- Cecilia Bello Minciacchi, «l’intero (in vero) (in vitro)»: il dolore e lo sguardo esperiti (postfazione a M. Giovenale, “Criterio dei vetri”, oèdipus, Salerno 2007)
- Daniele Claudi, Recensione a Giovanna Marmo, “Occhio da cui tutto ride”, No Reply, Milano 2009
- Michelangelo Zizzi, Prefazione a Andrea Leone, “Lezioni di crudeltà” (Poiesis, 2010)
- Philippe Di Meo, Zanzotto: un poète généalogique
- Andrea Inglese, Il canto dell’orrore. Appunti sul “Tiresia” di Giuliano Mesa
- Marco Giovenale, Una nota su “Sleepwalking”, di Laura Pugno (Sironi, 2002)
- Renata Morresi, Freddure e anti-illuminazioni: su tre poesie di Luigi Socci
- Sebastiano Aglieco, risposte a “5 ostruzioni” (a cura di B.Antomarini)
- Marco Giovenale, Una nota su “Spostamento”, di Giovanna Frene (Lietocolle, 2000/2001)
- Paolo Maccari, Nota a Andrea Inglese, “Commiato da Andromeda” (Valigie Rosse, Livorno 2011)
- Gherardo Bortolotti, La meraviglia e la volontà di dire: il senso della scrittura di Michele Zaffarano
- Vincenzo Frungillo, Recensione a Francesco Filia, “Il margine della città” (Il Laboratorio, 2008)
Archivi tag: critica
“l’immaginazione”, n. 265
l’immaginazione
diretta da Anna Grazia D’Oria
Anno ventottesimo, numero 265 ottobre-novembre 2011
Giovanni Fontana, Wasted time, 2011
Le immagini
Gianfranco Contini
Giacomo Debenedetti
Roberto Longhi
Fra inediti e rari
Francesco Leonetti a Elio Vittorini. Due lettere
Virna Brigatti, Commento
continua qui
produzione di spettatori / Alberto Grifi
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=1uyT4-JyKbw&w=560&h=315]
Bernstein on Czernin and Schmatz: the case of “Die Reise”
Fraud’s phantoms: Czernin and Schmatz
In the early summer of 1986, two young Austrian poets, Franz Josef Czernin and Ferdinand Schmatz, had the idea to write poems that closely resembled the poems they found most typical and at the same time most deplorable in contemporary poetry volumes, for example the work of Rainer Kunze, Günther Kunert, and Sarah Kirsch. At first they had the idea to call the poet Irene Schwaighofer (silent court), a poet born in a little town in upper Austria, who, familiar through schooling with the tenets of modernism, would need no time to forge her own distinctive style and upon being published would proceed to win many prizes and much praise. However, Czernin and Schmatz felt this process would take too long and in order to shorten the “difficult and boring” process, decided to … [ read the whole text here ]
(su) alcuni testi
In più di un’occasione mi sono trovato fittamente in dialogo, e più spesso in discussione, con Daniele Barbieri. Qui lo ringrazio per un post che mi dedica: http://guardareleggere.wordpress.com/2011/12/22/della-poesia-di-marco-giovenale/
dal blog del Corsera
il trentennale della rivista “Il Segnale”
auguri (anche se in ritardo) agli amici del “Segnale”
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http://poesia.corriere.it/2011/10/notizia-2.html
OGGI, 18 ottobre: “Presenza del testo”: le edizioni Oèdipus a Roma, da Empiria
presso la Libreria Empiria
(Roma, via Baccina 79)
OGGI, martedì 18 ottobre, alle ore 18:30
“Presenza del testo”
Una lettura di poesie, e un’occasione di confronto.
Con
Cecilia Bello Minciacchi, Francesco G. Forte, Marco Giovenale, Giovanna Marmo,
Giulio Marzaioli, Francesco Muzzioli, Vincenzo Ostuni, Ivan Schiavone, Ferdinando Tricarico
Su faceboook :
https://www.facebook.com/event.php?eid=125286254242431
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Oèdipus
http://www.oedipus.it
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Empirìa
http://www.empiria.com
“TESTUALE” in rete
Risposta di Stefano Guglielmin / su “Prosa in prosa”
(uscito in Blanc de ta nuque) in replica al mio di ieri. E torno
a ringraziare Stefano della sua cortesia e disponibilità al confronto
Una risposta a Marco Giovenale / una parola sul “fondamento”
Partendo in medias res (e con un impeto che spero non sia irritante), dico: se, come ha scritto Tarkos, “to tell the truth, uh oh, that’ll cause the revolution”, allora voglio capire da ciascuno di voi che cosa intende per “verità” e per “nuovo” (implicito nel richiamo alla “revolution”, ma anche caro a tutta la modernità, che lo pensa quale ‘superamento con scarto positivo’, e quindi riconoscendolo auspicabile a prescindere come sinonimo di progresso, avanzamento, crescita). Resi espliciti questi due fondamenti, posso distinguerli da quelli, per esempio, di Platone, Aristotele, Sant’Agostino, Spinoza, Kant, Hegel, Marx, Darwin, Wittgenstein, De Saussure, Heidegger, Popper, Deleuze, Derrida, e decidere con maggiore serenità se la posizione di GAMMM ha o meno una radice positivista.
Ancora, e cito Juliana Spathr quando afferma, a proposito di The fatalist della Hejinian, che in esso c’è la dimostrazione “how poetry is a way of thinking, a way of encountering and constructing the world, one endless utopian moment even as it is full of failures.”; a parte l’evidenza che sono molte le tradizioni culturali che trovano una forte relazione fra poesia e pensiero, vorrei sapere, parafrasando Heidegger: ma che cosa significa, per ciascuno di voi, pensare? Lo chiedo anche per poter affermare che, quando si recensisce un libro collettivo, si pensa sempre in termini generali, sacrificando, per ragioni di spazio, il particolare: penso 6 e così tolgo le singole unità, che troveranno inevitabilmente ingiustizia in quel numero impersonale, che li rappresenta solo parzialmente (ma su Broggi e Giovenale ho già scritto altrove e spero di poterlo fare anche sugli altri, prima o poi).
En passant: Continua a leggere



