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10 maggio: calendario delle iniziative a Calenzano

Il TEATRO DELLE DONNE / COMUNE DI CALENZANO / Centro Nazionale di Drammaturgia

TEATRO MANZONI

STAGIONE 2007-2008

Autrici a Confronto / Festival nazionale sulla drammaturgia contemporanea delle donne
XVI edizione

Sabato 10 MAGGIO

Iniziativa straordinaria

DRAMMATURGIA e VIOLENZA alle DONNE

dalle ore 18:00

Convegno con le autrici e letture

ore 20:30

Inaugurazione nuova sede dell’archivio del Centro Nazionale di Drammaturgia (via Mascagni, 16): cena al buffet

ore 21:30

OUTIS-Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea

IL MOSTRO

Una parabola moderna sull’amore

(spettacolo ispirato alla vera storia di Natasha Kampusch)

drammaturgia e regia di PIA FONTANA. Con GAETANO D’AMICO e TERESA TIMPANO

*

IL TEATRO DELLE DONNE

presso Il Teatro Manzoni – via Mascagni, 18 – 50041 Calenzano (FI)

telefono e fax 055.8877213 – 055.8876581

e.mail: teatro.donne @ libero . it

web site: www.donne.toscana.it/centri/teatrodonne

Il TEATRO DELLE DONNE COMUNE DI CALENZANO
Centro Nazionale di Drammaturgia

Calenzano, 10 maggio: “Drammaturgia e violenza alle donne”

Ministero per i beni e le attività culturali-Direzione Generale Spettacolo dal vivo
Regione Toscana – Assessorato alla Cultura
Provincia di Firenze – Assessorato alla Cultura
Comune di Firenze – Assessorato alla Cultura/Assessorato alla Pubblica Istruzione
Comune di Campi Bisenzio – Assessorato alla Cultura
Comune di Sesto Fiorentino-Assessorato alla Cultura

COMUNE DI CALENZANO

IL TEATRO DELLE DONNE

Centro Nazionale di Drammaturgia

Autrici a Confronto

Festival nazionale sulla drammaturgia contemporanea delle donne

XVI Edizione

sabato 10 MAGGIO

INIZIATIVA STRAORDINARIA

“Drammaturgia e violenza alle donne”

Sono 10 milioni le donne tra i 14 e i 59 anni che hanno subito molestie o ricatti sessuali nel corso della vita. Sono 900 mila i ricatti sessuali che avvengono sul lavoro e 500 mila gli stupri o i tentati stupri. Questi i dati Istat. La violenza domestica è la forma di violenza più diffusa nel mondo. Almeno il 20% delle donne ha subito abusi fisici o violenza sessuale. Fino al 70% degli omicidi di donne avviene per mano del partner o dell’ex (dati Amnesty International). Secondo i dati della prefettura di Firenze nei primi sei mesi del 2007 i casi di violenza raccolti dalle forze dell’ordine e dai sevizi sanitari sono stati 57. Contro i 42 del 2006 e i 37 del 2005. Un incremento tanto consistente quanto preoccupante. Trattasi infatti dei casi denunciati, delle donne che hanno avuto il coraggio di uscire allo scoperto. Non sappiamo quanti siano in realtà i casi di violenza. Ma è un fenomeno in crescita. La recrudescenza della violenza nei confronti delle donne è un fatto preoccupante, come sono inquietanti i tanti delitti messi in atto nei confronti delle donne generalmente in ambito familiare.

A Firenze dei casi di violenza alle donne si occupa Artemisia, associazione convenzionata con il Comune di Firenze. Nel 2007 i casi presi in carico dall’associazione sono notevolmente aumentati rispetto al 2006. Nella gran parte dei casi si tratta di violenza fisica e psicologica, ma anche economica, sessuale, a volte di vere e proprie persecuzioni. Sono donne in gran parte italiane ma anche romene, peruviane, albanesi.

Ma la violenza non è solo questa. C’è una violenza sulle donne che viene perpetrata in maniera collettiva, attraverso discriminazioni o crociate che coinvolgono movimenti, a volte stati. Questa violenza viene da lontano, viene dallo storico bisogno del potere maschile di controllare la capacità riproduttiva delle donne, potere unico e non condivisibile che alle donne è stato spesso fatto pagare a caro prezzo, in vari periodi storici e in molti modi, da società che non hanno accettato e non accettano la “diversità” delle donne.

La riflessione che vogliamo aprire è su come la drammaturgia delle donne si è occupata o si può occupare dell’argomento portando in scena violenze subite, testi autobiografici, episodi storici, o affrontando casi presi in considerazione dalla stampa nazionale e internazionale.

Il 10 maggio convochiamo al Teatro Manzoni un appuntamento straordinario dedicato alle autrici e ai testi di drammaturgia contemporanea che si sono confrontati con il tema della violenza alle donne.

Un convegno per fare il punto della situazione di un teatro d’impegno civile su un tema specifico, su cui ora come non mai le donne devono tenere alta la guardia, nella consapevolezza che le conquiste delle donne non sono “per sempre” e che solo la loro capacità di fare un’altra-cultura e un’altra-informazione potrà salvaguardarne i diritti.

Un momento laboratoriale, in cui confrontare testi, progetti, idee, un punto di partenza per una serie d’iniziative su questo tema da proporre nell’arco della prossima stagione.

Tullio De Mauro, “Analfabeti d’Italia” (da http://internazionale.it)

Analfabeti d’Italia

Tullio De Mauro

da “Internazionale”, n. 734, 6 marzo 2008

Solo il 20 per cento degli adulti italiani sa veramente leggere, scrivere e contare

*

Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile.

Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.

Questi dati risultano da due diverse indagini comparative svolte nel 1999-2000 e nel 2004-2005 in diversi paesi. Ad accurati campioni di popolazione in età lavorativa è stato chiesto di rispondere a questionari: uno, elementarissimo, di accesso, e cinque di difficoltà crescente. Si sono così potute osservare le effettive capacità di lettura, comprensione e calcolo degli intervistati, e nella seconda indagine anche le capacità di problem solving.

I risultati sono interessanti Continua a leggere

Sguardi sulle differenze

Laboratorio di studi femministi “Anna Rita Simeone”

SGUARDI SULLE DIFFERENZE

presenta

lunedì 17 marzo 2008, ore 17.30

Presentazione del libro

FUTURO FEMMINILE 1

Passioni e ragioni nelle voci
del femminismo dal dopoguerra a oggi

a cura di Lorella Reale (Sossella 2008)

e

proiezione in anteprima del documentario

“IO SARÒ STATA”

regia di Lorella Reale

intervengono:
Marina D’Amelia, Pina Maturani, Letizia Paolozzi, Lorella Reale

http://www.sguardisulledifferenze.org

Università degli studi di Roma La Sapienza

Teatro della Casa dello Studente
Via de Lollis, 20

MicroMega in edicola

Da venerdì 29 febbraioè in edicola il quaderno speciale di MicroMega intitolato

“Il papa oscurantista. Contro le donne, contro la scienza”

*

Il volume è composto da due parti. La prima risponde con puntualità scientifica e con indignata moralità alla crociata oscurantista che vuole criminalizzare la libertà delle donne e portare diritti civili e laicità indietro di mezzo secolo. Il volume è aperto dall’appello lanciato lo scorso 14 febbraio da 13 autorevolissime donne (Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda ed Elisabetta Visalberghi) e che on-line (www.firmiamo.it/liberadonna) ha già ottenuto oltre 40 mila firme.

Una delle proposte dell’appello – l’abolizione dell’obiezione di coscienza sull’aborto – è ripresa da un articolo di Carlo Flamigni, che propone che i reparti di ginecologia non assumano più medici obiettori. Il neonatologo del Meyer di Firenze, Gianpaolo Donzelli, spiega perché le cure intensive sui nati molto prematuri siano nella stragrande maggioranza dei casi accanimento terapeutico. E poi interventi di don Enzo Mazzi (che condanna il ritorno del sacro come fonte primaria di violenza), Carlo Alberto Redi (che descrive i paradossi di una Chiesa che “difende la vita” solo a parole), Bruno Brambati (che spiega perché una riproduzione libera e responsabile non c’entra niente con l’eugenetica), Valeria Parrella (che, sulla scorta di un’esperienza diretta, riflette sulle recenti polemiche sulla rianimazione dei nati ultraprematuri).

La seconda parte del volume riporta tutti, ma proprio tutti, i materiali del noto caso Ratzinger/Sapienza: una cinquantina di editoriali e commenti delle principali testate, le lettere che hanno dato il via alle polemiche, i discorsi del papa, di Veltroni e di Mussi per l’inaugurazione dell’anno accademico. Il tutto inquadrato in una dettagliatissima cronologia dei fatti e con un commento inedito di Luca e Francesco Cavalli Sforza, che sottolineano la piena legittimità della protesta dei 67 professori di fisica.

guarda la copertina su www.micromega.net

Roma, 5 marzo, ore 21:00, liceo Morgagni : contro la pena di morte

Morgagni ore ventuno 2007/2008
presenta

Marcos Vinicius
concerto di solidarietà

NON IN MIO NOME
– la pena di morte non è nelle mie corde –

Concerto per chitarra classica dedicato al nativo d’America Fernando Eros Caro
da 26 anni nel braccio della morte di San Quentin

Letture da “Poeti da morire” Ed. Giulio Perrone, a cura di Marco Cinque
– proiezione di dipinti di Fernando Caro dal braccio della morte –

Mercoledì 05 marzo, ore 21.00
presso il Teatro/Aula Magna del Liceo
G.B. Morgagni, via Fonteiana 125 – Roma

ingresso libero
Parcheggio interno – Bar aperto
Info: 06/5894887 – 06/68719312

Una lettera – da/per MicroMega

ricevo e diffondo:

 

Carissime amiche, carissimi amici,

sono Cinzia Sciuto, la redattrice di MicroMega che si è occupata della petizione “Liberadonna” (www.firmiamo.it/liberadonna).
Innanzitutto volevo ringraziarvi per aver sostenuto QUESTO APPELLO: in pochi giorni abbiamo superato le 34 mila firme nonostante il silenzio pressoché totale dei grandi mezzi di comunicazione (che invece non esitano a dare ampio spazio ai sostenitori della “moratoria” sull’aborto).
L’appello che avete sottoscritto aprirà un numero speciale di MicroMega, che sarà in edicola dal 29 febbraio e il cui titolo è “Il papa oscurantista. Contro le donne, contro la scienza”. In una prossima comunicazione vi invierò la copertina e il sommario completo del numero.

Oggi vi scrivo perché noi non vogliamo mollare, non vogliamo abbassare la guardia. Ma abbiamo bisogno dell’aiuto di ciascuno di voi. Probabilmente l’avrete già fatto, ma vi invito a divulgare il più possibile questo appello tra le vostre amiche e i vostri amici in tutte le forme che ritenete più opportune. Fate loro capire che, se riusciamo a sfondare il muro del silenzio, possiamo ancora bloccare questa nuova offensiva contro le donne, che altrimenti rischia di essere vincente. Da parte nostra, continueremo a diffondere l’appello e stiamo anche valutando l’ipotesi di organizzare iniziative pubbliche (magari per l’8 marzo, perché no?). Se avete poi altri suggerimenti su come promuovere l’appello, scriveteci pure (redazione [at] micromega [dot] net): non garantiamo una risposta a tutti, ma assicuriamo che tutte le vostre mail saranno lette e i vostri consigli presi in considerazione.

Poiché, per la legge che tutela i dati personali, noi non abbiamo accesso diretto ai vostri indirizzi e-mail, per continuare ad essere aggiornati sull’andamento dell’appello e sulle iniziative di MicroMega, vi pregherei di iscrivervi alla nostra newsletter seguendo questo link: http://login.kataweb.it/login/newsletter/login.jsp?newsletter=micromega.

Grazie ancora a tutte e tutti,
contiamo su di voi!

un caloroso saluto
Cinzia Sciuto

 

Un appello di MicroMega

Ricevo, accolgo, sottoscrivo, sostengo, rilancio:

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti,

ora basta!

L’offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta – ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.

Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.

Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l’autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.

Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l’obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l’accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).

Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.

Per sottoscrivere la lettera-appello: www.firmiamo.it/liberadonna