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Cento poeti contro la minaccia incostituzionale

da http://www.argonline.it/

Domenica 14 novembre 2010 verrà presentata ad Ancona, nell’ambito della rassegna di arte e impegno civile Linee di resistenza, l’edizione cartacea integrale dell’e-book Calpestare l’oblio. Cento poeti contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana, grande opera di poesia civile che nel novembre 2009 e nei mesi seguenti ha scatenato un acceso dibattito sui principali media nazionali e internazionali (Le Monde diplomatique).

Calpestare l’oblio sarà la prima uscita della Collana Argo per le Edizioni Cattedrale (in libreria da dicembre). In anteprima potrete leggere qui l’intervento critico di Antonino Contiliano su questo documento storico, testimonianza che una coscienza civile e poetica in Italia ancora esiste e resiste.

Dalla Società Italiana delle Storiche: “Il peso delle parole”

ricevo (e volentieri pubblico):

Il peso delle parole


Da venti anni siamo impegnate nella promozione e nella valorizzazione della ricerca storica sulle donne e le relazioni di genere. Come studiose, crediamo profondamente nel valore delle parole e delle immagini, quando sanno comunicare e diffondere idee di libertà, di uguaglianza, di uscita dal pregiudizio. Conosciamo altresì, e drammaticamente, il peso enorme che parole e immagini possiedono, quando veicolano, legittimano, istituzionalizzano, stereotipi discriminatori. Per questo, ci sentiamo di esprimere tutto il nostro sdegno per le parole omofobe pronunciate ieri dal Presidente del Consiglio, nonché per la consueta e degradante immagine delle donne presente implicitamente nel suo discorso.

Rifiutiamo con forza i tentativi maldestri di giustificare affermazioni apertamente intolleranti con l’etichetta di “battute”. Il ruolo istituzionale di un Presidente del Consiglio non è compatibile con l’ironia su questi temi. I meccanismi della costruzione degli stereotipi, e la violenza che ne consegue, passano anche da qui: dalla sottovalutazione ironica, dallo scherno, dall’ammiccamento sbeffeggiante su presunte diversità altrui.

Siamo stanche di risate su questi temi. Siamo indignate perché queste parole sono cadute come macigni lungo la strada di chi si batte per una democrazia moderna, che dovrebbe avere uno dei suoi punti cardine nell’efficace contrasto giuridico, nonché politico-culturale, alle discriminazioni di genere e di orientamento sessuale. Al Parlamento e al Governo Italiano chiediamo responsabilità e impegno costante in tale direzione.

3 Novembre 2010

Società Italiana delle Storiche


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