Archivi categoria: Resistenza

Maratona di letture antirazzista in memoria di Abdoul Guibre

Maratona di letture antirazzista in memoria di Abdoul Guibre,
cittadino italiano, ucciso a soli 19 anni per un pacco di biscotti

Sabato 20 settembre
dalle 11 alle 13 alla libreria Trame, via Goito 3/c.

Noam Chomsky qualche tempo fa disse “Volevo comunicarvi che oggi ci sono due notizie importanti. Una buona e una cattiva. La buona consiste nel fatto che nonostante oggi il mondo sia in mano a poche multinazionali, siamo ancora in grado di fare qualcosa per la costruzione di una società mondiale migliore. La cattiva consiste nel fatto che per apportare questi cambiamenti non è sufficiente mettere una x su una casella elettorale e poi tornarsi a sedere davanti alla tv”.

Non continuiamo ad accettare restando immobili nell’attesa che qualcosa, dall’alto, si muova in una direzione più giusta. Questo paese sta implodendo e chiede il nostro impegno. Continuamente accusiamo il nostro governo di essere scorretto, inadeguato e di fomentare questo clima di astio, accusiamo la classe poltica italiana di non essere all’altezza, di non essere rappresentativa e di non occuparsi dei veri bisogni di questo paese. Ma noi, cittadini, abitanti, popolo, persone, cosa stiamo facendo? Siamo noi i primi ad essere responsabili di ciò che accade, per la nostra assenza, per il nostro eterno silenzio. Per questo vogliamo trovarci sabato mattina e stare assieme con letture e musica, un modo per iniziare a dire con la nostra sola presenza, che non siamo d’accordo. E poi vedremo, continueremo ad organizzare!

Chiunque può portarsi una pagina da leggere!

Gabriella Ghermandi – Daniele Barbieri
Libreria Trame
Libreria Solea Casalecchio

Tiziana de Novellis, “Il larice di Daurija. Dalla Kolyma ai Laogai”

Tiziana de Novellis, Il larice di Daurija. Dalla Kolyma ai Laogai, Roma, La Camera Verde, 2008, pp.128 (collana “Cassandra”)

INDICE

Introduzione (pp. 5-6)

Capitolo I. Glavnoe Upravlenie Lagerej (pp. 7-16)
Capitolo II. Lao Don Gai Zao (pp. 17-25)
Capitolo III. Socialismo di mercato (pp. 26-37)
Capitolo IV. Fabbriche-Lager e minori al lavoro (pp. 38-46)
Capitolo V. Il Tibet dimenticato (pp. 47-56)
Capitolo VI. Repressione delle minoranze etniche e religiose (pp. 57-64)
Capitolo VII. I Laogai oggi (pp. 65-74)
Capitolo VIII. Detenzione psichiatrica dei dissidenti (pp. 75-80)
Capitolo IX. Organi umani e libero mercato (pp. 81-88)
Capitolo X. Quei diritti dimenticati (pp. 89-96)
Capitolo XI. L’ombra dei diritti umani violati sulle Olimpiadi di Pechino (pp. 97-110)

Conclusioni (pp. 111-25)
Bibliografia (p. 126)
Indice (p. 127)

Tiziana de Novellis, “Il larice di Daurija. Dalla Kolyma ai Laogai”

Tiziana de Novellis, Il larice di Daurija. Dalla Kolyma ai Laogai, Roma, La Camera Verde, 2008, pp.128 (collana “Cassandra”)

INDICE

Introduzione (pp. 5-6)

Capitolo I. Glavnoe Upravlenie Lagerej (pp. 7-16)
Capitolo II. Lao Don Gai Zao (pp. 17-25)
Capitolo III. Socialismo di mercato (pp. 26-37)
Capitolo IV. Fabbriche-Lager e minori al lavoro (pp. 38-46)
Capitolo V. Il Tibet dimenticato (pp. 47-56)
Capitolo VI. Repressione delle minoranze etniche e religiose (pp. 57-64)
Capitolo VII. I Laogai oggi (pp. 65-74)
Capitolo VIII. Detenzione psichiatrica dei dissidenti (pp. 75-80)
Capitolo IX. Organi umani e libero mercato (pp. 81-88)
Capitolo X. Quei diritti dimenticati (pp. 89-96)
Capitolo XI. L’ombra dei diritti umani violati sulle Olimpiadi di Pechino (pp. 97-110)

Conclusioni (pp. 111-25)
Bibliografia (p. 126)
Indice (p. 127)

non c’è altra scelta

non c’è in assoluto altra scelta che sottrarsi a ogni connivenza e anche lontana collaborazione con le amministrazioni pubbliche di destra che hanno il potere in (consistente parte di) questo paese.

chi ha qualcosa a che fare con la scrittura seria in questo straccio di paese ha — credo — il dovere, senza retorica, proprio il dovere di sottrarre il proprio lavoro intellettuale a ogni anche minima adiacenza con quella classe politica.

da adesso, e per anni (pochi, si spera), sappiamo TUTTI molto bene che leggere, conversare, esporsi pubblicamente, da uno spazio “garantito” o addirittura “curato” da (e magari con “introduzione” di) un qualsiasi esponente di quella classe politica, si condanna da sé.

e sarà ricordato domani.

(come oggi ricordiamo le azioni e la storia della stragrande maggioranza dei letterati italiani sotto il fascismo).

festival e funzionari di festival, bevitori di fondi pubblici, collaboratori e stipendiati in varia fascia e posizione … li vediamo bene (e benissimo a Roma): non si vergognano di continuare a funzionare, a vento girato. non sentono l’odore che quel vento trasporta.

ma gli autori, scrittori o critici che siano, possono e devono (e ne parla giustamente Fofi) sottrarsi a questo sistema e consenso.

hanno — più precisamente e seriamente — il compito storico di opporsi, separati o in gruppo.

e hanno o devono darsi in fretta — dove e come possono — il compito addirittura ossessivo e senza sconti di organizzare LE alternative all’esistente. in rete, nei contatti, nella realtà: in reading, incontri, controfestival, riviste, radio: ovunque e comunque.

la nave infetta va abbandonata, non c’è possibile mediazione con la malattia.

non se ne esce sani.

* * *

* * *

la costruzione di un tessuto culturale resistente, integro e diverso da (e contrario a) quel che vediamo intorno è non solo possibile ma già una realtà.

e (più che mai):

non è questo il momento della rassegnazione, in nessun caso. non ce lo possiamo proprio permettere. è perfino lapalissiano che la responsabilità di cui sono investiti adesso precisamente tutti gli autori e gli intellettuali dotati di un minimo di dignità, di senso civico e anche solo di quattro nozioni di storia della Repubblica, è di COSTRUIRE la resistenza e le strutture alternative e avverse allo stato di cose presente.

no way out. non se ne esce: si deve resistere+costruire (finché esistono gli spazi per farlo, e poi anche e soprattutto dopo eventuali sconfitte) principalmente con e per chi NON possiede tali strumenti.

la resistenza non si fa da sé. va pensata e realizzata, in prima persona e senza accordi col nemico.

insisto: la responsabilità che si deve saper portare non è solo verso i contemporanei ma direi soprattutto nei confronti di chi non ha ancora coscienza dell’accaduto, né del disastro imminente.

ci sono alcune generazioni che stanno crescendo e cresceranno nel (alcune sono già del tutto catturate dagli inizi del) regime. verso queste è criminale non sentire responsabilità, e non agire di conseguenza.

(*)

immagini da Dawn of the dead (dir. Zack Snyder, 2004)