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Two questions to Jukka-Pekka Kervinen

 

Q.: I think that your nickname “asemic” (in http://selfsimilarwriting.blogspot.com) is perfect to explain your strategy of accumulation=disintegration of signs (not “meanings”) through multiple exposures, textblocks, and multiple blogs/opus. I believe you hit the spot of the dissipation/multiplicity we are crossing. (Where “to cross” is something like a radioactive kind of “to stay”).

A.: You’re right with accumulation=disintegration strategy, it is very much of that, not meanings, at least on my side. I leave them to reader/viewer/listener. I’ve many strategies with my works, most often I’m involved with ‘controlled indeterminacy’ (a term coined from American composer John Myhill), it is not any specific technique, for me it is the way to control chance, aleatoric control, if it is possible to control at all. But it is everywhere in my life, if not intentional, then subconscious. And if I find it lacks, I add it. With or without computers.

Q.: What about GAMMM’s opebs, “one page e-books”? And what about your opeb’s title, ow oom?

A.: I like this idea of one page works, I’m interested of things which contain restrictions… ow oom is just sounds, but as we always do, we see it as words, each of us differently. Mine was first ‘owl room’, then ‘cow doom’, ‘own boom’ etc …

 

mg, from gammm

 

IL FOTOGRAMMA di Giovanni Semerano: mostra dal 17 novembre

Giovanni Semerano con “Telefoto di Gruppo” di Giovanna Colacevich (1988)

Roma, Caffè letterario

via Ostiense, 95

dal 17 novembre al 16 dicembre 2007

(ore 11.00-24.00)
“IL FOTOGRAMMA di Giovanni Semerano”

Artisti: Alessandro Alimonti, Alfredo Anzellini, Andrea Attardi, Jasmine Barbet, Anna Basciu, Franco Belsole, Andrea Bevilacqua, Teresa Bianchi, Piero Bottali, Lanfranca Braganza, Domenico Campisano, Maristella Campolunghi, Eugenio Cannilla, Franco Cannilla, Mario Carbone, Laura Mario Carlodalatri, Rita Carioti, Emanuela Carone, Carlo Cianfarini, Maurizio Cintioli, Giovanna Colacevich, Pasquale Comegna, Verena D’Alessandro, Mauro De Cillis, Paco del Pino, Patrizia Dottori, Uberto Gasche, Nilde Guiducci, Loredana Izzo, Angelo La Rocca, Guido Laudani, Alessandra Laurenzi, Fulvia Leoncini, Gianni Loperfido, Antonietta Lunesu, Patrizia Malarbì, Franco Mancini, Stefano Marcovaldi, Pina Marinaro, Flavia Mastrella, Grazia Menna, Gabriele Morrione, Anna Onesti, Maria Orioli, Pinella Palmisano, Andrea Panegrossi, Gregorio Paonessa, Giorgio Petraglia, Micaela Petroni, Ugo Piergiovanni, Patrizia Pieri, Pino Rampolla, Carla Tavanti, Zeno Tentella, Francesca Vitale, Maria Wojcik, Sylvie Zampolini.

Curatori: Giuseppe Salerno e Maristella Campolunghi

Catalogo a cura Giuseppe Salerno

Introduzione Claudio Strinati

testi Andrea Attardi, Teresa Bianchi, Maristella Campolunghi, Giacomo Carioti, Enrico Crispolti, Guido Laudani, Cesare Nissirio, Bianca Menna, Sandro Pandolfi, Gregorio Paonessa, Giuseppe Salerno, Andrea Semerano, Carmine Siniscalco, Zeno Tentella

Inaugurazione: sabato 17 novembre ore 18.30 Continua a leggere

In un contesto complesso

Recentemente è stata citata online una piccola polemica dell’estate 2006, rimbalzata a suo tempo molto velocemente tra giornali, terminata presto. Tra gli interventi citati non si menziona quello comparso a mia firma sul “manifesto” (8 agosto 2006, p.13), che qui riproduco con il suo titolo ‘vero’. (Quello redazionale era del tutto differente).

 

Come cambia il paesaggio delle città e dei rapporti, così variano i segni che li tessono e affollano. La scrittura poetica – e non potrebbe essere altrimenti – se ne accorge. E se ne accorge il composito ambiente che – in carta o altrove – pubblica la poesia, la osserva, la diffonde, la sparge, come il linguaggio=virus di William Burroughs. Non esiste più ‘una’ sede per i versi: davvero moltissimi media possono esserne i portatori sani.

Di questo parla Nanni Balestrini in una bella intervista rilasciata a Florinda Fusco, su poesia, arte e media (“Liberazione”, 3 agosto): Balestrini registra una crisi dell’editoria di poesia, valutando positivamente le opportunità che internet offre alla diffusione dei testi e al loro connettersi alle altre arti. Fa eco all’intervista un articolo di Paolo Di Stefano circoscritto alla poesia in rete (“Corriere della sera”, 5 agosto), in cui si sottolinea – citando lo stesso Balestrini – il rischio dell’indistinzione e dell’accumulo di materiali portato da web, e si afferma, attraverso le parole di Valerio Magrelli, l’importanza delle case editrici come luoghi di selezione dei testi: non le sole grandi editrici, perché “c’è ancora un’editoria poetica importante, magari distribuita in canali paralleli o sotterranei, ma molto resistente”. Niente affatto ottimista è Giuseppe Conte, stando almeno a quanto riporta Di Stefano: per Conte la rete sarebbe in gran parte “materiale inerte”, “esternazioni emozionali” e esibizionismo. È ovviamente un giudizio parziale e irricevibile: semplicemente estraneo a un’analisi attenta della situazione.

Il contesto internazionale (specie in area anglofona e francofona) da anni è lo specchio della complessità dello stato dell’arte, presentando un’editoria che letteralmente e felicemente deborda in tutte le direzioni: in libri+cd, performance con bootleg, edizioni dvd, registrazioni audio o video depositate su web, innumerevoli blog e siti (cfr. la piccola lista in http://gammm.blogsome.com/link), archivi, collane di chapbook… Due rapidi esempi possono essere: la casa editrice (e sito) Inventaire-Invention, www.inventaire-invention.com/, che lo scorso hanno ha pubblicato un’antologia di nuovi poeti, Panoptique, legata a una lettura del 2004 diventata registrazione-video e libretto; e il festival di poesia Flarf (“inappropriate exploration in 21st century art”), tenutosi a New York nell’aprile scorso: numerose letture, di poeti come K.Silem Mohammad, Nada Gordon, Jim Behrle, Rodney Koeneke, sono ora segmenti di clip ospitati da www.youtube.com. Le tracce che in rete fanno incrociare supporti diversi sono infinite. Altra iniziativa da segnalare: il sito/rivista www.dusie.org ha da poco avviato un progetto che si avvicina alla mail art: 42 poeti vedono pubblicato sul sito il proprio e-book, e allo stesso tempo ogni opera viene realizzata in formato cartaceo dall’autore, in tiratura limitata, e inviata ad altri autori e a chi sia interessato per farne recensione.

In Italia esistono diversi luoghi e loghi editoriali dove, con vario coinvolgimento di internet, il flusso di sovrascritture e collaborazioni tra codici trova ospitalità. E sono destinati a crescere. Già nel 2000 Lello Voce scriveva online il romanzo Cucarachas, sul sito www.raisatzoom.it/romanzoom: l’opera usciva poi come libro, con DeriveApprodi. Nello stesso periodo Elettra, di Nanni Balestrini (con musiche di L.Cinque), diventa presso Luca Sossella un testo+cd. Sempre Balestrini mette a disposizione numerosi suoi libri in rete (www.nannibalestrini.it). L’esperienza di legare lettura su cd e testo era stata esplorata già dal ’98 dalla collana InVersi diretta da Aldo Nove per Bompiani. Sono in cd+libro due opere/percorsi di Valerio Magrelli: Sopralluoghi (Fazi) e Che cos’è la poesia (Sossella). Quest’ultimo è testo che l’autore e l’editore hanno legato a una lettura del 2005 presso l’Auditorium di Roma, pensata come prima esecuzione del lavoro e insieme come sua sede di registrazione.

Se sono molti gli autori che scelgono di avere anche uno spazio in rete (M.Sannelli: www.sequenze.splinder.com, L.Pugno: www.laurapugno.it, Sparajurij: www.sparajurij.com), non sono pochi quelli che collaborano a siti o blog collettivi dove la proposta di materiali nuovi – in connessione con un versante più nettamente ‘militante’ – offre una buona mappatura dei lavori in corso: pensiamo a www.absolutepoetry.org, o all’impegno di A.Inglese, A.Raos e F.Forlani e di tutta la redazione di www.nazioneindiana.com. Per non parlare dell’esempio di Biagio Cepollaro, che da due anni ha dato vita – su www.cepollaro.it – a un mensile online in formato pdf (“Poesia da fare”) e a una collana (Poesia italiana online) che conta già 22 titoli di e-book di opere inedite oppure fuori catalogo. Tra queste ultime ricordiamo Le streghe s’arrotano le dentiere (1966), di L.Di Ruscio; Camera iperbarica (1983), di M.Bàino; Luoghi comuni (1985), di B.Cascella; Schedario (1978), di G.Mesa; Poema & Oggetto (1974), di G.Niccolai.

Di fronte a questa molteplicità di proposte, e agli strumenti che la rete offre, l’editoria ‘classica’ sembra non tirarsi indietro dalla sfida. Non sono poche le case editrici che mantengono aperte (selettivamente) le proprie collane di poesia. La situazione non è più ‘difficile’ di qualche anno fa; è forse solo più complessa, anche grazie a internet. E deve tener presente il fatto che in Italia la poesia è – nella letteratura – un’enclave in un’enclave. Questo complica il gioco, sì, ma forse lo arricchisce, ne ridiscute le regole.

*

da “il manifesto”, 8 ago 2006, p.13

The remainder series

Recent releases in the remainder series include works by Jim Andrews, Lyn Coffin, Drew Kunz, Jim Leftwich, Bill Shively, Margareta Waterman, Ross Priddle, Michael McCafferty, Marton Koppany, Donato Mancini, Tom Clark, Leane J., Hung Tu, Randy Stark, David-Baptiste Chirot, and others.

The remainder series is a project being completed in the spirit of St. Vincent de Paul’s, Goodwill’s, and Salvation Army’s thrift-store aesthetics. The basic idea is to use our paper stock for small editions of poetry and art. The paper for our first remainder series is in various weights and colors though all of it is letter size (8.5” x 11”, 216mm x 279mm). Printed work is issued in numbered editions of 25 or less, 40% of which goes to the poet or artist. While they last, these ordinary prints will be available for $6 a copy, which doesn’t include postage and handling, or $7, which does, payable to

poets.painters.composeers.critics.sculptors.slaves
10254 35th Avenue SW,
Seattle, WA 98146 USA

Seattle’s Wessel & Lieberman Books (www.wlbooks.com) has a standing order for three copies of all work produced in the remainder series. Those of you who live in Seattle can stop by the bookstore in Pioneer Square to see the actual prints, which are nicely different in some ways from the pdf versions. Interesting are the differences between print and electronic reproductions, and a working title for the remainder series could have been, to paraphrase an important Walter Benjamin title: The Work of Reproduction in an Age of Technological Art.

Warburghiana

WARBURGHIANA.it

Prima un libro, poi mostre, poi concerti sinottici, ora anche desktop!
Il nuovo sito dellaWarburghiana è molto più di un sito informativo sulle attività del gruppo,
è un laboratorio, un format, una forma e un’opera in atto.

Dal 30 ottobre torna on-line rinnovato.

Visioni, performance, video, brevissime conferenze, oggetti sonori, testi che si susseguono con intensità e precisione.
Promuoviamo un’arte dell’attenzione e della visione penetrante, mettendo sul tavolo materiali e idee.
Non solo e non tanto un modo di esporre quanto un modo di pensare l’arte e di esporla-proporla,
il modo del tenere insieme e sotto mano le cose e i materiali e di porgerli agli altri perché ne facciano (buon) uso.

interventi
Aurelio Andrighetto, Joseph Rykwert, Marco Belpoliti, Stefano Boeri, Jimmie Durham, Stefano Brizzi, Giulio Calegari,
Gianluca Codeghini, Andrea Inglese, Andrea Panattoni, Paolo Rosa, Alessandra Spranzi, Dario Bellini, Elio Grazioli

WARBURGHIANA.it

First a book, then exhibitions, then synoptic concerts, now even a desktop!
The new Warburghiana website is much more than an informative site about the group activities: it’s a
laboratory, a format, a form and a work in progress.

Starting from October 30th it is back online, completely renewed.

Visions, performances, videos, very short conferences, sound objects, texts which follow one another
intensely and precisely.
We want to promote an art of attention and piercing vision, displaying materials and ideas on tables.
Not only and not so much a way of exhibiting as a way of thinking about art and offering it, a way of
keeping together and close by things and materials and handing them over to other people so they
can make (good) use of them.

contributions
Aurelio Andrighetto, Joseph Rykwert, Marco Belpoliti, Stefano Boeri, Jimmie Durham, Stefano Brizzi, Giulio Calegari,
Gianluca Codeghini, Andrea Inglese, Andrea Panattoni, Paolo Rosa, Alessandra Spranzi, Dario Bellini, Elio Grazioli

infopoint
Download hires images and documentation> http://www.warburghiana.it/whr/

opera plurale

A documentazione del lavoro del 2006 su Progettare l’opera plurale, la Fondazione Baruchello pubblica il libro Sperimentare il plurale. Con gli interventi degli autori presenti all’incontro del 29 ottobre 2006.

Per ogni richiesta:

FONDAZIONE BARUCHELLO

Via di Santa Cornelia 695 | 00188 | Roma | +39 06 33 46 000

info [at] fondazionebaruchello [dot] com

 

 

 

 

[*]

vedo che nel libretto è anche riprodotto il mio ‘draft’ Primi appunti per “Progettare l’opera plurale”

 

Indice di settembre

scelta di pagine da slowforward di settembre:

 

leftwich+limongelli
John Ashbery, “Fiumi di ali”
“Segnare un secolo”, atti di convegno su Emilio Villa
repetita
!! Shampoo 31 !!
TEXT LOSES TIME by Nico Vassilakis
blackbox _ 2007 _ summer collisions
spiegando
Simic / L’Obliquo
PRIVATE n.38 : Stories from the USA
Romapoesia 2007
Su Jukka-Pekka Kervinen
La scoperta dell’America / Gherardo Bortolotti
Word for / Word _ issue # 12
Poesia da fare, n.25
“Apocalittici e imbranati”, di Andrea Pedrazzini
“Precondizioni per un discorso sul canone”, di Andrea Inglese
da ALTER EGO / Christophe Marchand-Kiss
Recensione di Stefano Raimondi
Il lavoro di Luca Bufano sui racconti di Beppe Fenoglio
submissions to gammm
Il mattino della sete…
Dalla Germania
5 months with THE FLUX I SHARE
API ! RAOS !
tx spid er
new webpage: by Linh Dinh
In absentia
lost and found
su remix_runran
10 settembre: “La gru”
Dubbio e narrazione: la coscienza del narrare
collab collab
goodreads

 

 

“Segnare un secolo”, atti di convegno su Emilio Villa

 

SEGNARE UN SECOLO. Emilio Villa: la parola, l’immagine (Ed. Deriveapprodi, 2007)

Atti della giornata di studi tenutasi all’Università di Salerno il 23 novembre 2005, dedicata alla figura e all’opera di Emilio Villa.

Il libro

Su una cosa tutti i critici, gli amici, i conoscitori e gli estimatori dell’opera di Emilio Villa concordano: ha utilizzato la parola poetica come mezzo per ricreare un mondo o riportarlo alla sua origine. Da qui una continua ricerca che lo ha portato a frequentare campi vastissimi e apparentemente distanti fra loro: dall’arte primitiva allo studio dei testi sumero accadici, dall’immane fatica della traduzione della Bibbia a quella dell’Odissea, fino all’interesse per l’arte contemporanea in veste tanto di critico quanto di artista.
Con la straordinaria capacità creativa e la raffinata intelligenza di una delle principali figure del Novecento italiano si misurano gli interventi degli studiosi contenuti in questo saggio. Nel tentativo di restituire alla biografia e al lavoro di Emilio Villa quell’importanza che la cultura ufficiale gli ha così spesso negato.

Contributi di: Cecilia Bello Minciacchi, Aniello De Luca, Ugo Fracassa, Simonetta Graziani, Vincenzo Guarracino, Giancarlo Lacerenza, Antonio Pietropaoli, Gian Paolo Renello, Aldo Tagliaferri, Luigi Torraca

*

Indice

Presentazione
Gian Paolo Renello

Incontri e scontri esemplari nell’approccio villiano alla modernità
Aldo Tagliaferri

Emilio Villa e le uova di Babilonia
Simonetta Graziani

Villa traduttore della Bibbia ebraica
Giancarlo Lacerenza

L’Odissea di Emilio Villa
Luigi Torraca

Cyphra rebellis, cyphra cyprigna. Ribellione e seduzione nel latino deimaginativo di Emilio Villa
Cecilia Bello Minciacchi

Referti in forma di responsi. Sulla scrittura di Emilio Villa a proposito di Niger Mundus, seu Atomus Caecus
Vincenzo Guarracino

Emilio Villa: un poeta senza poetica?
Antonio Pietropaoli

Scandagliando l’abisso. Emilio Villa critico d’arte
Aniello De Luca

Villa in Ytalya
Ugo Fracassa

Il Labirinto della Sibilla
Gian Paolo Renello

Nota biografica degli autori

 


DERIVEAPPRODI
Piazza Regina Margherita 27, 00198 Roma
fax: 06-8554602
email: info [at] deriveapprodi [dot] org

 

 

5 months with THE FLUX I SHARE

flux i shareSeptember 9th, 2007 ::: our fluxishare is 5 months old !

§

THE FLUX I SHARE is a collaborative webspace where some people meet to share experiments. here’s a selection from a first table of contents:

something like a situationist state of mind. 00
fragments. reduced time. weakness and/or defeat. 01
passages. paris. rome. ny. & anywhere. in any language. 02
“images and visual poems are welcome”. 03
experimental codes are daily stuff. 04
each single day produces (non)sense, superimpositions, etc. 05
prosperous flux(for)us. phosphorus-added googled daydiagrams. 06
reality is enough. don’t double it. overwrite. 07
no performance. no show. install. minimal texts (or not). 08

*

the crew: bill allegrezza, gherardo bortolotti, anne boyer, alessandro broggi, david-baptiste chirot, crashtest, rachel defay-liautard, michelle detorie, linh dinh, clifford duffy, susana gardner, marco giovenale, k. lorraine graham, jukka-pekka kervinen, drew kunz, jim leftwich, jon leon, sheila murphy, lanny quarles, carmen racovitza, joe ross, eric k. rzepka _ e-doppelganger, jennifer scappettone, ed schenk, spencer selby, matina l. stamatakis, harry k. stammer, ton van ‘t hof, elisabeth workman, michele zaffarano

Dubbio e narrazione: la coscienza del narrare

Ripropongo un articolo di qualche tempo fa. Lo spunto veniva da Giro di lune tra terra e mare, film di Giuseppe Gaudino. Il brano è offerto in ’simple text’. Per le formattazioni, cfr. questo file pdf [32 Kb]

 

§

Dubbio e narrazione: la coscienza del narrare

(alcune annotazioni su Giro di lune tra terra e mare, 1997 – film di Giuseppe M. Gaudino)

 

By the waters of Leman I sat down and wept…

T.S.Eliot, The Waste Land, III

 

da/a Emilio Garroni

 

I

 

Sulla riva del fiume-sisma, l’io narrante del film Giro di lune tra terra e mare si siede a riflettere e tuttavia non si abbandona al pianto, né interamente al racconto. Eppure ci comunica entrambi: la malinconia insieme alla storia.

Il padre di questo Ego, il padre pescatore, re di nulla, caparbiamente attaccato a un lavoro che non esiste più, conduce la famiglia da un trasloco all’altro, per sfuggire ai sismi di Pozzuoli che minacciano le case.

Così sembrerebbe essere lo stesso film: Continua a leggere