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oggi su Repubblica
Oggi, su “Repubblica” (pagine della cultura), un articolo di Andrea Cortellessa in difesa dell’insegnamento della letteratura, contro le esternazioni fantasiose del noto prefatore del Ministro Della Pioggia Su Pompei.
[ e: cfr. anche http://www.alfabeta2.it/2010/11/18/un-panino-alla-cultura ]
Jean-Marie Gleize, Nathalie Quintane, Noura Wedell
06.12.2010
18h-20h
Salle de conférences
Ecole Normale Supérieure
46, rue d’Ulm
75005 Paris
France
Jean-Marie Gleize, Nathalie Quintane (par le biais de Coleridge, une vidéo inédite) et Noura Wedell présentent la revue Nioques dans le cadre de l’atelier d’écriture d’Alessandro De Francesco.
En présence de Michel Murat, professeur de Littérature française à l’Université de Paris-Sorbonne et à l’École Normale Supérieure.
Jean-Marie Gleize est écrivain. Ses livres sont principalement publiés par les éditions du Seuil (coll. « Fiction & Cie. »). Dernières publications : Film à venir (2007), Tarnac (à paraître en 2011). Il a créé et il dirige la revue Nioques. Professeur émérite à l’École Normale Supérieure de Lyon, il a récemment regroupé ses réflexions théoriques dans le recueil d’essais Sorties (Questions Théoriques, 2009).
Nathalie Quintane est écrivain. Ses livres sont publiés chez P.O.L. éditeur. Dernières parutions : Cavales (2006), Grand ensemble (2008), Tomates (2010). Elle aime se définir ainsi : « Je m’appelle encore Nathalie Quintane. Je n’ai pas changé de date de naissance. J’habite toujours au même endroit.
Je suis peu nombreuse mais je suis décidée. »
Noura Wedell est écrivain. Parfaitement bilingue français-anglais, elle a traduit de nombreux ouvrages dans les deux sens. Elle est la traductrice américaine de Pierre Guyotat (dernière parution : Coma, Semiotext(e), 2010). Elle a publié le livre d’écriture post-générique Odd Directions, traduit en italien par Alessandro De Francesco et paru chez Anterem en 2009.
Segnalazione e recensione di Renata Morresi, “Cuore comune” (Pequod)
9-11 dicembre: incontro su G. C. Argan
Convegno Internazionale
Giulio Carlo Argan Intellettuale e storico dell’arte
Roma, 9-11 dicembre 2010
Nei giorni 9, 10 e 11 dicembre 2010 si terrà presso la Sapienza Università di Roma un Convegno internazionale su “Giulio Carlo Argan intellettuale e storico dell’arte”. Il Convegno, che conclude i lavori inaugurati da una giornata di studi tenuta ai Lincei nel 2009, rientra nel fitto programma di iniziative promosse e coordinate dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario dalla nascita di Giulio Carlo Argan (1909-1992), istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Le tre giornate, promosse in collaborazione con il Dipartimento di Storia dell’arte e Spettacolo della Sapienza, daranno testimonianza della riflessione critica su Argan come intellettuale e storico dell’arte attraverso ricerche documentarie e contributi di studiosi e allievi.
Giovedì 9 dicembre, dopo i saluti istituzionali, si terranno le prolusioni di Andrea Carandini (Presidente del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici) e di Antonio Pinelli (Presidente del Comitato Nazionale). Seguiranno relazioni sul tema “Argan nella cultura del suo tempo”, con interventi di Arturo Carlo Quintavalle, Silvana Macchioni, Elio Franzini, Marina Righetti, Italo Insolera, Laura Iamurri, Claudia Cieri Via, Massimo Carboni, Maria Ida Catalano, Rosalia Varoli Piazza, Silvia Danesi Squarzina. Sono previste testimonianze di Tullio De Mauro, Christoph Liutpold Frommel, Andreina Griseri, Marisa Volpi.
La giornata di venerdì 10 dicembre, dal titolo “Temi di Argan nella storia dell’arte”, ripercorrerà alcuni punti nodali del magistero di Argan come docente universitario e critico militante, dagli studi su Rinascimento e Barocco, fino a quelli sull’arte moderna dall’Illuminismo al contemporaneo, con interventi di Paolo Venturoli, Paolo Portoghesi, Giovanna Curcio, Bianca Tavassi, Silvia Bordini, Giovanna Perini, Elisa Debenedetti, Jolanda Nigro Covre, Caterina Zappia, Enzo Bilardello, Claudio Zambianchi, Luigi Ficacci, Simonetta Lux, Carla Subrizi.
La mattinata di sabato 11 dicembre avrà per oggetto “Riletture e nuove ricerche”. Saranno presentati i risultati dei seminari di studio tenuti alla Sapienza e verranno illustrate le importanti novità che stanno emergendo dal carteggio conservato presso l’Archivio privato di Argan (con interventi di Claudio Gamba, Katiuscia Quinci, Paola Bonani, Nadia Marchioni); i lavori si concluderanno con una Tavola rotonda sul tema “Argan nella cultura del nostro tempo”, per riflettere sulla attualità/inattualità dell’opera arganiana, con interventi di Carlo Bertelli, Olivier Bonfait, Enrico Castelnuovo, Cesare de Seta, Michela di Macco, Roberto Nicolai, Orietta Rossi Pinelli, Bruno Toscano.
I lavori delle diverse sezioni saranno coordinati da Martine Boiteux, Claudia Cieri Via, Marisa Dalai Emiliani, Marcello Fagiolo, Maria Grazia Messina, Augusta Monferini, Antonio Pinelli, Orietta Rossi Pinelli. Nelle prime due giornate verranno proiettati: il filmato “Argan nelle Teche RAI” (presentato da Tommaso Casini e Anna Maria Cerrato) e un’inedita intervista ad Argan sull’opera di Giorgio Morandi. Una voce recitante leggerà brani scelti dagli scritti di Argan. Durante il Convegno e nei giorni seguenti saranno esposti alcuni pannelli che ripercorreranno, con foto e documenti, la biografia di Giulio Carlo Argan.
Sedi del Convegno: Sapienza Università di Roma, 9 e 10 dicembre 2010: Aula Magna del Rettorato; 11 dicembre 2010: Aula I dell’Edificio della ex Facoltà di Lettere e Filosofia
Per altre informazioni e aggiornamenti: www.giuliocarloargan.org
NOTA BIOGRAFICA. Giulio Carlo Argan (Torino 1909 – Roma 1992) è stato uno dei maggiori critici d’arte del Novecento. Negli anni Venti frequenta l’ambiente culturale gobettiano e si forma all’Università con Lionello Venturi, ricevendone l’esempio di una critica di impostazione crociana, ma estesa anche all’arte contemporanea e all’architettura. Nel 1933 entra nell’Amministrazione delle Antichità e Belle Arti, diventando ispettore a Torino, poi a Modena e infine a Roma alla Direzione Generale, dove elabora il progetto dell’Istituto Centrale del Restauro. Nel dopoguerra approda a una nuova interpretazione di tipo fenomenologico, senza trascurare le componenti del contesto sociale e storico-filosofico. Interviene in difesa dell’arte astratta e dell’architettura moderna, occupandosi anche di urbanistica, di museologia, di design; pubblica monografie su artisti rinascimentali e porta avanti la rivalutazione dell’arte barocca, della pittura inglese dell’Illuminismo e del neoclassicismo europeo. Nel 1955 inizia l’insegnamento universitario a Palermo e poi dal 1959 a Roma. Dal 1958 è membro per l’Italia del Comité International d’Histoire de l’Art (CIHA), del quale sarà eletto presidente nel 1979. Dal 1963 al 1966 è presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici d’Arte (AICA). Nel 1968 pubblica la “Storia dell’arte italiana”, seguita da “L’arte moderna 1770-1970”. Negli anni 1976-79 è Sindaco di Roma, eletto nelle liste della Sinistra Indipendente. Dal 1983 al 1992 è Senatore del Pci. Nel 1983 gli viene conferito il titolo di Professore Emerito. Negli ultimi anni si dedica soprattutto alla difesa del patrimonio artistico e alla riforma delle leggi di tutela.
Char / Sereni (2) : “Come lenta cometa”, di Elisa Donzelli
Questo libro racconta la storia di un’amicizia, nata e cresciuta all’insegna della traduzione poetica. In modo ancor più conciso ed essenziale, è un libro sull’amicizia poetica. Quella tra René Char (1907-1988) e Vittorio Sereni (1913-1983) è una vicenda affascinante che lega in modo esemplare due figure di spicco della poesia del secondo Novecento. È il 1960 quando, grazie a un progetto editoriale promosso da Bassani e da Caproni, Sereni, poeta, traduttore e dirigente editoriale, decide di intraprendere la traduzione delle poesie del grande poeta della Resistenza francese che ha intanto conquistato, dalla calma misurata della sua Provenza, una fama e un’autorevolezza di ampio respiro. Dopo un primo folgorante incontro, Sereni decide di esplorare a fondo la poesia di Char che tornerà a tradurre e a pubblicare a più riprese (Fogli d’Ipnos, 1968 e Ritorno Sopramonte e altre poesie, 1974). Ma Sereni non si limita a tradurre: tutte le volte che il testo lo sollecita, prende la penna e scrive a Char per sottoporgli le questioni, i rovelli, i dilemmi della traduzione poetica. Si avvia così una straordinaria corrispondenza epistolare, destinata a durare più di vent’anni (1960-1982), ora in gran parte conservata presso il Fondo Sereni della Biblioteca Comunale di Luino.
“il verri”, n. 44
Il Verri – quadrimestrale –
n. 44 – ottobre 2010 –
Sommario :
Stefano Agosti : Sanguineti fuori catalogo
Andrea Cortellessa : Intervista ad Alberto Arbasino
Alberto Arbasino : Quattro pezzi per Il Verri
Sei lettere dal carteggio Anceschi – Arbasino
Niva Lorenzini : Arbasino e lo charme del non finito
Fausto Curi : “Un narratore che vede”
Andrea Cortellessa : Congegno e congerie
Antonio Loreto : Eliogabalo aux anges
Fabiana Proietti : Di una “funzione Isherwood”
Marco Belpoliti– Alberto Arbasino – Fabio Cleto: Una querelle del 2003
Alberto Arbasino : Rothko
Lorenzo Durante : due poesie
Marco Giovenale : L’aspetto
Giulia Niccolai : Abitare il suono per Alberto Cappi
Adriana Scalise : L’in-finito e l’attimo –
AlteraCultura
un panino alla cultura
“La differenza” / a San Lorenzo mar. 23
Martedì 23 novembre, alle ore 19:30
recensione a Marina Pizzi
Una recensione al felix di Marina Pizzi, Dallo stesso altrove compare su Poesia2punto0: qui:
http://www.poesia2punto0.com/2010/11/18/marina-pizzi-dallo-stesso-altrove/#more-3854
notilla interrotta (interrata)
Non so come si possa parlare di lirica o non lirica, o di poesia in prosa, o di qualità poetica della prosa, se si sta leggendo Tao Lin, o Jeff Derksen, K. S. Mohammad, …
Vorrei che un lettore prendesse Christophe Fiat (per esempio Une aventure de Batman à Gotham City) e mi dicesse dove sta non la lirica ma la “questione” della lirica, o altro ancora.
Non riesco a capire come fa a venire in mente la poesia in prosa, o un qualche discorso di metrica, o anche di narrazione o linearità e perfino di “frammentismo”, a uno che legge Espitallier.
Forse però si legge altro, in giro. Del resto…




