Archivi categoria: Resistenza

Un comunicato dell’UDI

UDI – Unione Donne in Italia Sede nazionale

via dell’Arco di Parma 15, 00186 Roma tel 06 6865884

www.50e50.it

Comunicato: non abbiamo parole per commentare quanto è accaduto nel tribunale di Reggio Emilia, ma sappiamo chi sono i responsabili.

Ancora una volta un marito violento ha sparato: ha ucciso Vyosa, la sua ex moglie e il fratello di lei, diverse persone sono state ferite, fra queste l’avvocata della Associazione Nondasola che difende la donna.

Non abbiamo più parole per gridare il nostro sdegno e la rabbia e il fastidio.

Eppure c’è chi parla ancora di silenzio delle femministe!

E non ha senso scrivere e dire: guardate, abbiamo fatto, abbiamo detto, abbiamo manifestato… perché i media si sveglieranno solo l’8 marzo e, forse, più di recente, il 25 novembre, per chiederci se abbiamo una povera violentata da mandare in onda.

Così avranno la coscienza a posto e avranno fatto informazione sulla giornata internazionale contro la violenza alle donne!

I media sono lo specchio di certa politica, dove non si capisce ancora che non basta fare leggi e pubblicità progresso.

Occorre invece avviare serie e determinate azioni di incivilimento nel genere maschile.
E’ inutile parlare di civiltà dei rapporti tra uomini e donne fino a quando chi ci governa – e sono in grandissima parte maschi – non assume la responsabilità di stabilire principi autentici di civiltà e convivenza.

La violenza alle donne non ha nulla di sessuale ma è una vera e propria guerra che un considerevole numero di maschi nel mondo compie contro le donne usando i propri genitali come arma.

Tale forma di violenza, che per questo noi abbiamo chiamato sessuata, è in realtà una forma di tortura con cui un genere tiene sotto controllo l’altro.

La paura di tale tortura porta le donne ad automoderarsi e a viversi in libertà vigilata e come una minaccia per la propria incolumità l’affermazione dei propri diritti.

Noi vogliamo autodeterminarci a partire dalla affermazione della inviolabilità del corpo delle donne, ovunque nel mondo!

Ricordiamo a tutte e a tutti la necessità che il genere femminile sia presente ovunque si decide, e non semplicemente “preso in considerazione” per salvare la femminilità delle democrazie, oltre che blandito e ammansito ogni qualvolta accadono misfatti di tal “genere”!

Pina Nuzzo dell’UDI

Un poquito de tanta verdad

Mercoledì 17 ottobre alle ore 21:30

presso il Barbarossa, in

Via Leonardo 30, a Seregno

proiezione del video Un pochino di tanta verità

sull’esperienza di Oaxaca.


Nell’estate 2006 un grande movimento sociale scosse il Messico. Senza rinunciare alle loro differenze, maestri, lavoratori, comunità indigene, artisti, studenti, emigrati, collettivi libertari, ONG, militanti di organizzazioni politiche e cani sciolti crearono l’Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca (APPO).Durante vari mesi, la città visse la singolare esperienza di una gran festa senza governo, senza polizia e senza burocrazia, ma aperta al dialogo e all’innovazione. La saggezza collettiva si impose in modo pacifico sulle carovane della morte, i sequestri e i soprusi del tiranno Ulises Ruiz.Poco a poco la gente comune forgiò un magnifico esempio di organizzazione autonoma senza capi, senza dirigenti e senza caudilli, che si situa in linea di continuità con Continua a leggere

¡ NI UNA MÁS !

Venerdì 21 settembre – ore 19:00

inaugurazione della mostra

“¡NI UNA MÁS! Anche gli artisti per Ciudad Juarez”

che viene allestita a Cagliari nello spazio Itzokor,
in via Lamarmora 123, dal 21 al 30 settembre dalle ore 19:00 alle ore 21:00
(chiusa i giorni 24 e 28 settembre)

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di informare e raccogliere fondi per un progetto chiamato Esperanza, che coinvolgerà i figli delle vittime del femminicidio a Ciudad Juarez. Difatti, dal 1993 ad oggi sono più di 600 donne torturate e assassinate
nello stato messicano del Chihuahua e migliaia quelle di cui ancora non si ha notizia.

Artisti che partecipano all’iniziativa:
Marta Anatra, Alessandro Biggio , Maria Caboni, Federico Carta, Marina Cuccus, Domenico Di Caterino, Simone Dulcis, Serena Fazio, Randi Hansen, Monica Lugas, Antonio Mallus, Yuri Mancosu, Andrea Orani, Giorgio Polo, Paola Porcedda, Mauro Rizzo.

Cliccando QUI trovi la locandina della mostra, puoi inoltrarla a chi potrebbe essere interessato?

Il lavoro di Luca Bufano sui racconti di Beppe Fenoglio

di
Fiammetta Cirilli

 

Scomparso, poco più che quarantenne, nel febbraio del 1963, Beppe Fenoglio ha lasciato una impressionante quantità di pagine scritte, in grandissima parte inedite: romanzi e tronconi di romanzi, ma anche racconti, testi teatrali, epigrammi, favole. Se la progressiva pubblicazione delle opere ha restituito – non senza limiti o soluzioni parziali – tutto o quasi di quel corpus, è però rimasto aperto il problema di cosa Fenoglio avrebbe realmente pubblicato, se ne avesse avuta la possibilità, e, soprattutto, come. A fronte della discussione sui testi più impegnativi – in primo luogo Il partigiano Johnny, – si è tuttavia rivelata non meno scivolosa la sistemazione dei racconti; al punto che la sofferta uscita, nel 1952, della raccolta I ventitre giorni della città di Alba è sembrata anticipare la generale problematicità dell’opera di Fenoglio.

Va da sé che lo scrittore di Alba ha praticato fin da subito e con assiduità il genere del racconto, non di rado ricorrendo al prelievo e alla riduzione della forma narrativa da lunga a breve (è accaduto, per esempio, con il romanzo La paga del sabato, da cui ha tratto Nove lune ed Ettore va al lavoro). Nel tempo, ne sono risultate due raccolte, Racconti della guerra civile e Racconti del parentado, destinate entrambe, però, a essere stampate con altro ordinamento e con altro titolo. Di qui l’importanza di ricreare, a distanza di tanti anni, la struttura che l’autore avrebbe originariamente voluto per i suoi libri di racconti: struttura di cui, per altro, dà testimonianza una lettera indirizzata ad Attilio Bertolucci, il 29 novembre 1961, nella quale delinea un volume complessivo diviso in tre sezioni (Racconti della guerra civile, Racconti del dopoguerra, Racconti del parentado) più un racconto lungo (La malora).

La ricerca di Luca Bufano si muove dunque nella consapevolezza di questi elementi, sforzandosi di valorizzare gli aspetti tecnici e formali della narrazione breve di Fenoglio, aspetti che, in linea con la migliore produzione moderna, fanno soprattutto leva su tre fattori: intensità, sintesi, omissione.

Con la cura di Tutti i racconti (Einaudi, 2007), Bufano ha infatti puntato a restituire l’intero corpus dei testi, da un lato riproponendo – accanto ai più noti e apprezzati – quelli meno diffusi o tardivamente riconosciuti come narrazioni compiute; dall’altro, interrogandosi sulla volontà dell’autore di riunire in modo organico i suoi racconti. Riprendendo e, in qualche misura, sviluppando le linee indicate da Fenoglio nella lettera a Bertolucci, lo studioso ha di conseguenza organizzato il libro in quattro sezioni: le prime tre occupate rispettivamente dai racconti della guerra, del parentado, e del dopoguerra; e una quarta in cui sono confluiti i Racconti fantastici, usciti in volume, per Einaudi sotto il titolo Una crociera agli antipodi. Certo, risalire alle intenzioni dello scrittore resta impresa impossibile, e tuttavia il lavoro di Bufano si è sforzato di interpretarle e, allo stesso tempo, di rispondere a una esigenza di esaustività che risulterà gratificante per tutti i lettori di Fenoglio.

 

Fiammetta Cirilli
su “il manifesto” del 2 settembre 2007, pag.13

 

Cagliari, 26 maggio: ¡NI UNA MÁS!

Iniziativa a sostegno dell’associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa, che riunisce i familiari delle donne uccise e scomparse a Ciudad Juárez.

Sono già più di 430 le donne assassinate a Ciudad Juárez nello stato di Chihuahua in Messico, e più di 600 quelle scomparse dal 1993. Il rituale è sempre lo stesso: rapimento, tortura, sevizie sessuali, mutilazioni, strangolamento. Il clima di violenza e impunità continua a crescere, senza che al momento si siano compiute azioni concrete per fare chiarezza e mettere fine a questa situazione.

NON UNA DI PIÙ
¡NI UNA MÁS!

Sabato 26 maggio dalle ore 19.00, Vetreria di Pirri, via Italia, Cagliari

Testimonianza di Marisela Ortiz Rivera – Nuestras Hijas de Regreso a Casa, Silvia Giletti, Università di Torino
Reportage fotografico di Lina Pallotta.
Proiezione del cortometraggio “Juárez mothers fight feminicide by Nuestras hijas de regreso a casa”, di Zulma Aguiar.

ore 21.00 COMPAGNIA B presenta:

“¡Para no olvidar!” testimonianze in parole e musica con Viviana Padiglia, Marta Proietti Orzella, Carlo Angioni, Raffaele Corti e il gruppo musicale MEXLA.

Il «maestro di periferia». (Articolo di Edoardo Borra)

Ugo Cerrato (foto di F.Cirilli)«Esprimo vivo compiacimento…». Quante volte abbiamo sentito queste parole, diventate, per molti di noi, un celebre attacco? Cominciava infatti così, solitamente, l’intervento di Ugo Cerrato, quando partecipava ad una qualche iniziativa organizzata nel nome del suo amico, Beppe Fenoglio. Il fatto è che partecipava sempre, con un’energia, un coinvolgimento, un entusiasmo contagiosi. E non era raro che, di queste iniziative, fosse lui stesso il promotore, più o meno occulto: molte cose sono state fatte perché si era parlato con lui, o perché parlando con lui si era ricevuta la sua approvazione. O perché si sapeva che ci sarebbe stato anche lui, immancabilmente.

Figure come quelle di Ugo Cerrato fanno cultura così, spendendosi liberamente (e gratuitamente) in mezzo agli altri, Continua a leggere

Ricordo di Ugo Cerrato

Ugo Cerrato (foto di F.Cirilli)«E pensò che forse un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull’ultima collina, guardando la città […] la sera del giorno della sua morte. Ecco l’importante: che ne restasse sempre uno»

Beppe Fenoglio

 

Poco più di un mese fa, il 18 gennaio, moriva Ugo Cerrato. Da tempo sofferente, ha tenuto testa al male con riservatezza e con una tenacia fuori dal comune.

La vita e il nome di Cerrato sono legati strettamente a quelli di Beppe Fenoglio, di cui è stato amico fraterno: al punto da rappresentare, con la sua voce, i ricordi, i tanti documenti raccolti nel tempo – foto, ritagli di giornali e riviste, libri – un punto di riferimento imprescindibile per chiunque desiderasse conoscere più da vicino, in una dimensione anche “privata”, il Fenoglio del dopoguerra e degli anni Cinquanta. Ma gli si farebbe un grave torto se gli si riconoscesse il solo merito di aver saputo conservare la memoria dell’amico scrittore restituendone gli aspetti poco noti, rimasti nell’ombra della quotidianità.

Con la sua vitalità contagiosa, con l’altruismo e l’entusiasmo che ha mostrato fino agli ultimi mesi, Ugo Cerrato è stato infatti un autentico maestro di vita: un uomo appassionato e leale, combattivo, capace di tradurre – proprio come Beppe – l’esperienza della Resistenza in una lezione attuale, necessaria e urgente. Di qui l’impegno a partecipare, a narrare, a declinare, nei modi possibili, il senso di quell’esperienza: senza ometterne le ombre, sì, ma anche senza ridurne il valore.

Di questo, soprattutto, gli è grato chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

 

Fiammetta Cirilli

 


[ foto di F.C., 2006 ]