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alfabeta2, numero 5

«alfabeta2» numero 05

dal 15 dicembre in edicola e in libreria

Il numero si apre con un’intervista ad Alain Touraine: Benvenuti nel vuoto sociale.

La Green Economy è un nuovo approccio che taglia trasversalmente alcuni importanti settori dell’industria e del terziario. Lo afferma il Rapporto Censis del 3 dicembre scorso, che aggiunge: «La svolta ambientale del paese, capace di trainare i processi spontanei oggi in atto, può venire dai localismi dove si sviluppano visioni di futuro e si dispone della forza del capitale sociale fatto di fiducia reciproca e coesione». Non si poteva trovare commento più appropriato, oltre che autorevole, al focus di questo numero curato da G.B. Zorzoli: la Green Economy come risposta vincente a un pianeta in crisi economica, sociale e ambientale.

Sussistono ancora difficoltà particolari, per chi è donna, nell’affermarsi in ambiti artistici che per secoli sono stati esclusivo appannaggio degli uomini? Oppure l’emancipazione culturale si può dare ormai per acquisita? A queste domande, come si vede, le risposte sono piuttosto varie. L’unica cosa certa è che quello delle Arti delle donne, da noi, è un paesaggio in forte mutamento. Laura Fortini, Gilda Policastro,Elisa Biagini, Teresa Macrì, Lucia Tozzi e Silvia Bottiroli alcune delle animatrici del dibattito insieme a quattro giovani donne – Francesca Barzini, Alina Marazzi, Elisabetta Benassi e Lucia Ronchetti –  protagoniste nei loro rispettivi linguaggi: giornalismo, cinema, arti visive e musica.

Le caratteristiche opere di Jacques Villeglé illustrano l’intero numero.

«alfabeta2» è disponibile anche in versione digitale nei tre formati ePub, mobipocket/kindle e Pdf. I numeri del mensile formato e-book resteranno disponibili per l’acquisto anche dopo l’uscita dei nuovi numeri, per dare l’opportunità di acquistare numeri persi o non più presenti in edicola.

il 20 dicembre: “Senza scrittori”

accanto all’incontro del 19 dicembre, sempre presso Esc Atelier (via dei Volsci 159)

LUNEDI 20 DICEMBRE, alle h. 18:00

proiezione del documentario Senza Scrittori

di Andrea Cortellessa e Luca Archibugi

*

– e, a seguire, il dibattito Il libro tra monopoli e indipendenza

La proiezione del documentario –trattando quest’ultimo di scrittura (di qualità) e diffusione della medesima, e dei “luoghi” (librerie, festival, rassegne) dove la diffusione è tentata o realizzata– si pone inoltre in ideale e anzi reale strettissimo legame con la serata del 19 dicembre, dedicata per metà alle riviste letterarie e per metà ad alcune voci ‘nuove’ di autrici e autori inediti. Siete invitati dunque a prendere parte a entrambe le occasioni di ascolto e dibattito: il 19 e il 20 dicembre, @ Esc Atelier.

 

autoannotazioni su LIE LIE

0.

[…]

post quem, posso dire che sono state […] presenti delle intenzioni di ingresso, nell’opera […] relative a più linee contemporanee coestistenti (se non coestese) di stili nella mia scrittura. elenco: formazioni deliranti, scrittura di ricerca orientata dal suono-senso, scrittura di ricerca estranea al suono-senso, semmai concettuale, e infine allegoria, e cut-up.

in fine il principio conclusivo cominciò a essere questo: se non raggiungere molti obiettivi, almeno fallire in tutti.

1.

c’è una sicura parte delirante di massa verbale.
è scrittura di scena, quella. materiale corrente-corrivo.

e c’è una parte di allegoria. in particolare di tipo politico.
ma tutto il resto anche, in varie dosi, affiora. mi spiego.

2.

la bistecca Italia o Italia bistecca («steak italy») che appare all’inizio viene detta e data al suo «apogeo orbitale» ossia al punto più alto dell’orbita.

ironia. dato che: apogeo vuol dire punto più alto – sì – ma, essendo un’orbita planetaria, è come se l’Italia fosse vista staccata dalla terra e orbitante nel punto estremo ossia più lontano dalla Terra: dunque è il paese più lontano dal pianeta Terra che si possa immaginare.

3.

nel libro, sono questi alcuni dei dispositivi testuali dati. possono dunque essere momenti nominali, con elementi impliciti o diffusi e dispersi/diffratti di spiegazione e commento, come di legatura sintattica vincolante.

esempio. l’occorrenza unica della parola «stato» – in linea di massima – innescherebbe l’accezione di “paese” accanto a quella di “status”.

allora da questo incipit di libro si dipartono le istruzioni per interpretare in più modi le pagine che seguono.

ce ne sono poi alcune che non danno esplicitamente la loro chiave o codice, o non immediatamente. ciò non toglie che Continua a leggere

a Roma: POESIA TOTALE! @ Esc

EscArgot / scrivere con lentezza 2010/11
@ Esc Atelier autogestito, via dei Volsci 159 (San Lorenzo) – Roma

domenica 19 dicembre 2010
nell’ambito di Critical Book & Wine

POESIA TOTALE !

dalle 18:00 (precise) alle 20:00
RIVISTE (RI)VIVONO
Ovvero «la recente avventura della carta senza rete (ma anche con)». Si parlerà di nascita o rinascita e (felice) permanenza delle riviste cartacee di letteratura e/o di politica sul mercato, in connessione o in sconnessione con spazi on line. Coordina: Maria Teresa Carbone.
Intervengono: 

alfabeta2 (Andrea Cortellessa)
Atti impuri (Sparajurij)
Il caffè illustrato (Gabriele Pedullà)
Il primo amore (Sergio Nelli)
l’immaginazione (Anna Grazia D’Oria)
Versodove (Fabrizio Lombardo, Stefano Semeraro)


e a seguire, dalle 20:30 alle 21:30
IN VOCE

EscArgot propone e presenta quattro voci inedite della nuova poesia italiana contemporanea:

ALESSANDRA CAVA
[introduzione di Vincenzo Ostuni]

SIMONA MENICOCCI
[introduzione di Marco Giovenale]

ELEONORA PINZUTI
[introduzione di Fiammetta Cirilli]

FABIO TETI
[introduzione di Giulio Marzaioli]

* * *

pagine web :

Facebook:
http://www.facebook.com/event.php?eid=130322043695585

 

aph. 49 / from Greg Evason


49. There are two kinds of crazy people. Those who are lucky to have art to hide behind and to use to fit into society and those who have no artistic talent or inclination. The madness of the former goes mostly unnoticed. Whereas the madness of the latter is obvious to everyone.



49 . Ci sono due specie di matti. Ci sono quelli che hanno la fortuna di avere l’arte dietro cui nascondersi e da usare per integrarsi nella società, e ci sono quelli che non hanno nessuna inclinazione o talento artistico. La follia dei primi passa di solito inosservata. Mentre la follia degli altri è evidente a chiunque.

GREG EVASON

transl. by mg


à Lyon: Station d’arts poétiques: Joseph Beuys, mercredi 15 décembre

Mercredi 15 décembre 2010
Ecole Nationale des Beaux-Arts de Lyon
Les Subsistances – 8bis quai St Vincent 69001 Lyon
Salle 112
14h-17h

Poétiques de Joseph Beuys

Cette journée d’études consacrée à Joseph Beuys, s’inscrivant dans le cadre de la Station d’arts poétiques (enseignement de l’écriture de création, ENS-ENBA), abordera en particulier la dimension littéraire de son oeuvre (discours, conférences, textes).

Figure culte de l’art allemand de la deuxième moitié du XXe siècle, Joseph Beuys (1921-1986) a inlassablement pratiqué la mythographie personnelle, inventant et mettant en scène une biographie fictive où mythe, art et vie se rejoignent. Performeur, sculpteur, théoricien, pédagogue, chaman, auteur d’installations, co-fondateur de l’Université internationale libre pour la créativité et la recherche interdisciplinaire (Freie Internationale Hoschule für Kreativität und Interdisziplinäre Forschung), créateur d’un parti politique des étudiants dont la majorité des membres sont des animaux, inventeur de la notion élargie de l’art et de la sculpture sociale, cette vie-oeuvre fut le théâtre de nombreuses controverses mais aussi d’un très fort engouement, qui tiennent au fait que ce nouveau langage visuel n’ignore rien de de ce qu’a été la guerre, qu’il renvoie à un passé national sans cesse interrogé. Par la sculpture sociale, Beuys inaugure une pratique esthétique profondément démocratique, lieu d’un combat véritablement politique (implication dans les mouvements étudiants de la fin des années 1960, création du parti des Verts) mais qui se veut aussi son dépassement.

Une version plutôt administrative de cette vie indiquerait qu’il naît à Klefeld en 1921, qu’il s’enfuit en 1938, un an avant de passer son diplôme, pour rejoindre un cirque, s’occuper des animaux, coller des affiches. Puis, qu’en 1940, alors qu’il pense entreprendre des études de médecine, dans l’atmosphère de mobilisation générale, il s’engage dans la Luftwaffe. En 1944, sur le front de Crimée, son JU87 s’écrase, le pilote de l’avion meurt, Beuys est retrouvé par un commando de recherche allemand et soigné dans un hôpital militaire du 17 mars jusqu’au 7 avril, jusqu’à son rétablissement.
L’autre version, mythifiée, construite, racontée dans une biographie-oeuvre de 1964 intitulée « Lebenslauf/Werklauf » (Life Course/Work Course) donne tout à fait autre chose: en 1921, l’année de sa naissance, exposition à Kleves d’une blessure resserrée avec du plâtre; en 1940, exposition d’un arsenal à Posen, exposition d’un aérodrome à Erfurt-Bindersleben et à Erfurt-Nord. L’épisode de la chute de l’avion en Crimée devient le lieu d’une renaissance, au cours duquel Beuys est secouru par des Tatares, entouré de feutre et de graisse, et d’où il ressort chaman, convaincu que tout être humain est un artiste et que la liberté s’acquiert par l’usage de la créativité.

Eléments de chronologie: Continua a leggere

14 dicembre, Roma: In viaggio tra i classici

Martedì 14 dicembre 2010 – Ore 18.00

Libreria Koob

Via Luigi Poletti 2 –Roma

Andrea Cortellessa e Gabriele Pedullà incontrano

Domenico Scarpa e Giancarlo Alfano:

In viaggio tra i classici

Le storie e la potenza evocatrice dei luoghi

A proposito di Storie avventurose di libri necessari di Domenico Scarpa (Gaffi editore) e di Paesaggi, mappe, tracciati di Giancarlo Alfano (Liguori editore)

Scrivere di leggere è una forma dell’ironia, ma contiene anche una commovente pietas verso i nostri vecchi, cortesemente scomodati dalle poltrone in cui potrebbero e forse vorrebbero vegetare, per raccontarcela un’altra volta”. Stefano Bartezzaghi, La Repubblica

Storie avventurose di libri necessari è una traversata del Novecento italiano. Racconta, in undici saggi, le fortune e gli infortuni, i segreti e gli intrighi delle opere che hanno dato forma a un secolo di letteratura. Racconta le avventure dei libri, ma anche di chi li ha scritti: e per riuscire a farlo ricorre a carte d’archivio, a documenti inediti, a lettere private, a scritti dimenticati o nascosti dagli autori stessi.

Paesaggi, mappe, tracciati racconta la narrativa del secondo Novecento attraverso il suo rapporto col trattamento figurale dello spazio. La letteratura si è sempre misurata con la geografia, utilizzando ampiamente le metafore dello spazio, della misura e del tragitto. Nel Novecento il confronto è diventato più serrato. Oggi che i satelliti ci mostrano la Terra dallo Spazio, lo spazio della scrittura ci interroga sulle nostre abitudini culturali e torna a mettere in movimento i territori.

Domenico Scarpa (Salerno, 1965) insegna Letteratura italiana all’Università di Napoli “L’Orientale”. Scrive per Il Sole 24 Ore, La Stampa, Il Manifesto, L’Indice.  Ha tradotto libri di Jonathan Coe, Cathleen Shine, Philippe Forest, e ha curato testi di André Breton, Natalia Ginzburg, Robert L. Stevenson, oltre a numerosi saggi di cui uno dedicato a Italo Calvino.

Giancarlo Alfano (1968) insegna Letteratura italiana alla Seconda Università di Napoli. Tra i suoi libri, Gli effetti della guerra (Roma 2000), Dioniso e Tiziano (Roma 2001), Dalla città alla repubblica delle lettere (Roma 2003).