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I fisici, atto secondo

DOMENICA 17 FEBBRAIO, ORE 18
presso la Libreria Croce, corso Vittorio Emanuele II 156, tel. 06-68802269

> I FISICI, ATTO SECONDO <
Dopo la mancata visita del Papa all’università “La Sapienza” di Roma, tre fisici tornano sul palco per rispondere alle domande di Marco Cattaneo (direttore responsabile de “Le Scienze”) e del pubblico.

Intervengono:
Prof. Carlo Bernardini
Prof. Carlo Cosmelli
Prof. Andrea Frova

Introduzione di Raffaele Carcano (segretario nazionale UAAR)

«In nome della laicità della scienza e della cultura
e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto
a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia»
(Dalla lettera di 67 docenti al rettore della Sapienza)

L’iniziativa di svolge nell’ambito dei Darwin Day UAAR, le giornate per la scienza che l’UAAR organizza, dal 2003, in numerose città italiane per commemorare la nascita di Charles Darwin e per celebrare i valori della ricerca scientifica e del pensiero razionale. L’UAAR ha deciso di dedicare il programma 2008 dei suoi Darwin Day ai docenti del Dipartimento di fisica della Sapienza.

* * *

UAAR – Casella Postale 749 – 35122 Padova
Tel./fax 0498762305 , website: www.uaar.it

Circolo UAAR di Roma “Gianni Grana”
Tel. 0645443094 – 3460227998, website: www.uaar.it/roma

20 ore al giorno

non riesco a leggere nemmeno un articolo equilibrato e franco come questo senza avvertire – di fondo – un rintocco illuminista che non ha senso in italia e non ha senso nel mondo.

è come sentire parlare Calvino di industriali illuminati. non ne esistono.

non esiste in italia un “buon” governo. non con questa gente. ma il problema – se fosse solo italiano – sarebbe poca cosa. la consueta barzelletta di un paese che più comico non si sa immaginare. invece la tragedia è altra ed è occidentale e orientale.

come la seconda guerra mondiale è finita con la creazione della possibilità della fine della specie umana sul pianeta (la semplice esistenza delle armi nucleari non solo “significa” ma “è” di fatto questa possibilità), così la fine per soppressione e a volte autosoppressione delle lotte dei lavoratori, la loro atomizzazione, frantumazione, annullamento, e il mercato globalizzato, globalizzano la morte individuale, la distruzione del tempo individuale, delle vite delle persone, e innescano una possibilità che non smette di attuarsi di fatto. e che non è reversibile. ha degli attori, ovviamente. in alto (i soliti) e in basso (pensiamo alle masse sterminate di lavoratori cinesi che producono per 20 ore al giorno: è la “scelta” del lager, e insieme la nuclearizzazione della propria identità).

a questo punto c’è da dire che forse lo spazio della borghesia è solo l’interregno apparente tra due forme di feudalesimo reale. l’italia è il posto dove questo si vede di più, perché non c’è in fondo stata una vera borghesia e le maglie sono più lasche. si vede, sotto, la trama e il tramare dei vecchi nobili, del vaticano, dei figli dei figli dei figli. (con l’arrivo del robot b. XVI a sanpietro non si fa nemmeno più tanta fatica a sbirciare tra le maglie).

la stessa frase di Debord, “la schiavitù vuole ormai essere amata esattamente per se stessa, e non in vista di qualche miglioramento estrinseco che potrebbe apportare”, poggia molto debolmente su quell'”ormai”, datato all’inizio degli anni Novanta. siamo alla fine di un arco temporale iniziato grosso modo a metà Settecento. altro che anni Novanta… continueremo a vivere questo interregno forse per parecchio ancora. e continuerà a viverlo chi viene dopo di noi.

[ via via i prìncipi si tolgono la maschera, piccole leggi cadono. tutto sommato gli USA sono un laboratorio molto chiaro di questo processo. ma ci arriviamo. si tratta solo di peggiorare un altro po’. coraggio.

i sindacati dei metalmeccanici hanno strappato un rinnovo di contratto con aumenti salariali assai bassi. (e con un sabato di “straordinari obbligatori” in più). si sta ricompattando un fronte di destra-centro. ben noto. ma siamo daccapo alla sola italia. alla tragicommedia dunque ]

 

Sign and help

Millions of animals suffer horrific treatment and slaughter in the fur industry. Those raised on fur farms spend their lives in cramped and filthy cages. Those trapped in the wild often languish for days as a steel jaw trap tears the skin from their bones. Some even chew off their own limbs in an attempt to escape. Much fur comes from China, where animals are skinned alive. What can we do?

 

“La rosa bianca”, alla Casa della Memoria e della Storia

ricevo e volentieri segnalo:

LA ROSA BIANCA

Spettacolo teatrale di e con Raffaello Fusaro
Lunedì 4 febbraio 2008 alle ore 17.30 alla Casa della Memoria e della Storia in programma la presentazione di una versione semiscenica dello spettacolo “La rosa bianca” di e con Raffaello Fusaro.
Nella Germania nazista un gruppo di giovani studenti di Monaco, insieme ad un loro professore, in nome della libertà e della democrazia, stampa e distribuisce 15 mila copie di 6 diversi volantini contro il regime hitleriano. Un generoso slancio ideale che rasenta l’incoscienza: scoperti, processati e uccisi. Questa è la storia dei ragazzi della “Rosa Bianca”, giovani attraversati da un tormentata decisione d’azione che ebbero il coraggio di opporsi anche quando tutto sembrava inutile. Il loro gesto non servì a scardinare la dittatura e la ferocia, ma è ancora oggi un vivo esempio della necessità di opporsi. Per rimanere sempre giovani.

Un lavoro denso e dal ritmo serrato che mette insieme con sapienza frammenti dei discorsi di Hitler e della sua storia, video e immagini d’epoca, la poetica di Chaplin, i testi dei volantini della “Rosa Bianca”, insieme ai pensieri di un giovane di oggi che dialoga con i sogni libertari di un gruppo di giovani di ieri. Uno straordinario “documentario teatrale” che coniuga fatti e coincidenze con il rigore dello storico, li racconta con l’incredulità del bambino e li mette in scena con vitalità, ironia e stupore. Su tutto la consapevolezza di ciò che accade. Un testo che affonda le mani nella pasta del passato ma che è presente, che racconta la vita, il suo disordine, gli inaspettati risvolti di un mondo impazzito, ieri come oggi; che narra la giovinezza con la sua sfrontatezza, l’ingenuità del suo coraggio e il desiderio forte di lasciare un segno, per gridare di essere vivi.
Come in uno scantinato, o in una soffitta polverosa e piena di oggetti, lo spettacolo si dipana con una vaga sensazione di clandestinità, quasi di straforo, velocemente, con la sensazione latente di essere braccati e la provvisorietà di un ciclostile che in un seminterrato all’improvviso si accende per opporsi. Sulla scena un solo attore che è di volta in volta narratore, attore, e tutti i personaggi.

L’iniziativa è a cura della Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane (FIAP) e dell’Associazione Nazionale Ex Deportati Politici nei Campi Nazisti (ANED).

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

* Mercoledì 6 febbraio 2008 alle ore 10.00 e alle ore 11.30 presso la Sala Raffaello (via Terni, 92 – Roma) lo spettacolo è messo in scena in forma integrale per le scuole, che devono prenotarsi (per informazioni e prenotazioni rivolgersi a Domenico Coduto tel. 3398662760). Biglietto d’ingresso euro 5,00.

Spazio della Cultura: Casa della Memoria e della Storia

Organizzazione: Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali
Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane (FIAP)
Associazione Nazionale Ex Deportati Politici nei Campi Nazisti (ANED)
Promotore: Casa della Memoria e della Storia Luogo: Casa della Memoria e della Storia
Indirizzo: Via San Francesco di Sales 5 (Trastevere)
Data: 4 febbraio 2008
Ore: 17.30
Ingresso libero

NO VAT

Anche quest’anno Facciamo Breccia organizza la manifestazione “NO VAT”,
che si terrà a Roma sabato 9 febbraio 2008.

 

 

Il corteo vedrà – dopo lo spezzone di apertura di Facciamo Breccia – uno spezzone di femministe e lesbiche, soggettività politiche che in queste settimane stanno resistendo all’ennesimo attacco teo-patriarcale all’autodeterminazione.

Nel corso del 2007 i movimenti di liberazione delle donne, delle lesbiche, di gay e trans hanno costruito grandi mobilitazioni di piazza – il Pride e la manifestazione contro la violenza maschile sulle donne – in cui sono emerse con forza la volontà di autodeterminarsi, la denuncia delle mistificazioni familiste e dell’invadenza vaticana nella sfera pubblica.

L’alleanza strategica tra politica istituzionale e Vaticano, che utilizza la violenza di genere, dentro e fuori la sfera domestica, come strumento di controllo sociale su donne,lesbiche, gay, trans è strumentale alla progressiva sostituzione del welfare con modelli familisti e politiche securitarie che negano i diritti di cittadinanza legittimando campagne persecutorie e razziste.
In modo sinergico sistema neoliberista e gerarchie vaticane – attraverso un processo di revisionismo storico e una costruzione normativa spacciata per naturale – sdoganano fascismi vecchi e nuovi e riattivano violenza e oppressione sui soggetti non conformi.

 

La piattaforma è consultabile sul sito alla seguente pagina:
Per informazioni: info [at] facciamobreccia.org
Per adesioni: adesioni [at] facciamobreccia.org

 

[*] immagine (CC) 2008 by differx

 

29 gennaio: Contro la pena di morte

Cari amici,
siete invitati a partecipare ad un evento speciale per celebrare la decisione da parte delle Nazioni Unite di appoggiare la richiesta italiana per una moratoria universale sulla pena di morte.

Vi sarà la proiezione di un documentario della regista Chiara Salvo che esplorerà il rapporto fra prigionieri nel braccio della morte e italiani che hanno scelto di mantenere un rapporto di corrispondenza con loro (alcuni saranno presenti con noi in sala). La proiezione sarà seguita da un forum aperto di discussioni sui prossimi passi della campagna contro la pena di morte.

Nello spirito di collaborazione saranno presenti le seguenti organizzazioni: Nessuno Tocchi Caino, Comunità di Sant’Egidio, Comitato Sacco e Vanzetti, Americans for Peace and Justice Abroad, Comitato Paul Rougeau ed altre ancora.

Un caro saluto da
Andy De Paoli e Giuseppe Lodoli
Quando: Martedì 29 Gennaio, alle 20:30
Dove: Cineclub Detour, Via Urbana 44, metro Cavour
Mappa: http://maps.google.com/maps?q=via+urbana+44,+roma&ie=UTF8&z=16&iwloc=addr&om=0

 

Un’email ricevuta

ricev(ev)o e volentieri pubblico:

Mentre me ne sto qui in biblioteca a lambiccarmi il cervello e a raccogliere qualche notiziola utile a completare una cartella su “Cultura e marxismo in Italia ai tempi di Gramsci” (che mi verrà pagata, chissà quando, 15 euri lordi), arriva la ministra *** con staff di fotografi e truccatori.

Si accomodano, la si fa incipriare, sistemano le luci: in dieci minuti, la ministra posa (con e senza occhiali) “con” i codici antichi che la biblioteca le ha messo a disposizione, tra i banchi austeri e le gli arredi seicenteschi.

Contemporaneamente, a duecento metri da qui (cioè al Senato) il governo Prodi si gioca forse una delle sue ultime cartucce…

Che debbo dirvi?
Sarà l’evoluzione del rapporto tra cultura e marxismo in Italia ai tempi di…

Una disarmante esperienza del peggio

Il Rapporto Censis 2007 diffuso lo scorso 7 dicembre. Siamo un paese “senza chiamata al futuro”
Una “inerzia diffusa” impedisce di guardare avanti

articolo di Silvia Tessitore

Le considerazioni generali che introducono il 41° rapporto Censis sulla situazione sociale italiana – una foto di famiglia che l’istituto di ricerca ci scatta ogni fine anno per mostrarci come siamo, e come potremmo essere domani – iniziano con un’affermazione positiva, che – di questi tempi non proprio facili – ha quasi l’effetto di una pacca sulla spalla: “Il Censis conferma una sequenza positiva di lungo periodo (dal rifiuto dell’ipotesi del declino, alla patrimonializzazione, dall’individuazione di schegge di vitalità economica fino al piccolo silenzioso boom descritto lo scorso anno)”. “Oggi si può confermare una visione positiva: – dice il Censis – sia perché cresce nelle imprese la qualità delle strategie competitive (di nicchia, di offerta sul mercato del lusso, di lavoro su commessa, ecc.); sia perché si va allargando la base territoriale dello sviluppo; sia perché abbiamo finalmente anche noi dopo decenni alcuni importanti big-players. Ed è una visione positiva che sembra poter superare anche le turbolenze finanziarie addensatesi negli ultimi mesi”. Insomma, facciamoci forza: non tutto è perduto, come qualcuno vorrebbe farci credere.

“Tuttavia, – prosegue il rapporto – le dinamiche di sviluppo in atto restano dinamiche di minoranza, che non filtrano verso gli strati più ampi della società. Lo sviluppo non filtra sia perché non diventa processo sociale, sia perché la società sembra adagiarsi in un’inerzia diffusa, una specie di antropologia senza storia, senza chiamata al futuro”. Il sospiro di sollievo di cui al punto precedente si ferma in gola e diventa un groppo: “senza chiamata al futuro” è una sentenza durissima. Nella foto di famiglia di quest’anno c’è in alto un esiguo gruppo di ben vestiti, dall’aria curata e sorridente, nella parte superiore, e in quella inferiore “i parenti poveri”: e sono la stragrande maggioranza, perché quelli di sopra (alla maniera del ricco Epulone) non gettano a quelli di sotto che poche briciole. In questa “antropologia senza storia”, di “inerzia diffusa”, si tende a mantenere lo status quo. A quelli di sopra perché conviene, a quelli di sotto perché non hanno scelta, sono soggetti a ricatti e precarietà d’ogni tipo: e il senso di fragilità che ne deriva spesso paralizza l’iniziativa. Quelli di sopra pesano, pressano. E sembra non esserci alcun futuro, alcuna trasformazione possibile. Il groppo in gola vorrebbe sciogliersi in lacrime, a questo punto. Ma è forse il caso di guardare in faccia la realtà: non siamo in un reality, e il rischio è che nessuno venga a recuperarci, dall’Isola degli Esclusi, se non facciamo qualcosa.

“Una realtà sociale che diventa ogni giorno una poltiglia di massa; – rincara Continua a leggere

Macchine di tortura

segnalo questo sito: http://www.petatv.com/

e questo video: http://www.petatv.com/tvpopup/video.asp?video=fur_farm&Player=wm&speed=med

non ci sono parole.

firmare una petizione contro queste pratiche e violenze, contro in intero mondo-modo di essere e lavorare e pensare e vendere è il minimo, veramente il minimo, che si possa chiedere.

(ben sapendo, poi, di quali crimini gli uomini sono capaci sugli uomini – oltre che sugli animali)