solo con link:
Taluni schiarimenti [rinvio di] (R)
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source: http://jacket2.org/commentary/bruce-andrews-symposium-and-reading-fordham [note: the date will be postponed]
@
South Lounge, Lincoln Center Campus
113 W. 60th Street
New York, NY 10023
Charles Bernstein (moderator), Michael Golston, Laura Hinton, Peter Nicholls, Bob Perelman, and Paul Stephens.
After the 90-minute panel and a short reception, Andrews will read from his work.
The Fordham Web page includes new web version of work
by
and
about
Andrews, including these new on-line items:
“L=A=N=G=U=A=G=E”: forthcoming in The Little Magazine in America
“Reader Repo,” Talk from Rethinking Poetics Conference, pp 94-97 + Talk PDF
Q & A, after U.C. Berkeley Reading, at 1 hr. 16’
“Meaning, Method, Motive: Empire & so-called Language Writing” + Talk in Convolutions
“Reading Lines Linear How to Mean” in A Broken Thing: Poets on the Line
“Hearing Ends in Darkness” (essay as liner notes for Jarrod Fowler’s 2008 album, “‘Percussion’ as Percussion”)
“Constructivism Mystery” in Vertov from Z to A, ed. Ahwesh & Sanborn
“What’s the Word” for Zukofsky Conference
“Reading Notes”
“Brechtian V-Effect Updated: Implications for Poetic Praxis”
stato dell’arte (o del disastro) in narrativa: note in tutto condivisibili in questa intervista di 404 ad Andrea Cortellessa:
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da qualche parte c’è sempre l’essere
che guarda il suo opposto, che lo
scruta, che lo avvince: un tutto-essere
che risiede nel suo punto momentaneo
di acuminata osservazione, di vera
presenza, di falsa specularità: anche l’osso
così decifrato fa germogliare, fa
rifiorire, fa riaprire al suo opposto:
un tutto-niente investito che
si riguarda
atterrito
Giovanna Frene
da Nuovi Poeti Italiani 6 (Einaudi, 2012)
§
Nella stessa sede, si può leggere il testo (apparentemente un apologo, una micronarrazione) questo vetro alitato in una sola direzione…, in cui la trama assertiva è non meno netta ma data da oggetti, eventi (è evento). A proposito di quel testo, un frammento dalla mia recensione (sul “manifesto” del 27 maggio 2007) alla plaquette che lo contiene, Sara Laughs:
[…] La pagina di avvio della raccolta racconta di una «perfetta» e insieme sanguinante vita/persona che «saluta con la mano» e osserva l’io scrivente. Appare, e appare il testo, che in soli quattro versi inaugura l’intero giro d’orizzonte dei temi toccati dal libro: la percezione fatta essa stessa corpo, il vedere e l’essere visto, il saluto ambiguo (di partenza? arrivo? aggressione?), la ferita e la perdita, una colpa imprecisata, l’impossibilità di uscirne, lo specchio tra esistere e non; e infine l’ironia delle cose viste e vedenti. Che, proprio mentre si annunciano, si negano a una comprensione, allontanate, imprecisabili, interrogate inutilmente – come, appunto, le intenzioni di un nemico, di un’apparizione. (E che possono essere insieme le intenzioni di «uno sguardo altro» e del «nostro che ritorna», come suggerisce in nota l’autrice) […]
ottobre 2012
settembre 2012