Archivi categoria: Resistenza

Da maggio la rivista mensile «alfabeta2» + «alfalibri»

alfabeta n° 9 & alfalibri n° 1

Da maggio la rivista mensile «alfabeta2» raddoppia e propone in allegato il supplemento «alfalibri»:

16 pagine dedicate alle novità editoriali, e non solo


Insieme al numero 9 di «alfabeta2» arriva oggi nelle edicole e nelle librerie italiane una nuova rivista mensile dedicata ai libri: «alfalibri». Nuova perché, come indica la cifra 01 in evidenza sulla copertina, questa è la sua prima uscita. Ma soprattutto nuova perché si propone di pensare ai libri, di parlare dei libri, come oggetti vivi, attivi, in movimento. Non a caso la rivista si apre con una conversazione di Daniele Giglioli con Mario Lavagetto, che sottolinea, oggi più che mai, la necessità di una critica di avventura, nella quale si sa dove si comincia, ma non dove si andrà a finire. Sulla dimensione del rischio punta dunque «alfalibri»: il rischio di sfuggire alle logiche dell’industria editoriale, scegliendo ogni volta con grande cura e in modo autonomo i titoli di cui si occupa; il rischio di sperimentare stili diversi, che vadano al di là della forma stereotipata della recensione; il rischio infine di trovare lettrici e lettori curiosi, appassionati, intelligenti, pronti a cogliere la sfida e a lanciarsi in questa avventura.

Presentazioni:

Milano, Triennale, 10 maggio, ore 17 

Napoli, Fondazione Morra, 10 maggio, ore 18 

Torino, Salone del Libro, 13 maggio, ore 16 

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Sul numero 09 di «alfabeta2»

Consumo ergo sum, a cura di Massimo Ilardi

Culture d’Italia – Campania

Alberto Burgio: La primavera e la guerra, G.B.Zorzoli: Fukushima mon amour, Furio Colombo: Fine corsa, capolinea, Sergio Bologna, Dario Banfi: Mettersi di traverso, Marino Badiale, Massimo Bontempelli: Una politica economica per la transizione, Continua a leggere

alfabeta2 + ALFALIBRI

Da maggio la rivista mensile «alfabeta2»

raddoppia e propone in allegato il supplemento «alfalibri»:

16 pagine dedicate alle novità editoriali, e non solo

Insieme al numero 9 di «alfabeta2» arriva oggi nelle edicole e nelle librerie italiane una nuova rivista mensile dedicata ai libri: «alfalibri». Nuova perché, come indica la cifra 01 in evidenza sulla copertina, questa è la sua prima uscita. Ma soprattutto nuova perché si propone di pensare ai libri, di parlare dei libri, come oggetti vivi, attivi, in movimento. Non a caso la rivista si apre con una conversazione di Daniele Giglioli con Mario Lavagetto, che sottolinea, oggi più che mai, la necessità di una critica di avventura, nella quale si sa dove si comincia, ma non dove si andrà a finire. Sulla dimensione del rischio punta dunque «alfalibri»: il rischio di sfuggire alle logiche dell’industria editoriale, scegliendo ogni volta con grande cura e in modo autonomo i titoli di cui si occupa; il rischio di sperimentare stili diversi, che vadano al di là della forma stereotipata della recensione; il rischio infine di trovare lettrici e lettori curiosi, appassionati, intelligenti, pronti a cogliere la sfida e a lanciarsi in questa avventura.

da MicroMega

Un appello per il voto del 12 e 13 giugno
Referendum, in campo la società civile: “Quattro sì per cambiare l’Italia”
Quaranta esponenti di associazioni, sindacati, media e movimenti, lanciano oggi l’appello “Per cambiare”. Gli obiettivi: fermare le manovre del governo che vuole impedire i referendum; cancellare il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il “legittimo impedimento”; mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata; raggiungere il quorum e la vittoria dei SI.
GIULIETTI Mobilitiamoci contro lo scippo del governo

Berlusconi e l’attacco ai magistrati, Caselli: “È guerra totale alla legalità” di Gian Carlo Caselli
Il procuratore di Torino: “Parlare di br nelle procure, oltre che vergognoso, significa essere fuori dalle democrazie occidentali. Su Ingroia discredito gratuito come accadde al pool di Falcone e Borsellino. Ma il bersaglio grosso è la sedicente riforma ‘epocale’ della giustizia che consegnerà alla maggioranza politica contingente il potere sulle indagini”.
TRAVAGLIO Ciancimino contro Ciancimino

Il biotestamento e la bestemmia dell’indisponibilità della vita di Maria Mantello
Il ddl Calabrò sul testamento biologico (approvato già in Senato) verrà discusso alla Camera nei prossimi giorni e quasi sicuramente diverrà legge, potendo contare sul voto dei berlusconiani e di altri fidi. Una legge liberticida e anticostituzionale, che sacrifica sull’altare degli scambi simoniaci la laicità dello stato schacciandola sul precetto canonico.

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“Storia di una foto”, a cura di Sergio Bianchi


 

Storia di una foto
a cura di Sergio Bianchi
Il libro
Milano,14 maggio 1977. Giorno di una manifestazione contro la repressione. Lo spezzone dell’«autonomia operaia» si stacca dal percorso ufficiale per sfilare sotto il carcere di San Vittore. Nei pressi della prigione, alcuni militanti di un collettivo di quartiere imboccano via De Amicis e, armi in pugno, sparano sulla polizia schierata per contenere i manifestanti. Un agente, Antonio Custra, viene colpito a morte.
Uno dei fotografi presenti immortala la figura di un dimostrante col passamontagna, solo, in mezzo alla strada, con le gambe divaricate e le braccia tese a impugnare con ambo le mani una pistola puntata verso la polizia. Quella foto diventa la rappresentazione dell’aspetto tragico del Movimento del ’77, e così nasce l’immagine-icona degli «anni di piombo». Un’immagine che è stata l’incubo di una generazione e che oltre trent’anni dopo continua a evocare un passato che non passa per tutti coloro che ne furono i protagonisti: i rivoltosi, le vittime, le istituzioni, i media e l’opinione pubblica.
Questo libro, che contiene una ricca documentazione iconografica, testi estratti dagli atti giudiziari, documenti politici dell’epoca, saggi di studiosi della comunicazione, testimonianze di alcuni protagonisti, offre per la prima volta la possibilità di analizzare a fondo il contesto politico e sociale e il retroscena che ha prodotto l’evento fissato in quell’immagine.
Testi di:
Sergio Bianchi, Umberto Eco, Paolo Fabbri, Tiziana Migliore, Toni Negri, Paolo Pozzi, Raffaella Perna, Marco Philopat, Franco Tommei, Benedetto Vecchi, Raffaele Ventura, Osvaldo Verri.
Sergio Bianchi ha curato i saggi: L’Orda d’oro. 1968-1977. La grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale (Feltrinelli, 19972); La sinistra populista (Castelvecchi, 1995); con Lanfranco Caminiti Settantasette. La rivoluzione che viene (DeriveApprodi, 20072) e i tre volumi de
Gli autonomi. Le storie, le lotte, le teorie (DeriveApprodi, 2007-2008). È inoltre autore del romanzo La gamba del Felice (Sellerio, 2005).
In libreria dal 27 aprile

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e inserire i propri dati e il SEGUENTE MESSAGGIO
[nb: una volta inserito il messaggio riceverete un mail del Quirinale, non scordatevi di confermare cliccando sul link nella mail]

Oggetto:
Presidente Napolitano, La prego non firmi questa legge vergogna ‘Processo breve’ e sciolga le Camere

Presidente, mi rivolgo a Lei quale garante della Costituzione e della mia dignità di cittadino.
La prego di dare una prova di civiltà bloccando l’approvazione della legge ingiusta “Processo breve” che, se passasse, spazzerebbe via migliaia di processi e negherà giustizia a tanti nostri concittadini, tra i quali gli studenti sepolti sotto le macerie della Casa dello Studente di L’Aquila e le vittime della strage alla Stazione di Viareggio.
Presidente, Le chiedo anche di sciogliere le Camere, che non rappresentano più nulla, se non la vergogna del paese, e l’indegnità del presente “governo” di centrodestra.
La Storia la chiama ad una decisione difficile, dolorosa.
Ci salvi, Presidente, salvi l’Italia, salvi la Costituzione e il nostro futuro.
Lo faccia ora, Presidente, domani è già tardi.

ricorrenza delle domande

collaborazioni a quotidiani spregevoli, a premi letterari finanziati con soldi di leghisti e pidiellini, letture in terrazze innominabili, reading a montecitorio o al senato alla presenza del peggio della storia repubblicana, strizzate di palpebra a cielle e ai suoi emissari, inviti salottieri al divo giulio …

c’è qualcosa che non faccia schifo ai poeti e agli intellettuali italiani? c’è qualcosa di politicamente ed eticamente ripugnante da cui riescano a stare fuori? anche senza baccano, ma fuori?

19 aprile: “alfabeta2” e DeriveApprodi al Palazzo delle Esposizioni

I testi di Alain Badiou, Toni Negri, Jacques Rancière e Slavoj Žižek che formano il focus del n.8 di «alfabeta2» sono tratti dagli interventi al convegno On the idea of Communism tenuto a Londra nel maggio 2009.

Gli atti del convegno sono raccolti nel volume L’idea di comunismo di imminente pubblicazione per le edizioni DeriveApprodi.

È possibile conservare l’idea di un’alternativa all’odierna dominazione del capitalismo parlamentare, idea che da circa due secoli assume principalmente il nome di «comunismo»? Per gli autori che compongono questo libro la risposta, con variazioni, è sì. Il libro raccoglie gli interventi di alcuni dei maggiori filosofi contemporanei, invitati non a passare al vaglio gli errori del socialismo reale, ma a misurarsi con un pensiero dell’emancipazione all’altezza della crisi del capitalismo e delle democrazie rappresentative.

Badiou, Balso, Bosteels, Buck-Morss, Douzinas, Eagleton,Hallward, Hardt, Nancy, Negri, Rancière, Russo, Toscano, Vattimo, Žižek