstwerk (un’Opera d’Arte Totale), come forse non se ne trovano in nessun’altra parte del mondo – men che meno nell’ambito della produzione artistica in senso più o meno canonizzato. Un’Opera d’Arte Totale che, fino a ieri, aspettava solo di essere riconosciuta come tale. Siano dunque encomiati gli anonimi (come chiamarli? non certo artisti!; operatori? visionari? semplici tecnici in grado di servirsi in maniera non usuale di tecnologie più o meno avanzate ma comunque già disponibili?) autori del gesto che ha letteralmente reso visibile quello che era sotto gli occhi di tutti gli (ex)abitanti di questa città, quel Reale angoscioso, come lo avrebbe chiamato Jacques Lacan, che tutti si ostinavano a rimuovere e denegare. Cresciuti con ogni probabilità compulsando i testi dell’internazionale situazionista, ma anche cercando di cogliere i limiti di quanto ancora di “artistico” o “sociologico” c’era nelle pratiche di “deriva urbana” e di “descrizione psicogeografica” di quell’avanguardia, essi – non sappiamo con precisione al momento quanti siano – hanno avuto il merito indiscutibile di rivelare la dimensione per certi versi inedita in cui è entrata L’Aquila, e di conseguenza i suoi stralunati, in senso etimologico, abitanti. Quale dimensione? La si potrebbe definire per brevità in questo modo: Continua a leggere

Accolto il ricorso presentato dalla Fiat

La notte tra il 6 e il 7 luglio 2010, nel corso di uno sciopero in Fiat, viene contestato a Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli di aver bloccato un carrello allo scopo di interrompere la produzione.

Il licenziamento diviene effettivo nove giorni dopo. Il giudice del lavoro di Melfi Emilio Minio, con un decreto d’urgenza datato10 agosto 2010, rimette in servizio i tre. La Fiat presenta ricorso.

Dei giorni scorsi è la notizia che il giudice del lavoro Amerigo Palma ha accolto il ricorso della Fiat contro il reintegro dei tre operai.

Per approfondire gli aspetti legati alla sentenza e alle ragioni di Giovanni Barozzino, Editori Riuniti propone il libro Ci volevano con la terza media.

n.paradoxa: international feminist art journal

n.paradoxa: international feminist art journal
volume 28 (July 2011) Biopolitics

KT press

www.ktpress.co.uk

New volume of n.paradoxa: international feminist art journal just published

Volume 28 (July 2011) Biopolitics

What is a feminist take on biopolitics? Several routes through the maze of definitions presented by both terms – feminism(s) and biopolitics – are suggested in this volume about contemporary women artists’ practices. Biology + politics? Human bodies, female bodies? Material feminism(s) and feminist materialisms? Art approaching scientific and political issues, art as scientific experiments?

Contents:

Angela Dimitrakaki ‘Labour, Ethics, Sex and Capital:, On Biopolitical Production in Contemporary Art: Andrea Fraser and Tanja Ostojic’

subRosa ‘Bodies Unlimited: A Decade of subRosa’s Art Practice’

Marcia Oliveira ‘The Postmodern Paradox in Visual Arts: Aestheticism, Politics and Contemporary Materialism: Ana Vieira’

Jo Anna Isaak ‘Memories, Rooms, Sound and Skin: An Interview with Irina Nakhova’

Katy Deepwell ‘From Marginalia to Monalisa: an interview with Ida Applebroog’

Suzana Milevska ‘Woman Bear Witness’- an essay on women artists whose work addresses the persecution of Roma people.

Monica Sjoo and Anne Berg Images on ‘Womanpower– Arts Manifesto (1971) – a reprint of an early feminist art manifesto’

Kim Sawchuk ‘Bio-art and the feminist politics of hands-on knowledge: an interview with Canadian artist Tagny Duff’

Victoria Rance ‘Mary Kelly: Projects, 1973-2010’

Kimberly Lamm ‘At the Pivot of the Biopolitical: Seeing Sex and Racism in Lorna Simpson’s You’re Fine’

Artist Pages: from Silvia Ziranek ‘A/MY LIFE IN (MY) WORDS’ and ‘(WHAT?) FACE FATE’
Plus features on ‘Women artists at the 54th Venice Biennale’
And ‘3 Women: Maria Pininska-Berez, Natalia LL, Ewa Partum’ at Zacheta Gallery, Warsaw


This volume is financially supported by the Flo Art Foundation

The print journal is published two times a year (Jan and July) and its content is only available in print form. n.paradoxa is the only international feminist art journal specialising in contemporary visual arts in the world!

Available to order: www.ktpress.co.uk

conio

24 giugno 2011, h. 12:16

conio ora, in rif. a intellettuali che solo da e per un palco parlano, il seguente neologismo: coronismo-velinismo.

storia:
virus trasmesso dal wveltronismo con indice e medio a V, incubato in parallelo soprattutto dal 1994 in area mediaset, trasmesso a cascata al complesso del sistema sovrastrutturale italiano.

terapia:
nessuna. incurabile.

Bibli news (sad news)

BIBLINEWS DEL 14 giugno 2011

centro culturale libreria bibli

via dei fienaroli 28 – roma-trastevere


 

Il 30 giugno Bibli è costretta a lasciare la sua sede storica di Via dei Fienaroli: il prezzo degli affitti è ormai troppo alto e il prezzo dei libri troppo poco regolamentato perché una libreria indipendente possa andare avanti da sola nel centro storico.

Ma faremo di tutto perché possa riaffiorare altrove, con un vestito nuovo e nuove idee.

Per oltre vent’anni, quasi ogni giorno, Bibli ha accolto persone, musiche e storie, incrociando sguardi verso l’esterno e verso l’interno. Non si condivide tanta bellezza e vitalità senza un debito di gratitudine, enorme, verso chi l’ha portata.    

 

 

 BIBLI IN VENDITA… PORTANE UN PEZZO A CASA…

La libreria Bibli chiude e si mette “in vendita”: tutti gli arredi, sedie, tavoli, scaffalature e persino un pianoforte a coda Yamaha possono essere acquistati a prezzi di realizzo…

E, fino al 30 giugno, su tutti i libri sarà applicato uno sconto del 30%.

 


IL PERSONALE DI BIBLI…

In sedici anni di attività, da Bibli hanno lavorato tante persone e nel tempo si è formata una squadra affidabile e professionale: una squadra che è ora alla ricerca di nuova occupazione.

Da Ana (338.3417906), che mette la sua arte culinaria a disposizione di chiunque abbia bisogno di una cuoca esperta e seria, a Mita, Ramona, Livia e Agneska, che in caffetteria hanno sempre garantito un servizio puntuale.

E poi la contabile Laura, l’addetto stampa Giovanni, i librai Leonardo, Chiara, Raffaele e Rolanda, che hanno maturato una vastissima esperienza e che possono garantire una gestione attenta e precisa della libreria.