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28 ottobre, roma: pasquale polidori, “io ho visto solo la fine” – happening allo studio campo boario

IO HO VISTO SOLO LA FINE
rottami di lettura di URLO attraverso Jackson Pollock, Gina Pane, Ferruccio De Filippi

un happening con

Giovanna Fiacco Alberto D’Amico Naoya Takahara Michele Zaffarano Tianyi Xu Pasquale Polidori Chiara Vignandel Salvatore Zoncheddu

Studio Campo Boario – Roma – 28 ottobre 2021 – dalle 16:30 alle 20:30

grazie a Federica Luzzi

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Io ho visto solo la fine è una lettura di URLO in forma di happening, dove il testo di Ginsberg è restituito mediante l’accadere contemporaneo di un insieme di azioni concentrate nello stesso luogo, lo Studio Campo Boario a Roma e le strade nei dintorni. Queste azioni, di cui URLO è un perimetro non sempre oggettuale, funzionano come attraversamenti del poema che, fin dal suo apparire, si è posto come un dato materiale e spaziale, costruito sull’unità di misura del respiro e sulla sua forzatura, ossia la ricorsiva messa alla prova della tenuta plastica della voce: la voce di Ginsberg che, il 7 ottobre 1955 nella Six Gallery a San Francisco, estatico e al limite della verbigerazione, rovescia il dentro-fuori di corpo e delirio, tenuti insieme da ossessivi nodi anaforici, che sono l’appiglio sintattico di una oralità che rischia ripetutamente la deriva dei significati, lo smarrimento del punto, nelle frasi lunghe che compongono il poema e nelle quali è densissima la concettualizzazione delle singole parole. Da sempre, quando si parla di URLO, se ne sottolinea il carattere di denuncia nei confronti della realtà politica, sociale ed economica americana: nel processo che seguì alla pubblicazione del libro, per respingere l’accusa di oscenità la difesa userà l’argomento secondo cui URLO esprime realisticamente il patimento dei derelitti; in altri termini, oscena è la vita di chi è fatto fuori dal sistema, non il linguaggio che naturalisticamente riflette questa ultra-marginalità. Oltre il ragionevole margine linguistico-sociale, non è più il caso di cercare una ragionevolezza dell’espressione. Per questo URLO esprime certo una denuncia contro la realtà, ma lo fa abbandonando la realtà e estromettendola al discorso, più che riflettendola; nel discorso-URLO c’è una ricercata costruzione di immagini difficili da mettere a fuoco con gli strumenti di un pensiero moralizzatore, che intende cioè perseguire il fine di comprendere. Si ha più l’impressione che l’unica comprensione possibile sia non la chiusura del punto, l’abbraccio del senso (comune), bensì lo spalancamento del discorso alle sue paradossalità, anche musicali.  È il corpo di Ginsberg che, attraverso la voce ed euforicamente, si assume poi il compito di dimostrare possibile una tale estrema elasticità del voler dire, senza che esso arrivi mai a rompersi del tutto.

[continua qui: http://www.pasqualepolidori.net/opere/io-ho-visto-solo-la-fine/]

codice serrato / federica luzzi. 2004

       

Federica Luzzi, Codice Serrato, Collezione di Arte e Grafica,  Biblioteca Casanatense, Roma (numero di segnatura 20. B. II. 199/10). Opera libro realizzata in legno di tiglio scolpito a mano e patinato, 2004.

Opera composta da due elementi.

Per rendere l’idea di qualcosa di indicibile e segreto ho lavorato sul concetto di lingua illeggibile tagliando in due frammenti l’unico pezzo che chiuso a forma di guscio (dal mio ciclo di opere intitolato “Shell”) si legava anche alla mia passione per le fibule longobarde di epoca medievale che mi affascinavano da sempre.

Molti anni fa inviai un plico con più fotografie, tra cui quelle relative a Codice Serrato, a Mirella Bentivoglio la quale con mia enorme sorpresa subito mi telefonò a casa dicendomi: «questa tua opera è un esempio di ‘lettrismo’!».

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“monster me”: il 6 e 7 dicembre allo studio campo boario

 

 

a Roma, venerdì 6 e sabato 7 dicembre, alle ore 18
presso lo Studio Campo Boario
(Viale del Campo Boario 4/A)

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MONSTER ME

suoni, performance, interventi sonori, improvvisazioni, spostamenti

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21 novembre, roma, biblioteca vallicelliana: “proiectum”

Marina Benedetto, Claudio Damiani, Giuseppe Garrera, Melissa Lohman, Beppe Sebaste, Stefania Soskic

nell’ambito dell’installazione PROIECTUM
di Fabrizio Crisafulli e Federica Luzzi

giovedì 21 novembre dalle ore 17 alle ore 19

Biblioteca Vallicelliana, Roma

OPERA 00 I 20 a cura di Paola Paesano

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