stop reading. refrag now
Archivi categoria: scrittura di ricerca
“lettere grosse” cerca / call for submissions
lettere grosse cerca nuovi contributi per il prossimo draft
(in uscita indicativamente a fine anno).
se siete autrici o autori di prosa (magari di prosa in prosa),
inviate testi
l’indirizzo a cui spedire e le modalità di invio si trovano alla pagina
http://letteregrosse.blogspot.com/p/submit.html
asemic sibyls (2008) @ fb
watt film: letture di sabato (22 settembre)
cambiamento di programma, rispetto a quanto scritto sul sito di
Watt Film, http://www.lacameraverde.org/watt-film/index.php
le letture del 21 settembre sono spostate al 22:
a Tropea, sabato 22 settembre 2012
ore 17:30 presentazione/lettura dei libri
Detour
di
Elisa Davoglio
*
Quattro Fasi
di
Giulio Marzaioli
*
Curvature, di Marco Giovenale e Francesca Vitale
e Altre ombre, di Marco Giovenale
(ed. La Camera Verde)
§
Watt Film Tropea
13 settembre 2012 – 28 settembre 2012
A cura di
Marco Perri
Giovanni Andrea Semerano
luoghi degli eventi:
Palazzo Collareto Galli
scuola media statale “Don Mottola”
Biblioteca Comunale “A. Lorenzo”
Largo Sedile Africano
Anfiteatro del Porto
Lido Tropical
via Marina del Convento
Chiesa della Michelizia
[replay] _ corrado costa @ logosfere
Zona: http://www.editricezona.it/thecompletefilms.htm
scheda pdf: http://www.editricezona.it/pdf%20per%20la%20rete/LOGOSFERE.pdf
QuintaDiCopertina: http://www.quintadicopertina.com/index.php?keyword=complete+films&Search=Cerca&Itemid=1&option=com_virtuemart&page=shop.browse&vmcchk=1&Itemid=56
da non dimenticare: CORRADO COSTA alla Biblioteca Panizzi:
_
[ … e su gammm: Vita di Lenin ]
_
problem solving
problemi con i testi scritti? ripetizioni qui:
http://slowforward.wordpress.com/2011/01/04/chi-ha-problemi-con-i-testi-installativi/
->http://slowforward.wordpress.com/2011/01/04/extensive-immanence/
http://slowforward.wordpress.com/2011/01/06/chi-ha-problemi-con-le-immagini-di-prosa-in-prosa/
http://eexxiitt.blogspot.it/2012/09/spiegazione-della-scrittura-di-ricerca.html
e, per chi volesse performare, qui:
http://archive.org/details/quantum-rilke-deconstruction
[altra terza replica] _ “wall, 2010”
aprile :
intervista sull'”Ulisse”, da cui è tratto questo segmento:
Sono particolarmente interessato ai caratteri installativi dei testi verbali, che sarei tentato di definire in molti casi postverbali. Macchine elencative interminabili, blocchi verticali di textus che esce proprio quantitativamente dal campo della tessitura, del rinvio sonoro, lineare, performabile, per entrare semmai in quello della scultura, del volume-massa, dell’oggettualità piena, fissa. (Words to be looked at, recita significativamente il titolo del saggio di Liz Kotz dedicato non a caso a «Language in 1960s Art», MIT Press, 2007).
Se penso a Il dramma della vita, di Valère Novarina (la cui conclusione esce in italiano su Nazione indiana, tradotta da Andrea Raos), o ai monoliti che punteggiano le uscite di http://hotelstendhal.blogsome.com, o ai flowchart ritoccati di Brunt, di Emilio Villa, o ancora alle opere in rete di Jim Leftwich, Jukka-Pekka Kervinen, Peter Ganick, non mi torna affatto come eco distante un’idea di scrittura di scena che (si) fa muro: muro-scena, opera verbovisiva in sostanza. (Che perda o meno il suo carattere alfabetico cellulare, costituitivo). È una delle vie di comunicazione verso la visual poetry, anche.
*
giugno :
recentissimo testo di Peter Ganick, nella cui pagina di presentazione su Lulu.com si parla precisamente di “wall of text”:
What is a text? After John Coltrane’s “wall of sound”, we have here a “wall of text”. What does making sense entail? Is it in the words themselves and/or the sequence of words? In “An Archeology of Theory”, Peter Ganick suggests both and neither in true spatial reference. Energy is space is a version here-to-be-read.
cfr.
http://slowforward.wordpress.com/2010/06/28/wall-of-text-stele-di-testo/
runbook, 2nd issue, 2012
l’importanza di un amico fidato quando ci si siede in un caffè letterario
[replay] _ un’annotazione su corrado costa
da Punto critico (21 lug. 2012):
Si può forse dire [attenuando: è mia cautelosa opinione sia non implausibile suggerire] che un po’ ovunque, verso la metà degli anni Sessanta, è successo qualcosa nel(la percezione del) linguaggio comune, quotidiano, che ha aperto un fronte pressoché nuovo nella poesia e nella prosa – e non solo nella scrittura di ricerca.
La parcellizzazione e le dissipazioni della (percezione della) solidità del soggetto, che ne facevano qualcosa di problematico o perfino insostenibile per gli autori della prima metà del Novecento, diventano il terreno ‘naturale’ dell’immaginazione nella seconda metà del secolo. (Quella di Chandos è così aria respirata poi da chiunque: letterato o meno).
Proprio mentre – nel secondo dopoguerra – alcuni decenni politicamente accesissimi declinano troppe certezze in termini di potere e sua distribuzione, tanta parte della poesia italiana (o per via di complessità o per via di linearità) mostra di prendere le distanze da ogni atteggiamento didascalico, parenetico. Dismette abiti egoticamente ‘crepuscolari’ ma sa tenere per fermo un “principio di esitazione” (Zublena) che non concede né al quotidiano né all’eccezionale di fissarsi in figura stagliata, e dunque “poetata”, cioè provvista di garanzie già codificate e statiche nella sensibilità ed esperienza di chi legge.
Gli autori – alcuni autori – congegnano e inventano materiali ricchissimi (e forme inedite, svincolate da molti schemi) senza pre-obbligare il lettore a identificarsi col loro sguardo, tantomeno col loro ‘ruolo’. E si rifiutano di proiettare sulla distanza che li separa dal lettore stesso l’ombra di una coesione che sanno (per tutti) inesistente. Se il corpo è un corpo-in-frammenti, l’incertezza dell’ombra è una grafia da reimparare a ogni pagina.
In questo, Corrado Costa ha rappresentato probabilmente una voce anzi la voce più divertita e affilata e persuasiva, nella scrittura italiana di quegli anni. E dei nostri.
mg
messaggi ai poeti (#18)
vediamo se riesco a spiegarmi:
…sì potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro…
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