Archivio mensile:Marzo 2012

31 marzo: “Penombra della lingua”, di Nanni Cagnone (ed. La camera verde)

a Bomarzo (VT), sabato 31 marzo, alle ore 20:30

presso la trattoria

PICCOLO MONDO
Via Madonna del Piano, 27

presentazione del libro

PENOMBRA DELLA LINGUA

di

Nanni Cagnone

(La Camera Verde, Collana Metra)

*

Centro Culturale
LA CAMERA VERDE
direttore
Giovanni Andrea Semerano
via Giovanni Miani n. 20, 20 a, 20 b
00154 Roma

3405263877

www.lacameraverde.com

domani, 28 marzo: Babilonia Teatri – Marco Giovenale

www.teatrodiroma.net/quaderni
http://www.facebook.com/quaderniteatrodiroma

 Quaderni di Scena – Roma, Teatro Argentina – Sala Squarzina, ore 16.45

Mercoledì 28 marzo

Babilonia Teatri – Marco Giovenale

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www.teatrodiroma.net/quaderni
http://www.facebook.com/quaderniteatrodiroma

per la poesia a Firenze

ricevo da Elisa Biagini (cfr. qui) e diffondo a mia volta:

…c’è una città dove forse non si potrà più celebrare la poesia di altri paesi, e la nostra: Firenze.

Qui infatti, dopo nove edizioni che hanno portato poeti italiani e di tutto il mondo a leggere i loro testi dalle Oblate a Villa Romana, dalla Villa Medicea di Castello alla Badia Fiesolana, “Firenze Poesia.Voci lontane-Voci sorelle” rischia di morire.

Il Festival, che ha fatto incontrare ai fiorentini poeti canadesi, americani, romeni, indiani, sudafricani, venezuelani, russi e giapponesi, solo per nominare alcuni dei paesi di provenienza, come pure Milo de Angelis, Antonella Anedda, Eugenio de Signoribus, Vivian Lamarque e Fabio Pusterla e altri fra i poeti italiani più interessanti e importanti, e ha permesso a poeti più giovani di condividere il proprio lavoro, a causa dell’assenza di finanziamenti da parte delle autorità e di sponsor privati, forse quest’anno non riuscirà a portare i poeti del mondo a Firenze (e stiamo parlando di una manifestazione che potrebbe già fare molto con soli 2500 euro!). E la città, che a questi poeti ci tiene perché ogni anno li ha seguiti con passione (e gratuitamente) durante le varie serate, merita di averli perché parlare di poesia è parlare del mondo, è gesto di condivisione e dialogo, è scoprire che, nella parole di Anne Sexton, “la mia cucina, la tua cucina/la mia faccia, la tua faccia” (e per la storia del festival e i nomi di tutte le persone che hanno lavorato per realizzarlo-me compresa- e per i testi dei poeti che vi hanno partecipato, si rimanda a http://associazioni.comune.firenze.it/labbuon/home.html).

Per sua natura poi “Voci Lontane-Voci sorelle” (che inizia già a fine anno a preparare l’edizione del giugno successivo) non si è mai limitata ad una carrellata di voci Continua a leggere

Sarah Mangold, “I Meant To Be Transparent”

“It was more like an impressionist portrait than an identification photo” writes Sarah Mangold in I Meant To Be Transparent, a book woven through the writing of early 20th century literary innovator Dorothy Richardson and the contours of contemporary poetics. Taking her title from a line in Robert Duncan’s Ground Work, Mangold’s attempted transparency slips original language between filmic jump cuts that mirror Richardson’s own prose and a near pre-raphaelite interleaving of fore and backgound — bringing the silenced, the skirted, the sidelined into view. By troubling the implications of linguistic transparency, Mangold challenges the literary portrait in a world in which “men and women are taught from the beginning to speak “his”” and likewise suspending the space before “feeling fades into thought –” In this hovering between, Mangold brings into focus the woman at the edge of the party with “Lots of big big revolution behind my eyes” and the ways in which the failure to be see-through becomes its own revelation.

ricevo, condivido, diffondo

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Perchè la CGIL non vuole modificare l’art. 18?
1) perchè si sta parlando di un licenziamento che IL GIUDICE (non il sindacato) HA DICHIARATO ILLEGITTIMO AL TERMINE DI UN PROCESSO, cioè ILLEGALE. Non può perciò che essere annullato, non risarcito. E’ come se un delinquente vi ruba o vi fa del male, lo prendono, il giudice riconosce la sua colpevolezza, ma invece di dargli la pena detentiva stabilita dal codice lo lascia fuori grazie al fatto che vi paga un risarcimento tipo assicurazione. POSSIAMO TRATTARE IL LAVORO COME UN PARAURTI?
2) perchè se le imprese non danno lavoro in Italia non è perchè esiste questa tutela ma perchè preferiscono andare dove gli Stati danno incentivi, la burocrazia funziona, i tribunali funzionano e soprattutto il lavoro costa molto meno, così ce la fanno e magari aumentano i loro margini di profitto (vedi la vicenda OMSA).
3) perchè non è parlando di licenziamenti che si produce lo SVILUPPO e la CRESCITA.  
Voglio infine ricordarvi che in Italia, così come flessibilità in entrata c’è già parecchia flessibilità anche in uscita. Si può licenziare per cessazione di attività, soppressione di posto di lavoro, ristrutturazione, riorganizzazione, oltre naturalmente perchè il lavoratore ha commesso atti illegittimi. Ed infatti se avrete la pazienza di aspettare qualche giorno potrete ascoltare il rapporto annuale dell’ISTAT, con i dati terribili del calo occupazionale, soprattutto nella grande industria (guarda caso quella dove l’art.18 si applica).
Ed infine, ma pensate che esistono ufficialmente i licenziamenti discriminatori? “Din don: chi è? sono un ladro, signora, sono venuto a rubare!” Ovvio che anche quando il motivo è quello ti diranno che non esiste più la tua mansione, o che hai commesso infrazione disciplinare.
ALLORA PERCHE’ TUTTA QUESTA TESTARDAGGINE? PERCHE’ QUESTA E’ UNA QUESTIONE DI VITA O DI MORTE, E DELLE LIBERALIZZAZIONI NON E’ RIMASTO NULLA, I PROVVEDIMENTI SULLE BANCHE SONO SPARITI, LA RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA E’ USCITA DI SCENA, ECCETERA?
E’ davvero una questione di prova di forza nei confronti del sindacato, ma secondo noi ancor di più un modo per far scoppiare una volta per tutte le contraddizioni  interne del Partito Democratico, che su questa vicenda arriverà all’autodistruzione.
E così dopo averci scaricato addosso una pesante riforma delle pensioni (che non risolve alcun problema di capacità economica e si abbatte soprattutto sulle donne lavoratrici), dopo averci fatto accollare una carrettata di tasse sulla casa (non il castello, ma la prima casa, anche piccola, piccolissima), ora ci vogliono convincere che senza la modifica dell’articolo 18 l’economia non riprenderà.
Non è levando un diritto (non privilegio) ad una parte di lavoratori che l’altra va avanti.
E non c’è nulla di Tecnico in questo Governo, che più va avanti e più mi appare terribilmente ipocrita.
E’ per tutte queste considerazioni, e molto altro ancora, che la CGIL ha bocciato la proposta e non ha firmato.

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