Archivio mensile:Settembre 2019

congedo di alfabeta2

15 settembre 2019

Alfabeta2, come la precedente alfabeta, è legata indissolubilmente al nome e all’opera di Nanni Balestrini, che – come sapete – non è più tra noi dallo scorso 19 maggio. Per questo con il numero di oggi, dopo aver pubblicato i testi raccolti o commissionati prima della sua scomparsa, ci congediamo dai nostri lettori. Anche se la rivista chiude le pubblicazioni, tutti i materiali che abbiamo pubblicato in questi anni resteranno accessibili in rete almeno sino alla fine del 2020 e, in seguito, all’interno dell’Archivio Balestrini.

Sappiamo che questa, per i lettori, è una perdita. Lo è anche per noi. Dal 2010 in avanti, prima su carta e poi in rete, alfabeta2 ha avuto un ruolo importante in un dibattito, quello culturale e politico italiano, più che mai impoverito. Del lavoro che abbiamo fatto insieme alla comunità dei nostri collaboratori, che negli anni è sempre cresciuta in quantità e qualità, per quanto è stato possibile in un contesto certo non facile, siamo fieri. E lo siamo pure del riscontro ottenuto, della discussione che in molti casi abbiamo contribuito a stimolare. Proprio per questo il congedo odierno vale anche come una dichiarazione di intenti; mutuando il motto brechtiano di Nanni, assicuriamo che, nel futuro più o meno prossimo, anche noi ne faremo un’altra. Alfa e Beta sono solo le prime due lettere.

Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa

https://www.alfabeta2.it/2019/09/15/ma-noi-facciamone-unaltra-un-congedo/

aswrig è una galleria aperta tutti i giorni tutto il giorno

Un grazie particolare a tutti gli amici che hanno partecipato a uno dei (o a entrambi i) giorni dedicati alle scritture asemiche, allo Studio Campo Boario di Alberto D’Amico, il 27 e 28 febbraio scorsi.

(Grazie anche da parte dell’editore dell’Enciclopedia Asemica, Fabrizio M. Rossi).

Se volete, continuate a seguire le varie vicende (e opere) asemiche che la rete registra, per esempio attraverso la pagina della piccola galleria virtuale che ho avviato su facebook un paio di anni fa: Aswrig = asemic writing gallery = https://www.facebook.com/aswrig/.

A ridosso della mostra di febbraio, per esempio, avevo postato opere di Lucinda Sherlock, Stafford Taylor, Karla Van Vliet‎, Jay Snodgrass, Valeri Scherstjanoi‎, Lina Stern, Robert William Reid, Dona Mayoora, Enzo Patti, Jurga Šarapova, May Bery.

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sintetizzando il cambiamento

Dovendo e magari volendo sintetizzare. Il Novecento ha magnificamente fatto battagliare, in poesia, due bandiere: pertinenza e impertinenza. (Penitenza e impazienza, eccetera).

La seconda metà del secolo, diversamente, ha introdotto e sviluppato (specie nel ventennio ultimo) tutt’altro: una indecidibilità, l’indeterminato. Formale, tematico, perfino narrativo.

“l’incipit dell’infinito”: lettura leopardiana di giuseppe garrera e sebastiano triulzi

L’INCIPIT DELL’INFINITO

La modalità della vertigine: aporie, smottamenti, voragini nella versificazione di Giacomo Leopardi

di 
Giuseppe Garrera Sebastiano Triulzi

con una nota di Fabrizio M. Rossi

edizioni Cambiaunavirgola

pp. 64
ISBN 978-88-906642-3-6

disponibile dal 16 settembre 2019

in copertina: elaborazione grafica del manoscritto autografo dell’Infinito

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Un giovane di ventuno anni – tale è Giacomo Leopardi quando scrive l’Infinito – ci indica da subito la parabola irrimediabile e spettacolare del proprio destino, a cominciare da quel Sempre, dopo il quale tutto sarà solo vertigine e precipizio. Il saggio di Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi, tutto dedicato al primo verso dell’Infinito di Leopardi, in occasione del bicentenario dalla stesura, procede esso stesso per voragini, smottamenti, cadenze irregolari. I due curatori indagano la vicenda del verseggiare di Leopardi, la sua capacità di far franare tutto: le parole, le cose, i moti, i sentimenti.

Nel primo verso c’è già l’intera avventura poetica di Leopardi fino al mare impietrato del Vesuvio, passando per le steppe dell’Asia minore: l’ermo colle è profezia di una scelta inesorabile, una fedeltà al deserto. Dal primo grande momento di affezione al precipitare nell’abisso del tempo e nel segreto dell’anima, del ricordare, per lutto e perdita, dalla speranza e consolazione dell’infinito, al sedere contemplando il nulla, Leopardi sceglie il naufragio come condizione irreversibile.

Una nota finale di Fabrizio M. Rossi rende omaggio alle edizioni a stampa dell’Infinito e ne ricostruisce la storia tipografica.

GLI AUTORI

Giuseppe Garrera è musicologo, storico dell’arte e collezionista, coordinatore scientifico del Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali della Business School del Sole 24 Ore.

Sebastiano Triulzi è docente di Letteratura Italiana Contemporanea all’Università Uninettuno, ed è giornalista e critico letterario del gruppo Repubblica – Gedi.

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