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1 mese


dopo (oltre) un mese di sospensione dovuta a questioni estranee a lettere & arti (& web), slowforward riprende – come può – le pubblicazioni.

se possibile, lo spazio sarà sempre più nettamente orientato a offrire materiali sui fronti che già seguiva. (principalmente: scrittura di ricerca, interventi verbovisivi, asemic writing, installazioni, glitch, bassa definizione, microstrutture, forma racconto, prose brevi, fotografia).


pareti per il popolo

   

ci si impegna, fino a essere due volte. si fa tramite corriere. la posta è: la precisione. hanno gentilmente, e hanno: accettato la realtà. che è: contare (meno il tetto). in ogni caso abbiamo negoziato con le controparti (il suono si ottiene meglio se c’è più musica nel capitolo. 
così si colpiscono le regole; sarà così comune: tutto in ferro arrugginito nella webcam del dipartimento per il consumo). 
 prendi uno al negozio di dna e t-shirt lounge. non passerà molto tempo prima che ci si fissi su un ristorante col barbecue nella musica. 
è qui che si dimostra se funzionano le misure di sicurezza che abbiamo preso. 
 è in atto un processo per continuare la porta: due corsi d’acqua, in uno siamo sicuri che tutti indossano del talco, nell’altro ogni azione deve prima essere abilitata per il palcoscenico. ci ho messo i condensatori. 
avere un lavoro abbastanza semplice è un dolore enorme, ma se la batteria è carica dopo uno può restare calmo e godersi la scena, il vento leggero.
      

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IRMAR
L’INSTITUT DES RECHERCHES MENANT A RIEN – 

présente 

LE FOND DES CHOSES: OUTILS ŒUVRES ET PROCÉDURES

le 5 JUILLET à DIJON

toutes les informations présentées de manière divertissante    ICI

un teaser    ICI
et pour en savoir beaucoup plus    ICI
et sur France Culture à partir du 1er Juillet   ICI


un deserto di tema disgustoso, full time, sistema

    
analogici supportati? pochi. bioccoli: weird science ha avuto queste cose che, piuttosto che lasciare la barra di scorrimento ai brevetti, cambia in canalizzatore follemente puro, abbastanza – almeno – nei sogni con squali e morfina. ma alcuni concetti come il crudo il cotto la berlino di benjamin twitter e le gelées servono a vedere con accelerazione e rilasciare pioni-partita. la partita si è conclusa senza telecamere.

aglio, prove fotografiche di corruzione. questo colpisce. è una rasatura confusa, oltretutto.
   

messaggi commoventi per zebre

    
pensa che l’ha scritto pascal, avvertimento. in un giorno della settimana, pensa che anche pascal aveva dei giorni della settimana, in cui metteva immediatamente una cosa o l’altra. arrivava alla fine e c’era questa formica sul davanzale. il cristallo o la lima di catrame.
lo denominerà?
troppa giungla, il fuori dentro. poi era catatonico. ma sta comportandosi così, sorte avversa e vagamente angolata, sempre a lamentarsi di o su mandrake. sul poco combustibile. in ogni modo, della carne rossa per aprile o marzo, tra i bollettini di aprile, è già molto come adesivo sui colli.
dodici anni fa potevano essere le droghe (la mente pensa “il partito, il partito”, a una o due settimane dal sottopasso, e si distende). matematicamente slittano verso modelli a spirale. si può prevedere una sottoclasse, poi più niente. più sotto di così è dura.
   


promemoria: OGGI, 23 maggio, a Roma: IN REBUS alla libreria Koob

a Roma, mercoledì 23 maggio, alle ore 18:00
presso la Libreria Koob
via Luigi Poletti 2 (davanti al Maxxi)

Cecilia Bello Minciacchi presenta il libro di poesie

in rebus

di Marco Giovenale

(Editrice Zona, 2012 – collana level 48)


*

“Giovenale installa i suoi prelievi linguistici nei percorsi di una percezione giostrata ai limiti dell’indicibile. Ma un’altra posta è in gioco. Il suo testo più ampio immerge in una parabola definita da margini mobili imprevedibili ma sempre decifrabili, giustificati. Sodaggio trasversale delle Memorie di Albrecht Dürer, disarticolazione e compressione di tessere che srotola un mosaico brulicante di percorsi città villaggi facce persone paesaggi ma soprattutto oggetti: quattro frecce di canna, un corallo bianco, cinque gusci di chiocciola, una borsa di cuoio, vesciche vuote, di calce, due pesciolini essiccati…

Wunderkammer dell’Europa che dopo l’America scoperta trasforma la sua percezione estetica in valore economico: il prezzo dell’oggetto, il suo commercio, l’accumulo delle merci, l’accumulo dei capitali. La prospettiva del rinascimento si sfalda, un altro immaginario lampeggia, un nuovo mondo si prepara a insorgere, a dominare, a frastagliare la realtà in entità commerciabili”.

Nanni Balestrini

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su facebook:
https://www.facebook.com/events/451119334914268/ 

scheda:
http://www.editricezona.it/inrebus.htm

preview (file pdf 368 Kb):
http://www.editricezona.it/pdf%20per%20la%20rete/InrebusShort.pdf

tre frammenti da Camera di Albrecht letti (con una poesia di J.Ashbery) a RadioTre:
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-13a57551-6327-4bbe-8e17-9abc78f17fab.html?refresh_ce

podcast:
http://www.radio.rai.it/podcast/A42427657.mp3